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Discussione: Narraci questa, Nichi!

  1. #1
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    Predefinito Narraci questa, Nichi!

    di A. Sallusti pg.1 de ilgiornale.it 25 2 2011

    «Narrazione» è un termine molto caro a Nichi Vendo*la, governatore della Pu*glia, leader della sinistra radicale, moralista tutto*logo a tempo pieno.
    Lui non parla, narra.

    C’è la narrazione della politica, dell’economia, della giu*stizia, del mondo intero. Vediamo se saprà narrare anche la retata che ha por*tato all’arresto di un suo ex assessore, ora senato*re, del suo caposcorta e di funzionari nominati dal suo governo.
    L’inchiesta, nella quale anche lui è sta*to indagato, riguarda una maxi truffa nel giro della sanità pubblica pugliese.
    Per la sinistra è un brutto colpo.

    Qui non si parla di questioni e di soldi priva*ti, ma di malandrini e de*nari pubblici. Se Berlusco*ni deve essere processato per non aver selezionato eticamente gli ospiti delle sue serate, che si dovreb*be fare a Vendola che è sta*to, nella migliore delle ipo*tesi per lui, incapace di scegliersi gli uomini a cui affidare i soldi e la salute di una intera regione?
    Non lo vogliamo vedere al*la sbarra ma - se proprio non si può mandarlo a ca*sa - almeno che la pianti di fare il maestrino narra*tore che dà voti a tutti.

    Ovviamente, per lui var*rà a prescindere la tesi che poteva non sapere (cosa non applicata a poli*tici di centrodestra) che cosa stavano combinan*do i suoi uomini.
    Probabil*mente era distratto dalle comparsate in tv e da qual*che «narrazione» antiber*lusconiana.

    Del resto, a si*nistra, cadono sempre dalle nuvole.
    Anche se poi, come dimostra il ca*so Unipol, che il Pd si stes*se per fare una banca, Fas*sino e D’Alema l’avevano intuito al punto che già si preparavano a festeggia*re (salvo poi negare tut*to).

    Ora sarà interessante ve*dere se il Pd concederà l’autorizzazione all’arre*sto per il suo malcapitato senatore Tedesco.
    Se fos*se coerente dovrebbe far*lo, e anche con un certo entusiasmo.
    Ma siccome, dicono le malelingue, l’ex assessore è stato messo al Senato proprio per garan*tirgli l’immunità almeno dalle manette, prevedo che il voto sarà sfavorevo*le.
    Perché da quelle parti sono tutti bravi a stare con i magistrati, ma solo se nel mirino non ci sono lo*ro.

    D’Alema insegna.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    AHAHAHAH! bellissimo il titolo "narraci questa, nicky"! con vari significati...
    PROPOSTE POLITICHE
    ► STATI UNITI D'EUROPA, SUBITO! Tutti gli Stati a Ovest della Russia!
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    Il falso mito di "Gandhi" Vendola.

    di Stefano Filippi pg.2 de ilgiornale.it 25 2 2011

    Il buon governo della Pu*glia è un mito che non esiste.
    Il buon governatore Nichi Vendola, il principe degli affa*bulatori, è un politico abile: è stato capace di costruirsi un’immagine cui non corri*sponde la realtà

    «Sotto il ve*stito niente», si potrebbe dire rispolverando un vecchio film di Carlo Vanzina.
    Vendo*la appare in televisione, tiene comizi, gira il mondo, guida un partito, parla seguendo im*maginifiche quanto incom*prensibili ispirazioni.
    Insom*ma, ha un’intensa attività che lo porta a occuparsi di mille cose.
    Tutto, tranne che della Puglia che lo ha eletto presi*dente due volte: la seconda, a dirla tutta, soprattutto per gli imperdonabili errori del cen*trodestra.

    Eppure, se l’ultima ipotesi di federalismo fiscale andas*se in porto, il Gandhi di Terliz*zi decadrebbe automatica*mente dalla poltrona più im*p*ortante della regione per il ri*petuto sfondamento del pat*to di stabilità e l’aumento di ticket e tasse su famiglie e im*prese senza maggiori servizi ai cittadini: basterebbe con*trollare la lunghezza delle li*ste d’attesa negli ospedali.

    I fondi comunitari non spesi, e che pare debbano essere resti*tuiti alla Ue, ammonterebbe*ro a un miliardo 200 milioni di euro.
    L’attività legislativa è un imbarazzante fallimento ai limiti dell’incompetenza, come documenta la sequela di atti annullati dalla Corte Costituzionale, per di più sui temi forti della propaganda vendoliana: il nucleare, l’ac*qua, le energie alternative, le assunzioni in sanità.
    Di cui Te*desco è stato assessore.

    Nichi ha costituito in giudi*zio la regione Puglia davanti alla Suprema Corte per soste*nere il ricorso di otto candida*ti consiglieri non eletti.
    Non c’è bisogno di dire che tutti gli otto erano in lista con Vendo*la e che la nomina sfondereb*be il tetto di 70 consiglieri fis*sato dallo statuto: la regione insomma, invece che restare neutrale, ricorre contro il pro*prio statuto per rafforzare la maggioranza, che già ha go*duto di un premio (14 seggi).

    E pensare che a Roma il lea*der di Sinistra e libertà si batte contro la legge elettorale na*zionale che prevede il premio di maggioranza.

    Le promesse di una «sanità migliore» sono state smentite dalla falcidia di ospedali e po*sti- letto prevista dal «piano di rientro» proposto da Vendola al governo, per non parlare delle inchieste giudiziarie.
    La Puglia vanta il record nazio*nale dei posti di lavoro persi, soprattutto di laureati.
    E poi ci sono i tagli alla sanità, ai ser*vizi sociali, all’agricoltura, al*le politiche giovanili: ma non alla «comunicazione istituzio*nale », alle spese di immagine e all’effimero, cioè alla mac*china del consenso elettorale che alimenta il culto della per*sonalità vendoliana.
    Questi tagli (283 milioni di euro) hanno penalizzato i non autosufficienti, gli affitti agevolati, gli asili, i servizi as*sistenziali, l’assistenza domi*ciliare, lo sport giovanile, l’agricoltura.

    Tagli apportati nel pieno della campagna elettorale 2010, quindi pochi mesi dopo l’approvazione del trionfalistico bilancio di previsione di fine 2009, decisi mentre politici e giornalisti erano impegnati in tutt’altro.
    Ma la regione doveva rimedia*re di nascosto al terzo sfora*mento (in quattro anni) del patto di stabilità.
    Tagli non ac*compagnati da misure a favo*re dello sviluppo economico, come la riduzione dell’Irap per le nuove aziende resa pos*sibile dalle ultime leggi finan*ziarie.

    Una «macelleria socia*le », per usare un’espressione che la sinistra radicale rinfac*cia al governo, diventata di pubblico dominio soltanto dopo le elezioni.
    Il presidente Vendola non ha aiutato gli impianti real*mente produttivi, dai rigassifi*catori ai termovalorizzatori, ma ha mobbizzato industrie come l’Ilva, vincolato vaste aree di territorio agricolo, osteggiato lo sviluppo urbani*stico.

    L’acqua,che doveva es*sere «pubblica e gratuita», co*sta dal 1˚ gennaio il 17,5% in più e continuerà a rincarare fi*no al 2018.
    Le energie «puli*te » si stanno rivelando - per riconoscimento dello stesso governatore- inquinate da in*filtrazioni criminali, tant’è che ne è stata bloccata la proli*ferazione.
    Anche la gestione dei rifiuti è deficitaria ed espo*sta alle minacce della malavi*ta organizzata, come ha evi*denziato la visita in Puglia del*la Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti con*nessi allo smaltimento.
    Ma l’Immaginifico si è fatto bello offrendo ospitalità ai rifiuti campani, salvo accettarne modeste quantità nelle già stracolme discariche.

    E il clientelismo?
    Un caso per tutti: l’indicazione del pro*fessor Gianfranco Viesti alla presidenza della Fiera del Le*vante.
    Viesti ha guidato Finpuglia (dove in sette mesi ha lasciato un deficit maggio*re di quello che aveva trova*to) e Arti (Agenzia regionale per tecnologia e innovazio*ne): qui in tre anni ha affidato 292 incarichi di consulenza per complessivi due milioni e mezzo di euro.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    Il paracadute dei dalemiani!

    «Il Pd non è un’associazione a delinquere», disse Massimo D’Alema quando scoppiò in Puglia l’inchiesta su Alberto Tedesco e sulla sanità.
    L’assessore, tempo tre ore dall’annuncio dell’avviso di garanzia, si dimise: era il 6 febbraio del 2009.

    Un passo indietro per mettersi a disposizione degli inquirenti, si disse.
    Poco tempo dopo, si scoprì che per l’assessore era pronto invece un paracadute coi fiocchi: nientemeno che un seggio al Senato, al riparo dell’immunità parlamentare.
    Come?
    Tedesco era stato candidato alle politiche del 2008, ma senza successo: finì primo dei non eletti, dietro all’ex ministro dell’Agricoltura di Prodi, Paolo De Castro.
    A metà aprile del 2009, due mesi dopo l’apertura dell’inchiesta, si fecero le liste per le elezioni europee.
    E, guarda caso, De Castro venne scelto (da D’Alema, ma con la benedizione di Prodi) come capolista del Pd per la Circoscrizione Sud.
    Col risultato che, una volta eletto al Parlamento di Strasburgo, avrebbe lasciato il posto a Tedesco.

    Nel partito, a dire il vero, scoppiò la bagarre quando l’inghippo fu scoperto. Una parte del Pd, a cominciare da Enrico Letta, sconsigliò vivamente a De Castro (presidente di Red, l’associazione dalemiana nel Pd veltroniano) di accettare la candidatura.
    «Non mi piacerebbe avere Tedesco nel gruppo», insorse la presidente dei senatori Anna Finocchiaro.
    Diversi i toni del suo vice, il dalemiano pugliese Nicola Latorre:
    «Qual è il problema? Quando si porrà la questione Tedesco ne discuteremo, ma le nostre liste elettorali le facciamo noi e non la Direzione distrettuale antimafia di Bari».

    Nove parlamentari pugliesi, tra i quali Francesco Boccia, scrissero una lettera all’allora segretario Dario Franceschini per protestare contro le «incomprensibili scelte» per le candidature europee.
    Lo stesso De Castro cadde dalle nuvole: «Io me ne stavo tranquillo al Senato, non avevo chiesto di essere candidato. Ho accettato per spirito di servizio».

    In verità, raccontano in Puglia, il vero sponsor della candidatura di Tedesco
    alla Camera (e poi di De Castro alle Europee) sarebbe però stato il sindaco di Bari Emiliano, che con Tedesco aveva stretto un’alleanza di ferro.
    Tanto che l’assessore fece una lista in suo appoggio per fargli vincere il posto di segretario regionale del Pd. Ed Emiliano arrivò quasi allo scontro con i vertici veltroniani del Pd, nel 2008, per fare entrare Tedesco in lista in posizione sicura.
    Alla vigilia delle Europee il sindaco fece il bis: minacciò addirittura di candidarsi lui, se non veniva scelto De Castro.
    Salvo poi, quando la bufera giudiziaria esplose senza più scampo sulla testa di Tedesco, fare un passo indietro: «Consigliai a Vendola di togliere la Sanità a Tedesco. Avrei dovuto insistere, oggi ne soffro», disse Emiliano nel settembre 2009.

    Replica di Tedesco: «Il sindaco è un ingrato, non dimentichi che l’ho aiutato in tante elezioni».
    Chi deve capire, capisca.

    la redazione de ilgiornale.it di venerdì 25 febbraio 2011 pg.2.
    Aggiornato oggi alle 130

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    Come certe congreghe si muovono, sorrisi stampati, regali ed apprezzamenti,
    nessuna contestazione e i "camerieri", "burattini" compiacenti apprezzano,
    si crogiolano nel jet-set...ce l' anno fatta, chi li fermerà più..la SVENTOLA SVENDOLA!! AVENDOLA SVENDOLA..

    Il governatore uscente della California ha organizzato l’incontro R20
    Vendola-Schwarzy, incontro sulla green economy: «Puglia all'avanguardia»
    Nichi: «Lui è enorme, io piccolo: sembravamo il remake del film I gemelli»
    Il governatore uscente della California ha organizzato l’incontro R20

    Vendola-Schwarzy, incontro sulla green economy: «Puglia all'avanguardia»

    Nichi: «Lui è enorme, io piccolo: sembravamo il remake del film I gemelli»


    Arnold Schwarzenneger e Nichi Vendola
    DAVIS (California) - È appena passata l’ora del pranzo quando la figura di Arnold Schwarzenneger si staglia sul portone dove si svolge il summit sul cambiamento climatico. Nichi Vendola è preso un po’ in contropiede: «Lui è monumentale», racconterà poi il governatore della Puglia che a Davis, in California, è stato invitato proprio da lui, Schwarzy, il governatore uscente dello Stato, organizzatore dell’incontro di R20, il gruppo delle reti locali sul cambiamento climatico. Mezz’ora di incontro bilaterale, tutt’altro che formale.

    RINNOVABILI - Vendola ha portato per Scwharznegger in omaggio un libro: Incantevole Puglia. Il governatore ex-attore ha apprezzato di gusto: «Amo moltissimo l’Italia. State investendo sulle energie rinnovabili?». Vendola ha colto al balzo la domanda per spiegare gli investimenti della sua regione in materia di energie alternative e rilanciare: «Governatore il prossimo R20 sul clima lo voglio organizzare in Puglia». Scwharzy non si farà pregare, le grandi braccia allargate: «Ehi italiano… why not?». Vendola replicherà dopo, un po’ intimidito: «Ero emozionato davanti a Schwarzy. Uno vicino all’altro sembravamo il remake del film I gemelli».

    AMERICANO - Ma al summit i siparietti non sono finiti con Schwarzy. Uscito dal palazzo, Nichi Vendola è stato fermato dal cinese Kimball Chen, presidente dell’Energy Transportation Group: «Viva la Puglia, presidente amo tantissimo la burrata», mentre la leader dello staff di Hilary Clinton, Reta Jo Lewis, ha voluto regalargli un posacenere con le caravelle. Sperticate le lodi di Michael Northrop, il direttore del programma di Sviluppo sostenibile della Rockfeller Foundation: «È la prima volta che incontro un italiano che parla in maniera simile dello sviluppo della green economy. Nichi Vendola è davvero particolare, le altre volte che avevo incontrato politici italiani avevano affrontato il discorso in maniera superficiale. Lui no, va nel concreto. Sembra un americano».

    Alessandra Arachi
    17 novembre 2010

    ...Cera anche il grande capo in persona, il Bene-ficiario...
    Il divulgatore della "NEW AGE" della green economy,
    nessuno l' ha visto, viaggia immerso nella sua vasca criogenica...

    SVENTOLA SVENDOLA anche lui nel get set, chi mai parlerà della tentata,
    o gia fatta (ma da rifare) più grande discarica d' ITALIA, in Puglia...
    come dimenticare che nella torta mal confezionata anche la famigliuola
    MARCEGAGLIA o confidenzialmente MERCEGAIA..e, una dopo l' altra MERCENARIA...

    Non oso dire altro, verrei criticato..Attila Destrier e Arco:gratgrat:
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    Il gioco è lungo e tortuoso..

    ...cara emma, letà del ferro, dell' acciaio...un' estate difficile la tua
    fra alitalia e qualche fondo nero, suona facile a fronte telecamere e
    giornalisti indottrinati nascondere le proprie contraddizioni, i propri
    e di famiglia giochetti che con l' avvallo che certi "poteri forti" vi danno
    in modo di apparire per poi non essere, potremmo parlare di certi fondi
    finiti a Singapore, circa una trentina di milioni spariti volatilizzati,
    solo voi sapete dove questi finiti....
    potremmo parlare di 6 milioni di tangenti versati da Marcegaglia SPA
    alla Enipower società del gruppo Eni....potremmo parlare dell' esistenza
    sicura di numerosi conti off shore intestati a famiglia sui quali negli anni
    sono transitati decine e decine e decine e decine..di milioni di euro...
    Piace vincere facile a certi capitani d' industrie...
    A papà fratelli e famiglia risulta facile il gioco delle tre carte, ma ora papà
    garantisce, chiuso il gioco delle triangolazioni per favorire l' accaparrarsi
    di fondi neri...Che fine abbia fatto il tesoretto, e a quanto ammonti oggi,
    è per un interrogativo che non trova risposta nelle carte del procedimento milanese.
    Potremmo parlare di Pugnochiuso in gargano, allargando le fauci insanguinate
    alla totale Puglia, meta prediletta ove la holding marcegaglia, "abbandonando
    l' età del ferro" partecipa al nuovo filone d'investimento, quello nei rifiuti,
    al consorzio Co.Ge.Am, che più si presta a prosciugare fondi statali da deviare
    nelle proprie tasche, magari con progetti già obsoleti e pericolosi per la salute pubblica...
    Cara emma, anche li, guarda caso qualche intoppo, ma poi si sa con gli appoggi giusti
    con le giunte compiacenti e magari con il benestare di certo massimo baffino, sigilli
    e quant' altro solo intoppi...poi basta dimostrare sulla carta l' impegno del gruppo a migliorare
    progetto...e via cofinanziamento pubblico per altri 15\20 milioni..pur sempre con impianti obsoleti
    e dannosissimi alla salute pubblica...ma a voi, ad emma, alla holding a massimo A-vendola non gliene
    può fregare di meno...e altri 6milioni arrivano cofinanziati dalla regione stessa..la ciliegina sulla torta,
    la vostra torta da dividere per vostri sporchi intrallazzi...poi IO aggiungo che spesso ciò che si rileva
    nella mancanza di alcuna trasparenza, solo la punta dell' iceberg...solo voi sapete esattamente.....
    A tutti noi rimane soltanto ciò che spesso ci lasciate, il deserto e il sangue che nel nostro attuale
    mondo scorre a fiumi come i fiumi che voi usate per brindare nel fotterci tutti....

    salute, bari, rifiuti, inchieste, inceneritore, desertificazione, rifiuti tossici,
    termovalorizzatore, regione puglia, tumori, diossina, nanoparticelle, global warming,
    cip 6, emergenza ambientale, neoplasie, consumo del territorio, azioni concrete,
    cementificazione selvaggia, bonifica del territorio, distruzione del territorio, inquinamento da fumi.........:gratgrat:iaociao:
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Narraci questa, Nichi!

    ( Emma Marcegaglia presidente nazionale di Confindustria e Nichi Vendola Governatore della Regione Puglia )
    --------------------------------------------------------------------------------

    Fuga dalla realtà. Il governatore Vendola, incalzato dal giornalista Lannes – dal novembre 2009 – sfugge atterrito il confronto pubblico sul tema dell’inceneritore autorizzato illegalmente ed abusivamente dalla regione Puglia. Il divo Nichi non risponde al cellulare e si nega sempre quando l’interlocutore è Lannes. Lo smemorato di Terlizzi teme il dialogo e si rifugia nei salotti televisivi dove abbondano i giornalisti addomesticati venduti ai potenti di turno. Il 21 giugno 2010 alle ore 10,50 il direttore – accompagnato da due collaboratori e da una delegazione di cittadini di Borgo Tressanti – ha incontrato l’assessore all’ecologia Nicastro negli uffici dell’ente. Il noto cronista ha chiesto ufficialmente all’assessore uno stop definitivo all’operazione affaristica della Marcegaglia che farà tabula rasa della Capitanata, avvelenando 700 mila cittadini. Era presente anche l’ingegnere Antonicelli: secondo il dirigente che ha curato la pratica nei dettagli tecnici e non solo… “è tutto a posto”. L’ex magistrato Lorenzo Nicastro ha promesso un concreto interessamento. Vedremo a breve, se alle parole politiche seguiranno fatti concreti. Un dato è certo: la mobilitazione popolare e l’interessamento della corte dei diritti dell’Uomo. A Massafra la Marcegaglia ha già costruito un inceneritore altrettanto fuorilegge in base al quale l’Italia è stata sanzionata dall’Europa, mentre a Modugno l’impianto di Emma è stato sequestrato dalla procura della Repubblica di Bari. Il giornale ITALIA TERRA NOSTRA – ai sensi del Decreto Legge numero 4/2008 – ha chiesto alla regione Puglia, l’elenco esaustivo del centinaio di progetti in itinere (alcuni già approvati) di impianti (inceneritori di rifiuti, “termovalorizzatori”, centrali a biomasse, rigassificatori, cementifici). Nella stessa area è previsto in mare (off shore) a Margherita di Savoia e Trinitapoli un mastodontico rigassificatore della Sorgenia (De Benedetti, L’espresso, La Repubblica, Cir), un inceneritore Fiat a Borgo Incoronata e un altro inceneritore Sangalli a Manfredonia. Per non dire del progetto Enterra (società immobiliare di Bergamo) a Borgo Eridania (Rignano Scalo, a 30 metri dalle case), di quello Falck a Torremaggiore, Ansaldo a San Severo, Edison a Candela, Grigolin ad Apricena e di tutti quelli previsti a Lucera e nei paesi del Subappenino dauno. I poteri forti (confindustria, logge massoniche, clan partitici e sindacali) intendono grazie all’avallo politico, trasformare l’antica Daunia in un tombino industriale a cielo aperto. Prossimo epilogo: degrado ambientale, malattie, mutazioni genetiche e morte a carico dei viventi, danni irreversibili all’economia agricola. La Puglia non ha bisogno di speculazioni “energetiche”. A tutt’oggi, secondo i dati ufficiali di via Capruzzi il surplus segna l’88 per cento: viadotti e reti elettriche risultano obsoleti, fatiscenti. La partecipazione di cittadine e cittadini ai processi decisionali così come il diritto all’informazione in materia ambientale sono diritti riconosciuti sia a livello internazionale che a livello comunitario e nazionale. Il diritto all’informazione ambientale è inquadrato nell’ambito del principio di “azione preventiva”, il quale costituisce insieme a quello della “correzione anzitutto alla fonte dei danni causati all’ambiente” e al “chi inquina paga”, uno dei tre cardini fondamentali della politica comunitaria in materia ecologica. L’articolo 1 della Convenzione di Aarhus (firmata il 25 giugno 1998 e ratificata in Italia con legge 108/2001), stabilisce in proposito: “al fine di contribuire a proteggere il diritto di ciascuno, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente consono ad assicurare la salute e il benessere, ogni parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, la partecipazione al processo decisionale e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione”. Gli esseri umani interessati dovrebbero essere gli interlocutori privilegiati per l’organo decisore e la decisione dovrebbe anche essere espressione del sentimento sociale della comunità. L’autentica finalità della suddetta Convenzione è ribaltare completamente il piano e far sì che non vi siano più decisioni su modifiche ambientali che anche i cittadini non abbiano concordato. L’Italia dei valori se c’è ancora batta finalmente un colpo a favore della legalità e dei cittadini. E’ chiaro Vendola? Lei forse si è montato la testa ubriacandosi di potere a buon mercato, dimenticando il suo ruolo di dipendente dei cittadini non di padrone. Lei governatore (pro tempore) non può far prevalere il profitto economico, in barba tra l’altro alle leggi in vigore piegate ad uso e consumo, a scapito della vita… bensì il bene comune.

    Fonte: Italia Terra Nostra - Direttore Gianni Lannes
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