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GILANICO

Padania separatista

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Sono finito per caso su questo articolo che parlava dell'ultimo libro della Leonardo Facco editore:

https://www.lanuovapadania.it/cultur...facco-editore/



Partendo dal fatto che il termine ""PADANIA"" altro non è che il corrispettivo di quella che fu la Gallia Cisalpina in epoca romana, compreso i suoi confini, bisognerebbe prima di tutto affermare che l'antica Cisalpina divenne tale a seguito di influssi di genti proto celtiche, celtiche, slave e germaniche.
Si parla di vere e proprie invasioni che non lasciano spazio ad interpretazioni favorevoli al concetto di ethne natie sia cispadane che transpadane: Mentre i celti, e altri popoli barbarici al di fuori della Cisalpina si possono definire popolazioni aborigene, quelle che invasero il nord di questa penisola non lo furono.


Partendo da questi presupposti, la romanizzazione di quella che divenne la Gallia Cisalpina fu di tipo militare nei primi processi, poi politica/amministrativa, socio economica e culturale/religiose a colonizzazione finita.


Per quanto tali processi abbiano inciso molto sul sostrato barbarico insediatosi prima dell'arrivo delle popolazioni romano/latine, sono risultate fallaci a lungo termine, perchè se viene a mancare in primis una colonizzazione etnica che comprenda la fondazione di vere e proprie colonie su tutto l'arco Cisalpino e la quasi totalità delle stirpi barbariche alloctone sterminate o deportate da siffatto territorio, tutti gli altri processi prima o poi finiscono per crollare su se stesse, fallendo il piano di una vera colonizzazione.

Piccola parentesi:

(Uso il termine "alloctoni" perchè i Celti in origine, poi tutte le popolazioni nordiche in epoca medievale e post medievale, invasero il nord di questa penisola quando già vi abitarono popolazioni natie e aborigene, sia in Cisalpina che nel centro sud.)


In questo fallirono i romani, per tale motivo, i celti prima e i germani poi, a seguito del processo di germanizzazione della Cisalpina in epoca medievale e rinascimentale, che fu soprattutto di tipo etnico/militare, poi politico-amministrativo, riuscirono pian piano a prosperare in pianura padana.
Ragion per cui la Padania è tutti coloro che sono spinti da siffatto sentimento, è il frutto del fallimento di un vero processo colonizzativo romano/latino.

Le antiche colonie di Cremona, Piacenza e Aquileia non bastarono per coprire tutto il territorio, e da colonie di tipo militare non riuscirono mai a trasformarsi in colonie etniche, ma soltanto con una funzione politica-amministrativa.


Pertanto, si potrebbe benissimo affermare che il nucleo etnico maggioritario nel nord di questa penisola sia formato da componenti celto-germaniche e slave, e solo in minima parte sopravvive qualche reminiscenza latina in loco, sia dal punto di vista fenotipico che antro-genetico.
Anche se va detto che quelle stanti al di sopra del Po sono quelle più rivoltose - autentiche e restie, ovvero le ethne alloctone facenti parte del Piemonte - Valle d'Aosta - Lombardia e il triveneto.


Si potrebbe parimente affermare che le differenti stirpi si contraddistinguono dal dimorfismo correlato alla statura, si che differenti tipi di stature equivalgono a differenti stirpi: Si sa che i romani in confronto ai celti e germani erano medio bassi di statura, mentre loro erano medio alti-alti.


Questo dimorfismo legato alla statura viene fatto presente nel De Bello Gallico di Giulio Cesare:



Se poi prendiamo come spunto il bellissimo lavoro di Mario Cappieri - Le Basi etniche della statura degli italiani:






Si può carpire benissimo che gli aborigeni italici, sia quelli presenti al centro nord che quelli del centro sud, avevano ed hanno tutt'ora una statura medio bassa, mentre gli alloctoni si contraddistinguono da un alta statura, sia dovuto all'apporto di stirpi alloctone celtiche-germaniche-slave al nord che a quelle di stirpi mesopotamiche - semitiche/arabe al centro sud.


L'unica critica che faccio a Cappieri, è il fatto che lui pensasse che l'aumento della statura delle popolazioni cispadane e transpadane fosse derivato dall'apporto solo di genti celtiche, quando invece contribuirono maggiormente anche l'apporto di genti germaniche e slave all'esponenziale aumento della statura delle popolazioni di codeste aree geografiche/territoriali.
Mentre l'aumento esponenziale dell'alta statura nelle zone centro meridionali di questa penisola deriva certamente dalle invasioni di popolazioni meso-levantine/semitiche/arabe - lungo tutta la sua storia. Altro particolare che sembra non tener conto Cappieri, se non per stabilire (a torto), che le invasioni che colpirono il centro sud provenienti dall'oriente, non mutarono la statura degli aborigeni. Basti pensare all'apporto dovuto a genti islamiche al sud e l'instaurazione di diversi califfati in epoca medievale.
Cosi come i nordici celti - germani e slavi, gli islamici d'oriente erano anch'essi di alta statura.
Fatto interessante è che per Cappieri era la statura, correlata al proprio genotipo ed essere l'unico vero mezzo per contraddistinguere un etnia dall'altra, non certo l'aspetto fenotipico antropologico


Ad oggi, queste ethne maggioritarie padane di antica origine alloctona vanno a formare il nucleo fondante della borghesia padana, compreso quella agraria e artigiana, dell'imprenditoria e dei commercianti. Essendo il tessuto sociale composto in larga maggioranza da discendenti da popolazioni medievali - alto medievali e rinascimentali, le quali, a sua volta, discendevano da stirpi prevalentemente germaniche e slave, vien normale presupporre che gran parte dei ceti altolocati formati da piccole medi e grandi padroni, abbia talune origini.


In pratica le partite iva, i ricchi e benestanti padroni del nord con al seguito i propri servi che fanno le loro veci.


La contrapposizione tra potere centrale romano e il nord sta proprio nel fatto che ora il nord ricco ed etnicamente disomogeneo dal centro sud, vorrebbe tenersi i propri soldi per se, e da qui nascono i vari sentimenti indipendentisti, federalisti e che riguardano l'allargamento delle regioni a statuto speciale lungo tutta la Pianura Padana.
Tolta la questione puramente socio economica e materialista, i padani si prefiggerebbero di essere gli eredi sia dei Celti che dei Longobardi (in misura maggiore rispetto alle altre popolazioni nordiche) che invasero a più riprese la pianura padana. Da qui la questione economica lascerebbe il posto a quella etnica antropologica.


Quantomeno posso ritenersi di talune origini etniche (celtiche e longobarde) coloro che rientrano in codesti parametri di statura, ma anche più elevati rispetto ai medesimi elencati, rilevati sempre da Cappieri nell'area Transpadana e Cispadana a prescindere dall'aspetto fenotipico (colore dei capelli - degli occhi e cosi via):





Aggiornato il 18-10-21 alle 20:38 da GILANICO

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Commenti

  1. L'avatar di GILANICO


    Tenendo presente che nel caso degli Orumbovi, la storiografia classica li collocava come un ramo etnico degli elleni-greci stanziati sulle Orobie, mentre per quanto riguarda i recenti studi archeologici si propende per un origine ligure, e si sa che i liguri antichi erano preindoeuropei. Quindi, molto probabilmente questi Orobi/liguri antichi vennero celtizzati successivamente dal punto di vista socio culturale, ma anche etnico. Stesso discorso per i Tauri e gli Insubri: Dai recenti studi archeologici si propende per un origine ancestrale ligure. celtizzati successivamente.


  2. L'avatar di GILANICO
    Fatto sta che stando agli studi di Cappieri io apparterrei all'etnia italica dei Sanniti, in particolar modo a quella degli opici-avellinesi.
    Per usare una frase di Petrarca: "SUMUS ENIM NON GRECI, NON BARBARI, SED ITALI ET LATINI", che al singolare sarebbe: Quia non sum Graecus, non barbarus, sed Italicus et Latinus!



    Aggiornato il 20-10-21 alle 23:23 da GILANICO
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