
Originariamente Scritto da
diegol22
Il plotone di esecuzione
Vediamo chi sono le tre donne magistrato che giudicherano (colpevole) Silvio Berlusconi.
Ma è proprio necessario fare questo processo, il 6 aprile? Perché spendere soldi pubblici per ore ed ore di udienze del tutto inutili, dal momento che la sentenza di condanna è già scritta? Hanno preparato tutto, una sceneggiatura perfetta per inchiodare una volta per tutte il loro nemico numero uno. Indagini senza notizia di reato, processo immediato dopo aver stralciato una sola posizione, quella di Berlusconi (ma guarda un po’), prove palesi nonostante le parti lese neghino tutto. Berlusconi avrà pure un rapporto squisito con le donne, ma le tre Signore che il 6 aprile apriranno il processo contro di lui per concussione e prostituzione minorile, difficilmente cederanno al suo fascino. Anche perché il curriculum dei tre magistrati scelti dal sistema automatizzato “GIADA” non ha bisogno di approfondimenti: è chiarissimo nel delineare come la pensino sul Cavaliere.
Partiamo da colei che il collegio lo presiederà, Giulia Turri. La Signora Turri ha già avuto a che fare con il Premier, o meglio, con le sue aziende. Sì, perché nel 2008 non si fece alcuno scrupolo nel rinviare a giudizio un po’ frettolosamente Massimo Maria Berruti, avvocato di Fininvest nonché deputato del Pdl. Per la cronaca, Berruti fu poi regolarmente assolto. Inoltre, sempre la Turri era il Gip che si occupò di Vallettopoli e di Corona. A latere, vedremo all’opera Carmen D’Elia e Orsola (Orsolina) De Cristofaro. Anche la D’Elia, ovviamente, ha avuto a che fare con Berlusconi, avendo fatto parte del collegio del processo SME, che nel 2003 condannò Previti (sentenza annullata dalla Cassazione). Infine c’è Orsolina, di cui nessuno sembra saper niente, a parte il fatto che fino a qualche anno fa svolgeva le proprie funzioni all’Ufficio del Gip di Milano. Insomma, un copione già scritto, già segnato.
Il plotone per la fucilazione è pronto. Un golpe giudiziario in piena regola, l’ennesimo in quest’Italia dove da vent’anni la Magistratura tesse le trame della vita politica, dove tenta di fare e di disfare governi, di processare Presidenti del Consiglio, di cancellare interi partiti politici. E tutto ciò nonostante la volontà di quel popolo nel nome del quale i giudici dovrebbero agire e lavorare. Questa è la reale vergogna, non i dopocena di Arcore.
Il plotone di esecuzione