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  1. #121
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    ho capito,giustissimo allora anche Nicolaj ha fatto un buon ragionamento, come Ottobre nero, basa con le missioni all'estero.Scusate se chiedo chiarimenti , ma non sono ferrata i economia
    Ada dai un'occhiata a quest'articolo e ti rendi conto di quanto ci costa l'Afghanistan...






    La Spesucce Tricolori per la Ricostruzione dell'Afghanistan
    di Giancarlo Chetoni


    Nel quanto ci costa la “missione di pace“ c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan da far paura. Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi. Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa. Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.



    Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.



    Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad. Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 – dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal – i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private. Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.



    Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale.



    Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.


    Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.



    L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.



    Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.


    La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“. L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice. Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ – composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private – fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro. Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice. Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.


    Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l’occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.


    Ma non è questo il punto. [Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]



    Passiamo ora alla voce “Cooperazione italiana allo sviluppo“, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri. Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro. In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete). La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.



    Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.



    E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili. Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l’ attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c’era già riuscito. In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi. Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.



    I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell’Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le “missioni di pace” dell’Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.



    Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?

    Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra? No. Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla “privatizzazione” delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei Predator ed al resto… spike e designatori laser compresi. Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.



    Giancarlo Chetoni



    Testo tratto da byebyeunclesam.wordpress.com.


    Afghanistan: quanto ci costa?
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  2. #122
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    Ada dai un'occhiata a quest'articolo e ti rendi conto di quanto ci costa l'Afghanistan...






    La Spesucce Tricolori per la Ricostruzione dell'Afghanistan
    di Giancarlo Chetoni


    Nel quanto ci costa la “missione di pace“ c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan da far paura. Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi. Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa. Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.



    Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.



    Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad. Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 – dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal – i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private. Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.



    Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale.



    Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.


    Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.



    L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.



    Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.


    La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“. L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice. Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ – composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private – fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro. Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice. Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.


    Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l’occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.


    Ma non è questo il punto. [Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]



    Passiamo ora alla voce “Cooperazione italiana allo sviluppo“, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri. Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro. In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete). La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.



    Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.



    E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili. Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l’ attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c’era già riuscito. In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi. Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.



    I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell’Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le “missioni di pace” dell’Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.



    Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?

    Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra? No. Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla “privatizzazione” delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei Predator ed al resto… spike e designatori laser compresi. Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.



    Giancarlo Chetoni



    Testo tratto da byebyeunclesam.wordpress.com.


    Afghanistan: quanto ci costa?
    E' una follia, tutti soldi sprecati.e vite sprecate.
    Ultima modifica di Ada De Santis; 11-03-11 alle 14:55

  3. #123
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    E' una follia, tuti soldi sprecati.
    :giagia:

    Si parla di 3 milioni di euro al giorno....

    Agora’ di cloro La missione in Afghanistan costa tre milioni di euri al giorno

    Non proprio bruscolini come vedi...
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  4. #124
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    :giagia:

    Si parla di 3 milioni di euro al giorno....

    Agora’ di cloro La missione in Afghanistan costa tre milioni di euri al giorno

    Non proprio bruscolini come vedi...
    Ho letto Il grande Zichichi, ma io sono sempre stata contraria alla guerra. Era evidente che le cose sarebbero peggiorate, ma potevamo dire no? Ci sono patti internazionali siamo ingabbiati con questa cacchio di AMERICA, poi Bush ha forzato la mano benemerito imbecille.
    Ultima modifica di Ada De Santis; 11-03-11 alle 15:04

  5. #125
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da giacomo Visualizza Messaggio
    ok

    Il succo del discorso che il documento descrive diversi scenari di crescita e diversi scenari di flussi migratori.
    Repubblica prende per buoni i limiti superiori (alto flusso migratorio ed alta crescita) e dice che questo comporta come giudizio valoriale la necessità di migrazione, assodando che la situazione di non occupazione e disoccupazione sia strutturale.
    Insomma il quotidiano spaccia per auspicio quello che in realtà è una tautologia che si applica ad un modello ideale, ovvero : se il flusso di immigrati rimane alto, se la crescita esplode, se al fabbisogno non si risponde attingendo ai non occupati, se al fabbisogno non si risponde attingendo ai disoccupati, quel fabbisogno sarà coperto dagli immigrati. Capitan ovvio.

    Il giudizio dato dal documento invece è diverso:



    Insomma, il giudizio del paper è "anche nella peggior condizione demografica possibile il fabbisogno crescente dovuto dall'invecchiamento della popolazione è fronteggiatile anche con flussi di extracomunitari a zero.

    Questo dice il paper.
    Repubblica dice: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Fate vobis, se questo è giornalismo.
    Eppoi mi criticano quando dico che Repubblica è carta da culo... :sofico:
    Citazione Originariamente Scritto da benjamin_linus Visualizza Messaggio
    Stampa il mio post e fattici un poster.
    Potrai così vederlo anche quando sei offline.
    Ahahahah... benjamin, sei il numero 1

  6. #126
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da nicolaj198vi Visualizza Messaggio
    Basterebbe, a volerla fare facile facile, tagliare la spesa pubblica con una mano, e con l'altra offrire una fiscalità di vantaggio esclusivamente a determinati settori ad alta tecnologia, alle imprese italiane che hanno delocalizzato (cercando di riattirarle in Italia) e alle imprese straniere disposte ad investire nel nostro Paese.

    E' da psicopatici pensare che per sostenere il Mezzogiorno serva assumere migliaia di forestali stagionali, spendendo un tot di milioni di euro.
    Sarebbe molto più utile defiscalizzare le attività produttive localizzate nel meridione, ad esempio.
    Quoto. E ci aggiungo che sarebbe l'ora di eliminare tutto quel carrozzone burocratico che mina alla radice la capacità economica nazionale ...cominciando a eliminare quelle decine, centinaia forse migliaia di cosiddetti enti inutili disseminati un pò ovunque per tutta la penisola. Un vero spreco di fondi pubblici...Una vergogna! :giagia:
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  7. #127
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    Quoto. E ci aggiungo che sarebbe l'ora di eliminare tutto quel carrozzone burocratico che mina alla radice la capacità economica nazionale ...cominciando a eliminare quelle decine, centinaia forse migliaia di cosiddetti enti inutili disseminati un pò ovunque per tutta la penisola. Un vero spreco di fondi pubblici...Una vergogna! :giagia:
    Eliminare gli enti e licenziare chi vi lavora al loro interno.
    Sennò non serve a niente.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  8. #128
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    chiedo ai leghisti:

    ma a questi nuovi lavoratori legali (magari musulmani), li potremo permettere di pregare in moschea o devono solo lavorare per il brianzolo e pregare a casa loro?

  9. #129
    Missiroli Presidente
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da Ted Visualizza Messaggio
    chiedo ai leghisti:

    ma a questi nuovi lavoratori legali (magari musulmani), li potremo permettere di pregare in moschea o devono solo lavorare per il brianzolo e pregare a casa loro?
    Se si comperano un pezzo di terra e nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti vi tirano su una moschea non vedo perchè non possano andare a pregarci negli orari in cui non lavorano.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  10. #130
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    Predefinito Rif: Il Governo ora chiede più immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da benjamin_linus Visualizza Messaggio
    Eliminare gli enti e licenziare chi vi lavora al loro interno.
    Sennò non serve a niente.
    Ovvio. Quelli dovrebbero essere licenziati in tronco.... :giagia:
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

 

 
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