Stallo in vista per l'occupazione: dopo l'aumento degli ultimi mesi le assunzioni tornano a calare (-2%)
Nei prossimi mesi trovare un lavoro non sarà un'impresa facile. Dopo l'ondata di ottimismo che ha investito le aziende italiane alla fine dello scorso anno, il 2011 è cominciato sotto il segno dell'incertezza: i mercati faticano a riprendersi, i consumi interni vanno a singhiozzo e i tempi di uscita dalla crisi si allungano. Una situazione complessa che fa registrare una vigorosa flessione nelle previsioni occupazionali delle aziende per il secondo trimestre dell'anno. A certificarlo, i risultati della periodica ricerca di Manpower sulle prospettive di impiego: tra aprile e giugno la stragrande maggioranza delle imprese non solo bloccherà le assunzioni ma in molti casi diminuirà il proprio organico.
Delle mille realtà imprenditoriali coinvolte nella survey della società di recruitment, e alle quali è stato chiesto: «Rispetto al trimestre scorso, quali variazioni prevedete in termini di occupazione totale della vostra azienda per i prossimi tre mesi?», solamente il 9% prospetta un aumento della forza lavoro complessiva, l'11% ipotizza un calo e il 79% risponde che non ci sarà alcun cambiamento rispetto al primo trimestre dell'anno. Dati che aggregati determinano una previsione netta sull'occupazione (differenza tra quanti assumeranno e quanti licenzieranno) che si attesta sul -2% e che scende di quattro punti rispetto al trimestre precedente. «Il quadro di riferimento è chiaro e ci dice che il sentiment delle aziende verso le assunzioni è in flessione - commenta Stefano Scabbio, che di Manpower è l'amministratore delegato -.
Tutte rimandano gli inserimenti in azienda (soprattutto del personale impiegatizio) il più possibile, anche facendo un ricorso strategico al lavoro temporaneo somministrato. In attesa della ripresa, dunque, cercano di riorganizzarsi con le risorse che già hanno a disposizione». Una situazione di stallo che è lievemente più favorevole per i quadri e i top manager, che seppur a rilento continueranno a trovare sbocchi occupazionali in posizioni strategiche: non solo in ambito gestionale ma anche nel retail. «Dall'indagine però arrivano anche dei segnali positivi, come quelli di due settori dei dieci che abbiamo preso in esame - prosegue Scabbio -: quello finanziario e quello della ristorazione e dell'ospitalità. In entrambi assistiamo a un aumento delle intenzioni di assunzione rispetto al trimestre precedente, con ulteriori prospettive di crescita per i servizi assicurativi e per il turismo».
Nel primo caso la previsione netta sull'occupazione per i prossimi tre mesi è stabile a +7% (che si ridimensiona a +4% con gli aggiustamenti stagionali), mentre per il secondo è a +9%, con un calo di due punti percentuali rispetto allo scorso trimestre ma con una uguale crescita su base annua. Risultati negativi invece per gli altri otto comparti analizzati. Le prospettive più pessimistiche riguardano ancora una volta, così come nelle precedenti rilevazioni, il settore minerario (-14%) e quello delle costruzioni (-9%), che per il dodicesimo trimestre consecutivo fa segnare un saldo negativo, seguiti da elettricità, gas e acqua (-8%, con un crollo di otto punti rispetto ai primi tre mesi dell'anno), e agricoltura, manifatturiero, commercio e sociale tutti fermi a -5 per cento . Discorso a parte va fatto, invece, per i trasporti e le comunicazioni, che pur restando in negativo (-2%) fanno segnare un miglioramento del dieci per cento rispetto al trimestre precedente.
«Un altro aspetto che emerge dalla survey - conclude l'ad di Manpower - è il fatto che sempre di più ci troviamo davanti a un'Italia a due velocità: da una parte il Centro-Nord dinamico, che tra alti e bassi resiste alla crisi e trova nuove strade per fare business, e che di conseguenza riesce ad assorbire forza lavoro, e dall'altra il Sud, fermo ormai da anni, che non è in grado di ripartire e in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli drammatici». Ecco quindi la mappa disegnata dalla ricerca: nel Centro Italia le aziende continueranno ad assumere anche nel prossimo trimestre, con le prospettive sull'occupazione che fanno registrare un + 4% al lordo degli aggiustamenti stagionali, mentre per il Meridione, Sardegna e Sicilia comprese, la situazione è completamente ribaltata.
Dal Lazio in giù le prospettive di impiego sono negative ormai da oltre due anni (dal terzo trimestre del 2008) e si attestano a -9%, con un peggioramento di cinque punti rispetto ai primi tre mesi del 2011. Segno meno infine anche per le imprese del Nord Ovest, le cui previsioni di assunzioni crollano del 14% rispetto al trimestre precedente per fermarsi a -6%, e per quelle del Nord Est, che fanno registrare con gli aggiustamenti stagionali un saldo pari a -1 per cento (-4% se confrontato al trimestre precedente).
Fonte: Stallo in vista per l'occupazione: dopo l'aumento degli ultimi mesi le assunzioni tornano a calare (-2%) - Il Sole 24 ORE




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