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    Predefinito Fini è ormai afflitto dal virus B.

    di Francesco Cramer pg.8 de ilgiornale.it del 8 3 2011

    Smunto e incattivito, Fini sembra malato.
    Potrebbe essere afflitto dal cosiddetto virus B, morbo che sta consumando lui e la sua gracile creatura politica. B come Berlusconi.
    Gianfranco ha sognato di distruggerlo ma alla fine Berlusconi sta distruggendo lui.

    Assieme all’acerrimo amico Silvio, Fini ha fondato il Pdl ma solo obtorto collo, bollando l’operazione come «comica finale».
    Poi s’è ricreduto pensando ai vantaggi elettorali e in extremis è salito sul predellino incassando parlamentari, sottosegretariati, ministeri, posizioni di potere per la sua An e la presidenza della Camera per sé.
    Poi ha pensato che Berlusconi fosse al tramonto e, a sangue freddo, ha cominciato a colpire a palle incatenate l’alleato.
    Controcanto su tutto, stillicidio quotidiano fino a provocare lo strappo definitivo e l’addio al Pdl.
    Ha studiato a tavolino il momento della spallata definitiva ma alla fine la spalla se l’è slogata Gianfranco.

    Con la mozione di sfiducia andata a vuoto lo scorso 14 dicembre ha perso battaglia finale, parlamentari, credibilità e pure la faccia.

    B come Bossi.
    Da sempre temuto e odiato, il Senatur è stato uno dei bersagli preferiti di Gianfranco. Quando ancora andava a braccetto con Berlusconi, Fini soffriva del rapporto privilegiato che Silvio aveva con l’Umberto.
    Roso dall’invidia e geloso dell’intesa che Bossi ha sempre avuto con Tremonti, nel 2004 Gianfranco arrivò perfino a pretendere e ottenere la testa del superministro dell’Economia pur di dare un dispiacere al Senatur.
    Quella volta Berlusconi cedette.
    Di recente, tornato al suo posto un Tremonti blindato proprio dalla Lega, Fini è tornato a sparare a mitraglia sul Carroccio.
    Nel mirino: quote latte, tagli lineari, federalismo, fondi Fas bancomat di Bossi, cultura di zotici a cui non importa nulla di quello che accade a sud del Po.

    Fini ha picchiato duro su Bossi salvo poi, esigenze di spregiudicatissima tattica, cercare di lisciargli il pelo e di sedurlo con offerte bislacche:
    «Molla Berlusconi e ti diamo il federalismo e anche il premier. Per noi Maroni va benissimo».
    Bossi non ha ceduto, l’asse con Berlusconi s’è rinsaldato e Fini ha perso anche su questo fronte.

    B come Bindi e Bersani.
    Pur di disarcionare il Cavaliere, Fini s’è spostato talmente a sinistra da prefigurare una santa alleanza perfino con il Pd.
    Il famoso governo del «Ttb», tutti contro Berlusconi, capace di affascinare gli alchimisti della Prima Repubblica e i supertifosi dell’esecutivo tecnico, magari benedetto da Napolitano.
    Peccato che a furia di considerare a torto il Cavaliere in coma e di sognare di staccargli la spina, il Fli s’è spinto su posizioni pericolosamente vicine ai Di Pietro e ai Bersani.
    Tanti futuristi moderati non hanno digerito l’operazione e hanno cominciato a dire addio al Fli.
    Adesso Fini cerca di correre ai ripari dicendo che lui no, non è e non vuol essere di sinistra.
    Ma ormai la sinistra lo insegue.
    La Bindi lo adula: «Collaboriamo per ricostruire l’Italia».
    Bersani già lo abbraccia: «Il patto con il terzo polo si farà».
    E i mal di pancia delle colombe futuriste tornano a farsi sentire.

    B come Bocchino.
    È il suo indiscusso braccio destro: scaltro, furbo, svelto, instancabile organizzatore, collettore di finanziamenti meridionali, devoto e brutale. Bocchino è quello che incarna meglio il suo livore antiberlusconiano ed è per questo che Gianfranco gli ha messo in mano le chiavi del partito.
    Il guaio è che la mossa gli è costata e gli costerà cara.
    Lo ammette, candido, Urso:
    «La linea politica dei falchi ha avuto un prezzo: 4 deputati e 4 senatori in meno».

    Insomma, il virus B sta massacrando Gianfranco che ora teme di far la fine del suo predecessore a Montecitorio.
    Nel 2008, a termine del suo mandato come presidente della Camera, il leader della Sinistra arcobaleno non riuscì a mandare in Parlamento nemmeno un uomo.
    E quel leader si chiamava Bertinotti.
    Con la B.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Fini è ormai afflitto dal virus B.

    Il giornale di Bocchino nei guai. Palazzo Chigi: governo estraneo.

    di F. Cr. pg.8 de ilgiornale.it 8 3 2011

    A sentire Bocchino, do*menica sera a In Onda su La7 più che mai scatenato contro il direttore del Giornale Alessan*dro Sallusti, il quotidiano parte*nopeo Il Roma sarebbe nel miri*no di palazzo Chigi perché vo*ce antiberlusconiana.

    Il caso è stato sollevato perché il brac*cio destro di Fini, come un di*sco rotto, ha preteso per buona parte della puntata che Sallusti rivelasse l’ammontare del suo stipendio.
    «Tanto - ha risposto Sallusti - Ma Bocchino si preoc*cupi invece dei salari dei gior*nalisti del Roma, da mesi senza paga».
    Già, perché la situazio*n*e del giornale vicino ai Bocchi*no infatti naviga in pessime ac*que; la cooperativa che lo edita continua a chiudere i bilanci in rosso fuoco; e redattori non vengono pagati.
    La società dà la colpa al governo: nel 2009 so*no stati congelati 2 milioni e mezzo di euro come finanzia*mento pubblico dal Diparti*mento per l’editoria.
    In pratica la stessa tesi cavalcata l’altra se*ra da Italo la cui moglie, Ga*briella Buontempo, figura tra i membri della cooperativa pa*drona del quotidiano.

    In so*stanza, dice Bocchino, per mo*tivazioni politiche Berlusconi chiude i rubinetti a chiunque osi dare voce a chi lo criti*ca.
    Ma al falco futuri*sta ieri, con una no*ta ufficiale, ha ri*sposto diretta*mente palazzo Chigi.
    «Non c’è stato alcun bloc*co dei contributi ma la semplice e dovuta osservanza delle indicazioni del**l’Autorità per le garan*zie nelle comunicazioni e del*la commissione tecnico-con*sultiva per l’editoria», si legge nella precisazione.
    Non solo:
    «Palazzo Chigi precisa che l’erogazione dei contributi alle imprese editoriali... è disposta sulla base di procedure fissate dalla legge e dai regolamenti di attuazione, che stabiliscono ed indicano tassativamente sia i requisiti che le imprese devo*no possedere per accedere ai contributi, sia la misura degli stessi, sia le cause ostative, per cui non vi è alcuno spazio di discrezionalità per il Dipartimento per l’informazione e l’editoria».
    Vale a dire: se il contri*buto non è arriva*to è perché non poteva arrivare, non perché il go*verno non ha volu*to.

    «Per tutte le testa*te- si spiega nel comuni*cato - l’Autorità per le garan*zie nelle comunicazioni è chia*mata ad esprimersi sull’assen*za di circostanze ostative. In re*lazione all’anno 2009 l’Autori*tà ha inteso - per il Roma come per altre testate- effettuare ulte*riori verifiche circa la sussisten*za di situazioni di controllo e collegamento con altre impre*se richiedenti contributi ( situa*zioni che per legge sono ostati*ve all’erogazione delle provvi*denze) demandandole al nu*cleo speciale della Guardia di finanza».

    Questo per quanto riguarda i contributi del 2009.
    Per l’anno precedente, invece, «l’istrutto*ria concernente “il Roma”, lun*ga e tecnicamente complessa *si legge sempre nella nota del governo - , ha visto altresì la ne*cessità di un parere, richiesto dal Dipartimento all’Avvocatu*ra dello Stato, che ha consenti*to di erogare “ allo stato degli at*ti” il contributo.

    Quindi non c’è stato alcun blocco dei contribu*ti ma la semplice e d*ovuta osser*vanza delle indicazioni dell’Au*torità per le Garanzie nelle co*municazioni».

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fini è ormai afflitto dal virus B.

    il Virus T non gli ha sortito effetto( è già uno zombie) ma il Virus B lo corrode al massimo, ma non so se si salverà, non credo

 

 

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