da Repubblica.it:
TOKYO - Metà Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, è una spianata di fango che si estende per quattro chilometri. Sotto la melma coperta da cinque centimetri di neve giacciono oltre diecimila dispersi.

Corpi e arti, impastati con ogni genere di detrito, affiorano fino al punto in cui lo sguardo si spinge, come fili d'erba in una prateria. I sopravvissuti non hanno tempo e forza per cercare di recuperarli. Migliaia di individui, mossi dalla notte e dai fiocchi, fuggono da Sendai verso le prefetture più a sud, o a occidente, verso le montagne. Camminano lungo il bordo della strada sconvolta e chiedono un passaggio ai profughi che sono riusciti a trovare un'auto intatta e un po' di benzina.

Giunti all'interno, dove l'onda dello tsunami non ha colpito, bussano alle case che hanno resistito alle scosse. Chiedono cibo, acqua, un posto caldo dove stare per qualche ora. L'allarme nucleare di Fukushima nasconde oggi il rischio di un'altra bomba che investe il Giappone: decine di migliaia di morti e dispersi ormai abbandonati nelle località distrutte, ma soprattutto centinaia di migliaia di superstiti in balìa di stessi e ormai allo stremo. Per cinquecento chilometri, tra Nodamura nella prefettura di Iwate e l'area metropolitana di Tokyo, un esercito di disperati e di terrorizzati è in fuga dalla fame e dal gelo, dal pericolo di un nuovo terremoto distruttivo e di un altro tsunami, dall'incubo del disastro radioattivo...


sembra il racconto della ritirata di Russia di Mario Rigoni Stern ed invece è la cronaca del Giappone di oggi... Come cambia l'umanità? l'umanità è ancora capace di interrogarsi su quanto la sua esistenza è davvero solo in balia degli eventi o se non sono anche le sue scelte a determinare gli eventi?