La coda di paglia
di A. Sallusti pg.1 de ilgiornale.it 10 3 2011
I magistrati si sono molto arrabbiati do*po aver letto sul no*stro quotidiano di ie*ri le loro email nelle qua*li sparlano di Silvio Ber*lusconi e degli elettori del centrodestra.
Ci cre*do, al loro posto avrei avuto la stessa reazione.
Vedere pubblicato sui giornali cose che uno pensa debbano restare riservate fa girare i san*tissimi.
Se poi queste co*se, come nel caso in que*stione, smascherano un progetto politico che do*veva restare segreto in quanto incompatibile con la loro professione e presunta indipendenza, be’ allora la rabbia di*venta ira.
Al punto che hanno riunito d'urgen*za i loro vertici e chiesto l’intervento del Garante della privacy per blocca*re il Giornale .
Troppo onore.
Abbiamo sempli*cemente fatto il nostro lavoro, cioè pubblicato una notizia.
Soltanto che in questo Paese, per non finire nei guai, si possono pubblicare esclusivamente le noti*zie gradite ai magistrati politicizzati, cioè funzio*nali al processo mediati*co contro Berlusconi e il suo governo.
In quel ca*so non c’è privacy, anzi è tutto un bunga bunga dell’informazione dove chi più ne ha più ne met*ta, senza che nessuno lo disturbi.
È poi paradossale che chi dello spiare e dell’en*trare nelle vite private senza regole e rispetto ne ha fatto una norma, oggi si atteggi a verginel*la di fronte alla pubblica*zione dei propri deliri af*fidati a una rete inter*net, che sarà anche riser*vata ai magistrati ma non certo segreta per*ché costituirebbe reato.
Riservata sì, ma come le migliaia di telefonate che ogni giorno vengo*n*o intercettate e non get*tate anche se il contenu*to nulla ha a che fare con un reato.
Riservata co*me riservata dovrebbe essere la casa e il corpo di giornalisti di questa te*stata che sono stati per*quisiti, direi violentati psicologicamente, in cerca di fantomatici dos*sier che ovviamente non esistevano.
Questi magistrati che chiedono di censurare il Giornale hanno la coda di paglia. Dopo aver af*fossato la giustizia e az*zoppato la politica, ora vorrebbero intervenire sull’informazione per decidere che cosa si può e si deve pubblicare. In*vece di scrivere procla*mi politici e tramare con*tro il governo pensino a fare il loro lavoro.
Che al nostro ci pensiamo noi.
saluti




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