Benvenuto in Termometro Politico - Forum.
Visualizza Feed RSS

trash

Stamford Bridge

Valutazione: 2 voti, 3.00 media.
Mi dispiace per i tifosi del Napoli che forse si aspettavano qualcosa sull'imminente partita degli azzurri allo stadio del Chelsea, lo Stamford Bridge, ma questa è tutta un'altra storia: è la storia di Harald Hardråde (“lo Spietato”), che finisce appunto sulla collina di Stamford Bridge, alla fine di settembre del 1066.
A 15 anni, combatteva insieme al fratello, Re Olaf II di Norvegia, nella battaglia di Stiklestad; dopo la sconfitta del fratello fuggì a Kiev con un manipolo di vichinghi, al servizio di Yaroslav il Saggio; qualche anno dopo, col suo gruppo di guerrieri, i Variaghi, è a Costantinopoli, al servizio dell'imperatrice Zoe e combatte fino in Nord Africa e in Sicilia, accumulando immense ricchezze; nel 1045 torna in Norvegia ed in breve riconquista il regno; non gli basta la Norvegia, vuole anche l'Inghilterra: ed eccolo invadere l'Inghilterra, a Stamford Bridge, con la scusa di accompagnare Tostig, il fratello del re Aroldo, a riprendersi il regno.
Così ce la racconta Snorri Sturluson, nella "Saga di Re Harald".

Sopra la collina, in formazione circolare, sta l'esercito del Conte Tostig, figlio di Godwin; vicino a lui, torreggia il suo alleato Harald Hardråde (“lo Spietato”), re di Norvegia.
Più sotto, il fiume alle spalle, le truppe del re d'Inghilterra, Aroldo, figlio di Godwin, fratello di Tostig.
Un cavaliere vestito di ferro, con una faretra in cui brilla una freccia dalla punta d’oro, si stacca dall'esercito inglese e si avvicina al nemico.
«È qui il Conte Tostig, figlio di Godwin?» chiede a voce alta.
«Non nego d’esser qui» risponde Tostig.
«Se sei il Conte Tostig, sappi che tuo fratello ti offre il perdono, la sua amicizia e la terza parte della terra inglese, purché tu torni in pace».
«Se accetto, cosa darà il re al mio alleato Harald Hardråde?».
«Il re ha pensato anche a lui: gli darà sei piedi di terra inglese. E se è davvero così alto come dicono, anche sette piedi».
«Rispondi al tuo re che si prepari alla battaglia. Non lascerò che i Vichinghi dicano che il Conte Tostig ha tradito il loro re».
Il cavaliere dalla freccia d’oro torna indietro.
Harald Hardråde lo guarda allontanarsi, pensoso.
«Chi era» chiede a Tostig «quel cavaliere che ha parlato con tanta fierezza?».
«Era mio fratello, Aroldo, re d'Inghilterra».


Il sole tramonta sulla disfatta di Tostig, che cade sulla collina di Stamford Bridge; Harald Hardråde viene visto cadere, trafitto in gola da una freccia dalla punta d’oro che segna la sua fine e quella dell’era Vichinga.
Insomma, quelle erano battaglie, mica ventidue giovanotti che rincorrono un pallone allo Stamford Bridge...


La morte di Harald Hardråde (part. da “La battaglia di Stamford Bridge” di Peter Nicolai Arbo)

Aggiornato il 12-03-12 alle 17:05 da trash

Categorie
Non Categorizzato

Commenti

  1. L'avatar di sugarbabe
    stamford bridge era la fermata dove scendevo per andare dalla mia madrina a londra.
  2. L'avatar di Perseo
    Quand'è che ci fanno il film sulla storia di Harald ?

    Ricordiamo che a Stamford Bridge i Varangiani dovettero combattere senza armature. Avevano lasciato gli equipaggiamenti pesanti sulle navi, più lontano, non credendo che gli uomini dell'altro Harold potessero marciare così rapidamente e quindi pensando di avere tempo per trasportare tutto con calma. Ma uomini liberi che difendono la loro indipendenza possono fare cose impossibili a un esercito normale, e i Sassoni a marce forzate arrivarono in anticipo.

    In mutande e maglietta della salute dovettero disporsi a difesa su quella collina mentre uno di loro, preso dal berserk, tratteneva da solo i Sassoni sul ponte.
    Bisogna dirle queste cose.
  3. L'avatar di trash
    Citazione Originariamente Scritto da Perseo
    Quand'è che ci fanno il film sulla storia di Harald ?

    Ricordiamo che a Stamford Bridge i Varangiani dovettero combattere senza armature. Avevano lasciato gli equipaggiamenti pesanti sulle navi, più lontano, non credendo che gli uomini dell'altro Harold potessero marciare così rapidamente e quindi pensando di avere tempo per trasportare tutto con calma. Ma uomini liberi che difendono la loro indipendenza possono fare cose impossibili a un esercito normale, e i Sassoni a marce forzate arrivarono in anticipo.

    In mutande e maglietta della salute dovettero disporsi a difesa su quella collina mentre uno di loro, preso dal berserk, tratteneva da solo i Sassoni sul ponte.
    Bisogna dirle queste cose.
    Sfortunatamente, la storia la scrivono i vincitori: e al perdente raramente tocca qualche onore.
    Appena sconfitto Harald Hardråde, in diciotto giorni di marce forzate, l'esercito vincitore dovette attraversare mezza Inghilterra per affrontare altri invasori, capitanati da Guglielmo il Bastardo, provenienti dalla Francia.
    Aroldo fu sonoramente sconfitto da Guglielmo e morì il 5 ottobre 1066 sul campo di Hastings.
    Quindi a Harald Hardråde andò peggio che a un perdente: fu il perdente del perdente.
    E Guglielmo da "Bastardo" divenne "Conquistatore", segno che la storia la scrivono davvero i vincitori.

    Però il film su Harald Hardråde lo hanno fatto...

  4. L'avatar di Perseo
    Non è stato sonoramente sconfitto, lo shieldwall era ancora in piedi quando si è pigliato la freccia nell'occhio.
    Stessa cosa successa all'Hardrada, stesso nome e stessa fine.
  5. L'avatar di olivo
    Vicende affascinanti..
N. Post: