Benvenuto in Termometro Politico - Forum.
Visualizza Feed RSS

GILANICO

L'anti multiculturalismo degli ebrei

Valuta Questa Inserzione


Fonte:

Shemòt - Mamash

Il messaggio è chiaro e non vale solo per il singolo ebreo ma più precisamente è riferito ai non ebrei:
Ogni tentativo di integrazione, sia da parte del paese che li ospita e sia da parte dell'ebreo stesso, risulterebbe vana, poiché l'ebreo integrato ad una cultura non ebrea, non potrà mai essere un vero ebreo, poiché scegliendo culture e tradizioni di goym altri, equivarrebbe a tradire il proprio legislatore non terrestre e proveniente dallo spazio. Mentre l'ebreo che sceglie la retta via è colui che segue i dettami della propria società ebraica che si fondano sulla Torah quale garanzia al patto stipulato con il loro legislatore Hashèm - ma anche perché il vero ebreo non si fa assimilare da culture idolatriche e blasfeme, ma stando al loro pensiero dovrebbero essere codeste culture a ravvedersi per poi farsi assimilare dal popolo ebreo/israelita.

Ovunque si trovi, l'ebreo dovrà continuare a vivere secondo i principi della tradizione ebraica, rigettando totalmente i principi sulla quale si fonda la cultura e le tradizione del popolo che li ospita, soltanto in questo modo potrà continuare a vivere da vero ebreo pur trovandosi in terra straniera.

Aggiornato il 05-07-20 alle 13:34 da GILANICO

Categorie
Non Categorizzato

Commenti

  1. L'avatar di GILANICO


    Fonte:

    Bereshit - Mamash pg 723/724

    Il messaggio è altrettanto chiaro:

    Per quanto il nostro corpo possa essere soggetto alla repressione di goym altri, la nostra anima, che racchiude in sé l'essenza della nostra religione (la Torah - i precetti e le nostre usanza), nonché di ciò che ci lega in maniera trascendentale con il nostro legislatore Hashèm, non potrà mai essere soggetta a pressioni di questo ne di altro tipo da parte dei non ebrei nelle nazioni straniere in cui siamo esuli.
    Aggiornato il 05-07-20 alle 13:36 da GILANICO
  2. L'avatar di GILANICO





    Da questi commenti si carpisce lo scopo dell'esilio del popolo israelita iniziato con Yossèf:

    a) Quello di non farsi assimilare alle società corrotte e impure moralmente dei goym
    b) A maggior ragione, trovandosi in terra straniera e sacrilega (a detta loro), di mantenere salda l'identià ebraica e le loro tradizioni, gli usi e i costumi, e le proprie leggi toraiche poiché la Torà è l'anima di Israèl come insegnano i saggi.
    c) Se da una parte vige la legge di non farsi assimilare, dall'altra parte è doveroso che i gentili si convertano all'israelitismo e le loro leggi, di modo che si dia inizio all'era messianica del Mašīaḥ degli israeliti. Per fare questo secondo la volontà di Adonai, bisogna avvicinare le persone alla Torà e non la Torà alle persone (Rabbe di Lubavitch).
    d) La vita è sinonimo di produttività:




    Con questa affermazione si pone le basi di una società capitalistica dove l'essere umano non viene visto come uomo libero e indipendente, ma come uno strumento di produzione, compreso la procreazione, visto che anch'esso è pur sempre una forma di produzione.
    Lo scopo della vita degli esseri umani, stando alla visione ebraica, coincide perfettamente con quello capitalistico, dove l'individuo è schiavo, servo, asservito al proprio padrone e strumento di produzione all'interno del progetto ""divino"".

    Fonte:

    Bereshit - Mamash
    Aggiornato il 05-07-20 alle 13:32 da GILANICO
  3. L'avatar di GILANICO
    Difatti questo pensiero ricorre spesso associato al piano ""divino"":





    Fonte:

    Bereshit - Mamash

    Ovvero che non solo gli esseri umani siano stati predisposti unicamente alla produttività, ma che siano proprio i produttori a realizzare il piano israelitico voluto da Hashèm.
    Difatti non mi stupisce il fatto che molti individui (anche non ebrei), la pensino esattamente alla stessa maniera, basti pensare al motto nazista "ARBEIT MACHT FREI" esposto all'ingresso dei campi di concentramento, dove, tra l'altro, per ironia della sorte, vi furono rinchiusi moltissimi ebrei.
    In tal caso il lavoro è interconnesso alla produzione/produttività e viceversa.


    A tal riguardo, posto quello che ho scritto poco tempo fa sul forum Anarchismo":

    Voi vi spostate pensando di ""cambiare"" vita, senza nemmeno accorgervi che siete entrati solo in un altro giardino dispotico di questo pianeta e siete talmente assuefatti da non rendervene nemmeno conto. Il più delle volte perché siete voi stessi ad essere dispotici.
    Questo perché spostandovi vi portate sempre appresso voi stessi e ciò che siete, compreso tutto il vostro bagaglio di personalità di merda, quando invece è proprio quello che dovreste lasciare a case, altrimenti è inutile spostarsi: che senso a cambiare posto senza prima cambiare voi stessi?


    https://forum.termometropolitico.it/...l#post18745335

    Ma la comunità ebraica, islamica e cattolica/cristiana lo fa continuamente e deliberatamente, perché il loro scopo non è farsi assimilare, ma spingere gli altri a convertirsi alla loro identità socio culturale / moralistico e legislativo di tipo religioso.
    Coloro i quali vanno a vivere lontani dalla loro patria natia e si portano appresso deliberatamente il proprio bagaglio di dispotismo con un piano prestabilito atto a espandere il proprio dispotismo in altre zone del pianeta, le ritengo persone assai pericolose.
    Anche se la cristianizzazione e l'islamizzazione dispotica sono la replica artefatta dell'israelizzazione originale e autentica poiché il piano "divino" comprende solo l'israelizzazione del Pianeta
    Aggiornato il 05-07-20 alle 14:27 da GILANICO
  4. L'avatar di GILANICO
    La vera forza degli Ivrim dipenda dal fatto che essi, in quanto ebrei, sono portati a non assimilarsi alle altre nazioni, ovvero a tutti i non ebrei e la loro cultura, diametralmente opposta alla loro rettitudine morale:



    Non meno dispotica delle altre ovviamente

    Fonte:

    Shemot - Mamash
N. Post: