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Sclerotide e Dintorni

Paralipomeni Deterministici

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Paralipomeni Deterministici

ovvero: discorsi intorno alle mie contraddizioni




È venerdì mattina e sto ascoltando Bob Marley, Legend, anche se a nessuno importa
In realtà dovrei studiare - lo sto facendo con la coda dell'orecchio in questo momento - ma sono un fannullone spesso e volentieri.
Già, si parla di contraddizioni: o meglio di mie indecisioni, perché non ho ancora un'identità definita (no, non sto parlando della mia identità di utente :sofico: ) a livello di convinzioni, forse non ce l'avrò mai. Il problema più grosso per uno della mia risma è il cerchiobottismo olistico (e chiedo scusa al Prof. Fontecedro per il termine) che contraddistingue le (credo tante) persone come me.
Tutto ruota attorno al fatto che non ho mai avuto occasione di studiare filosofia, quindi le seghe mentali ho dovuto farmele un po' per conto mio, un po' per sentito dire, con risultati raccapriccianti se vogliamo.
Venendo al punto, al termine di una delle inutili tappe della mia vita, mi sono scoperto attratto dal determinismo forte. Il casino più grosso è che questa visione del mondo cozza a livello esistenziale con praticamente tutto il background che ognuno di noi riceve (e che ho ricevuto anche io), quell'insieme di remi e correnti che spinge la barca-persona a galleggiare in acque rassicuranti (che siano false o autentiche non importa).
Ora naturalmente non ci si slega mai del tutto, da un modo di vivere più o meno normale, è umanamente impossibile, ne siamo immersi, ma assunta questa linea di pensiero le cose che si fanno, si dicono e succedono si guardano con un occhio meno incline a dare peso alle azioni e alle parole altrui e proprie. Perché alla fine cos'è, questo maledetto determinismo totalizzante - così almeno lo chiamo io, sicuramente ha un altro nome ma il mio analfabetismo di ritorno a volte è umiliante - di cui parlo?
In definitiva è un'idea di causa-effetto che si estende a tutto - ma proprio tutto, su tutta la scala dell'esistente, dai macrosistemi come un barattolo di yogurt all'elementare, come una forse impossibile frazione di bosone - insomma una cosa abbastanza banale. Se prendiamo però il discorso uomo, agli occhi del sentire comune tutto diventa più antipatico, perché come avrete intuito, una cosa del genere applicata all'uomo non prevede libero arbitrio. Non solo, fa scivolare tutta una serie di fattori collaterali che mantengono l'ordine mentale della nostra società. Se tutte le cose che compongono l'esistenza in senso lato seguono una direzione univoca di rapporto causa-effetto, anche la totalità delle nostre azioni, del nostro stesso esistere fa parte di questo fluire.
Colpe e responsabilità, oltre che meriti e congratulazioni, sia a se stessi che agli altri, vengono totalmente cancellate nel loro significato intrinseco. Ciò è comodo per avere una visione razionale del mondo, e anche per evitare di arrabbiarsi se le cose vanno male, perché in fondo è tutto un fluire ordinato di infinite cause ed effetti che si compenetrano, e niente poteva cambiare quel singolo attimo, pena un paradosso nel costrutto esistenziale, ovverosia una mancanza di ordine nell'universo. L'ordine naturalmente può anche essere un ordine frattale, che non riusciamo a concepire nel suo carattere infinito, ma sempre ordine rimane.
Che poi il principio di indeterminazione ci voglia affidati al caos lo pongo tra i se, anche perché un tale sistema se agisse totalmente così in un dato momento provocherebbe l'annichilimento anche riguardo a ciò che è tutto il macroscopico. Insomma le regole ci sono eccome, se non ci fossero niente vieta al caos di creare una non-situazione e appunto, portare alla non-esistenza.
Ma appunto, posto che viviamo in universo ordinato, e che ogni cosa avviene per un motivo, a cosa porta a pensare una persona - e nella fattispecie me - immersa in uno stato di cose simile e al contempo cosciente di quest'ultima? Non porta certo al campo dell'obbiettività assoluta, perché in un mondo dagli infiniti punti di vista, la verità - obbiettiva - non esiste se non come dato fattuale privo di qualsivoglia implicazione in contesti alieni a quello d'origine. Porta a quella che penso sia la forma più pura e più orribile di ciò che noi chiamiamo indifferenza: un riflesso di Nulla.
Ma per fortuna sono un essere umano anche io, e questa vita piace anche a me, perché per quanto bizzarra e terribile possa essere, è pur sempre la cornice di Nulla che preferisco.
Un panino con mortadella e pistacchio e mi rituffo nell'ipocrita bellezza del mondo!
Oh cacchio dimenticavo che sono a dieta ç_ç



p.s. Se magari c'è qualche anima buona che mi vuole indirizzare a qualche lettura per farmi sentire meno ignorante ed asino sugli ultimi sviluppi del rapporto tra determinismo, filosofia, esistenzialismo e meccanica quantistica gliene sarei grato, il mio animo soprattutto se ne gioverebbe :giagia: grazie baci e abbracci

N.B. tutto questo discorso naturalmente non esaurisce il possibile corollario riguardo il discorso su Dio e sulle religioni, tutto sta nella reale esistenza della causa prima (se c'è o non c'è) e se questa sia cosciente o meno, diciamo che in questo caso una delle 2 opzioni sarebbe o 1) di un Dio che mente o per divertirsi o per scopi che non comprendiamo 2) di un Dio che trascende l'idea che ne abbiamo dalle varie religioni, se vogliamo quasi in senso spinoziano. Ma come ho già detto non ho mai studiato filosofia e nel caso mi affido al vostro aiuto. (si anche a livello spirituale sono parecchio incasinato lo ammetto ç_ç)

N.B.2 nonostante l'album qui sotto non ho mai fatto uso di droghe, sono scemo di mio probabilmente :giagia:
http://www.youtube.com/watch?v=bHSfY...eature=related

Aggiornato il 15-06-12 alle 11:58 da ಠ_ಠ

Categorie
Pensieri in libertà

Commenti

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
  1. L'avatar di Jared
  2. L'avatar di k21
    non pensare che studiare filosofia o fisica cambi qualcosa, già le tue riflessioni sono molto meglio di tante cose che ho letto sull'argomento da parte di "specialisti"...
    per quanto riguarda la fisica, gli argomenti che ti potrebbero interessare sono la "decoerenza quantistica" e l'"interpretazione della meccanica quantistica"; va detto, tra l'altro, che bastano "leggere" modifiche alla MQ per renderla deterministica, lo hanno fatto per esempio Rimini-Ghirardi-Weber e, in precedenza, anche Louis De Broglie...
    per quanto riguarda la coscienza, da un lato sembra che effettivamente avere una coscienza o non averla modifichi il comportamento (e quindi sembra che esista la libertà), dall'altro non si capisce come possa la coscienza interagire con il cervello (la famosa ghiandola pineale di Cartesio ), né si capisce come "nasca" la coscienza (se "emerge" dal cervello o da una struttura materiale sufficientemente complessa, allora i neuroni lavorano in modo autonomo e la coscienza è semplice spettatrice, ma questo non sembra essere quello che effettivamente accade).
    In passato sull'argomento ho letto anche libri di autori come Jaegwon Kim, ma alla fine sapevo come prima.
    Aggiornato il 15-06-12 alle 12:23 da k21
  3. L'avatar di sugarbabe
    si naviga a vista.
    con le regole assegnate a questa parte di universo.
    se ci si assoggetta ad esse completamente, negando l'anima, si perde di umanità.
    se si fa finta che non ci siano e ci si libra come puri spiriti, ben presto il corpo ci riporta con i piedi per terra.
    si naviga a vista.
  4. L'avatar di k21
    segnalo questo sito che mi sembra fatto veramente bene
    Benvenuti | Filosofia della mente | Adalberht
  5. L'avatar di ಠ_ಠ
    grazie per la segnalazione, me lo leggerò con calma :giagia:

    che poi riguardo al discorso sulla coscienza, non capisco cosa c'entri con il discorso sul libero arbitrio... secondo l'idea che mi son fatto io ultimamente, anche i meccanismi di coscienza non sono avulsi da cause, ovverosia rientrano anche loro nel determinismo: cioè in base a cosa formuli i tuoi pensieri? anche ammettendo che la coscienza esista in quella forma, bisognerebbe intenderla come una sorta di macchina che genera ma che non è generata da input esterni? Non pensiamo noi usando ciò che ci circonda come metro per il nostro pensiero? Riesci tu a pensare a qualcosa che non abbia un riferimento seppure astratto alla realtà? Se potessimo definire l'infinito in una forma concreta nella nostra mente avremmo una sorta di libertà da tutto il meccanismo delle cause. Ma la coscienza si limita di per se a navigare il navigabile, in forme anche meravigliose se vuoi, ma sempre all'interno del nostro orizzonte di esperienze. Allo stesso modo se fossimo veramente liberi riusciremmo a immaginare a un colore che non esiste, invece che alle infinite sfumature di quelli che conosciamo. Non sono sicuro di essermi spiegato bene, boh
  6. L'avatar di José Frasquelo
    francamente non ho capito qual è il punto, però, occhions.
  7. L'avatar di k21
    La coscienza ha una componente cognitiva ma anche una componente volitiva; è vero che si può scegliere solo una opzione che si conosce, però se le opzioni sono almeno due, scegliendo, si effettua un atto di volontà; poi c'è da capire se questo atto di volontà possa essere pura espressione del soggetto cosciente (libertà) oppure abbia sempre delle motivazioni meccaniciste (per esempio, attività neuronale inconscia).
    Mi viene in mente l'asino di Buridano: in base al determinismo meccanicista, un asino posto davanti a due sacchi di fieno perfettamente identici dovrebbe morire di fame, perché non ha nessun motivo per preferire uno dei due sacchi; invece l'asino sceglie uno dei due sacchi e mangia. L'asino riesce a compiere quella scelta perché anche lui è dotato di volontà libera? In fondo, sembrerebbe di sì
    Aggiornato il 15-06-12 alle 16:08 da k21
  8. L'avatar di ಠ_ಠ
    il punto? il punto è riuscire a convivere con tutto ciò e conservare la propria socialità e salubrità mentale. Con una visione del genere qualsiasi cosa accada al mondo non poteva essere altrimenti, quindi bisogna avere molta forza d'animo per accettare come cose del tutto naturali anche ciò che consideriamo i crimini più abbietti. Io personalmente ho adottato una forma di schizofrenia di pensiero, cioè lascio che queste considerazioni che sono ormai il biscotto della mia anima non influiscano sullo strato di burro che vi è spalmato sopra, la mia morale ecc. in parte è facile in parte mi sento un verme :giagia:
  9. L'avatar di ಠ_ಠ
    Citazione Originariamente Scritto da k21
    La coscienza ha una componente cognitiva ma anche una componente volitiva; è vero che si può scegliere solo una opzione che si conosce, però se le opzioni sono almeno due, scegliendo, si effettua un atto di volontà; poi c'è da capire se questo atto di volontà possa essere pura espressione del soggetto cosciente (libertà) oppure abbia sempre delle motivazioni meccaniciste (per esempio, attività neuronale inconscia).
    Mi viene in mente l'asino di Buridano: in base al determinismo meccanicista, un asino posto davanti a due sacchi di fieno perfettamente identici dovrebbe morire di fame, perché non ha nessun motivo per preferire uno dei due sacchi; invece l'asino sceglie in maniera casuale uno dei due sacchi e mangia. L'asino riesce a compiere quella scelta perché anche lui è dotato di volontà libera? In fondo, sembrerebbe di sì
    Ho presente il discorso sull'asino di Buridano, ma tutto ciò si basa su un assunto irreale secondo me, finanche capzioso: Una situazione simile a quella dell'asino non è reale, perché esiste sempre una differenza tra 2 opzioni, anche solo la loro distribuzione spaziotemporale nel caso specifico. L'asino sceglie uno dei sacchi a caso proprio per il fatto che i due sacchi identici in un universo razionale coesistono nello stesso spazio e sono indistinguibili. Una sorta di supersimmetria se mi passi il termine improprio
  10. L'avatar di k21
    non hai del tutto torto, però situazioni dove ti trovi veramente davanti a due opzioni e non sai dove sbattere la testa ti sono mai capitate? se devi fare una scelta, ad un certo punto la fai, quindi operi in maniera casuale e non causale...
    poi sono d'accordo che può non trattarsi di vera libertà, ma solo di asimmetria a qualche livello neuronale inconscio, prima l'avevo anche scritto...
    però che certe volte la soluzione più ragionevole sia scegliere a caso è un fatto; tra l'altro questa cosa viene fuori anche in matematica, nella teoria dei giochi, dove esistono situazioni in cui non esiste una strategia ottimale pura (pura=determinista), ma esiste una strategia ottimale mista (mista=comprendente scelte casuali)...
    di fatto, poi, nelle applicazioni, per ottenere la casualità si usano i numeri random del computer (che sono deterministici, sembrano casuali, ma non lo sono veramente), e analogamente anche il cervello può operare scelte casuali solo in apparenza, però dal punto di vista teorico l'assunto di base (possibilità di trovarsi di fronte ad opzioni equivalenti) non penso che sia irreale.
    Aggiornato il 15-06-12 alle 16:41 da k21
  11. L'avatar di Perseo
    Tecnicamente si chiama fatalismo.
  12. L'avatar di ಠ_ಠ
    ma si, solo che io ragionavo a un livello meno teorico...
    che poi sia una casualità in apparenza è un altro discorso... per centrare meglio la cosa dovremmo vederla in un'ottica particellare, non umana e nemmeno biologica: quello che noi chiamiamo pensiero è alla fine un macrosistema, complesso si ma dominato e creato anch'esso come tutte le cose da altre cose meno complesse, via via che si scende nel particolare... e questo particolare ultimo che va isolato: l'interruttore acceso/spento dell'esistenza, o se vogliamo aprire uno spiraglio all'ipotesi caos acceso e spento allo stesso momento (attenzione non parlo di stati quantici eh!).
    Ovverosia quella che si potrebbe chiamare come una vibrazione del nulla che genera il tutto, un'increspatura, un difetto del Niente, qualcosa che in termini più filosofici o religiosi potremmo chiamare principio o teofania primigenia, il Verbo. Ma sono comunque stati di esistenza che come ho già detto, debbono necessariamente passare per un insieme organico, privo di paradossi, pena il collasso del tutto. Ora se assumiamo questa come ipotesi, necessariamente ne deriva tutto il corollario - umanamente terribile - che ho detto prima. Sarebbe interessante vedere che approccio hanno altre persone a una soluzione del genere del mondo.
  13. L'avatar di ಠ_ಠ
    Citazione Originariamente Scritto da Perseo
    Tecnicamente si chiama fatalismo.
    che termine brutto...
    sai per caso di letture che esorcizzano il tutto o aiutano a metabolizzarlo?
  14. L'avatar di José Frasquelo
    Citazione Originariamente Scritto da ಠ_ಠ
    il punto? il punto è riuscire a convivere con tutto ciò e conservare la propria socialità e salubrità mentale. Con una visione del genere qualsiasi cosa accada al mondo non poteva essere altrimenti, quindi bisogna avere molta forza d'animo per accettare come cose del tutto naturali anche ciò che consideriamo i crimini più abbietti. Io personalmente ho adottato una forma di schizofrenia di pensiero, cioè lascio che queste considerazioni che sono ormai il biscotto della mia anima non influiscano sullo strato di burro che vi è spalmato sopra, la mia morale ecc. in parte è facile in parte mi sento un verme :giagia:
    Quindi se ho capito bene il tuo problema è tra la convinzione che in fondo vi sia un libero arbitrio e la sensazione che tutto è già deciso quando nasciamo e poco si può fare per cambiarlo. Giusto?
    Ti consiglio di non perderci troppo tempo, perché non lo potrai mai scoprire in questa vita. Solo vivere completamente la nostra vita può darci qualche suggerimento. Quello che oggi sembra incomprensibile e senza senso domani potrebbe apparire più chiaro.

    Quindi, Malunkyaputta, tieni presente quello che ho spiegato perché l’ho spiegato e quello che non ho spiegato perché non l’ho spiegato. Quali sono le cose che non ho spiegato? Se l’universo è eterno o no; se l’universo è finito o no; se l’anima è la stessa cosa del corpo o no; se il Tathagata esiste dopo la morte o no, o se allo stesso tempo esiste e non esiste, o se allo stesso tempo non esiste né non esiste.
    Siddharta Gautama, Il Buddha, Majjhima Nikāya, Discorso 63
  15. L'avatar di ಠ_ಠ
    quasi, non proprio....a parte il fatto che così non si può fare niente per cambiarlo, io credo ci sia un sistema deterministico nell'esistenza, ma mi spaventano le conseguenze
    il mio problema è proprio tra la convinzione che in fondo NON vi sia un libero arbitrio e le conseguenze pratiche che ha questo nel rapportarmi con un mondo fatto di persone che contemplano necessariamente un sistema di colpe e meriti per esorcizzare questa terribile ipotesi. Voglio dire: quando arriva un tizio e mi da una sberla non posso arrabbiarmi con lui, almeno razionalmente, posso farlo in maniera istintiva, secondo meccanismi che derivano dall'apparenza che la colpa di quella sberla sia sua, ma guardando la cosa da un punto di vista deterministico, è solo un insieme di fattori che hanno portato un normale evento della materia a compiersi, con logiche di causa effetto complesse, ma pur sempre definite. Stesso discorso vale per il merito. In buona sostanza è quel nulla di cui parlavo, il problema sta nel fatto che una volta inquadrata la cosa non pensarci diventa difficoltoso. Anche le stesse parole che sto scrivendo in questo momento ne sono frutto, è meravigliosamente noioso anche se terribile. Anche ogni possibile senso dell'esistenza sparisce in questo, è semplicemente una vite di Archimede che gira, senza uno scopo preciso che non sia la sua stessa esistenza. Da mal di testa. per questo è una pacchia trovare cose con cui distrarsi, almeno per quanto mi riguarda. Ma è sempre più difficile :giagia:
    Aggiornato il 16-06-12 alle 10:19 da ಠ_ಠ
  16. L'avatar di ಠ_ಠ
    che poi per entrare più a fondo nella cosa dovete uscire da questa storia della morte, della vita, anima ecc. , pensate di più alla materia, all'esistente: appurato che non esiste libero arbitrio in questa teoria, è più facile concentrarsi sul senso del tutto a livello di esistenza in senso lato
  17. L'avatar di José Frasquelo
    O_O quello che pensi tu l'hanno già pensato in passato migliaia di persone.

    Advaita Ved .

    Comunque ciò che dici tu è vero in Assoluto, ma non coglie tutte le sfaccettature della realtà. Se è vero che ogni cosa discende da un'unica causa (o dal Nulla, come preferisci) e noi non siamo causa di noi stessi in assoluto, è pur vero che ognuno di noi ha una coscienza individuale che è in equilibrio tra materia cangiante e precarietà della vita e quella coscienza è unica rispetto ad ogni altra. Ognuno di noi è tentato di dire che la vita è un non-sense senza alcuna via di uscita, ma se così fosse la vita stessa non avrebbe alcuna ragione di esistere. Quindi resta il mistero del Burattinaio e del motivo per cui ha creato la vita e gli esseri pur essendo già completo e perfetto in se stesso. Se pensiamo all'essere e al cosmo nella sua interezza come il semplice frutto di risultati determinati da leggi meccanicistiche, non ci sarebbe bisogno di nessuna vita. La vita molto spesso è brutta e deprimente, incomprensibile. Ma ci è stata data una possibilità e ognuno nonostante sia immerso in una situazione determinata dal fato, ha la possibilità di viverla come vuole, prendendosi le responsabilità di quello che fa a livello cosmico. Questo è il libero arbitrio.
    Aggiornato il 16-06-12 alle 12:31 da José Frasquelo
  18. L'avatar di ಠ_ಠ
    lo so che tanti hanno pensato cose così , e sono sicuro anche in maniera migliore, ma qui si parla e di cazzeggia del più e del meno dai
    ma cmq mi spieghi cosa c'entra la vita e soprattutto cosa c'entra il bisogno? Alla fine se assumi la vita biologica come una forma particolare ma non eccentrica della materia, che come peculiarità ha solo quella di essere "specchiante", tutto il senso di bisogno non ha senso come costrutto teorico...il tutto non ha bisogno di nulla perché comprende se stesso e questo è tutto ciò che il tutto può desiderare, a parte la non esistenza che però porterebbe a un paradosso di fluttuazione di stato non-finito: cioè è proprio il punto di vista umano che non deve essere preso a riferimento, è una specie di punto di osservazione metafisico che in quanto tale non tange proprio l'umano. Insomma parliamo, come ho detto prima, di stati di interruttore: on/off
  19. L'avatar di José Frasquelo
    c'entra perché tutte queste domande esistenziali sono relative al nostro status di umani, esseri animati che vivono così come la questione del libero arbitrio. Mi sembra ovvio. Il tutto non ha bisogno di nulla, ma ha creato il molteplice. Perché?

    La vita animata non può essere solo una particolarità nel generale, è un tassello fondamentale per la comprensione delle cose. Il fatto stesso che vi sia un qualcosa che noi distinguiamo nettamente come vita/non-vita all'interno della materia ha un significato non trascurabile e che non può suffragare uno stretto determinismo ma un qualcosa di più complesso.

    Tu stesso vuoi fissare l'universo secondo un'idea, ma quest'idea è essa stessa il frutto del tuo essere particolare e determinato da delle cause precise. E in quanto tale non capace di comprendere il Tutto e dunque neanche di poter fissare l'Esistenza e la Non-esistenza secondo degli schemi mentali, che per definizione avranno dei limiti rispetto all'infinita grandezza del Tutto.
  20. L'avatar di ಠ_ಠ
    ma scusa il tutto non ha creato il molteplice, il tutto è il molteplice, noi siamo parte del molteplice, e uno specchio dentro una scatola resta sempre uno specchio dentro una scatola, anche se riflette una parte interna della scatola stessa.
    perché non può essere solo una particolarità in generale? In un universo non deterministico ti potrei dare anche ragione, ma sarebbe un universo destinato a non-esistere, perché privo di ordine strutturale, dove le regole collassano per mancanza di solidità intrinseca. Quindi il mio assunto parte dal fatto che a meno che non concepisci l'universo come privo di regole, non puoi definire il tutto come non deterministico. Non importa come definisca il mondo, entro questa definizione se il mondo è deterministico non si può retroattivamente porre questa come condizione per un argomento del terzo uomo: non puoi rendere fallace il mio costrutto di universo paragonandolo al mio stesso costrutto di universo, al massimo dimmi che l'universo non è deterministico, ma sarà un tuo atto di fede verso il caos e il disordine che tutto annichilisce. Lode a Cthulhu cmq
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