
Originariamente Scritto da
Cuordileone
C’è il giudice del copia e incolla, specializzato nel riprodurre per pagine e pagine le memorie scritte dagli avvocati (
Il magistrato pigro che sforna sentenze col «copia-incolla» - Interni - ilGiornale.it del 07-03-2011). Senza ritegno. C’è il magistrato che concede ad un detenuto, e non è una barzelletta, il permesso di incontrare la figlia per il compleanno, ma firma l’atto dodici volte in dodici mesi (
Dodici permessi per compleanno. In un anno - Interni - ilGiornale.it del 07-03-2011). Poi non contento si supera: dà a un altro carcerato l’ok per far visita al fratello in punto di morte; solo che qualche tempo prima l’aveva autorizzato a partecipare al funerale dello stesso fratello, risorto dunque per l’occasione. Senza memoria. E c’è la toga che pensa di essere sul set di un qualche film sgangherato, dove il copione è infarcito di parolacce e insulti (
Dal ministro al Csm, la toga aggressiva che ha insulti per tutti - Interni - ilGiornale.it del 07-03-2011). Frasi offensive che lui indirizza agli stimati colleghi, invitandoli a «non prenderlo per il c...» e chiedendo infine un’inverosimile «perizia “anofonica” perché ormai non si è più sicuri neanche nell’intimità del cesso». Sono alcune delle storie trattate dalla Sezione disciplinare del Csm e raccolte nel libro La legge siamo noi, la casta della giustizia italiana, Piemme. Storie incredibili, accadute in Italia negli ultimi anni e spesso chiuse dal tribunale dei giudici con sentenze di assoluzione. Oppure con condanne all’acqua di rose. Una tendenza che, per fortuna, negli ultimi tempi comincia a cambiare. Con verdetti più misurati.
Caos giustizia - L’inchiesta/Fine - Interni - ilGiornale.it del 07-03-2011