Senza dubbio SeL è la novità politica più importante nella sinistra.
Ma se anche le novità non si trasformano in progetto politico concreto e non si affidano solo ad una leadership, corrono il rischio di perdere forza. Le elezioni politiche si allontanano, sulle primarie ci sono parecchi interrogativi, quindi il carisma del leader, che certamente c'è, può non bastare. A mancare sembra essere una prospettiva strategica coerente.
SeL cresce nei sondaggi grazie all'effetto mediatico del leader, ma al suo interno inizia a vivere una disgregazione organizzativa tra i soggetti promotori. E questo fenomeno deleterio si sta verificando soprattutto per responsabilità degli ex Prc che, senza un disegno politico preciso, rimangono attaccati ad un generico movimentismo, oltre che ai posti di comando nel partito.
Manovre di bassa politica come queste sarebbero capaci di azzerare il suo carattere di novità, e ciò produrrebbe un danno enorme alla prospettiva di creare una alternativa di sinistra rispetto al vuoto politico ed ideale del PD e alla sua mancanza di identità.
Costruire una alternativa alla destra italiana ed europea comporta un ragionamento molto più rigoroso che quello di far comprendere con parole accessibili temi molto gravosi come la precarietà o lo sfruttamento.
Il PSE pare essere l'unico campo in cui si può ricomporre una sinistra popolare e socialista, capace di governare e indirizzare le trasformazioni della società, dal momento che ha avviato al suo interno una seria riflessione critica anche sul suo passato e sta costruendo ipotesi politiche su cui costruire una concreta alternativa alla destra dominante in Europa. La sinistra italiana, nella sua ricomposizione lenta ma inevitabile, non può restarne estranea.




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