di Marco Piscitelli
Napoli, viaggio nel nuovo garage Morelli Guarda lo speciale-video del Mattino.it*-*Il Mattino
NAPOLI - «È come se avessimo costruito in poco più di un anno un grattacielo di 70 piani fino all'ultima rifinitura». I realizzatori del nuovo garage Morelli di Chiaia vincono una scommessa non facile: riempire con rampe, box e ascensori una caverna enorme ed inutilizzata. Un'impresa.
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Trasformare il vuoto di una cavità che sorge a pochi passi dalla Galleria Vittoria, in un parcheggio su sette livelli (quattro destinati a 210 box e tre a 215 posti a parcheggio orario).
Una prima stima prevede, a rotazione, circa 2000 auto al giorno. Un po' di respiro per una zona come Chiaia, ricca di attrazioni e da sempre povera di parcheggi. Realizzato «un sogno» in tempi record: costruire dal nulla e nel nulla un mega parcheggio. Il tutto nel ventre di Napoli.
E soprattutto una boccata d'ossigeno per residenti, commercianti, pendolari, irriducibili dello shopping e turisti "mordi e fuggi".
Sarà la cantante Noa ad inaugurare, il prossimo 3 marzo, la nuova struttura.
Sette livelli per una superficie di 20.000 mq. Quattro piani sono sotto terra, i restanti invece si estendono verso il punto più alto della grotta. Numeri da Guinnes: 50mila tonnellate di calcestruzzo e 200 km di cavi. Un'unica sala di controllo hi-tech dove si monitorano grazie a 120 telecamere tutti i movimenti di auto e clienti. Chi ha ideato il Morelli ha deciso di non dimenticare la storia, il passato della cavità. Come? Mantenendo intatte alcune zone dalla grotta, che non sono state trasformate in posti auto. Testimonianze storiche del passato di Napoli che rischiavano di essere nascoste per sempre dal cemento. Le pareti in tufo, pienamente visibili nella "piazza" del Morelli, sono ricordi vivi del "recente passato" della nostra città. Grazie ai lavori è stato anche valorizzato l'accesso allo storico tunnel borbonico, visitato ogni giorno da decine di turisti e curiosi.
Una struttura che parla napoletano. Dai promotori del progetto all'ultimo operaio sono tutti partenopei (unica eccezione è l'architetto spagnolo Felipe Lozano). Una scommessa che i napoletani vincono per Napoli. Il tutto con la benedizione del Cardinale Crescenzio Sepe che ha voluto considerare la struttura coma la prima opera «giubilare» della città. «Abbiamo mantenuto una promessa non facile, il successo è dovuto a persone napoletane che hanno dato il cuore, l'anima per il progetto». Massimo Vernetti, entusiasta imprenditore partenopeo e amministratore della Napoletana Parcheggi, ha stampato in volto il sorriso di un vincitore. «Il nostro lavoro dimostra all'opinione pubblica che in questa città delle eccellenze le cose, se si fanno bene e con amore, si possono realizzare. Anche in tempi record».
«Una struttura unica nel mondo». Vernetti la definisce una «struttura contraddittoria e contrastante» rispetto alla storia di questo luogo. E proprio per la sua unicità, il Morelli è in gara per vincere il premio come miglior garage in Europa.
«Il vuoto in architettura è come il silenzio in musica». Fabrizio Gallichi, architetto, ha un concetto filosofico del vuoto. Uno spazio da riempire a tutti i costi. «Il simbolo di questo vuoto è la piazza che abbiamo voluto lasciare libera per mantenere la percezione della storia della grotta». Nella mente di Gallichi scorrono veloci come schegge i disegni, i progetti, le notti insonni trascorse a pensare: «È un'opera che riempie un vuoto inutilizzato che viene restituito alla città. Sono fortunato, perché la mia figura professionale è l'unica che può camminare e vivere nei propri sogni».
Lavori sprint. Al progetto hanno lavorato 150 persone notte e giorno nel corso dei mesi. Ininterrottamente. «Un team tutto napoletano - spiega l'ingegnere Ettore Siniscalco, coordinatore dei lavori - perché in questa città abbiamo già tutte le professionalità che ci occorrono e che ci invidiano in tutta Europa. Un caso unico al mondo - spiega - In altre realtà nei cantieri si parlano lingue diverse. Se avessimo lavorato, ad esempio, a Berlino avremmo avuto bisogno di parlare almeno dieci lingue diverse».
Il futuro. Il Morelli, sia ben chiaro, non è la soluzione al problema dei parcheggi in città, ma rappresenta un primo, significativo, passo in questa direzione. La vera sfida che oggi la città affronta è legata al futuro del trasporto pubblico. Specialmente quello su ferro.




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