Vi riporto i disordini 'mappati' su google maps:
Mapping Violence Against Pro-Democracy Protests in Libya - Google Maps


Vi riporto i disordini 'mappati' su google maps:
Mapping Violence Against Pro-Democracy Protests in Libya - Google Maps


Di fronte a questa minaccia che si fa concreta o Berlusconi dichiara guerra alla Libia o noi dichiariamo guerra a lui , è finito il tempo delle sopportazioni.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Infatti, al posto di lamentarci che i media oggidendali sgombloddano contro l'eroe anti-mondialista Gheddafi, sarebbe da giocare proprio la carta umanitaria, usandola come scusa per un'azione militare congiunta con inglesi e crucchi a salvaguardia dei nostri interessi nell'area. Zog non c'ha insegnato proprio niente, eh.


Macchè azione militare. Troppo costosa e magari scatena pure delle critiche a livello internazionale.
Mandi semplicemente un commando di Forze Speciali da Gheddafi (che tanto la nostra intelligence saprà benissimo dov'è) e lo termini in quanto elemento ormai scomodo.
Passata la buriana facciamo i conti


Ovviamente non intendevo dichiarare guerra, basterebbe mandare la flotta nella Sirte e far sbarcare qualche soldato nelle zone già pacificate dai ribelli per salvaguardare i nostri stabilimenti, e allo stesso tempo prendere contatto con questi ultimi. Parandosi il culo a livello internazionale agendo in concordia con i paesi che hanno grossi interessi nell'area. Non mi sembra una cosa così irrealizzabile.


Con la volontà (ma soprattutto con la capacità, roba che questi coglioni non hanno) si potrebbe fare di tutto.
Ad esempio, prendere contatti con gli alti gradi dell'esercito che si sono ammutinati. Ma anche con i ministri e gli altri esponenti della nomenklatura che stanno abbandonando in massa Gheddafi (pure l'ambasciatore all'ONU). Crearsi già dei referenti di fiducia per il dopo-Muammar.
Ultima modifica di Canaglia; 21-02-11 alle 22:09
Passata la buriana facciamo i conti




L'intero Nord Africa e parte del Medio Oriente sono in fiamme. Regimi che fino all'altro giorno erano considerati per lo più "filo-occidentali" - nel senso di, al tempo stesso, filoamericani e filoUE - sono caduti l'uno dopo l'altro. Ad averli tirati giù non è stata una mega-rivolta popolare anti-americana e anti-occidentalista, ma focolai di ribellione formati da forze assai eterogenee e facilmente influenzabili dall'esterno. I tentativi iraniani di inserirsi nelle rivolte, sfruttandone la carica inzialmente anti-sionista (vedasi il caso egiziano), sono al momento da considerarsi falliti e controproducenti. Infatti, per quanto di entità largamente minore a livello di coinvolgimento di massa, le proteste 'democratiche' adesso spuntano fuori proprio nell'Iran degli ayatollah e di Ahmadinejad.
L'Arabia Saudita, guarda caso, da tutto ciò è stata toccata solo molto molto molto marginalmente rispetto ai suoi vicini.
Se cade Gheddafi in Libia, il quadro sarà ormai completo.
Eviterei quindi voli pindarici su cosa potrebbe o non potrebbe fare l'Italia se il Duce risorgesse, tornando dall'al di là. E non lo dico per polemica, ma perché sinceramente non mi sovviene cosa ma soprattutto CHI potrebbe avere un atteggiamento diverso da quello tenuto dall'attuale governo italiano.
Ma soprattutto non mi sovviene quali dovrebbero essere le vostre aspettative da queste rivolte e da queste ribellioni.
Giusto perché vi sia chiaro: o vi sarà destabilizzazione ulteriore (con tutte le imprevedibili conseguenze del caso) o vi saranno i soliti governicchi democratici schiavi e ancora più facilmente manipolabili dei precedenti regimi laico-autoritari o, nella peggiore delle ipotesi, dei governi islamisti comunque funzionali agli USA e che offrirebbero pretesti ad Israele per inasprire ulteriormente la propria linea politica.
Possibilità neocolonialiste per l'Italia, in un quadro del genere, non ne vedo.
A meno che non intendiate dire che dovremmo comprarci tutti i vari capo-clan e/o capi-rivolta di oggi. Ma a quel punto preferivo dare la tangente una volta sola al Gheddafi o al Mubarak di turno.



