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Il Derviscio

I ladri di sogni

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Era stato dai migliori specialisti del settore, aveva provato con dei tranquillanti ed aveva passato tre notti nella clinica del sonno ma niente.
I medici e gli specialisti lo avevano rassicurato, niente di anomalo, niente infetti, niente di niente, nonostante la vicinanza ai sessant’anni era sano come un pesce.
Eppure ogni mattina si svegliava con un ronzio alle orecchie e prima di alzarsi doveva stare per qualche secondo seduto sul bordo del letto perché cessasse la leggera sensazione di vertigine che provava.
Quella sera era stato al party di Natale della ditta. Niente più di una convenzione, di un allegro motivo per scambiare quattro chiacchiere in libertà con i colleghi.
Poi a metà serata Susanna, la collega della recezione di molto più giovane di lui, lo aveva invitato a ballare.
Gentilmente si era alzato dalla poltroncina e l’aveva abbracciata con rispetto ricambiando il sorriso.
Lentamente Susanna l’aveva guidato in un angolo in penombra e, sulle note di Islands in the Stream, lo aveva baciato a lungo sul collo con le labbra aperte e umide.
Alessandro era sopraffatto dalla sorpresa. finì di ballare, trovò una scusa e tornò in fretta a casa tormentato da mille pensieri.
Si era girato e rigirato nel letto per ore senza prendere sonno.
Si alzò sconfitto dai sentimenti verso le cinque e uscì a meno sette gradi sul balcone.
Immediatamente vide quella strana siluette sul tetto piatto della casa di fronte e due, tre figure che si muovevano attorno.
Prima che potesse realizzare di cosa si trattasse avvertì una leggera pressione allo sterno e, come fosse la cosa più naturale del mondo, capì tutto.
TUTTO!
Quelle figure sul tetto erano i membri di una pattuglia ölounm, abitanti del pianeta ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf situato a 7 kjhn secondo la quinta legge del Tempo-Spazio.
Sul pianeta ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf da dieci secoli relativi 47k si produceva sinteticamente il sdfhgfjh che da allora veniva distribuito a dosi prestabilite alla popolazione dal quinto anno di vita relativo 47k fino alla morte.
Il sdfhgfjh aveva due effetti fondamentali: quello di eliminare la necessità fisica dell’alimentazione e del sonno e quello di ampliare le capacità intellettive praticamente all’infinito, per questo la civiltà e le tecnologie del pianeta di ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf erano arrivate dopo dieci secoli relativi 47k a livelli inimmaginabili.
Guerre e conflitti erano un ricordo storico, anche se era ormai convinzione della maggioranza che si trattasse solo di favole antiche per spaventare i bambini. Il significato della parola “necessità” era solo accademico, nessuno poteva realmente rappresentarne il senso. Sconosciuto anche il significato della parola “desiderio” il cui senso era un mero sofisma.
Il sdfhgfjh aveva avuto anche effetti collaterali di cui si era però perso il senso. Il primo era stato un rapido calo della popolazione dal momento che era sparito anche il desiderio della copula, il secondo era l’assoluta mancanza dei sogni.
All’insaputa della popolazione l’Auslese, cioè il “governo” del pianeta, aveva cercato di rimediare al calo rapido e continuo della popolazione con un piano segreto.
In luoghi isolati e inaccessibili erano stati approntati dei campi dove venivano trasportati in maniera assolutamente segreta individui che rispondevano a determinate caratteristiche fisiche e intellettuali approvati dall’Auslese.
Questi campi, distribuiti su tutto il pianeta, prendevano il nome di “Eriauan” Eriatu” “Eriatri” e così via, secondo la loro dislocazione.
I soggetti trasportati nei campi erano sottoposti ad una graduale diminuzione del sdfhgfjh fino alla totale eliminazione. Ciò provocava delle reazioni all’astinenza indesiderate fino a delle vere e proprie sindromi. Ad esempio, i soggetti in questione, già alla prima diminuzione del sdfhgfjh tendevano a danneggiare il lkj, l’abito comune a tutti gli abitanti di ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf, per sostituirlo gradatamente a stracci, capi di assoluta fantasia, caratterizzati da un taglio assolutamente individuale che variava da individuo a individuo.
Quasi a tutti crescevano degli orribili peli sull’estremità superiore e nelle tre disconnessioni principali e la richiesta del “cibo” assumeva caratteri di patologia.
Nonostante questi e innumerevoli altri disagi, i soggetti rinchiusi nei campi copulavano con un’intensità inverosimile, alcuni anche in pieno giorno e questo era alla fine il risultato che per l’Auslese contava.
C’era però una sindrome misteriosa che destava grossa preoccupazione nei controllori dei campi.
Numerosi individui senza nessun motivo apparente, senza sintomi premonitori, in momenti del tutto inaspettati e imprevedibili, alzavano gli occhi e le mani al cielo e cominciavano a delirare di una Verità Superiore che comprende tutto l’universo conosciuto e sconosciuto, tutte le leggi della fisica conosciute e sconosciute, più grande della quinta legge del Tempo-Spazio, più grande di qualunque immaginazione, presente ovunque, nel grande come nel piccolo eppure distinta dagli oggetti nello spazio anche se origine degli stessi. Il nome di questa Verità Superiore, secondo questi individui, era però misterioso e impronunciabile.
L’Auslese aveva dato ordine di isolare immediatamente questi individui in un campo costruito apposta per loro. Il nome del campo era “Eriafiftyuan”.

(continua)

Aggiornato il 08-02-14 alle 01:15 da Abdullah

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Commenti

  1. L'avatar di Abdullah
    I ladri di Sogni 2

    La svolta era avvenuta quanto a 7 asferztrzr era stato avvistato un pianeta abitato dove l’uso del sdfhgfjh naturale o sintetico era pressoché sconosciuto e che quindi ben si prestava all’osservazione al fine di avvantaggiare il piano di ripopolazione del pianeta ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf.
    Immediatamente erano state costruite astronavi capaci di superare i quarantasette paradossi Spazio-Tempo (47k) per arrivare sul pianeta appena scoperto. Si trattava di una manovra difficile, ma non impossibile grazie all’applicazione della quinta legge.
    Da oltre tremila anni relativi 47k le pattuglie ölounm osservavano quindi il pianeta Terra e i suoi abitanti.
    Gli equipaggi erano inorriditi davanti a tanta barbarie ma non si erano forse offerti volontari per potervi partecipare?
    Dunque, le pattuglie ölounm osservavano la Terra e, grazie a degli apparati sensibilissimi, erano in grado di misurare le correnti e i campi magnetici corporei dei suoi abitanti. I punti di osservazione preferiti erano i campi di battaglia (esisteva nell’Universo un evento più crudele, barbarico, selvaggio di quello che qui chiamavano guerre?) e i luoghi dove i suoi abitanti si ritiravano la notte per lasciarsi cadere in uno stato di inerzia quasi assoluta. Ed era qui che gli inviati di ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf avevano scoperto che, nonostante l’inerzia apparente dei selvaggi, la loro attività cerebrale non cessava, anzi continuava a produrre immagini e sensazione anche in assenza di stimoli esterni. Il fatto era sconvolgente e sempre più pattuglie con apparati sempre più sofisticati e sensibili erano state inviate per studiare il fenomeno. Spesso si imbattevano in individui con capacità oniriche particolari e questo li spingeva ad aprire con loro un contatto diretto e privilegiato per mezzo del quale era possibile uno scambio di conoscenze reciproche da cui entrambi i soggetti potevano approfittare.
    Stranamente gli abitanti del pianeta Terra così contattati assumevano col tempo le stesse caratteristiche degli individui rinchiusi nel campo “Eriafiftyuan” sul pianeta ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf ma ciò non disturbava gli equipaggi delle pattuglie ölounm che qui, ai confini dell’Universo avevano imparato non solo a tollerare il fenomeno, ma avevano cominciato a manifestare un certo interesse.
    I governanti della Terra erano venuti a conoscenza della presenza delle pattuglie ölounm fin dagli albori storici delle loro molteplici civiltà e li avevano da sempre considerati nemici pericolosi. Scoperta subito l’impossibilità di affrontare un tale nemico e consapevoli della presenza di collaboratori privilegiati, da sempre si erano premurati di individuare questi ultimi e, una volta individuati, di ucciderli.
    Per questo Siddhartha Gautama, noto come il Buddha, era stato avvelenato.
    Allo stesso modo e per lo stesso motivo fu avvelenato Socrate d’Atene.
    Erode fece tagliare la testa a Yahya bin Zacharia e il Sanhedrin chiese la condanna a morte per Yoschua bin Yussuf del bani Dawud.
    Mansur Al-Hallaj venne fatto a pezzi e assassinati furono Shemsuddin al Tabrizi, Mohiuddin Ibn Arabi e giù giù fino ad Osho Rajeenish avvelenato col tallium in una prigione dell’Oklaoma. Timothy McVeigh era stato la risposta della pattuglia ölounm sul luogo.
    Alessandro vedeva ormai chiaro il disegno di secoli di storia e il motivo reale della presenza delle pattuglie ölounm: nel mondo razionale e perfetto di ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf, non solo si erano persi il desiderio della copula, la necessità di lottare per la sopravvivenza, ma con l’eliminazione del sonno e dei sogni i suoi abitanti avevano perso anche la capacita di guardare al di là del cielo e al di là delle stelle e quindi la capacità di formulare pensieri al di là della ragione e delle leggi della fisica, capacità che sul pianeta Terra é appannaggio dei folli, dei poeti e dei santi.
    Anche se l’Auslese, le pattuglie ölounm e gli abitanti di ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf non ne erano coscientemente consapevoli, quello che erano venuti a cercare sulla Terra altro non era che la Verità Superiore che comprende tutto l’universo conosciuto e sconosciuto, tutte le leggi della fisica conosciute e sconosciute, più grande della quinta legge del Tempo-Spazio, più grande di qualunque immaginazione, presente ovunque, nel grande come nel piccolo eppure distinta dagli oggetti nello spazio anche se origine degli stessi. Il nome di questa Verità Superiore é però misterioso e impronunciabile. E il nome di questa verità Superiore é nascosto nei cuori degli uomini condannati a vivere nel loro mondo imperfetto, crudele e passionale per restare invece preclusa agli abitanti di un mondo regolato dalle leggi perfette della fisica, della ragione e della matematica.
    Per essere consapevole di questa verità era bastato meno di un secondo, il tempo di sentire una leggera pressione allo sterno.
    Alessandro alzò lo sguardo sul tetto della casa di fronte.
    Nulla.
    Nessuna siluette, nessuna figura strana.
    Tutto era come sempre.
    Aveva sognato? Era stato vittima di un’allucinazione? Una sindrome che annuncia la follia?
    esitò solo un secondo, poi alzò gli occhi e le mani verso il cielo guardando in profondità, oltre le stelle e fra sé e sé pronunciò una formula che gli venne spontanea:
    “non esiste altra verità se non la Verità Superiore e il suo nome é misterioso e impronunciabile”
    Una stella cadente attraversò la notte da oriente ad occidente

    ...
    Dedicato a V!ola
    ..
    Abdullah
    08.02.2014 - 47k
    Eriafiftyuan
  2. L'avatar di Noir
    abbiamo un blog frequentato da scrittori e scrittrici, poeti e poetesse bello anche questo racconto.

    mi ha fatto venir voglia di guardare star wars.

    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah
    ..Lentamente Susanna l’aveva guidato in un angolo in penombra e, sulle note di Islands in the Stream, lo aveva baciato a lungo sul collo con le labbra aperte e umide.
    Alessandro era sopraffatto dalla sorpresa. finì di ballare, trovò una scusa e tornò in fretta a casa tormentato da mille pensieri.
    Si era girato e rigirato nel letto per ore senza prendere sonno.

    Si alzò sconfitto dai sentimenti verso le cinque e uscì a meno sette gradi sul balcone..

    ma questo sono io!
  3. L'avatar di v!olet
    un racconto bellissimo un misto di poesia, metafisica, storia, fantasia, dita a caso sulla tastiera (pianeta ölkasjfgüqoidjalskfnalkjf ??? ) verità e desiderio.

    un sogno.

    grazie Abdy.
  4. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da v!olet

    grazie Abdy.

  5. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da Noir
    ma questo sono io!

    Lo so, me lo ha detto il capo-pattuglia

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