...maggioranza.

di A. Sallusti prima pg. de ilgiornale.it di oggi 16 03 2011

Dopo la grande pau*ra di metà dicem*bre, con il voto di sfiducia proposto da Fini alleato all’opposi*zione, questi sono forse i giorni più delicati per il go*verno.
La maggioranza ha ritrovato l’autosufficienza e sta crescendo settimana dopo settimana.
L’opposi*zione non dà segni di vita, avvitata nel solito antiberlu*sconismo affidato a giudi*ci, comici, cantanti e scritto*ri.
La riforma che introdu*ce il federalismo ha fatto un importante passo in avan*ti, quella della giustizia è sta*ta incardinata.
Non male per un governo dato per morto.

Eppu*re c’è nell’aria qualche cosa di strano.
Il Pdl è attraver*s*ato da tensio*ni, anche legit*time, ma avul*se dalla realtà e, soprattutto, incomprensi*bi*li agli eletto*ri.
È come se non tutti i no*tabili del cen*trodestra avessero chiaro il pericolo corso e le difficoltà che so*no all’orizzonte.
Sarebbe il momento di serrare le file, recuperare il tempo perso e i colpi subiti. Aprire nuovi fronti interni sarebbe in questo momento suicida.

Tra poche settimane ci sarà un test elettorale fon*damentale per la gente.
Si rinnovano infatti i sindaci di molte città, tra le quali Mi*lano, Napoli, Bologna e To*rino.
Non solo il risultato avrà una valenza politica nazionale, ma è importan*te per milioni di italiani che vorrebbero essere governa*ti sul territorio da ammini*strazioni liberali e amiche.
Come dimostra la storia del centrodestra, gli eletto*ri amano la chiarezza e de*testano intrighi e litigi.
Qui sarebbe utile, direi indi*spensabile, non complica*r*e la vita ai candidati sinda*ci che già devono partire con l’handicap della cam*pagna di fango scatenata contro Silvio Berlusconi e il governo nazionale.

Mi riferisco, per esem*pio, al malumore di Clau*dio Scajola, il ministro che si è dimesso per la nota vi*cenda della casa vista Co*losseo.
Scajola vuole rien*trare.
Non solo è un’aspira*zione legittima, ma essen*do uomo solido e prepara*to, il suo recupero (visto che nessun reato è stato commesso) sarebbe an*che auspicabile.
La sua ven*tilata minaccia di uscire dal Pdl e formare, con i suoi fe*delissimi, un gruppo a par*te lascia invece perplessi.
Attenzione, Scajola non è un nuovo caso Fini. Lui non ci pensa neppure a fa*re fuori il capo o ad allearsi con la sini*stra.
No, lui è uomo leale e di partito.
Cer*ca soltanto lo spazio che gli compete, ma così facendo mette a ri*schio un be*ne superiore, che è la tenu*ta formale e sostanziale della maggio*ranza.

Così come Tremonti pri*ma o poi, meglio prima, do*vrà farsi carico anche dei problemi politici (traduco: della gente) oltre che di quelli contabili.
Se è mini*stro lo deve a una coalizio*ne che lo ha investito di una grande responsabilità: fare tornare i conti sì, ma dentro un progetto sottopo*sto al giudizio degli elettori che lo hanno approvato.
Di*re sempre e soltanto «no» (agli operatori culturali e ai poliziotti, per fare due esempi) porterà prestigio personale presso gli euro*burocrati ma non aiuta il Paese né il governo al quale si appartiene.
Sarebbe una beffa consegnare a Bersani e soci la gestione, e quindi i vantaggi, di un’ammini*strazi*one oculata e respon*sabile in anni di crisi.
Qual*che euro in più e qualche poltrona in meno per gli ex Forza Italia (i salvataggi hanno un prezzo) garanti*ranno lunga vita al gover*no, a Scajola, a Tremonti e a tutti noi.

saluti