Questo articolo pubblicato sul sito del Predellino si presta a varie considerazioni non solo riguardo il percorso di Marine Le Pen e del Front National, ma anche circa le motivazioni di fondo della querelle italiana tra berlusconiani e finiani. Il punto di domanda è mio e capovolge l'assunto del Piscitelli: Ne è valsa davvero Le Pen? (F.)
Ma allora ne è valsa....Le Pen
È stata buona la risonanza mediatica dell'intervento in Italia di Marine Le Pen. Chi aveva descritto la figlia del leader storico del Front National come una sorta di variante femminile di "Ivan il terribile" (il grassone ultrà della Serbia) è stato smentito. Anzi si è smentito da solo, il che è ancora più bello.
di Alfonso Piscitelli
È stata buona la risonanza mediatica dell'intervento in Italia di madame Le Pen. Buona la risonanza, perché buona la sostanza. Chi aveva descritto la figlia del leader storico del Front National come una sorta di variante femminile di "Ivan il terribile" (il grassone ultrà della Serbia) è stato smentito. Anzi si è smentito da solo, il che è ancora più bello.
Notiamo con piacere l'articolo del Secolo d'Italia di mercoledì, che pur essendo stato concepito, in chiave prevalentemente nostrana, mostra l'aspetto interessante e anche complesso, sfaccettato della figura di Marine Le Pen.
Dunque, la donna che oggi guida la destra francese si mostra non ostile alla soluzione dei Pacs, dichiara che sarebbe difficile tornare a una legislazione punitiva dell'aborto, auspica l'emergere di un "Islam francese" euro-compatibile e non jihadista.
Nulla di scandaloso in queste affermazioni, che peraltro contribuiscono - insieme alle tesi forti sul controllo dell'immigrazione - a far volare nei sondaggi la figlia di Jean Marie. Le posizioni della Le Pen testimoniano che si può essere fermamente contrari alla immigrazione incontrollata anche senza ricadere nel cliché del destrorso troglodita.
E testimoniano soprattutto che esiste una terza via tra il destrorso troglodita e l'ex-destrorso col complesso di inferiorità e la smania di accettazione a sinistra. Quello per intenderci che ricicla slogan e argomenti da Pds anni Novanta . Qui ci fermiamo, altrimenti la polemica diventa infinita e sempre meno interessante.
Ovviamente è giusto ricordare che Marine Le Pen ha espresso tutto il suo disprezzo per le giravolte di Fini: evidentemente non si riferiva tanto al deteriorarsi dei rapporti tra Fini e Berlusconi, quanto al diverso atteggiamento tenuto nel corso degli anni dal presidente della camera nei confronti del leader della destra nazionale francese. Prima omaggiato, poi allontanato come un paria.
In ogni caso, storie vecchie. L'estremismo di Le Pen padre appartiene al passato, esattamente come i tatticismi "un po' a destra, un po' a sinistra" di Fli. Quello che assume importanza oggi è la capacità di elaborare un progetto di centro-destra che coniughi rigore assoluto nel controllo delle frontiere con una idea moderna e libertaria dell'Europa.
Per elaborare questo modello le culture politiche "popolari" e "nazionali" del continente devono dialogare tra di loro, revisionarsi, contaminarsi.
Marine Le Pen ha detto la sua. Bene hanno fatto coloro che hanno interloquito con lei, in nome della contiguità ideologica o anche della semplice curiosità politologica.
17 marzo 2011
http://www.ilpredellino.it/online/pr...-e-valsale-pen




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