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Discussione: Roberto JONGHI

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    Predefinito Roberto JONGHI

    Jonghi (Destra per Milano): «E’ necessaria una rivoluzione etica»

    Di seguito riportiamo l’intervista che Jonghi ha rilasciato a “Ilmirino.it”. Roberto Jonghi Lavarini, 38 anni di età, 24 anni di militanza politica nella destra milanese (MSI, AN, Fiamma e Pdl), sposato, due figlie, laureato in Scienze Politiche, consulente immobiliare, cattolico praticante e volontario dell’Ordine di Malta, appassionato di storia, araldica, tradizioni popolari ed enogastronomia. È stato Presidente di Zona 3 e Consigliere Circoscrizionale di Milano per dodici anni. Attualmente è Presidente del Comitato Destra per Milano, iscritto al Circolo del Buon Governo e promotore di diverse iniziative politiche e culturali.

    Come dice lei stesso, queste proposte introducono una vera e propria “rivoluzione” dal punto di vista etico. Sappiamo però che certi ambienti sono autoreferenziali e difficilmente disposti a cedere certi privilegi senza avere nulla in cambio. Cosa le fa pensare che sia possibile compiere una trasformazione tanto importante?

    Innanzitutto ci tengo a precisare che si tratta di proposte elaborate da un gruppo di iscritti del PDL, riuniti nel Comitato Destra per Milano. Secondariamente voglio ringraziare Lei ed il Vostro giornale per lo spazio che dedicate alla informazione in generale ed alla buona politica in particolare. Venendo alla sua domanda: solo un reale rinnovamento della classe dirigente può porre un freno alla disaffezione degli italiani per la politica ed al crescente astensionismo elettorale. Io mi rivolgo al Popolo della Libertà ma è una esigenza trasversale a tutti gli schieramenti politici. Il malcontento della gente è molto forte, diffuso, radicato e, aggiungo, spesso giustificato: una volta i politici venivano seguiti e rispettati, ora, al contrario, vengono visti, sempre più, come una casta di inutili parassiti. In questo difficile momento storico, di forte crisi economica e di pericolosa tensione sociale, tutto può succedere, la classe politica, per non essere travolta dal malcontento popolare, deve tornare a dare il buon esempio, dimostrandosi, per prima, disposta a cambiare, a rinnovarsi ed a fare qualche sacrificio.

    Non si parla nelle sue proposte di una riduzione dello stipendio dei parlamentari e, soprattutto, di un ridimensionamento di certi incredibili privilegi (ad esempio il fatto che possano godere di pensione dopo 35 mesi in parlamento, i vari rimborsi spese, agevolazioni, ecc.). A questo proposito qual è il suo pensiero?

    Il Governo Berlusconi, soprattutto grazie ai Ministri Brunetta e Tremonti, con la legge finanziaria ed altri provvedimenti, ha, finalmente, dato un segnale forte e chiaro, diminuendo il numero degli eletti ed i loro stipendi, tagliando inutili sprechi e vecchi privilegi, imponendo l’incompatibilità fra ruoli politici e funzioni amministrative e gestionali. Certo si tratta di “poca roba” ma: sempre meglio che niente! E’, comunque, il primo governo italiano del dopoguerra che “si taglia le unghie e riduce le porzioni del proprio rancio”. La sinistra blatera-blatera ma, in questo senso, non ha mai fatto nulla! Ma il vero problema non è la consistenza dello stipendio dei politici ma se questo se lo meritano davvero, se lavorano, se fanno fino in fondo il loro dovere, rispondendo al mandato popolare dei cittadini elettori. Aggiungo che lo scandalo più grande sono le consulenze d’oro di certi manager di stato che dopo avere fallito la loro missione pretendono anche buone uscite milionarie: dovrebbero invece vergognarsi, chiedere scusa, ridare indietro il maltolto e, prendendo esempio dai loro colleghi giapponesi, fare harakiri (suicidarsi).

    Uno dei problemi più importanti della politica italiana è lo svecchiamento della classe dirigente. E’ possibile riuscirvi solo introducendo un meccanismo di tipo anagrafico? Chi ha la “poltrona” la molla sempre con difficoltà. Che ne pensa?

    La classe dirigente italiana, non solo quella politica ma anche quella economica e docente, è la più vecchia d’Europa. Non basta dire “largo ai giovani” bisogna imporre dei cambiamenti e quella dei limiti anagrafici alle candidature e di massimo due mandati elettorali, mi sembrano le più semplici ed efficaci. La Politica deve tornare ad essere una attività alta e nobile, un patriottico servizio alla propria comunità di appartenenza, una forma di vero e proprio volontariato sociale. Per questo serve un costante ricambio non solo generazionale ma anche nominale, bisogna cambiare le facce, sostituire gli uomini, eliminare i mestieranti della politica, i teorici del nulla, coloro che non hanno mai lavorato veramente in vita loro e che, quindi, non possono conoscere le reali esigenze delle famiglie e delle imprese italiane. Il PDL, per primo, deve eliminare questa zavorra, quelli che il Presidente Berlusconi ha giustamente definito, con le tradizionali espressioni milanese, “fanigutun” (fannulloni) che pensano solo alla loro “cadrega” (poltrona).

    Per quanto riguarda il problema delle “donne in politica” su cui si è molto discusso, anche recentemente, come valuta certe affermazioni per le quali in qualche caso per fare carriera non è escluso il ricorso che il gentil sesso possa far ricorso a doti estetiche e comportamenti compiacenti?

    Pur essendo marito, felice e fedele, apprezzo le belle donne, la loro femminilità e le loro forme. Parliamoci chiaro, senza ipocrisie: la bellezza estetica è certamente un valore aggiunto ed anche la predisposizione per le arti seduttive ed amatorie è un fatto positivo ed entrambe queste qualità hanno sempre influenzato la storia umana. Detto ciò, i partiti devono selezionare i propri rappresentanti (candidature e nomine) secondo altri criteri: meriti e capacità, curricula di studi e professionali, militanza politica e integrità morale. Se poi, la donna selezionata, oltre ad essere intelligente, capace e meritevole, è anche fisicamente piacente e sensuale, tanto meglio per lei ed anche per tutti noi. Non bisogna avere nessun preconcetto, né per i brutti e né per i belli, l’importante è che, in politica: “il cervello ed il cuore vengano sempre giudicati più importanti di tette e culo”.

    Cosa ne pensa delle “quote rosa”?

    Sono sempre stato culturalmente contrario, direi prevenuto, nei confronti delle “quote panda”, stimando le donne, vero sesso forte, in grande e meritata ascesa nella società italiana. Semmai mi preoccupa di più la crisi del maschio italiano, la sua progressiva perdita di identità e preciso ruolo sociale. E poi, in che quota dovremmo inserire l’On. Wladimir Luxuria? A parte gli scherzi (fra l’altro si tratta di una persona molto intelligente)… Parlare di quote di genere in una società dove le differenze sessuali sono sempre meno evidenti e dove le funzioni sociali sono sempre più mescolate mi sembra decisamente inutile ma sono sempre disponibile a confrontarmi su proposte concrete. La cosa veramente importante, ripeto, sono i criteri di selezione. Faccio un esempio: se per riempire il 30% di quota rosa poi ci metto la vecchia zia o la nipote scema, la segretaria fedele o l’amante zoccola, non ha alcun senso. Per carità cristiana, non faccio nomi e cognomi ma la politica milanese è, purtroppo, trasversalmente piena di casi analoghi al mio esempio. Aggiungo, per correttezza, che la maggior parte dei casi di nepotismo e raccomandazione però coinvolge uomini: parenti, amici e collaboratori di esponenti politici di tutti i partiti inseriti nelle liste, negli enti e nelle segreterie. Gente, spesso incapace ed immeritevole, con due, tre, quattro incarichi ben remunerati da “Pantalone”. Bisognerebbe fare un bel libro bianco …

    Ad inizio anno, dopo alcuni fatti che avevano fatto pensare a una nuova Tangentopoli, si era parlato di una urgente legge sulla corruzione. Ma non se ne è ancora fatto nulla. Su questo argomento qual è il suo pensiero?

    La politica deve essere trasparente, una casa di vetro, dove si conoscono nome, cognome, titoli, curriculum, fedina penale, stipendio, dichiarazione dei redditi, presenze, atti e recapiti di tutti gli eletti e nominati. La zona grigia più pericolosa sono le cosiddette “consulenze esterne”, ricche prebende che, troppo spesso, assomigliano ad una forma legalizzata di tangente e di finanziamento illecito, nemmeno ai partiti ma a singoli esponenti politici. Per riformare i partiti serve gente libera e decisa, senza padrini e senza padroni, con idee chiare e senza peli sulla lingua. I partiti devono ascoltare la gente, allargare la base del consenso popolare, facilitare la partecipazione dei cittadini con incontri, dibattiti, tesseramento, congressi per la selezione dei dirigenti ed elezioni primarie per la scelta dei candidati. Tutto ciò viene, troppo spesso, snobbato come populismo ma, se per populista, si intende un militante politico vicino al suo popolo, allora sono orgoglioso di esserlo e di esserlo sempre stato, prima nel MSI, poi in AN ed ora nel PDL.

    Atuttadestra
    Ultima modifica di Giò; 09-03-11 alle 00:46

  2. #2
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    Predefinito ITALIANFORMA intervista Roberto JONGHI

    Intervista a Roberto Jonghi Lavarini


    ITALIAinFORMA intervista Roberto Jonghi Lavarini
    25 gennaio 2011

    Molti osservatori della politica italiana hanno segnalato la crescente presenza di estremisti di destra nel PDL, in particolare a Roma con il sindaco Alemanno e a Milano con il Ministro La Russa. L'autorevole quotidiano Repubblica ha più volte citato come esempio il trentottenne milanese Roberto Jonghi Lavarini, già fondatore del circolo neofascista Cuore Nero che, contattato dalla nostra agenzia stampa indipendente, ha subito acconsentito di rispondere alle nostre domande.

    D
    Buongiorno, parlo con il "barone nero" di Urnavas?

    R
    Certo - risponde al telefono, ridendo -, a prescindere dalle origini della mia famiglia, a questo soprannome sono oramai abituato ed affezionato, me lo diede, alla fine degli anni ’80, Gianni Stornaiuolo (ora consigliere provinciale del PDL), come provocazione contro il vero barone nero della destra milanese, l'on. Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse. Aggiungo che questo soprannome ben si addice alla mia concezione spirituale e tradizionale (cavalleresca, aristocratica ed imperiale) del mondo, della vita e del mio impegno politico.

    D
    Da Predappio ad Arcore, ci spieghi questa svolta sua e di tanti suoi camerati.

    R
    La verità è che Predappio sarò andato una quarantina di volte, mentre ad Arcore una sola... Scherzi a parte, per me si tratta di un percorso assolutamente lineare e coerente: ho sempre creduto in una grande destra nazionalpopolare, di lotta e di governo, fin da quando, quattordicenne, mi iscrissi al MSI di Almirante e Romualdi. Personalmente sono sempre stato un camerata molto aperto, direi ecumenico, ed ho sempre frequentato tutti i diversi ambienti della destra e non solo, tanto da essere sempre stato considerato: troppo estremista dai moderati e troppo moderato dagli estremisti. In realtà sono semplicemente me stesso: libero, curioso, intraprendente ma anche guascone e goliarda. Pensi che sono stato fra i promotori di AN a Milano: per me si trattava di modernizzare ed allargare lo zoccolo duro missino alla destra diffusa, alla maggioranza silenziosa degli italiani.

    D
    Si, ma, subito dopo, è passato con il vecchio Rauti nella Fiamma Tricolore ed ha incominciato a sparare contro Fini.

    R
    Sono passati dodici anni, comunque, quello che dice è vero: sono stato fra i primi, già nel 1999, a capire che razza di infame traditore, falso ed inaffidabile, senza idee e senza dignità, fosse Fini. Allora, rinunciando ad una sicura e brillante carriera politica (ero il più giovane presidente di zona di Milano, ed il primo di destra), ho fatto una coraggiosa scelta ideale, di onore ed amore. Poi, per ben dieci anni, ho inutilmente provato a costruire una seria alternativa elettorale a destra di AN (nel 1999 presi 1,9% come candidato alla presidenza della provincia di Milano) ma l'area, invece di unirsi, ha continuato, in maniera tragicomica, a frammentarsi fino a scomparire completamente dalla scena politica. Oramai, con i gruppuscoli della "destra terminale" (azzeccata definizione di Gabriele Adinolfi), senza rancore, ho definitivamente chiuso.

    D
    Lei ha anche fondato il circolo neofascista Cuore Nero, insieme a skin, ultras e pregiudicati.

    R
    La sua non è una domanda ma una voluta provocazione che come risposta meriterebbe due schiaffi, ma siamo al telefono... - risponde ironico ma seccato - Cuore Nero è stato il primo centro sociale di destra a Milano, assolutamente trasversale ed apartitico, fondato dal mio vulcanico amico Alessandro Todisco. Io ho semplicemente partecipato a quella avventura, come tanti altri camerati, di varia provenienza. Si tratta di una esperienza conclusa, breve ma intensa, culturalmente vivace e feconda, che ha riunito e formato centinaia di giovani.

    D
    Ed i suoi tanto citati contatti con le destre germaniche, la fondazione Pinochet ed i razzisti bianchi boeri? Non vorrà schiaffeggiarmi anche per questa domanda...

    R
    Niente schiaffi stavolta... Lei si riferisce alla fine della guerra fredda, a prima che cadesse il muro di Berlino. Si tratta di un passato remoto che non rinnego affatto. Allora frequentavo l'on. Franco Petronio, vice capogruppo delle destre europee al parlamento europeo, e tramite lui, intrattenevo delle normali PR con tutti i buoni patrioti anticomunisti. Oltre a quelli che ha citato, ne potrei aggiungere tanti altri, fra questi il Fronte Nazionale francese di Jean Mary Le Pen, quello spagnolo di Blas Pinar, la Falange cristiano maronita libanese ed il Movimento Nazionalista cileno Patria y Libertad - pausa poi sogghigna - gente seria quest'ultima...

    D
    Ma con questo suo bel curriculum da estremista di destra come si trova nel PDL con Bondi e Cicchitto?

    R
    Benissimo. Il PDL non è certamente il MSI e nemmeno AN ma i tempi sono decisamente cambiati e sicuramente si tratta di un grande partito, nazionale e popolare, di centro-destra. Si tratta di un nuovo strumento per fare politica, di un moderno partito post-ideologico a vocazione maggioritaria, con un capo carismatico ed un preciso programma politico, di governo e di riforme. Nel PDL c'è spazio per tutte le migliori tradizioni politiche non di sinistra: cattolici popolari, socialisti nazionali, liberali conservatori ed anche per la destra. Ognuno ha la sua storia, la sua cultura e la sua identità che nessuno ti chiede di rinnegare. Ad esempio, è noto il mio giudizio storico, complessivamente assai positivo, sul fascismo; chiaramente non è condiviso da tutti gli amici del PDL ma tutti mi rispettano come io rispetto loro e le loro idee. Il PDL è un vero partito democratico dove ci si confronta liberamente su tutto, senza pregiudizi, poi si trova una sintesi condivisa o, a maggioranza, vengono prese delle decisioni che tutti devono rispettare. Ripeto e confermo, io, uomo di destra, nel PDL mi trovo benissimo!

    D
    Prima di pubblicare l’intervista, è scoppiato lo scandalo Ruby. Lei, insieme a Sara Giudice, è uno dei promotori della raccolta firme per le dimissioni di Nicole Minetti dal Consiglio Regionale della Lombardia, ci spieghi la sua presa di posizione.

    R
    Abbiamo già raccolto oltre seimila adesioni alla nostra iniziativa. Non si tratta di una polemica personale, tantomeno di fare dell’ipocrita moralismo. Noi poniamo una questione politica, di merito, sulla selezione della classe dirigente. Chiediamo che ci siano delle regole chiare, rigorose e condivise, di partecipazione, trasparenza e meritocrazia su nomine e candidature. Non ci interessano affatto le vicende private di Berlusconi: secondo noi non è stato commesso alcun reato e si tratta di una chiara strumentalizzazione politica di alcuni magistrati (toghe rosse) militanti della sinistra comunista e giacobina.

    D
    Cambiamo argomento. Chi sono, secondo lei, i politici che meglio rappresentano oggi la destra in Italia?

    R
    Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, Francesco Storace e Teodoro Buontempo, Daniela Santanchè e Vittorio Sgarbi ma anche Mario Borghezio e Giancarlo Gentilini, ognuno a suo modo, con la propria storia ed il proprio stile. Gli intellettuali Franco Cardini e Vittorio Messori, Marcello Veneziani e Pietrangelo Buttafuoco, ma anche i battaglieri direttori Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. Ma oltre ai nomi noti che ho citato ve ne sono centinaia di altri, perlomeno altrettanto impegnati e meritevoli, fra i quali voglio citare ad esempio: Fernando Crociani Baglioni (presidente del Centro Studi Patria e Libertà di Roma), Guido Giraudo (presidente della Associazione Culturale Lorien di Monza) e Giuseppe Manzoni di Chiosca (presidente del Centro Studi Europa 2000 di Milano). Poi vi sono tantissimi dirigenti locali, come, ad esempio, i milanesi: Massimo Corsaro (deputato e vice coordinatore del PDL in Lombardia), Alfredo Mantica (senatore e sottosegretario agli esteri), Roberta Capotosti (battagliera consigliera provinciale) e Stefano Di Martino (storico rappresentante della destra in comune). Tutti uomini liberi, alfieri della "rivoluzione conservatrice", che, rappresentano realtà militanti che, come me, combattono in difesa della nostra civiltà europea, occidentale e cristiana.

    D
    Non solo PDL dunque?

    R
    Certamente, la destra si riconosce trasversalmente nella coalizione PDL-Lega che rappresenta sia l'attaccamento alla tradizione, valori ed identità, che la voglia di rinnovamento politico: meritocrazia, presidenzialismo e federalismo. Aggiungo, da lombardo, che come successore di Berlusconi, a capo di un futuro governo di centrodestra, oltre ai bravissimi Roberto Formigoni e Giulio Tremonti, non mi dispiacerebbe il leghista Roberto Maroni.

    D
    In conclusione: vicino al busto del duce non avrà mica aggiunto una foto di Berlusconi?

    R
    Non mescoliamo il sacro con il profano. Si tratta sicuramente di due capi carismatici ma Mussolini è stato un vero rivoluzionario ed un vero statista, mentre Berlusconi, almeno per ora, ha semplicemente dimostrato di essere un bravo imprenditore ed un buon politico. In conclusione: a casa mia, in sala, sotto al santissimo crocefisso, domina solo il busto del Duce che mi è stato donato, in occasione del mio matrimonio, dall'amico Beinizzi Ferrini di Predappio. La foto di Berlusconi, ritratto però in mezzo alla mia mamma ed al mio papà, è esposta più discretamente in libreria. Insomma i valori di sempre: Dio, Patria e Famiglia.

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    Destra per Milano: Intervista a Roberto Jonghi Lavarini

  3. #3
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    Predefinito Roberto Jonghi (Destra PDL) candidato a Milano

    Milano, 7 marzo 2011

    Ho sempre sostenuto che in Politica servono maggiore partecipazione, trasparenza e meritocrazia. Per questo, trovo sia giusto e corretto dare l'esempio, informandoVi che, in vista delle prossime elezioni comunali di Milano, ho ufficialmente chiesto ai vertici locali del Popolo della Libertà, di essere candidato alla Presidenza della 1° Circoscrizione (Zona Uno - Centro Storico), per rafforzare la presenza, sopratutto culturale e sociale, della destra nella coalizione e nella città. La mia legittima richiesta politica è stata fortemente incoraggiata da amici e sostenitori ed è ufficialmente sostenuta dal Movimento Destrafuturo, dal Centro Studi Patria e Libertà, dal Comitato Destra per Milano e dalla Associazione Milano Sinergie 2015 ma hanno condiviso e sosterranno questa mia scelta anche diverse associazioni professionali e di categoria (AMPE, ADSI, UPPI e ANACI), circoli culturali e comitati di quartiere, esponenti politici del centro-destra (del PDL ma anche della Lega Nord e de La Destra). Dopo 25 anni di coerente ed appassionata militanza politica nella destra (FdG, MSI, AN e Fiamma) e 12 di esperienza amministrativa nei consigli di zona di Milano, sono fermamente intenzionato, da uomo libero, da milanese e da patriota, a dare il mio doveroso contributo al miglioramento della nostra città.

    Roberto Jonghi Lavarini

    Verso Comunali Milano 2011! - Roberto Jonghi (Destra PDL) si candida alla Presidenza di Zona 1

  4. #4
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    Predefinito Rif: Roberto Jonghi (Destra PDL) candidato a Milano

    ucci ucci...

    sento odor di...

  5. #5
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    Predefinito Rif: ITALIANFORMA intervista Roberto JONGHI

    Citazione Originariamente Scritto da Destra per Milano Visualizza Messaggio
    La foto di Berlusconi, ritratto però in mezzo alla mia mamma ed al mio papà, è esposta più discretamente in libreria.
    ... TSO. Subito.

  6. #6
    reietto estetico
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    Predefinito Rif: Roberto Jonghi (Destra PDL) candidato a Milano

    Citazione Originariamente Scritto da Indrid Cold Visualizza Messaggio
    ucci ucci...

    sento odor di...
    Buonocore
    DEFORME AUTENTICO

  7. #7
    Hic Sunt Leones
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    Predefinito Rif: Roberto JONGHI

    Finalmente, uno dei miei idoli!
    Benvenuto su questo forum, ti troverai sicuramente bene
    Passata la buriana facciamo i conti

  8. #8
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    Predefinito Rif: Roberto JONGHI

    ma come? non dichiara guerra alla Cina?
    quella terra di senza dio sarà rasa al suolo repapelle:

    quando vedo un 'cattolico praticante' apro le gabbie dei leoni,
    dopotutto anche loro dovranno impratichirsi
    108 gggiorni da ppecoraa
    _____ _____

  9. #9
    Hic Sunt Leones
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    Predefinito Rif: ITALIANFORMA intervista Roberto JONGHI

    Citazione Originariamente Scritto da Destra per Milano Visualizza Messaggio
    D
    Cambiamo argomento. Chi sono, secondo lei, i politici che meglio rappresentano oggi la destra in Italia?

    R
    Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, Francesco Storace e Teodoro Buontempo, Daniela Santanchè e Vittorio Sgarbi ma anche Mario Borghezio e Giancarlo Gentilini, ognuno a suo modo, con la propria storia ed il proprio stile.
    :gluglu:
    Ultima modifica di Canaglia; 09-03-11 alle 12:39
    Passata la buriana facciamo i conti

  10. #10
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    Predefinito Rif: ITALIANFORMA intervista Roberto JONGHI

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    :gluglu:
    dev'essere amico della de santis

    almirantiani si nasce (ie: IQ inferiore a 75 a tratti somatici di conseguenza)
    Ultima modifica di Sonne; 09-03-11 alle 12:43
    108 gggiorni da ppecoraa
    _____ _____

 

 
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