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    Predefinito Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    La Libia è praticamente travolta dalla dura repressione dei manifestanti anti Gheddafi. Le agitazioni in piazza non si fermano e continuano le contestazioni. Ma non solo, a rendere più “cruda” questa realtà ci sarebbero delle immagini girate a Tripoli e pubblicate dal sito OneDayOnEarth in cui si vedrebbero molte ferite sul terreno, probabilmente fosse comuni, scavate tutte in fila, una vicino all’altra e alcune già coperte dal cemento. Immagini terrificanti sì, ma alle quali il sottosegretario Carlo Giovanardi preferisce non dar credito.

    Stando alle sue parole, Le fosse comuni di Tripoli sono una bufala:

    “La foto mostrata dai giornali è un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento e una tomba, addirittura, è già coperta con il nome del defunto. Non mi possono far vedere quelle foto e dirmi che ci sono così tanti morti: quelle foto sono una presa in giro perché non giustificano i 10.000 e oltre morti: e chi lo dice?”.

    Ma attenzione, sembra che Giovanardi sia l’unico a sostenere questa tesi. Anzi, le file dell’opposizione non hanno perso tempo a far sentire la loro voce, in primis dall”Idv. Leoluca Orlando, portavoce del partito, afferma che il sottosegretario “si dovrebbe vergognare”: definire “una bufala” la notizia delle fosse comuni in Libia “costituisce un’offesa nei confronti delle vittime che aumentano di ora in ora”.

    Elisabetta Paladini

    Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala» | Il quotidiano italiano


    Sono senza parole, per una volta sono stra d' accordo con Giovanardi, mentre la sinistra, parlamentare ed extraparlamentare, ci è cascata in pieno alla propaganda filoimperialista. Leggo thread allucinanti di persone che addirittura si augurano un intervento militare imperialista (che chiamano "umanitario) in Libia. Ma ci rendiamo conto?
    Ultima modifica di Murru; 25-02-11 alle 14:23

  2. #2
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    quella delle fosse comuni è stata una delle bufale più grandi che i media siano riusciti a partorire sul recente conflitto in Libia... dopo che però sono arrivate le foto che mostravano un cimitero sulla spiaggia con tanto di nomi e cognomi di ogni vittima hanno pensato bene di far finire nel dimenticatoio la notizia e ripartire alla carica su altre cazzate

  3. #3
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    tra l'altro per quanto riguarda l'intervento "umanitario"...

    Libia, Nato convoca riunione urgente

    BUDAPEST (Reuters) - Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha detto di avere convocato per oggi pomeriggio una riunione urgente del Consiglio per discutere della situazione in Libia.

    "Ho convocato una riunione urgente del Consiglio Nato per questo pomeriggio per consultarci su questa situazione in rapida evoluzione. Quindi ritornerò a Bruxelles nel giro di poche ore", ha detto stamani a Reuters durante una visita a Budapest.

    "Incontrerò i ministri della Difesa Ue e discuterò con loro di come poter aiutare in modo pragmatico chi ne ha bisogno e limitare le conseguenze di questi eventi".

    Rasmussen ha detto che la priorità dev'essere data all'evacuazione e forse all'assistenza umanitaria.

    "E' prematuro entrare nello specifico ma si sa che la Nato ha asset che possono essere usati in situazioni come questa e che la Nato può agire come coordinatore se e quando singoli Stati membri vogliono agire", ha spiegato.

    Libia, Nato convoca riunione urgente | Prima Pagina | Reuters

  4. #4
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    Libia/ Russia accusa: Nato vuole espandersi in Africa

    Mosca, 25 feb. (TMNews) - La Nato ha deciso di "cercare di espandere le sue attività nei Paesi nordafricani". Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso l'Alleanza atlantica, Dmitri Rogozin, commentando la riunione d'emergenza convocata oggi dalla Nato sulla crisi in Libia. Lo riporta l'agenzia Interfax.

    "Non penso che questa decisione piacerà a tutti - ha continuato - sono pochi quelli che possono gradire il tentativo di entrare negli sviluppi delle vicende libiche". In questo momento, ha spiegato Rogozin, le decisioni di Mosca mireranno solo a "calmare la situazione" e a "proteggere i turisti russi nella zona del conflitto".

    http://www.tmnews.it/web/sezioni/cop...25_00152.shtml
    Ultima modifica di Murru; 25-02-11 alle 18:57

  5. #5
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    Un altro punto di vista sulla Libia

    Trovo quasi sempre persuasive e documentate le analisi e gli interventi di Enea Bontempi, sicché, leggendo la sua ultima lettera sul “Quarantotto arabo” (cfr. lettera n. 394), mi trovo ancora una volta a concordare con la sua impostazione e con le sue considerazioni, tranne una: quella riguardante la Libia, che egli accomuna alle altre rivolte dell’area nord-africana e del Vicino Oriente. Non sono d’accordo: la Libia è un’altra cosa. A mio giudizio, fra tutte le lotte in corso nell’area testé citata la più difficile da interpretare è proprio quella libica.

    Ragioniamo: la città orientale di Bengasi pare che sia sotto il controllo dell’opposizione al regime di Gheddafi. Orbene, è solo una coincidenza che la ribellione sia iniziata a Bengasi, che si trova a nord dei più ricchi campi petroliferi della Libia e nelle vicinanze della maggior parte degli oleodotti, dei gasdotti, delle raffinerie e del porto per il gas liquefatto? È solo un’ipotesi accademica pensare che vi sia un piano di spartizione del paese? La Libia, infatti, non è come l’Egitto. Il suo leader, Muammar Gheddafi, non è stato un burattino nelle mani dell’imperialismo
    come Hosni Mubarak. Per molti anni, Gheddafi è stato un alleato di paesi e movimenti di lotta contro l’imperialismo. Quando assunse il potere nel 1969 con un colpo di stato militare, nazionalizzò il petrolio libico e usò gran parte delle risorse petrolifere per sviluppare l’economia del paese elevando in misura notevole le condizioni di vita della popolazione.

    Ragioniamo: è solo un’ipotesi accademica pensare che l’imperialismo americano (e questa volta, caro Bontempi, non “solo in seconda battuta”) abbia deciso di schiacciare la Libia. La memoria degli italiani è piuttosto labile a causa della disinformazione creata dai ‘mass media’, ma forse qualcuno è ancora in grado di ricordare che gli Stati Uniti nel 1986 lanciarono attacchi aerei su Tripoli e Bengasi uccidendo 60 persone, tra cui la figlia più piccola di Gheddafi. All’attacco aereo
    seguirono pesanti sanzioni da parte degli Usa e dell’Onu, il cui obiettivo era sostanzialmente quello di distruggere l’economia libica.

    Ragioniamo: dopo che gli Stati Uniti ebbero invaso l’Iraq nel 2003, Gheddafi cercò di allontanare la crescente minaccia di aggressione contro la Libia facendo grandi concessioni politiche ed economiche agli imperialisti. Aprì l’economia alle banche e alle società straniere, accettò le richieste di “aggiustamento strutturale” del Fmi, privatizzò molte imprese di proprietà statale e tagliò le sovvenzioni statali per generi di prima necessità come il cibo e il carburante. La conseguenza fu che il popolo libico, che aveva fino ad allora beneficiato di condizioni economiche e sociali di relativo benessere, si è trovato esposto al rincaro dei prezzi e all’aumento della disoccupazione, due fattori che hanno causato le ribellioni in altri paesi e che derivano dalla crisi economica mondiale del capitalismo.

    L’interesse dell’imperialismo americano per la Libia non è di tipo turistico. Conviene allora ricordare alcuni dati oggettivi: la Libia è il terzo produttore di petrolio dell’Africa, ma è anche quello con le maggiori riserve del continente (44,3 miliardi di barili). È un paese che con il suo potenziale produttivo costituisce un boccone succulento per le grandi compagnie petrolifere. Dietro alla ‘propaganda dell’orrore’ che i ‘mass media’ hanno scatenato, dietro alla campagna per i diritti democratici del popolo libico che gli imperialisti improvvisamente hanno lanciato
    vi è una precisa strategia di sovversione del regime e di acquisizione del controllo delle enormi risorse di un paese molto esteso ma con una popolazione numericamente esigua e divisa da conflitti tribali. L’Iraq ‘docet’. Il trattamento a cui si vuole sottoporre Gheddafi è lo stesso a cui fu sottoposto Saddam Hussein. Il vero nemico dell’imperialismo nel Vicino Oriente è infatti il nazionalismo panarabo, non il fondamentalismo islamico.

    Concludiamo: le concessioni ottenute da Gheddafi non sono sufficienti per l’imperialismo. L’obiettivo di quest’ultimo è fare della Libia una colonia di produzione e sfruttamento dell’‘oro nero’, più o meno ammantata da qualche orpello formalmente ‘democratico’. L’imperialismo non ha mai perdonato a Gheddafi di aver rovesciato la monarchia e nazionalizzato il petrolio, così come non ha mai tollerato che l’Italia, grazie all’Eni di Mattei, abbia realizzato con i paesi arabi
    del Mediterraneo e in particolare con la Libia una politica autonoma dalle ‘sette sorelle’ nel campo degli approvvigionamenti energetici. Fidel Castro, che ha una certa esperienza in questo campo, sottolinea in un suo commento la fame di petrolio dell’imperialismo e lancia l’allarme per l’intervento militare che gli Stati Uniti potrebbero attuare in Libia adducendo il solito pretesto ‘umanitario’. La Sesta Flotta americana, come è noto, incrocia nel Mediterraneo. Forse quello a cui ci toccherà di assistere in Libia sarà (non un “Quarantotto” ma) un “Ottantanove” arabo.



    25/02/2011
    Eros Barone
    - Un altro punto di vista sulla Libia | Lettere al direttore | Varese News

  6. #6
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    Citazione Originariamente Scritto da Murru Visualizza Messaggio
    Libia/ Russia accusa: Nato vuole espandersi in Africa

    Mosca, 25 feb. (TMNews) - La Nato ha deciso di "cercare di espandere le sue attività nei Paesi nordafricani". Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso l'Alleanza atlantica, Dmitri Rogozin, commentando la riunione d'emergenza convocata oggi dalla Nato sulla crisi in Libia. Lo riporta l'agenzia Interfax.

    "Non penso che questa decisione piacerà a tutti - ha continuato - sono pochi quelli che possono gradire il tentativo di entrare negli sviluppi delle vicende libiche". In questo momento, ha spiegato Rogozin, le decisioni di Mosca mireranno solo a "calmare la situazione" e a "proteggere i turisti russi nella zona del conflitto".

    TMNews - Libia/ Russia accusa: Nato vuole espandersi in Africa
    cazzate Puttiniane
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    La Casa Bianca: sanzioni contro Tripoli

    Partono le prime sanzioni contro il regime di Muammar Gheddafi. Ad annunciare l'imposizione di misure «unilaterali» è stato ieri pomeriggio il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, secondo il quale l'amministrazione Obama sta inoltre «coordinando sanzioni aggiuntive con gli alleati europei e altri possibili interventi multilaterali». Tra questi: la sospensione della Libia da tutti gli organi delle Nazioni Unite.


    Carney non ha specificato la natura o la tempistica delle sanzioni che Washington intende adottare, limitandosi a dire che gli Usa stanno «avviando una prima serie di passi a livello unilaterale» e che stanno «valutando una serie di opzioni». Il che non esclude quindi un intervento militare.
    Il portavoce di Obama ha inoltre comunicato la sospensione delle attività dell'ambasciata Usa a Tripoli, mentre il Dipartimento del Tesoro ha dato istruzione a tutte le banche americane di monitorare le transazioni finanziarie di entità libiche e segnalare possibili casi di distrazione di fondi su conti offshore.
    Dalle parole si è dunque passati ai fatti. Anche se ancora non si è arrivati a misure di impatto immediato come la no-fly zone sullo spazio aereo libico chiesta lunedì scorso dallo stesso vice-ambasciatore libico all'Onu in una lettera di denuncia del regime di Tripoli.
    Pur dicendo che la Nato è pronta ad affrontare «qualsiasi evenienza», in coda a una riunone d'emergenza sulle vicende libiche, il segretario generale Anders Rasmussen ha dichiarato che «un approccio impegnativo come la no-fly zone richiede una legittimazione internazionale molto chiara, e più in particolare un mandato delle Nazioni Unite».
    In una seduta speciale a porte chiuse, dopo che il segretario generale Ban Ki-Moon lo aveva invitato a intraprendere «azioni concrete», il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha iniziato a valutare sanzioni che, salvo sorprese dell'ultima ora, dovrebbero essere definite nella giornata di oggi. Tra le ipotesi, il congelamento dei beni di Gheddafi e dei suoi accoliti, l'embargo sulle armi e l'intervento della Corte Internazionale di Giustizia.

    «Non bastano più i discorsi. È arrivata l'ora di agire», ha dichiarato ieri il ministro degli esteri francesi, Michele Alliot-Marie. A farle da eco, il portavoce del suo equivalente britannico, che ha confermato l'intenzione londinese di spingere affinché si arrivi a sanzioni economiche e all'interdizione ai viaggi all'estero per i rappresentanti del regime libico. Misure appoggiate anche dal ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle e dall'Alta Rappresentante dell'Unione Europea Catherine Ashton.

    Nel pomeriggio di ieri, a Ginevra, in una seduta d'emergenza, il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu ha invece adottato una risoluzione proposta dai suoi membri europei che ha condannato il governo di Gheddafi per la violenta repressione delle proteste e creato una commissione d'inchiesta che indagherà su possibili crimini di guerra.
    Il Consiglio per i Diritti Umani ha inoltre votato all'unanimità la sospensione della Libia dall'organo dell'Onu. A permettere il voto unanime è stata la dichiarazione di un diplomatico della missione libica, Adel Shaltut, che anziché opporsi ha annunciato tra gli applausi generali, che l'intera delegazione di Ginevra «è schierata a fianco dei manifestanti».

    La Casa Bianca: sanzioni contro Tripoli - Il Sole 24 ORE

    Che schifo!!!
    L' imperialismo ha vinto anche questa volta, ha creato la situazione ideale per un suo intervento militare in Libia.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Libia, Giovanardi: «Le fosse comuni? Una bufala»

    Roma, 25 feb. (TMNews) – Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha postato un messaggio su Twitter di sostegno al leader libico Muammar Gheddafi. Lo riferisce il sito internet dell’emittente panaraba al Jazeera. “Gheddafi sta affrontando una guerra civile. Lunga vita alla Libia. Lunga vita all’indipendenza della Libia”, ha scritto Chavez.

    Libia/ Chavez sostiene Gheddafi: lunga vita a indipendenza paese. Messaggio di sostegno a leader libico su Twitter | Daily Blog

  9. #9
    Ghibellino
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    Roma, 25 feb. (TMNews) – Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha postato un messaggio su Twitter di sostegno al leader libico Muammar Gheddafi. Lo riferisce il sito internet dell’emittente panaraba al Jazeera. “Gheddafi sta affrontando una guerra civile. Lunga vita alla Libia. Lunga vita all’indipendenza della Libia”, ha scritto Chavez.

    Libia/ Chavez sostiene Gheddafi: lunga vita a indipendenza paese. Messaggio di sostegno a leader libico su Twitter | Daily Blog
    Sostegno al popolo libico e alla sua lotta contro l'imperialismo occidentale.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
    Ghibellino
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    Roma, 25 feb. (TMNews) – Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha postato un messaggio su Twitter di sostegno al leader libico Muammar Gheddafi. Lo riferisce il sito internet dell’emittente panaraba al Jazeera. “Gheddafi sta affrontando una guerra civile. Lunga vita alla Libia. Lunga vita all’indipendenza della Libia”, ha scritto Chavez.

    Libia/ Chavez sostiene Gheddafi: lunga vita a indipendenza paese. Messaggio di sostegno a leader libico su Twitter | Daily Blog
    Sostegno al popolo libico e alla sua lotta contro l'imperialismo occidentale e i suoi servi (in Italia cdx e csx).
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