
Originariamente Scritto da
maeda
Alfano in queste ore si sta mostrando essere quell'ottimo ministro che nel 2008 non avresti mai detto.
Intervistato a Rai Tre (quindi non un covo di perfidi schiavi dello psiconano) ha detto chiaro e tondo che non ha la minima intenzione di promuovere iniziative disciplinari contro Ingroia (che comunque se le meriterebbe tutte e anche peggio):
Alla domanda se, dopo le polemiche suscitate dall'intervento del magistrato, il ministro avesse intenzione di promuovere un'iniziativa disciplinare Alfano ha replicato: "Non ci penso proprio".
"Ha partecipato - ha detto - a una manifestazione contro il governo. Ci mancherebbe che la politica si mettesse a chiedere le dimissioni di un magistrato. Ma ne deve rispondere alla sua coscienza, alla legge e alla deontologia".
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E francamente spero sia questa la linea che seguirà il Governo durante l'iter di riforma costituzionale.
Più magistrati scenderanno in piazza violando di fatto l'etica delle loro funzioni, più il sindacato unico (sovietico) promuoverà scioperi selvaggi, più la gente vedrà questi prezzolati con la toga andare a regalarsi markette in manifestazioni e più si renderà conto di quanto è VERO quello che da anni denunciano Radicali e centrodestra (oltre a D'Alema) riguardo al fatto che la magistratura italiana gode di un potere UNICO in tutto l'occidente ed è di fatto un ente autoreferenziale, immune, impunibile e impermeabile a ogni giusto e doveroso meccanismo democratico.
Guai a promuovere iniziative contro i magistrati, ANCHE quando queste sarebbe GIUSTE e sacrosante. Occorre stringere la cinghia e lasciarli fare, lasciarli strabordare, strafare. E occorrerà RACCONTARE TUTTO quello che faranno, tutte le forzature, le storture di cui si renderanno protagonisti.
Occorre fare da megafono a tutti gli attacchi alle istituzioni democratiche che i magistrati hanno portato, portano e porteranno in piazza.
Solo così la gente potrà toccare e sperimentare con mano quanto anomala, autoreferenziale e antidemocratica sia la casta giudiziaria.