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Rexal

Non siamo in troppi: la decrescita infelice. Parte II

Valutazione: 4 voti, 3.00 media.
Tralascio di dettagliare i riferimenti e la storia della fondazione, nel 2002, dell’ Institut d'études économiques et sociales pour la décroissance soutenable, IEESDS, a seguito delle traduzioni delle opere di Georgescu –Roegen.
Tralascio il fatto che nel ’72 il re del Buthan abbia coniato il Gross National Happiness e che nel 2011 me lo sia trovato ancora tra i piedi (il GDH) in due differenti conferenze sullo sviluppo sostenibile. Anzi, no, non lo tralascio, il fatto: vi invito, anzi, a fare un giro in Bhutan e a osservare il grado di sviluppo e di felicità effettiva degli abitanti di quel paese. Mentre la “Corte” Bhutanese se ne va in giro per conferenze, bevendo Champagne in alberghi 5 stelle, la popolazione locale vive in palazzine di 5 piani costruite praticamente nel fango e soggette a continui crolli. Però lo scrittore alternativo italiano, refrattario a ogni tipo di sistema che “sfrutti l’uomo” ama fare le foto della gente felice che dà importanza al concetto di Prodotto Interno Felice. Un bel vantaggio politico, nessuno vantaggio economico.


Tornando a noi, dov’è quindi l’insostenibilità dell’attuale sviluppo? Nella scarsa efficienza. Qualcuno se ne è accorto? E perché?
Non è necessaria l’esistenza dei sostenitori della decrescita per accorgersi dell’insostenibilità dei modelli di crescita basati sui combustibili fossili. È un mero calcolo economico. Ma non lo capiscono, pensano che il capitalismo sia nemico dell’efficienza economica (attribuendogli una irrazionalità che non gli appartiene per definizione) e che, per giunta e perdindirindina si accanisca nella spoliazione di qualsivoglia bene.
L’età della pietra non è finita per mancanza di pietre, ma perché si è arrivati al bronzo e al ferro. Questo non entra nella zucca di chi sostiene la decrescita felice o qualsiasi altro modello di decrescita. Ed è alla base della fallacia logica di queste posizioni.

Ma in cosa consiste la decrescita felice? Quali le azioni per porre rimedio alla voracità di un popolo che non vuole smettere di crescere e consumare risorse, avvelenandosi? Prendo, per il mio personale divertimento, da Wikipedia:

le azioni del Movimento si esplicano su tre filoni: stili di vita, politica e nuove tecnologie.
1. stili di vita:
consumo consapevole, auto produzioni (la sempre fallimentare autarchia), “università del saper fare”
2. politica:
costituzione di Circoli Territoriali per avviare il dibattito sul cambio di paradigma culturale nella società ed azioni concrete con corsi ed autoproduzioni (pane, yogurt, orti sinergici con applicazione di agricoltura naturale …)
3. nuove tecnologie:
usare le tecnologie che fanno ridurre l’impronta ecologica e migliorare la qualità della vita indipendentemente se il PIL aumenti o diminuisca; avviare la realizzazione di smart grid in ambito di quartiere dove i cittadini sono produttori e consumatori (prosumer) di energia partendo dall’eliminazione degli sprechi – riduzione della domanda – e l’uso di un mix tecnologico con fonti alternative.

Primo punto: stili di vita.
Sta già avvenendo tutto e grazie alla mano invisibile che tanto deprecano. Di certo non grazie a loro, ma per mera questione di opportunità. Tralascio ogni considerazione sull’università del saper fare, davvero.

Punto secondo: politica.
La parte più esilarante perché, si suppone,educativa. Tralascio l’opportunità di costituirsi in gruppi di discussione e in Circoli territoriali: tutto è lecito, per quanto mi riguarda, se su basi volontarie. Il concetto di agricoltura naturale, però, è volto alla decrescita in quanto il recupero di tecniche “naturali” abbatte proprio la ricerca di metodi sempre più efficienti in grado di sfamare porzioni di popolazione mondiale sempre maggiori.

Punto terzo: nuove tecnologie.
Ci sono, esistono; ma in parte, per questi individui dominati dall’ideologia, sono inaccettabili. Inutile portare come esempio la produzione di energia nucleare.
In secondo luogo, aggiungiamo che, per loro non è importante che il PIL aumenti, purché si abbatta l’impronta ecologica. Forse ai più sfugge (ma non a loro, statene certi) che senza crescita non ci sono i capitali impiegabili per investire in ricerca su nuove tecnologie sempre più pulite ed ecoefficienti, ma soprattutto ECONOMICAMENTE EFFICIENTI. Nella mente del “decrescione” deve essere la politica (di cui al punto due) a foraggiare il ricercatore e l’imprenditore. E la politica da dove prende i soldi? Se non c’è crescita si deve indebitare. Indebitarsi e decrescere, imponendo, quindi, sempre più bassi standard di vita in un circolo (per loro virtuoso) di decrescita.

Geniale no? Un sistema che si autoalimenta a spese di tutti. Cosa spinge a tanto autolesionismo?

Aggiornato il 09-02-12 alle 11:58 da Rexal

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Commenti

Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
  1. L'avatar di Aganto
    i cinesi non sono mai abbastanza
  2. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da Aganto
    i cinesi non sono mai abbastanza
    Neanche gli italiani. Non abbiate paura (cit.)
  3. L'avatar di Theremin
    Non ho letto una sola riga, però mi sento di commentare: maledetti decrescisti, maledetti rossi!

    Se non vi va di fare figli, fatevi tagliare i testicoli e le tube, ma non rompete le tasche al prossimo.

    Oppure, se pensate che gli esseri umani siano troppi, sparatevi.
  4. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da Theremin
    Non ho letto una sola riga, però mi sento di commentare: maledetti decrescisti, maledetti rossi!

    Se non vi va di fare figli, fatevi tagliare i testicoli e le tube, ma non rompete le tasche al prossimo.

    Oppure, se pensate che gli esseri umani siano troppi, sparatevi.
    Grazie d'aver premiato lo sforzo.
  5. L'avatar di Theremin
    Citazione Originariamente Scritto da Rexal
    Grazie d'aver premiato lo sforzo.
    Eddai, sto lavorando, non posso leggere 'sto papello
  6. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da Theremin
    Eddai, sto lavorando, non posso leggere 'sto papello
    ubi maior...
  7. L'avatar di portiere
    Letto tutto, e continuo ad avere profondi dubbi. Anzi, direi che sono maggiori, se prima mi sarei opposto blandamente a certi argomenti, ora lo farò in maniera maggiore.
  8. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da portiere
    Letto tutto, e continuo ad avere profondi dubbi. Anzi, direi che sono maggiori, se prima mi sarei opposto blandamente a certi argomenti, ora lo farò in maniera maggiore.
    Dubbi su cosa?
  9. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da portiere
    Letto tutto, e continuo ad avere profondi dubbi. Anzi, direi che sono maggiori, se prima mi sarei opposto blandamente a certi argomenti, ora lo farò in maniera maggiore.
  10. L'avatar di LeStelle
    grazie Rexal per questo bi-blog

    da ieri volevo dire qualcosa, no so cosa di preciso, ora mi sento meglio senza dire nulla





    e complimenti, ti immaginavo, ma non ti conoscevo in questa veste
  11. L'avatar di Giordi
    Il concetto di agricoltura naturale, però, è volto alla decrescita in quanto il recupero di tecniche “naturali” abbatte proprio la ricerca di metodi sempre più efficienti in grado di sfamare porzioni di popolazione mondiale sempre maggiori.
    Non sono d'accordo che l'agricoltura naturale e/o biologica abbatte la ricerca di metodi sempre piu' efficienti in grado di sfamare porzioni di popolazione mondiale sempre maggiori.

    Di progetti che stanno dando ottimi contributi ce ne sono.

    Uno di questi lo si puo' trovare qui:
    LowInputBreeds -Home
  12. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da Giordi
    Non sono d'accordo che l'agricoltura naturale e/o biologica abbatte la ricerca di metodi sempre piu' efficienti in grado di sfamare porzioni di popolazione mondiale sempre maggiori.

    Di progetti che stanno dando ottimi contributi ce ne sono.

    Uno di questi lo si puo' trovare qui:
    LowInputBreeds -Home
    Ciao Giordi.
    In realtà il low input breeds prende atto proprio della ridotta capacità produttiva dell'agricoltura naturale in confronto a quella normalmente praticata o di fronte agli OGM.
    Se il problema è dato dalla sovrappopolazione è illogico rivolgersi a tecniche che garantiscono produttività ridotta.
    Mi spiego meglio.

    Se io produco 100ton con le tecniche attuali e produco 50ton con le tecniche "naturali", il divario c'è ed è innegabile. Chi sostiene la decrescita vuole farmi produrre a 50ton (quindi ho una perdita) e usa soldi pubblici per fare ricerca e farmi colmare il divario tra bio e tecnica agricola corrente.

    Ho una doppia perdita. Sociale: sto levando dal mercato 50ton di prodotto che avrei venduto a poco prezzo a chi ha fame. Economica: sto levando 50 ton di prodotto il cui profitto sarebbe stato tassato per finanziare la ricerca.

    Il produttore cosa è costretto a fare? Alzare il prezzo (altro costo sociale che riduce l'accessibilità economica) di quei 50ton o chiedere sovvenzioni (altro costo per la o l'ente pubblico che si rivale sul cittadino, che a quel punto sta pagando in proporzione doppia un prodotto "naturale").

    Senza contare il ban sugli OGM, ban supportati senza una pubblicazione seria in merito, e che mi avrebbe fatto passare le quote da 100 ton a 120 ton.

    In pratica, la ricerca è incentivata in perdita.

    A chi si occupa di decrescita, però, questo non basta: vogliono gli orti condominiali, non considerando che gli individui hanno preferenze diverse.

    In conclusione, il "decrescione" ti vuole affamare.
    Aggiornato il 09-02-12 alle 13:02 da Rexal
  13. L'avatar di Stor Gendibal
    Citazione Originariamente Scritto da Aganto
    i cinesi non sono mai abbastanza
    Con la politica del figlio unico saranno presto meno...
  14. L'avatar di testadiprazzo
    Bè..la decrescita imposta è deprimente..melanconica..e poi nessuno sarebbe in grado di realizzarla su larga scala..fuori cioè da qualche punto di riferimento religioso o ideologico..e quindi minimale..

    Nel medesimo tempo se ci guardiamo intorno vediamo un mondo ridotto a merdaio..anche se la merda sarebbe preferibile a quel plasticaio *radioattivo e diossinico che ci circonda..

    Cosa fare..?

    In primis pensare a noi stessi..e realizzare la decrescita in rigorosi confini personali...evitando così il linciagggio di chi vuole crescere* fino a sfondare il muro del soffitto e il pavimento per peso da crescita infinita..

    Se poi tanti vorranno fare a meno non del consumare ma della schiavitù che comporta il circondarsi di oggetti che dobbiamo gestire..col conseguente smarronamento da iperattività inconcludente..allora una sensibilità individuale potrebbe diventare programma politico..così come il consumo e la crescita dal piano personale vengono proiettati sul destino del mondo e dell'umanità..

    Ma per favore..in tutti i casi non parliamo dell'autoconsumo e delle piccole patrie..

    Ci vuole un governo mondiale e una specializzazione nella produzione..in quanto la decrescita è solo la fine di un incubo..e l'inizio della crescita consapevole verso una vita più bella e quindi giusta...
    Aggiornato il 09-02-12 alle 18:16 da testadiprazzo
  15. L'avatar di Steppenwolf
    Non esiste nessuna scarsita' naturale a questo mondo.

    Non esiste nessuna scarsita' d'acqua, la cui disponibilita' ed utilizzo potrebbero essere moltiplicate oggi stesso per dieci.
    Nessuna scarsita' d'aria.
    Nessuna scarsita' di energie ,ne' di quelle comunemente utilizzate oggi ne' di quelle potenziali .

    Non esiste nessuna scarsita' di mezzi di produzione,di creazione di mercati possibili,di espansione di mercati attuamente esistenti ,di necessita' produttive potenziali ,di servizi utili potenziali ..
    consequenzialmente non esiste nessuna vera scarsita' di posti di lavoro,nessuna disoccupazione "strutturale",non esiste proprio nessuna disoccupazione vera e nessuna scarsita' produttiva potenziale a questo mondo.

    Inoltre,naturalmente non esiste nessuna inflazione "ineluttabile" o nessun debito pubblico " ineluttabile e strutturale".

    Una verita' ,la seguente,che andrebbe compresa radicalmente e sulla quale bisognerebbe martellare l'uomo a svegliarsi e dovremmo farlo senza alcun dubbio o reticenza:
    Tutte queste "scarsita' ", una ad una, vengono metodicamente,duramente CREATE.

    Esse vengono mantenute in vita forzosamente,giorno per giorno,attraverso l'uso dettagliato di ogni possibile strumento di potere.
    Potere mediatico,politico,finanziario ,militare esercitati giornalmente,in coro,per mantenere in vita queste " scarsita' " , da utilizzare per quello che sono:
    Strumenti di controllo e schiavitu' dell'uomo.

    Quelle "ineluttabili scarsita' " tutte ,ad una ad una, non esistono in natura e non possiedono per se' stesse alcuna verita' osservabile o scientifica.

    Nonostante il costante uso mediatico di termini quali "scienza" o di "esperti" per proteggerle e per aggiungere una aura di credibilita' autoritaria alla attiva,costante creazione ,altamente criminale ed arbitraria, di tali "scarsita' " i " fatti scientifici " che ne avallerebbero la cosidetta ineluttabilita' in realta' sono sempre e solo grossolane,grottesche bugie.

    Gli strumenti primari utilizzati dell'establishment criminale per mantenere "le scarsita' " in vita sono:
    La retorica mediatica progressista e la politica progressista.
    Il "progressismo",quello che con gli effettivi progressi umani a nulla a che vedere,quello generalizzato e totale che ritroviamo tutt'attorno a noi, in ogni strumento mediatico politico, in ogni partito e realta' di potere da secoli oramai,a sinistra ed a destra.

    Chi mantiene in vita queste
    "scarsita' " predilige le sinistre progressiste,a loro perfettamente affini ed anche perfettamente supine.
    Ma le destre neocon o socialiste sono i loro strumenti piu' efficaci e vincenti come cavalli di Troia e come attivita' spionistiche ideali contro qualsiasi vagito popolare di giusta,etica,naturale ribellione o spirito di indipendenza residuo.
    Aggiornato il 10-02-12 alle 11:27 da Steppenwolf
  16. L'avatar di portiere
    Citazione Originariamente Scritto da Rexal

    Ecco, se ritieni di aver ragione, è inutile discutere. Ma rimango dell'idea che hai torto.
  17. L'avatar di portiere
    Citazione Originariamente Scritto da Rexal
    Ciao Giordi.
    In realtà il low input breeds prende atto proprio della ridotta capacità produttiva dell'agricoltura naturale in confronto a quella normalmente praticata o di fronte agli OGM.
    Se il problema è dato dalla sovrappopolazione è illogico rivolgersi a tecniche che garantiscono produttività ridotta.
    Mi spiego meglio.

    Se io produco 100ton con le tecniche attuali e produco 50ton con le tecniche "naturali", il divario c'è ed è innegabile. Chi sostiene la decrescita vuole farmi produrre a 50ton (quindi ho una perdita) e usa soldi pubblici per fare ricerca e farmi colmare il divario tra bio e tecnica agricola corrente.

    Ho una doppia perdita. Sociale: sto levando dal mercato 50ton di prodotto che avrei venduto a poco prezzo a chi ha fame. Economica: sto levando 50 ton di prodotto il cui profitto sarebbe stato tassato per finanziare la ricerca.

    Domanda: il terreno può renderti ogni anno le 100 tn di prodotto? Perchè se lo fa, ok, tutto bene, ma se dopo qualche anno di ipersfruttamento ti crolla a soli 20, il danno è evidente. Hai un terreno che non rende più neanche con la chimica migliore; almeno finchè non trovano prodotti chimici migliori, ma a quel punto dipendi dalla ricerca, e la ricerca si fa pagare i suoi prodotti, specialmente quelli nuovi di pacca. Così sei costretto a spendere un sacco di soldi per fertilizzanti migliori che ti permettono di avere nuovamente 100 tn di raccolto ma che vendendoli non ripaghi i costi.

    Seconda domanda: sei sicuro di poterti permettere 100 tn di prodotto? Perchè più prodotto immetti nel mercato, meno questo verrà a costare (molta offerta, bassa domanda). Paradossalmente ricavi meno che non 50 (e 50 te le puoi far pagare bene se prodotto biologico, che attira molti clienti perchè tale)
    Aggiornato il 10-02-12 alle 01:40 da portiere
  18. L'avatar di Steppenwolf
    "Ipersfruttamento"di un terreno?
    mo cusale'?
    Dev'essere un robo letto da qualche parte tipo il riscaldamento e raffreddamento globale tutto allo stesso tempo,il gender gap,l'inflazione ineluttabile o ,addirittura , il comicissimo "pericolo deflazione".

    Dove lo avra' mai visto il terreno dove l' "iper sfruttamento,da solo, fa si che la produzione agricola di un terreno da 100 diventi 20 da un anno all'altro"?
    Dove?
    In quale terreno esattamente?

    Io direi che possiamo tranquillamente gettare l'idea nel bel catasto di spazzatura altamente zsientifica per ovini sopra.

    Anche perche'gli unici deserti di questo mondo esistono e sono deserti solo dove l'uomo non ha fatto,creato,coltivato,irrigato e sono deserti esclusivamente per quella unica,singola ragione e nessuna altra e sono desertici in modo perfettamente proporzionale all'assenza dello "sfruttamento" umano.

    L'unico problema economico di questo mondo e' l'IPOSFRUTTAMENTO.
    Aggiornato il 10-02-12 alle 10:45 da Steppenwolf
  19. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da portiere
    Domanda: il terreno può renderti ogni anno le 100 tn di prodotto? Perchè se lo fa, ok, tutto bene, ma se dopo qualche anno di ipersfruttamento ti crolla a soli 20, il danno è evidente. Hai un terreno che non rende più neanche con la chimica migliore; almeno finchè non trovano prodotti chimici migliori, ma a quel punto dipendi dalla ricerca, e la ricerca si fa pagare i suoi prodotti, specialmente quelli nuovi di pacca. Così sei costretto a spendere un sacco di soldi per fertilizzanti migliori che ti permettono di avere nuovamente 100 tn di raccolto ma che vendendoli non ripaghi i costi.

    Seconda domanda: sei sicuro di poterti permettere 100 tn di prodotto? Perchè più prodotto immetti nel mercato, meno questo verrà a costare (molta offerta, bassa domanda). Paradossalmente ricavi meno che non 50 (e 50 te le puoi far pagare bene se prodotto biologico, che attira molti clienti perchè tale)
    Quelli che ho fatto sono degli esempi che considerano l'optimum di entrambe le situazioni. Tu parli d'altro dirottando il discorso. E francamente non c'entra una beneamata.

    Te la faccio più semplice.
    Perchè la decrescista vuole che io produca 50 se al mondo ci sono 100 bocche? Aumento la qualità del prodotto per i 50 che si possono permettere i prodotti bio e smetto di sfamare i 50 restanti che non hanno accesso al prodotto. E' un controsenso tutto decrescione.
  20. L'avatar di Rexal
    Citazione Originariamente Scritto da portiere
    Ecco, se ritieni di aver ragione, è inutile discutere. Ma rimango dell'idea che hai torto.
    Se scrivessi cose di cui non sono convinto sarebbe un esercizio inutile, non trovi?
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
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