Come se tutto girasse intorno all'Italia, dopo il terremoto che ha colpito il Giappone, indovina di cosa si torna a parlare? Di nucleare. E' un bene che l'attenzione sul tema rimanga alta, altissima data l'importanza della questione. La centrale nucleare di Fukushima sta praticamente rendendo radioattivo mezzo Giappone. Poi si può discutere quanto si vuole, ma questa è la sostanza. Non c'è fazione che tenga, questo è il nocciolo, è proprio il caso di dirlo, della questione. Che con l'energia atomica l'Italia si renderebbe autonoma e non dovrebbe più dipendere dalla Francia e da parte del petrolio nord africano è un'altra verità inconfutabile. Ma il punto è: Quanto tempo ci vuole per rendere funzionanti le centrali italiane? Ho sentito dire anche 20 anni. In 20 anni, o giù di lì, non saremo forse riusciti a trovare una fonte alternativa di energia? Oppure. Non sarebbe meglio investire fondi ed energie nella ricerca invece che sul nucleare che è, di fatto, pericoloso. Pericoloso per l'Italia, per i vicini, per i bambini, per i vecchi, per il mondo! Nell'era dello sviluppo sostenibile un paese che investe sul nucleare è un paese allo sbando. Non siamo l'Iran che ha bisogno di uranio per spaventare Israele e tutto l'occidente. Che poi sulla questione delle testate nucleari ci sarebbe da parlare. Perché noi non dovremmo avere la bomba atomica? I paesi più potenti del mondo ce l'hanno. Noi no? Perché? Per una volta potremmo, anzi dovremmo, essere, o meglio, tentare di essere un paese all'avanguardia. Un paese che decide di andare controcorrente, di guardare al futuro, iniziando a costruirlo adesso. Se ci sono i soldi per le centrali nucleari ci sono anche i soldi per la ricerca. Dobbiamo lottare per evitare il nucleare, non c'è altra scelte. Certo per costruire le centrali posso immaginare quale giro d'affari e di lobby o di magna magna ci possa essere sotto. Tipico.
The Lonely Traveller




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