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    Baron Samedi
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    Predefinito IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    La guerra lampo globalista segnala la più grande riorganizzazione geopolitica dopo la seconda guerra mondiale.

    Iniziando in Nord Africa, si stanno ora svolgendo in Medioriente e in Iran, e si propagheranno presto in Europa orientale e in Asia. Le rivoluzioni colorate, fomentate dai globalisti stanno cercando di trasformare profondamente intere regioni del pianeta con un solo colpo di spugna. È una mossa ambiziosa, forse nata persino dalla disperazione, con la depravazione e il tradimento dei globalisti esposti alla vista del mondo senza alcuna opportunità di tornare indietro adesso.

    Per comprendere la logica dei globalisti dietro una tale mossa azzardata, può essere utile capire il loro scopo finale e gli ostacoli che devono superare per raggiungerlo.



    Lo scopo finale

    Lo scopo finale (1) naturalmente è un sistema di governance globale (2) che abbracci tutto il mondo. Si tratta di un sistema controllato dai finanzieri anglo-americani e dalle loro reti di istituzioni globali che assicurano che le nazioni consolidate del mondo si attengano a un sistema singolare che essi possono perpetuamente derubare. Come oligarchi megalomaniacali, la loro singolare ossessione sono il consolidamento e la conservazione del loro potere. Questo sarà raggiunto attraverso un sistema di controllo della popolazione, di controllo industriale e monetario, che insieme formano il fondamento delle loro politiche Malthusiane.

    Tali politiche sono palesi nell’ “Agenda 21”(3) delle Nazioni Unite, e [sono sostenute] dai guru della politica come l’attuale Consigliere per la Scienza della Casa Bianca, John Holdren nel suo libro intitolato “Ecoscience”.(4)

    Per quanto Malthusiane possano essere le loro politiche, essi non credono certo che il mondo sia in pericolo a causa della sovrappopolazione, né a causa dei pericoli ambientali generati dal progresso industriale. Al contrario, come tutti i tiranni della storia, stanno consolidando una convincente narrativa per difendere l’immensa concentrazione di potere illecito nelle loro mani elitiste e l’attuazione di misure per garantire che tale potere rimanga nelle loro mani indefinitamente.

    Gli immediati pericoli che ostacolano i loro programmi sono numerosi, compresi i media alternativi che rivelano sempre più la vera natura del loro ordine del giorno, e pertanto svegliando un vasto numero di persone che semplicemente si rifiutano di accettarlo. C’è poi [la questione] della sovranità nazionale, per cui le nazioni stanno apertamente sfidando questo ordine mondiale anglo-americano centrico e si rifiutano di implementare le condizioni della loro stessa schiavitù.

    Queste vaste rivoluzioni colorate e le operazioni militari coordinate, sia segrete che non, si occupano di quest’ultima sfida, mentre la censura, l’infiltrazione cognitiva(5) ed un rafforzato stato di polizia che abbraccia il mondo occidentale sotto la stessa falsa premessa (6) di una “guerra al terrorismo” (7) affrontano la prima [sfida].

    L’accerchiamento della Russia

    La Russia e la Cina sembrano essere i due maggiori blocchi di opposizione per il predominio anglo-americano. Certamente ci sono molte persone ed organizzazioni all’interno di ciascuna di queste nazioni che lavora felicemente in collaborazione con i globalisti, i quali a loro volta, stanno cercando apertamente di tentare e di costringere le due nazioni ad integrarsi nel loro ordine mondiale globale.

    Persone come Mikhail Khodorkovsky, che è salito al potere in Russia in un’epoca di immensa corruzione, ha iniziato a costruire reti di ONG improntate direttamente sul modello di quelle anglo-americane in occidente, fino a chiamare questa rete la “Open Russian Foundation”, rifacendosi alla Open Society Foundation di George Soros. Secondo il ricercatore geopolitico William Engdahl (19), questa Open Russian Foundation comprendeva Henry Kissinger e Lord Jacob Rothschild (20) nel suo consiglio di amministrazione e il suo obiettivo era di trasformarela Russia da uno stato sovrano in qualcosa di più allettante per il consumo dei globalisti.

    Qualunque possano essere stati gli iniziali successi di Khodorkovsky, sono stati troncati dal primo ministro russo Vladimir Putin, che ha relegato sicuramente Khodorkovsky dietro le sbarre di una prigione siberiana. Oggi Khodorkovsky riceve le pressioni e i servizi legali di un notorio avvocato globalista Robert Amsterdam (21), che dirige gli sforzi internazionali per diffamare la Russia e giustificare l’accerchiamento della nazione da parte della NATO.

    Dopo che è caduta la Tunisia e le proteste hanno iniziato a fermentare in Egitto, la rivista Foreign Policy ha pubblicato l’elenco di Freedom House di “Who’s Next?”. Nell’elenco figurava la Bielorussia di Aleksandr Lukashenko, leader di una nazione europea che confina direttamente con la Russia ad ovest, dirimpetto a Mosca. La stessa NATO ammette (22) la riluttanza della Bielorussia ad entrare a far parte della sua organizzazione ora ingiustificata, mentre i media principali rimproverano il governo bielorusso (23) per aver represso le proteste lanciate dopo i risultati delle recenti elezioni, che hanno visto la sconfitta dell’opposizione sostenuta dall’occidente. Guardando la mappa della Russia, a nessuna nazione che si trovi ai suoi confini è stato risparmiato il trattamento globalista, dall’Ucraina e la sua Rivoluzione Arancione sostenuta dagli USA, alla Georgia e alla sua invasione dell’Ossezia del Sud sostenuta dagli USA. Quanto alla Russia, sembrano più che preparati al contrattacco, umiliando l’esercito della Georgia addestrato ed armato dagli USA (24) sul campo di battaglia e controllando i risultati capovolti della Rivoluzione Arancione, mentre i discorsi dell’Ucraina di entrare nella NATO (25) sono cessati.

    Individuando come bersaglio il Medioriente, ed in particolare l’Iran, che sia la Cina che la Russia hanno usato per controllare le ambizioni di dominio sul mondo dell’occidente, la speranza dei globalisti è di rinnovare il disordine politico nelle regioni satellite della Russia e di completare la sua campagna di accerchiamento della Russia, costringendola pertanto ad accettare il suo posto nel nuovo ordine globale.
    La fila di perle della Cina

    Non è un segreto che la Cina dipende dalle importazioni di petrolio non solo per far continuare a crescere la sua economia, ma per mantenere la sua numerosa popolazione impegnata e prospera, mantenendo così al potere in governo in carica. Questo è un dato di fatto da tempo conosciuto sia dalla Cina che dall’occidente. Per quanto concerne la Cina, hanno iniziato a costruire una presenza nell’Africa continentale, specialmente in Sudan (26), dove hanno messo a punto un gasdotto di 1000 miglia dal cuore della vasta regione fino a Port Sudan sul Mar Rosso. Hanno anche fornito aiuti al paese colpito dalle sanzioni dell’ONU e comprano la maggior parte delle esportazioni di petrolio del Sudan.

    La Cina importa inoltre un’immensa quantità di petrolio dall’Iran. In effetti la Repubblica Islamica rappresenta il secondo maggiore esportatore mondiale di petrolio in Cina (27), dopo l’Arabia Saudita.

    [La zona] dal Sudan e dall’Iran, attraverso l’Oceano Indiano, e di nuovo ritornardo alle rive cinesi del mare cinese del sud, rappresenta una “fila di perle” o una serie di vantaggi geopolitici che la Cina sta sviluppando per proteggere questo vitale percorso logistico. Questa “fila” comprende un porto cinese nella regione cinese del Baluchistan, un’altra struttura a Myanmar (Burma), e le ampliate strutture nel mare cinese del sud vicino alle coste del Vietnam. La Cina sta inoltre potenziando la grandezza e le capacità della sua flotta, compresi i sottomarini che ora mettono in ombra i gruppi di vettori americani, e la messa a punto del suo primo portaerei che è prossima al completamento.

    Il termine “fila di perle” è stato usato come titolo della relazione del 2006 dello Strategic Institute Studies americano (SSI) “String of Pearls: Meeting the Challenge of China’s rising power across the Asian littoral” (28). In questa relazione le ambizioni della Cina di proiettare il suo potere lungo questo percorso viene vista come una sfida diretta alla supremazia americana, e come una minaccia per la visione unipolare dell’occidente di un “nuovo ordine del mondo”.

    Se la Cina potrà non essere un buon esempio di libertà civili, sembra tuttavia favorire un mondo multipolare dove le nazioni sovrane coesistono, al contrario del mondo unipolare anglo-americano dove, non sorprendentemente, gli oligarchi britannici e americani dominano il pianeta. Per evitare che venga in essere tale mondo multipolare, la relazione del SSI suggerisce svariate strategie con riguardo alla Cina, dall’impegnarla e dall’attirarla a diventare quello che il sostenitore globalista Robert Zoellick chiama un “interessato responsabile” nel “sistema internazionale”, fino all’aperto scontro e al contenimento militare.

    Certo questa relazione è stata scritta nel luglio del 2006 ed era ancora calda di stampa quando Israele ha subito un’umiliante sconfitta nella sua guerra contro il Libano, la guerra contro l’Iran si è arrestata; e il beniamino globalista Thaksin Shinawtra è stato spodestato dal potere in Tailandia in segno di una sovranità del Sud Est Asiatico gelosamente difesa.

    Pare che i globalisti, negli anni a seguire, presenteranno alla Cina un ruolo lusinghiero da rivestire nel loro ordine globale, mentre destabilizzeranno simultaneamente quasi tutte le nazioni lungo la “fila di perle”. Gli USA hanno ampliato la guerra in Afghanistan e stanno tentando in questo modo di balcanizzare il Pakistan, specificamente la regione del Baluchistan dove la Cina sta stabilendo una presenza navale. La regione del Baluchistan del Pakistan è inoltre il punto di partenza via mare di un condotto energetico e logistico che va a nord attraverso l’Himalaya fino all’interno del territorio cinese. Gli USA sono inoltre pesantemente coinvolti nella destabilizzazione del Myanmar (Birmania) per influire sul cambiamento di regime, onde successivamente stabilire un governo dipendente da Washington.

    Il Myanmar occupa la porzione ovest della penisola fino allo stretto Istmo di Kra (29), che la Cina vorrebbe sviluppare come un progetto del canale di Suez/Panama per abbreviare i viaggi delle sue petroliere cariche di petrolio dirette in Cina. La Tailanda serve anche da condotto via terra, che va da nord a sud come in Pakistan, con un sistema ferroviario sviluppato che collega i cantieri di Singapore con la capitale di Laos, Vientiane. La Cina ha iniziato lo sviluppo di un sistema ferroviario attraverso Laos e la modernizzazione del sistema ferroviario della Tailandia. La Tailandia è inoltre uno dei maggiori esportatori di riso, il che rende la nazione vitale al futuro sviluppo della Cina.

    Non sorprende quindi che la Tailandia, come Myanmar, abbia subito molteplici tentativi da parte degli USA (30) di influire sul cambiamento di regime. Il loro uomo, Thaksin Shinawatra, è palesemente un globalista, avendo formalmente prestato servizio come consigliere del Carlyle Group (31), e dal momento dal momento in cui ha perso il potere nel 2006, è stato conteso da tutti dalla Baker Botts (32) di James Baker, a Kenneth Adelman dell’IGC e dalla società di PR Edelman, (33) fino al suo attuale lobbista e avvocato Robert Amsterdam.(34)

    È del tutto chiaro che Washington sta usando il suo controllo del Medioriente e il suo controllo dei mari, seppure un controllo sfidato, per controllare la posizione finanziaria ed economica ampiamente superiore della Cina. È anche chiaro che Washington sta investendo un gran numero di risorse militari e di intelligence per destabilizzare l’intera “fila di perle” per confondere, contenere, ed influenzare le concessioni della Cina, con l’obiettivo finale di piegare l’emergente gigante asiatico all’ordine globale unipolare anglo-americano.

    È tuttavia discutibile quanto bene stia procedendo questa strategia, l’esercito americano zoppica, è strategicamente tramortito ed è guidato da leader ampiamente incompetenti a Washington, che hanno perso la fede e la fiducia della loro stessa popolazione, per non parlare di quella del resto del mondo. La mossa azzardata e forse disperata che sta facendo l’America in Medioriente potrebbe essere un tentativo di rettificare anni di fallimenti contro la Cina e la Shanghai Cooperative da quando l’SSI ha scritto la sua relazione nel 2006. Un cambiamento di regime in Iran è ancora il perno per fare di quest’ultimo tentativo un successo.

    Il Sudamerica

    Non è risparmiato neanche il Sudamerica. C’è stata una stasi dell’aperta ingerenza americana, che ha permesso al Sudamerica di diventare un bastione di tutte le specie contro gli agenti della globalizzazione, tuttavia le operazioni e i piani segreti sono continuati.

    Allarmanti relazioni (35) provenienti dall’Argentina, in Sudamerica, che non è nuova alla collera delle ambizioni anglo-americane, indicano che sta crescendo la tensione tra Buenos Aires e Washington. È culminata in una guerra diplomatica sulla cattura di unaeromobile C-17 americano pieno di strumentazione sospetta e la spiegazione è stata ancor più sospetta. Questo porta molti, compreso il governo argentino (36), a credere che gli USA stiano programmando un altro round di sforzi di destabilizzazione in Sudamerica.

    Il Venezuela e la Bolivia sono state prese come bersaglio apertamente dall’occidente negli anni recenti medianti sforzi tesi a minare e persino a rovesciare i loro rispettivi governi. Anche la soffocata-confusa risposta in merito al colpo di stato in Honduras alimenta sospetti che l’America abbia iniziato il contrattacco contro l’ondata del nazionalismo regionale che sta attraversando il Sudamerica. Una visita a Movements.org rivela che l’organizzazione finanziata dalle corporazioni/dal Dipartimento di Stato americano stia sostenendo i dissidenti in Venezuela (37) e che stia incoraggiando la diffusione della “società civile”, notando con gioia gli effetti insidiosi che sta sortendo nell’appoggio dell’opposizione contro Chavez.

    Conclusione

    La recente ondata di rivoluzione appoggiata dagli USA che sta attraversando il Medioriente è solo l’inizio di una mossa più ampia per destabilizzare l’Iran e per iniziare a recuperare terreno contro la Russia e la Cina dopo svariati anni di risultati deludenti geopoliticamente parlando. L’obiettivo finale che hanno in mente è di costringere la Russia e la Cina ad accettare il proprio ruolo di “responsabili interessati” nel “nuovo ordine mondiale” unipolare anglo-americano. Il mondo unipolare della dominazione dei finanzieri anglo-americani richiede che venga eliminata tutta la competizione, che tutte le nazioni diventino interdipendenti, e più importantemente, che tutti i governi siano conformi al modello globalista di “società civile”, che a sua volta dipenda da istituzioni globali centralizzate.

    Comprendere il piano dominante rivela il pericolo di essere apatici o indifferenti in relazione all’attuale disordine in Medioriente. Si propagherà certamente e a seconda della risposta della Shanghai Cooperative e della sua determinazione a rimanere artefice del suo destino, potrebbe verificarsi un maggior scontro. Per gli Stati Uniti e il loro potere che va scemando, le loro offerte senza senso alle nazioni del mondo di unirsi alla loro bancarotta, al loro modello unico di governo mondiale, e al loro crescente pantano economico, non si può prevedere che forma potrebbe prendere la loro disperazione. Questa incertezza e disperazione potrebbero essere l’unica carta rimastagli in mano che valga la pena giocare, una carta che dovrebbe farci preoccupare tutti.

    Tony Cartalucci
    Fonte: BlackListed News
    Link: The Middle East & then the World - BlackListed News
    19.02.2011

  2. #2
    Cacciaguida
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Bravo Ulver ottima segnalazione.

  3. #3
    Les damnés de la terre
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    E' evidente che il progetto del NWO è quello di creare un avamposto in Medio oriente (eliminando i governi 'ostili') per poter meglio controllare l'Europa (e la Russia) piazzando governi fantoccio che facciano gli interessi dei soliti noti, utilizzando magari il petrolio come alibi per tenere quest'ultima 'buona' (chissà se in futuro ci saranno crisi petrolifere...) e sottomessa.

  4. #4
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Citazione Originariamente Scritto da Il Dandi Visualizza Messaggio
    E' evidente che il progetto del NWO è quello di creare un avamposto in Medio oriente (eliminando i governi 'ostili') per poter meglio controllare l'Europa (e la Russia) piazzando governi fantoccio che facciano gli interessi dei soliti noti, utilizzando magari il petrolio come alibi per tenere quest'ultima 'buona' (chissà se in futuro ci saranno crisi petrolifere...) e sottomessa.
    In effetti finora gli Usa mancavano di avamposti in Medio Oriente
    Passata la buriana facciamo i conti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    In effetti finora gli Usa mancavano di avamposti in Medio Oriente
    era un post sarcastico?
    «Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
    Paolo Sizzi

  6. #6
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Citazione Originariamente Scritto da Il Dandi Visualizza Messaggio
    E' evidente che il progetto del NWO è quello di creare un avamposto in Medio oriente (eliminando i governi 'ostili') per poter meglio controllare l'Europa (e la Russia) piazzando governi fantoccio che facciano gli interessi dei soliti noti, utilizzando magari il petrolio come alibi per tenere quest'ultima 'buona' (chissà se in futuro ci saranno crisi petrolifere...) e sottomessa.
    hanno la baracca UE a reggergli il gioco dall'interno, e una fila interminabile di primi ministri e burocrati che arrotondano lo stipendio con un regolare bonifico sul loro conto bancario da parte del dipartimento di stato, secondo te lo zio sam ha bisogno della tenda di gheddafi per controllare l'europa e dare avvio al nwo? al massimo per punire i non allineati (italia). Di avanposti in medio-oriente gli usa ne hanno già a iosa, le ultime rivoluzioni colorate sono tutte in chiave anti-russa, dalla prima all'ultima.
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    Paolo Sizzi

  7. #7
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    In effetti finora gli Usa mancavano di avamposti in Medio Oriente
    Si può sempre cercare di consolidare maggiormente le proprie posizioni.

  8. #8
    .
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Devono esserci molti giocatori in ballo in medioriente, si è troppo abituati ad avere una visione manichea e semplicistica. Certo che, come dico sempre, a pensar male di ebrei, anglo-americani e finanza la probabilità d'azzeccarci è sempre la più alta, e complessivamente concordo con l'articolo. Il popolaccio che sogna di vivere alla maniera occidentale e che si ribbbella al tiranno autonomamente è senz'altro meno credibile :sofico:
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 02-03-11 alle 16:08

  9. #9
    Baron Samedi
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Si può sempre cercare di consolidare maggiormente le proprie posizioni.
    E risparmiare in tempi di canna del gas....

  10. #10
    Baron Samedi
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    Predefinito Rif: IL MEDIO ORIENTE E POI IL MONDO

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    In effetti finora gli Usa mancavano di avamposti in Medio Oriente
    Gestiti da Leader costosi quanto il Pil di tre paesi messi insieme e non più sostenibili.
    Ed una Libia ostile per quel che concerne le scelte di vendita e lavorazione dei propri idrocarburi.
    Ci rendiamo conto che questi stanno strarovinati?
    Che potrebbero anche rischiare che gli scappi la situazione di mano?
    Ultima modifica di ulver81; 02-03-11 alle 18:03

 

 
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