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    Predefinito Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Avvenire 11-3-11
    A PROPOSITO DI SIMBOLI CHE ESPRIMONO STORIA E CIVILTÀ
    C’è chi ricorre anche all’elica per far fuori la croce
    DAVIDE RONDONI
    Se la prendono con la croce. Se la son presa. Se la prenderanno.
    Perché a un certo punto è così: non ce l’hanno nemmeno più con i cristiani, con i peccati, gli scandali, l’orrore che anche noi, io, possiamo fare. Con i nostri peccati. Le nostre tiepidezze. Le nostre fughe. Tutte quelle cose per cui giustamente ce l’hanno con noi e, se posso dirlo, a volte comprensibilmente ce l’hanno con la Chiesa, con la madre.
    A un certo punto, ed è questo il punto, è arrivata l’epoca, provano fastidio per Lui.
    Direttamente per Lui. Per il suo corpo esposto. Il suo corpo che è del Padre nostro che è nei cieli. E che però è proprio carne, corpo, storia…
    Non lo vogliono vedere. Lo vogliono cancellare dallo spazio.
    Al limite si può tenere in privato, come un vizio, una vergogna, una mania.
    Provano rigetto. Provano nausea per Lui.
    Uno strano, antico e futuro livore per questo Dio che ha osato incarnarsi, farsi lacrima e grido, sorriso e sera a cena, in una parola semplice e scandalosa: amico.
    E ora come allora se la prendono con lui.
    Non più solo per noi, per i nostri difetti. E si addossa al crocifisso ogni genere di contumelia. Di irrisione. Lo fecero gli scribi, lo fanno i nuovi scribi.
    Con puntualità svizzera, a pochi giorni dalla sentenza europea sulla querelle del diritto dell’Italia di esporre il crocifisso in luoghi pubblici, arriva un pamphlet Einaudi firmato da Sergio Luzzatto, Il crocifisso di Stato.

    Dove oltre a prendersela con tutti quelli che non la pensano come lui, Luzzatto arriva a proporre il nascondimento di questo segno, la croce, che divide e scandalizza (è vero) con uno che a sentir lui unisce e lascia tranquilli: l’elica del Dna (idea non sua, aggiunge l’autore).
    Libro “religioso”, dunque, questo di Luzzatto l’antireligioso (che non accetta il crocifisso esposto in Italia, ma accetta di vivere in un Paese, la Svizzera, dove la croce è sulla bandiera…).
    Libro che facendo della religione una specie di 'scienza' (ma non so quanti scienziati siano d’accordo) ne alza un simbolo. Un idolo. Che a ben vedere è lontano da indicare qualcosa che unisce: provate a dire al mio amico F. malato dalla nascita per malattia genetica che quel che mi rende uguale a lui è il Dna...
    In ogni caso, Luzzatto, nella verve polemica che affastella troppe cose e storie e nomi non sempre perde lucidità: ad esempio deve ammettere che J. Weiler (l’insigne giurista non cristiano che ha difeso il crocifisso davanti alla Corte europea) ha ragione. Il muro bianco non è rispetto della libertà, ma negazione della storia e della civiltà. E proponendo dunque il suo idolo – lo Scientismo – Luzzatto fa piazza pulita di una finta laicità che, nell’azzeramento dei segni e delle culture, vede un bel punto d’arrivo…

    Avvenire 15-3-11
    Il crocifisso non lede la libertà religiosa
    Laicità in pericolo? La Cassazione dice no
    DA MILANO DAVIDE RE
    L’ esposizione del crocifisso nelle aule dei tribunali, e negli uffici pubblici, non può essere avvertita come un pericolo per la libertà religiosa.
    Lo ha stabilito la Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale ha confermato la rimozione dalla Magistratura del giudice di Camerino Luigi Tosti, che si rifiutava di tenere udienze in aule nelle quali era presente appunto il crocifisso o in alternativa alla rimozione, chiedeva di poter esporre anche la Menorah, simbolo della fede ebraica, e quelli di altre religioni, e dell’unione degli atei.

    Il dispositivo deciso dalla Suprema corte è però più articolato. Per i giudici infatti per esporre negli uffici pubblici, tra i quali rientrano le aule di giustizia, nuovi simboli religiosi diversi dal crocifisso «è necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste ».
    Non solo, dopo aver respinto la pretesa di Tosti per quanto riguarda la richiesta di esporre altri simboli accanto al crocifisso, la Cassazione rileva il legislatore dovrebbe valutare anche il rischio di “possibili conflitti” che potrebbero nascere dall’esposizione di simboli di identità religiose diverse. In pratica, il crocifisso è l’unico simbolo religioso ammesso all’interno degli spazi pubblici.
    «La presenza di un crocifisso – ribadiscono definitivamente i giudici della Suprema corte – non può costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa per tutti quelli che frequentano un’aula di giustizia per i più svariati motivi». Con la conseguenza che il giudice Tosti non poteva «rifiutare la propria prestazione professionale solo perché in altre aule di giustizia (rispetto a quella in cui egli operava) era presente il crocifisso».
    Secondo Tosti, invece, la presenza del simbolo della cristianità violava i diritti di libertà religiosa e di coscienza degli utenti di quelle aule. A Tosti, tuttavia, era stata messa a disposizione un’aula senza alcun simbolo ma lui aveva ugualmente rifiutato di tenere udienza, chiedendo la rimozione della croce da tutti i tribunali italiani e aprendo così il contenzioso giuridico, che ieri appunto la Cassazione ha risolto favorevolmente alla presenza del crocifisso, e senza che questo comporti alcuna lesione del principio della laicità dello Stato.

    La padania 15-3-11
    «TOGLIERE CROCE SAREBBE AZIONE BARBARA E CRUDELE»
    «Non avevamo dubbi. Il Crocefisso è il simbolo della cristianità e
    del nostro Paese, e l'impianto legislativo in merito parla chiaro».
    Con queste parole il senatore della Lega Nord Giuseppe Leoni

    presidente dei Cattolici Padani, plaude alla sentenza della
    Cassazione sul ricorso contro l’estromissione dalla magistratura
    del giudice di pace che si era rifiutato di tenere udienza
    contestando la presenza del crocifisso in Tribunale.
    «Non si può staccare dal muro il Crocefisso - aggiunge Leoni -.
    Sarebbe un’azione barbara, di elevata crudeltà, in quanto esso
    è anche un emblema universale di pace, ed un segno identitario
    che contraddistingue la nostra cultura».


    Faccio notare che tra pochi giorni verrà pubblicata la sentenza del tribunale europeo sulla questione del crocifisso. E’ facile immaginare che deciderà in senso differente da quanto stabilito dalla Cassazione…


    La padania 15-3-11
    ELITE VS. POPOLI
    L’illusione di poter cancellare Gesù
    Cacciare la croce dai cuori e dalla storia
    vorrebbe dire abbattere la più salda forma
    di resistenza al potere.
    MILÀN - La sentenza con cui la Cassazione ha rigettato
    le motivazioni del giudice che chiedeva di rimuovere
    il crocifisso dai palazzi di giustizia di tutto il Paese
    può forse sollevarci, ma non deve rallegrarci troppo.
    Perché la battaglia in difesa dell’identità cristiana resta
    comunque lunga e tortuosa e perché non è solo nelle aule
    dei Tribunali, ma anche nei cuori e nelle coscienze, che si
    può pretendere di vincerla. Proprio questo, peraltro, è il marchiano
    errore continuamente commesso da quelle avanguardie laiciste
    che cercano nei codici e nei codicilli del diritto, soprattutto
    di quello comunitario, la clava giuridica per poter soffocare,
    o quantomeno devitalizzare, l’impronta cristiana che è impressa
    in quasi tutti i popoli dell’attuale Unione Europea e certamente
    in quello padano.
    Sui motivi di questa battaglia dei “pochi” - le elité che presidiano
    le istituzioni comunitarie e le loro falangi intellettuali -contro i “molti” –
    i popoli - la si può pensare in molti modi, ma l’anomalia democratica
    di questo “pochi contro molti” è tale che non si può non pensare
    ad un vero e proprio progetto per l’asservimento dei popoli.
    Un piano di dominio, insomma, nei confronti del quale, guarda caso,
    proprio il cristianesimo costituirebbe il più fastidioso e inaggirabile
    degli ostacoli.
    Perché?
    Semplicemente perché chi crede in Dio non può avere altri dèi,
    o idoli terreni, dunque non può accettare di conformarsi a leggi,
    comandi o stili di vita che siano inconciliabili con le leggi di Dio,
    con la morale naturale e con la giustizia.
    Il cristiano, in altre parole, rappresenta in potenza la minaccia
    del ribelle perfetto, perché mite, ma irriducibile e disposto
    a combattere per la vera giustizia; e qualcosa vorrà pur dire
    se anche nei regimi comunisti dell’ateismo di Stato la pratica
    del culto cristiano è sempre e comunque sopravvissuta.
    Ma se è sopravvissuta affrontando enormi pericoli e indicibili angherie,
    talvolta perfino il martirio, è proprio perché davanti a sé, ogni cristiano,
    ha l’immagine, consolante e incoraggiante, del crocifisso.
    Il simbolo attraverso cui il potere di allora, come del resto quello
    di oggi, e di sempre, pensava di potere cacciare Gesù, e la vera
    giustizia, dai cuori del popolo e dalla storia.

    Duomo di Milano: il crocifisso posto sopra la tomba di Ariberto da Intimiano, l’arcivescovo che creò il carroccio





    Convegno “Europa cristiana, quale futuro?”
    Sabato 19 Marzo dalle ore 16 presso il Circolo della Stampa – Sala Bocconi, Corso Venezia 48, Milano.
    Interverranno: On. Giancarlo Giorgetti, Segr. Naz. Lega Lombarda/Lega Nord; Presidente Commissione Bilancio e Tesoro;

    On. Matteo Salvini, Eurodeputato; Capogruppo Consiglio Comunale di Milano;

    On. Giacomo Stucchi, Commissione Politiche U.E.; Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Sonia Viale, Sottosegretario all’Economia e alle Finanze; Sara Fumagalli, Coordinatrice dell’Umanitaria Padana Onlus. Moderatrice: On. Laura Molteni, Capogruppo Commissione Affari Sociali alla Camera.
    Info 02.66.234.222.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    La padania 19-3-11
    Crocefisso, la Corte Ue finalmente ci dà ragione
    Gli europarlamentari leghisti: «Parte irrinunciabile
    della nostra storia che nessuno ha il diritto
    di rimuovere dalle aule scolastiche»
    FEDERICA GRAMEGNA
    La Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo
    ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione dei diritti umani,
    per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche,
    sancendo una vittoria importante per il nostro paese,
    in quanto i simboli cristiani rappresentano la nostra
    identità e quella della maggior parte dei popoli europei,
    un'eredità culturale che ha lasciato tracce indelebili
    nel lungo cammino della Storia.
    Il caso dei crocefissi nelle aule scolastiche va avanti
    Dal 2002 quando Soila Lautsi, cittadina di origini finlandesi
    sposata con un italiano, denunciò alla dirigenza scolastica
    della scuola dei suoi figli, l'istituto comprensivo "Vittorino
    da Feltre" ad Abano Terme, la presenza del crocifisso
    in classe, chiedendone la rimozione.
    Di fronte al parere contrario della scuola, il caso venne
    sottoposto al Tar del Veneto che fece ricorso, passandolo
    alla Corte Costituzionale.
    Inizia, così, una battaglia del governo in difesa dei crocifissi,
    fino al 2005 quando la Consulta spiega di non avere giurisdizione
    in materia e il caso torna al Tar che, a quel punto, respinge
    il ricorso. Questa sentenza viene poi confermata nel 2006
    dal Consiglio di Stato.
    Di qui, il ricorso alla Corte di Strasburgo che, ribaltando
    le precedenti sentenze, dichiara che l'Italia dovrà versare
    un risarcimento di ben cinquemila euro per danni morali.
    Ma il governo a quel punto fa ricorso, rinviando la questione
    alla Grande Camera che ieri ha messo fine a un'interminabile
    catena di sentenze.
    La Lega Nord al Parlamento europeo aspettava
    con trepidazione questa decisione, perché da sempre
    schierata a favore della tutela delle radici cristiane.
    «Speriamo che questo sia un primo passo affinché l'Europa
    riaffermi la cristianità che la rappresenta – hanno dichiarato
    gli eurodeputati Claudio Morganti e Oreste Rossi – specialmente
    di fronte alle persecuzioni delle minoranze religiose cristiane
    nel mondo, vittime ogni giorno di abusi e violenze».
    Secondo l'onorevole Morganti, «bandire il crocifisso
    significherebbe dare prova di grave intolleranza non solo
    nei confronti della religione cristiana ma anche
    della Storia della società occidentale».
    «Finalmente è stata fatta giustizia contro i deliri
    di chi voleva bandire il crocifisso dalle nostre scuole»,
    ha detto Mara Bizzotto, definendo la giornata di ieri
    «storica» in quanto, finalmente, la nuova sentenza
    della Corte di Strasburgo «ha riconosciuto che
    il crocifisso è il simbolo irrinunciabile della nostra storia
    e della nostra tradizione culturale e che nessuno ha
    il diritto di chiederne la rimozione dalle aule scolastiche.
    Il crocifisso rimane dov'è e non si tocca né ora né mai!».
    Soddisfatto anche l'onorevole Lorenzo Fontana secondo
    il quale «è concettualmente ingiusto privarsi dei propri simboli
    per non urtare le sensibilità altrui. L'Europa non può prescindere
    dai valori e dai simboli cristiani e la parete bianca non poteva
    certo essere una soluzione».
    «Il crocifisso non è soltanto un simbolo - ha concluso l'onorevole
    Giancarlo Scottà - ma la carta d'identità del nostro popolo,
    capace, ovunque, di ricordarci chi siamo e da dove veniamo».









    Da Zaia a Borghezio fino a Lussana: fatta giustizia
    La Lega esulta: giornata storica
    Ha la voce soddisfatta Luca Zaia, governatore del Veneto,
    alla notizia della sentenza della Corte Europea dei diritti
    dell’uomo di Strasburgo sulla famosa vicenda del crocifisso
    nelle scuole pubbliche: «Questa volta stiamo con convinzione
    dalla parte dell’Europa. Il crocefisso è un fatto di civiltà, di storia
    e d’identità popolare».
    «Il crocefisso – aggiunge Zaia - è un simbolo universale
    dei valori della cristianità, e come tale fa parte del patrimonio
    identitario e culturale delle nostre genti».
    Per Carolina Lussana Vicepresidente del Gruppo della Lega
    Nord alla Camera, «il crocifisso, come ha più volte ribadito
    la Lega, oltre che un simbolo religioso è un simbolo culturale
    che rappresenta l’identità cristiana della civiltà occidentale.
    Sono stati sconfitti - conclude Lussana – coloro che volendo
    impedire l’esposizione del crocefisso volevano minacciare
    la difesa della nostra identità cristiana e minare così le nostre
    radici culturali».
    «La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo
    sull’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle aule
    delle scuole pubbliche è una scelta di buonsenso
    che riavvicina l’Europa ai cittadini», è il commento
    del deputato della Lega Nord, Massimo Polledri:
    «È stata una decisione rispettosa delle nostre radici,
    un provvedimento che sarà vantaggioso per tutti,
    perché un’Europa senza valori è un’Europa debole».
    Euforico anche Mario Borghezio: «La pronuncia
    della Grande Chambre della Corte di Giustizia dei Diritti
    dell'Uomo di Strasburgo premia la nostra strenua
    battaglia in difesa del Crocifisso.
    Questa buona novella giunge quanto mai a proposito
    nel bel mezzo di una sarabanda di stucchevole
    retorica risorgimentale, dato il carattere apertamente
    anticattolico e, a tratti, quasi cristianofobico di molti
    fra i padri - palesi ed occulti- del risorgimento.
    Ci vorrebbe - conclude l’eurodeputato del carroccio –
    Il tratto maestro di Guareschi per raffigurare la stizza
    di questi risorgimentalisti fanaticamente mangiapreti».



  3. #3
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    «Il crocefisso – aggiunge Zaia - è un simbolo universale dei valori della cristianità, e come tale fa parte del patrimonio identitario e culturale delle nostre genti».

    Per Carolina Lussana Vicepresidente del Gruppo della Lega
    Nord alla Camera, «il crocifisso, come ha più volte ribadito
    la Lega, oltre che un simbolo religioso è un simbolo culturale
    che rappresenta l’identità cristiana della civiltà occidentale
    ».
    Sciocchezze. Il simbolo universale della cristianità è la croce, non il crocifisso.
    Il crocifisso è un simbolo soltanto dei cattolici, ed il suo uso si è diffuso dalla Controriforma in poi. Fino alla Controriforma, l'immagine di Cristo in croce si trovava soltanto nei luoghi di culto, per lo più dipinto.
    L'uso di appendere sui muri la piccola croce di legno con la statuina del Christus patiens esiste solo nel mondo cattolico; e se fosse solo per ragioni di culto, passi pure.
    Ma questi barbagianni lo interpretano come un simbolo di lotta politica... ncav:
    Ultima modifica di Terrone; 23-03-11 alle 15:20

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Citazione Originariamente Scritto da Terrone Visualizza Messaggio
    Sciocchezze. Il simbolo universale della cristianità è la croce, non il crocifisso.
    Il crocifisso è un simbolo soltanto dei cattolici, ed il suo uso si è diffuso dalla Controriforma in poi. Fino alla Controriforma, l'immagine di Cristo in croce si trovava soltanto nei luoghi di culto, per lo più dipinto.
    L'uso di appendere sui muri la piccola croce di legno con la statuina del Christus patiens esiste solo nel mondo cattolico; e se fosse solo per ragioni di culto, passi pure.
    Ma questi barbagianni lo interpretano come un simbolo di lotta politica... ncav:
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Non so se siete d'accordo ma io credo che non si debba nè obbligare a metterlo nè obbligare a toglierlo. Questa è la vera laicità.
    uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Citazione Originariamente Scritto da Terrone Visualizza Messaggio
    Sciocchezze. Il simbolo universale della cristianità è la croce, non il crocifisso.
    Il crocifisso è un simbolo soltanto dei cattolici, ed il suo uso si è diffuso dalla Controriforma in poi. Fino alla Controriforma, l'immagine di Cristo in croce si trovava soltanto nei luoghi di culto, per lo più dipinto.
    L'uso di appendere sui muri la piccola croce di legno con la statuina del Christus patiens esiste solo nel mondo cattolico; e se fosse solo per ragioni di culto, passi pure.
    Ma questi barbagianni lo interpretano come un simbolo di lotta politica... ncav:

    ma cüntà mia sö bambosade


    chiese luterane - Cerca con Google

    LA CROCE E' IL SIMBOLO DI TUTTI I CRISTIANI
    (escluso i testimoni di geova, che è anche difficili definirli cristiani)
    Ultima modifica di sciadurel; 23-03-11 alle 19:07

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Citazione Originariamente Scritto da Terrone Visualizza Messaggio
    Il simbolo universale della cristianità è la croce, non il crocifisso.
    Dipende da cosa si intende per “cristianità”. Si può intendere l’insieme delle confessioni cristiane, ma si può anche intendere come sinonimo del periodo medioevale, antecedente alla divisione causata dalla riforma protestante(come Novalis nel suo Christenheit oder Europa).
    Il crocifisso è un simbolo soltanto dei cattolici
    Ma “cattolico” significa appunto “universale”, e la Verità non può che essere universale, anche se poi il cattolicesimo è stato storicamente recepito di più in alcune nazioni, delle quali ha forgiato l’identità culturale, piuttosto che in altre.
    ed il suo uso si è diffuso dalla Controriforma in poi.
    Cosa c’entra?
    Allora il tricolore, e lo stellone massonico, sono storicamente ancora più recenti, eppure sono considerati simboli dell’Italia…
    Ma questi barbagianni lo interpretano come un simbolo di lotta politica... ncav:
    Il crocifisso è anzittutto e fondamentalmente un simbolo religioso.
    Ma, poiché il cattolicesimo è pure fonte di civiltà, i suoi simboli sono suscettibili di diventare segni di identità culturale, sociale, civile, e pure politica.
    E questo fa rosicare moltissimo i barbagianni laicisti e anticattolici di tutte le risme…

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    Citazione Originariamente Scritto da cammarrone Visualizza Messaggio
    Non so se siete d'accordo ma io credo che non si debba nè obbligare a metterlo nè obbligare a toglierlo.
    Io sono d’accordo con le attuali norme, confermate dalle recenti sentenze della Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ne prescrivono l’esposizione nelle scuole e negli uffici pubblici.
    Questa è la vera laicità.
    La laicità può essere concepita in tanti modi, e alcuni la confondono con il laicismo, cioè con una ideologia avversa alle religioni in generale, e al cattolicesimo in particolare, che, nei casi migliori, vorrebbe imporre la riduzione della religione all’ambito strettamente privato, nei casi peggiori promuove le persecuzioni religiose.
    Una retta laicità riconosce la fondamentale positività del fenomeno religioso, e ammette la sua esplicazione anche nell’ambito pubblico. Inoltre riconosce l’importanza civile, culturale e identitaria delle diverse tradizioni religiose nell’ambito delle diverse nazioni. Ferma restando quindi l’eguaglianza civile di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro credenze religiose o non religiose, e il diritto alla libertà religiosa nei limiti del retto ordine pubblico, uno Stato non solo ha diritto di stipulare concordati o intese particolari con le varie comunità religiose, ma può anche valorizzare una religione che abbia concretamente contribuito in maniera preminente allo sviluppo storico, sociale e culturale della nazione.
    Per fare un esempio, è comprensibile che nelle nazioni islamiche siano presenti, nella simbologia pubblica o nelle bandiere, dei simboli islamici, o che alle cerimonie pubbliche siano presenti degli imam, purchè sia garantita l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e la libertà religiosa a tutte le religioni(cose che però raramente nei paesi islamici sono garantite….mentre nei paesi “cristiani”….a volte si ha l’impressione che i musulmani siano considerati individui privilegiati….).

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il crocifisso: le elites contro i popoli

    L'Austria fa da sé e si tiene il crocefisso
    di Marco Respinti
    Anche l’Austria ha avuto il suo caso dei crocefissi contestati nelle aule scolastiche, ma lo ha risolto qualche giorno fa in totale indipendenza. Dicendo che le croci cristiane ai muri delle scuole si possono appendere, che questo non viola la laicità dello Stato e che nessuno se ne deve sentire offeso, anzi. Il 16 marzo la Corte Costituzionale austriaca lo ha stabilito con una sentenza che tra l’altro chiarisce due princìpi fondamentali.
    Anzitutto essa riconosce che, accanto al diritto delle minoranze religiose a non essere discriminate, esiste pure il diritto della maggioranza a vedere tutelati positivamente i propri diritti.
    La suprema Corte lo afferma nettamente nel totale rispetto della distinzione fra Chiesa e Stato vigente in Austria: essendo la maggioranza dei bambini austriaci di religione cristiana - dice -, qualche diritto a vedere non discriminata in pubblico quest’appartenenza il popolo austriaco l’ha.
    In secondo luogo la Corte - che ha emesso sentenza due giorni prima dell’atteso responso di oggi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo - ha espressamente preso le distanze dal caso italiano, ovvero dal ricorso presentato dal nostro governo a Strasburgo e dal suo esito (qualunque fosse stato) proprio sostenendo che comunque la sentenza avrebbe riguardato l’Italia, non l’Austria, la quale Austria non ne viene dunque toccata. Peraltro l’Austria non è nemmeno uno di quei Paesi che alla Corte Europea aveva presentato ricorsi analoghi di solidarietà con il caso italiano. Per la Corte Costituzionale di Vienna, insomma, il diritto interno austriaco è pienamente sovrano e precede le decisioni di Strasburgo.
    La presenza del crocifisso nelle aule scolastiche austriache è del resto garantita da una legge del 1949, confermata dal Concordato tra Stato e Chiesa del 1962. Oltre all’eliminazione del crocefisso dalle pareti alcuni asili dell’Austria Meridionale avevano richiesto anche l’espunzione dal calendario scolastico di popolarissime feste religiose, per esempio quella di san Nicola, che negli asili viene celebrata con i piccolini nelle classi. Ricordando dunque che - lo afferma già la legge nazionale sugli asili - la partecipazione a tali momenti di festa scolastica è volontaria, la Corte Costituzionale ha respinto al mittente come inammissibile anche questa richiesta.
    La Bussola Quotidiana notiziario cattolico di opinione online: L'Austria fa da sé e si tiene il crocefisso


 

 

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