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Comunismo

L'umanità di troppo e il nostro futuro

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Di , 26-10-19 alle 19:06 (183 Visite)
Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
Mi sia concesso ripartire da questo discorso fatto in una altra discussione :

Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
A proposito di fisica sociale, te ne propongo una opposta Tommaso, liberata da ogni finalismo: l'immigrazione disintegra ogni coesione sociale, gli stessi immigrati non faranno proprio alcuna rivoluzione (valga la diffidenza dei vecchi comunisti per il sottoproletariato), gli autoctoni non sanno neanche più chi sono e sono felici di trasformare i loro pochi figli in esperimenti dell'ingegneria sessuale; i deliri di media, cultura, istituzioni, apparato tecnico-economico, l'agenda politica delle élite, la menzogna sistemica, comincia a baluginarci nella mente l'idea che forse ancora non abbiamo visto niente. Saremo tutti morti e tu, Tommaso, non ne avrai avuto ancora abbastanza per disilluderti sulla tua "umanità di troppo".
Vado per ordine e per punti, rendendomi conto come non sia più possibile mobilitare la pazienza del lettore più di due minuti a messaggio.

1. L'immigrazione non disintegra niente ; c'è immigrazione perché già c'è stata la disintegrazione sociale.

2. La disintegrazione sociale è l'altro nome della socializzazione sotto il capitale. Prima c'era la comunità, integrata ed organica. Ora c'è la società del capitale, la lotta di tutti contro tutti.

3. Gli immigrati non fanno né più né meno rivoluzione che gli autoctoni. Sono le condizioni materiali che spingono gli uni e gli altri a dover fare la rivoluzione.

4. Gli autoctoni degenerati che prestano i propri, pochi figli agli esperimenti dell'ingegneria sessuale rappresentano soltanto la frazione piccolo-borghese progressista della società. Questa frazione sarà spazzata via dalla rivoluzione, intanto gode di una massima esposizione perché la produzione e la circolazione dell'ideologia progressista è appunto la funzione costituente della piccola borghesia progressista (Università, editoria, media, cultura, politica di medio-alto livello, etc.)

5. Abbiamo visto tutto ormai della nullità della piccola borghesia progressista. E anche della nullità della borghesia proprietaria dei mezzi di produzione. Questi ancora permettono, a malapena, la riproduzione della società occidentale. Per quanto tempo ancora ? Abbiamo visto tutto e giudicato che questo ordinamento sociale ci porta alla catastrofe sociale, culturale ed ecologica.

6. La storia ha giudicato, la dominazione di questi tempi è volta alla sua fine. Si veda il movimento dei Giubbotti gialli in Francia, nato dal nulla, prima ondetta da vasca da bagno prima dell'arrivo del maremoto. Si veda diversi paesi dell'America latina, dell'Oriente, e domani la Cina dove poco a poco sale la rabbia sociale.

7. Ricordiamoci che sono passati solo tre decenni, per dire nulla, dalla fine del blocco burocratico del capitalismo di Stato. E con questo si disse che erano finite le ideologie, i racconti alternativi al commercio universale, che era la fine della storia.

8. Signore e signori la storia si è ripresa. Il capitale non arriva ad assicurare a tutti una vita dignitosa, nel mentre sotto la sua dittatura si sono sviluppati come non mai i mezzi di produzione. Si entra nell'epoca delle insurrezioni, è il ritorno della politicizzazione di massa, e del politico. Riprendono vita le categorie entre le quali si muovono le forze che fanno la storia.

9. Non saremo morti perché la vita comincia soltanto adesso. La vita è il movimento che vede quel che si credeva immobile cadere. La vita è la contraddizione che muove questo mondo, e che si manifesta in milioni di uomini e donne che non vogliono più, perché non possono più vivere questa non-vita.

10. L'illusione è che il capitale vince sempre. Ed è vero che fin qui ha vinto sempre. Vince sempre finché perde. E quando perde allora tutti si voltano verso il triste passato, e dicono "quante illusioni si faceva la specie!"

11. Ho sempre parlato con voi perché nel fondo ho capito come in tanti non volete la "destra", né "l'ordine" degli affari, né i "valori" della borghesia inizio ventesimo, insomma niente di quella panoplia da dittatura sud-americana. Nel fondo quasi tutti voi detestate il borghesismo, l'individuo borghese e il suo mondo bassamente materialistico. Detestate la società logicamente anarchica e cosmopolita della merce libera di muoversi, del mercante libero di lucrare sul prossimo, odiate questo mondo ed avete ragione di odiarlo.

12. E sotto questo odio c'è il richiamo della comunità, forma naturale della vita della specie. Il comunismo è la chiusura di una parentesi anomala, è la fine della separazione, e il ritorno a questa forma naturale.
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