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Comunismo

In difesa di Sorrentino II

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Da leggere, l'ottimo articolo di Solinas, e pure l'intervento di Florian nel forum Conservatorismo.

IV. (nel forum Cinema, in risposta a Xenia888)

Il difetto peggiore del film sta proprio nell’antipatia che suscita il cinismo che impregna tutti e tutti
Appunto.
Non siamo più ai tempi di Fellini. Allora si poteva ancora nutrire speranza, e chiudere il film sulla spiaggia con la bambina. Ora non più.

Il capolavoro sta proprio qui dove tu vedi un difetto: Sorrentino non ci racconta una storiella buonista di un Italia che non esiste. Al contrario, ci parla di quel che fù una borghesia culturale romana, che ormai si è svenduta l'anima. Una borghesia a cui non piace il film, o a cui non piaceva ma che ora sembra cambiare opinione visto che la borghesia dominante, quella americana, cosi ha deciso (forse, e qui forse siamo d'accordo, per cattive ragioni).

V. (sempre in Cinema)

Concordo con Mad, anzi ha già risposto lui in buona parte, non avrei tanto da aggiungere e poi mica ci vogliamo convertire.
La putrefazione morale di certi intellettuali non è la regola ma l'eccezione.
Però una cosa non potevo non rilevare, ed è questa tua osservazione circa gli intellettuali. Qui si vede come la tua antipatia verso il cinismo non di Sorrentino ma della realtà filmata da Sorrentino, nasce forse in una visione ingenua della società, che difendi poi con la tua critica del film. Già parlavi
delle forza nuove che cercano di emergere e di apportare nuova linfa


Quando invece si puo dire, con Renzi, che siamo nel mezzo di una riproduzione all'identico dello schifo attuale.

Vedi, il fatto che l'Italia in questi ultimi decenni abbia prodotto un ceto politico tanto da schifo, non puo non aver a che fare con la putrefazione non solo del ceto borghese in generale, ma anche, se non di più, della frazione colta di questa borghesia. Ed infatti sembra essersi ritirata da questo paese la voce degli intellettuali, la voce che dovrebbe riempire di vergogna chi avanza la pretesa di governare un paese (e che paese!) come si governa un impresa.

Un film senza speranza? Non credo. Di sicuro nella borghesia italiana non c'è speranza possibile, è una classe da eliminare. Ma l'Italia non è solo la sua borghesia, e c'è chi torna al paese (Verdone), fuori Roma, fuori quel corso storico ormai senza futuro.

Un film difficile, amaro, ma bello come pochi altri.
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