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Sclerotide e Dintorni

Notturno del Mattino

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http://www.youtube.com/watch?v=uUcKeKt8C1k&ob=av2n
I cried the other night
I can't even say why...
Daysleeper dei R.E.M. mi ha sempre comunicato un senso di sospensione del tempo.
Di per se, appare come un testo sulla solitudine dei lavoratori notturni, ma mi ha sempre incuriosito ciò che possono provocare queste ore di buio e quiete, come sospese appunto in un'altra dimensione. A chi non è capitato di stare svegli la notte a guardare fuori dalla finestra?
Da qualche parte lessi, tempo fa, che la vita è breve come la pipì di una farfalla.
Il vago sorriso che è scaturito dalla battuta - di certo considerata dozzinale anche nei peggiori circoli di bocce dello Stivale - mi ha permesso di lasciar correre quell'infausta previsione, ero giovanissimo e inconsapevole, nei miei 10 anni di vita lontanamente equidistante, sia dai problemi intrinseci dell'esistenza umana che dal cinismo. Si preparava in quegli anni tutta una catena di eventi, quella che chiamano crisi adolescenziale, dalla quale o si guarisce o si diventa dei mostri in divenire, con caratteristiche che variano da soggetto a soggetto. Io non sono mai del tutto guarito, come molti altri. E di solito l'unico modo di sopravvivere a un'infezione del genere è guardare dall'altra parte, esistono all'uopo tutta una serie di cose che colmano i buchi della groviera dell'adolescenza, anche se spesso e volentieri lo stucco si secca e i buchi si allargano, e non tutti hanno abbastanza stucco - leggi questioni secondarie di primaria importanza - per fare riparazioni.
Tutte cose che comunque, danno tempo di arrivare all'età adulta con un bagaglio di preoccupazioni secondarie - o primarie per certuni - che riducono la finestra temporale di tali pensieri. Una volta, da incolpevole e ignorante studente di storia dell'arte, chiesi a un amico studente di filosofia come facessero nel loro dipartimento a vivere a stretto contatto, ogni giorno, con bombe atomiche esistenziali di quel calibro. La sua risposta, orribilmente tranchant, fu che molti suoi colleghi erano mezzi matti. Mi dissi io, quelli che non sono matti devono essere degli imbucati di ingegneria oppure hanno sapientemente sbocconcellato l'esistenzialismo senza lasciarsi travolgere.
In parte era vero...probabilmente però avevano, beati loro, trovato una scappatoia da tutto questo. In genere trovare una scappatoia è - come dice la parola stessa - semplicemente fuggire dal problema, in questo caso è smettere di farsi quelle fatali domande, magari soffermandosi sul metodo anziché sul contenuto.
Nel mio caso, la lenta non-risposta a quei morbosi stimoli è stata la stessa, - anche se, come per tutti noi è un work-in-progress- spostando il problema dall'uomo allo stesso concetto di Esistenza, concludendo infine in un nulla di fatto, perché anche se scegli per comodità la via del determinismo forte e dell'assenza di libero arbitrio, e trovi un discreto ordine mentale - ahimè non spirituale- niente ti salva, da quella cacopedica catastrofe a scroto che è un'esistenza votata alla ricerca del significato delle cose, che ripiegando la mappa delle tue convinzioni alla ricerca di un centro ti porta a doverne uscire o a rimanere intrappolato.
E ci sono dei momenti in cui, pur avendo trovato un precario equilibrio tra esistenza e domande sulla stessa, ti ci trovi a pensare tuo malgrado. E queste sono le ore sospese.
Nelle ore sospese tutto può accadere, puoi trovare un momento di lucida follia e guardare te stesso e la tua esistenza come una sorta di Neofrono albertiano allo specchio, redivivo, ritrovando poi, nel pessimismo della tua condizione, un appiglio di salvezza nell'ironica e decentrata osservazione, fine a se stessa solo apparentemente. E saprai che se comunque non puoi trovare risposte, almeno ti potrai divertire nella ricerca, mentre passeggi sul filo della pazzia.
Parafrasando l'Agamennone di Euripide, non il senno, ma la follia ci accomuni.
Al che Menelao risponderebbe: Chi ama l'esistenza, soffre insieme ad essa.

Commenti

  1. L'avatar di attila621
    ...lo trovo attuale seppur molto antico.
    La fase rem: uno specchio sospeso "all' incoscieza".
    chissà, le incognite del "destino" e il giuoco delle proprie convinzioni..
    e sempre meno strade oppure più tortuose.
    Chi ama l'esistenza, soffre insieme ad essa.
  2. L'avatar di Theremin
    Scacciamo i brutti pensieri con una buona dose di sano edonismo!
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