So che quello che dirò attirerà un pò di insulti e antipatie ma ho un serio bisogno di sfogarmi.
Chi vi scrive è una persona che sta vivendo un momento di profonda e amara delusione.
Pur cresciuto in una famiglia tendenzialmente di centrosinistra, fin dai primi anni dell'adolescenza mi sono avvicinato a idee di destra....chissà forse un pò per ribellione alla famiglia...un pò per il clima degli anni novanta in cui sono cresciuto dove dominava l'individualismo e l'idea dell'uomo che si fa da se (con in più l'avvento della novità berlusconiana in politica).
Insomma sono sempre stato convintamente berlusconiano, convinto che la sinistra fosse il male assoluto....che Berlusconi avrebbe portato ordine, efficienza, meritocrazia, crescità economica e ricchezza per tutti.
Ero anche convintamente xenofobo e l'immigrazione era per me il problema per antonomasia.
Sono rimasto in questo limbo fino a quando ho fatto lo studente a tempo pieno, ignaro di cosa volesse dire lavorare per un giovane italiano senza il papi che lo raccomanda.
Ora da un anno a questa parte sono un co.co.pro. che sogna l'assunzione a tempo indeterminato...ma che fino ad ora come risposta ha ottenuto un rinnovo del suddetto contratto farsa.....(che poi viene utilizzato come mezzo per assumere un lavoratore subordinato a tutti gli effetti senza però i diritti di contropartita)....
E' incredibile per uno come me che è sempre stato cosi sicuro delle sue idee da fare sempre sfoggio di un arrogante anticomunismo.....ma tutte le mie convinzioni sono crollate....
Tempo fa ripiegai su Fini ma ora come ora mi rendo conto che è proprio la destra il problema.....l'idea che possa esistere una meritocrazia slegata dai diritti e dalle regole...in un paese in cui vige la legge del nepotismo e della clientela.
Non sono comunista, perchè credo nell'iniziativa privata...ma sono per l'onestà e per il rispetto verso chi lavora seriamente e si spacca il culo dalla mattina alla sera. La flessibilità può essere una necessità ma deve essere regolamentata, in Italia siamo all'anarchia padronale da questo punto di vista.
Non è uno sfogo personale fine a se stesso, la mia conclusione politica è che il problema non è solo la persona Berlusconi ma un sistema berlusconiano che perpetua il "sempre verde" regime democristiano-craxiano e gerontocratico con un impronta ancora più fascista e autoritaria dal punto di vista del mercato del lavoro unita ad un costante lavaggio del cervello mediatico teso a riempire la testa dei giovani di cazzate senza senso e di allontanarli dalla conoscenza e dall'essere padroni del loro futuro.
Gli studenti italiani, salvo quelli con le giuste raccomandazioni, non hanno alcuna idea sul futuro che li aspetta.
Il rischio è quello di liberarsi di Berlusconi ma di non liberarsi del berlusconismo e dell'humus che lo ha partorito.
Ora torno a frustarmi per il danno che ho prodotto con il mio voto negli ultimi anni.




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), quando cambiano le condizioni materiali d'esistenza, cambia anche il livello di coscienza...e NON viceversa.