"Complimenti" ieri a Castelli per la difesa di Gheddafi.
Su Ballarò.
Uno può essere anche contrario alla guerra,ma da qui a difendere Gheddafi cene corre.
Vergognoso.


"Complimenti" ieri a Castelli per la difesa di Gheddafi.
Su Ballarò.
Uno può essere anche contrario alla guerra,ma da qui a difendere Gheddafi cene corre.
Vergognoso.


Sono convinto che con Gheddafi si possa parlare praticamente solo a suon di bombe. Non ho visto (Deo Gratias) Ballarò, ma mi chiedo cosa possa aver detto Castelli di così scandaloso.
Così, tirando a caso, posso immaginare cha abbia detto un paio di verità scomode.
Ovvero che è un satrapo, certo, ma che almeno i proventi delle estrazioni petrolifere li divide quasi in modo civile tra la sua popolazione (tant'è che nessun barcone di clandestini arrivato in Italia è composto da libici, ma piuttosto da tunisini, algerini, egiziani e genti dell'Africa nera).
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


1. gheddafi è indifendibile
2. la politica itagliota in Libia è sempre stata una porcheria
3. l'attuale intervento militare è una gran coglionata e creerà più problemi di quanto non si pensi di risolvere
Ultima modifica di sciadurel; 23-03-11 alle 13:00


LIBIA: VESCOVO TRIPOLI, CON GHEDDAFI C'ERA AMICIZIA,PERCHE'ORA LE BOMBE?
LIBIA VESCOVO TRIPOLI CON GHEDDAFI C ERA AMICIZIA PERCHE ORA LE BOMBE - Agenzia di stampa Asca
(ASCA) - Roma, 23 mar - Le bombe sulla Libia sono ''inutili'', ''una cosa assolutamente irragionevole'' che ''non serve a niente'', ''specialmente con questo Rais'' ''specialmente da parte dell'Italia''. Parola del vicario apostolico di Tripoli, mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, intervistato dal Corriere del Veneto, che si rammarica per la posizione italiana nei confronti del Colonnello: ''C'e' stata una lenta preparazione, si era arrivati a un rapporto che non dico bello, ma se non altro d'amicizia... Prima con lui ci firmi i patti d'amicizia e poi cosa fai? Bombardi. Ma cosa vuoi fare? Vuoi eliminare quello con cui hai firmato? Mi dici che lo fai perche' lui spara sui civili... Sara' anche vero, ma la soluzione della guerra e' assurda...''.
''L'Italia - ricorda ancora il presule - in questo rapporto era in prima linea e di punto in bianco cosa fa? Spazza via tutto''. Quanto alla sorte dei cittadini di Bengasi protagonisti della rivolta che stava venendo schiacciata con le armi dall'esercito del Colonnello: ''Si vorranno anche proteggere gli insorti, non dico di no, ma a me sembrava piu' logico provare con la via del dialogo'', ammette mons. Martinelli, ma ''l'Italia si doveva proporre come mediatore tra Gheddafi e chi protestava''.
Intervistato dall'agenzia vaticana Fides, lo stesso vicario di Tripoli ribadisce che ''non mi fanno paura le bombe, ma l'incapacita' di tentare un dialogo per trovare una soluzione pacifica''. ''Occorre - conclude il presule - raggiungere una tregua per fermare le violenze e le morti violente, poi cercare un dialogo tra le parti''.
Ultima modifica di Leghista; 23-03-11 alle 23:33


1. Gheddafi è un dittatore laico......come lo era Saddam, un dittatore che tiene buoni i fondamentalisti islamici (e fino a poco tempo fa si riprendeva i barconi carichi di clandestini)..........l'alternativa a lui è islamista. come per l'Iraq e la Somalia, come in Serbia!!!:giagia:
2. L'itaglia aveva sottoscritto un trattato di amicizia, puntualmente tradito......non è la prima volta..........:giagia:
3. L'attuale intervento militare indebolirà eni e favorirà total, exxon e bp........e riempirà i nostri cpt.......:giagia:
Ultima modifica di Leghista; 23-03-11 alle 23:41






La padania 23-3-11
Il saggio invito di Umberto Bossi a riflettere sulle conseguenze
Guerra senza voto in Parlamento, tradizione consolidata del Paese
GIUSEPPE REGUZZONI
Quello di iniziare una guerra senza il voto del Parlamento
E sull’onda di pressioni mediatiche sembra essere
una consolidata tradizione di questo Paese.
Dire, come ha fatto Bossi, che bisognerebbe riflettere
un po’ di più sulle possibili conseguenze di certe scelte,
è pura saggezza, in tutto e per tutto confermata dalla lezione
della storia.
La Prima Guerra Mondiale scoppiò perché l’Austria-Ungheria
aveva posto un ultimatum alla Serbia dopo l’assassinio
dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono.
Oggi si direbbe che si trattò della risposta a un vero e proprio
atto terroristico, condotto sotto la regia di un governo straniero,
in questo caso di quello serbo. Un po’ come se, ai nostri giorni,
il governo di un Paese arabo – lasciamo al lettore la scelta –
organizzasse l’assassinio del Vicepresidente degli Stati Uniti.
In quel momento – era il 23 luglio 1914 – il Regno d’Italia
era alleato con l’Austria e la Germania, ma proclamò
la propria neutralità.
Intanto, alla faccia del Trattato stipulato con Austria e Germania,
crebbero le pressioni interne per un intervento militare a fianco
di Francia e Inghilterra. Su questa posizione si collocarono,
rapidamente e con tutta la forza di cui disponevano, i grandi
mezzi di informazione allora esistenti – in testa il Corriere
della Sera. I Paesi (e le Logge massoniche) che avevano fatto
l’Italia chiamavano, e bisognava rispondere.
Dietro questo schieramento, che rimaneva del tutto minoritario,
c’erano quelli che oggi sarebbero chiamati i “poteri forti”,
ovviamente corroborati da massicce dosi di ideologia
e affarismo massonico.
Neutralisti rimasero, per questioni di principio, Cattolici
e Socialisti, vale a dire la stragrande maggioranza del Paese.
Contrario alla guerra era anche Giolitti, convinto che convenisse
essere prudenti perché in tal modo si sarebbe potuto ottenere
molto di più dall’Austria.
La svolta si ebbe il 26 aprile 1915, quando il ministro degli esteri
Sidney Sonnino, segretamente, e all’insaputa del Parlamento,
firmò il trattato di Londra, con cui il Regno d’Italia s’impegnava
a entrare in guerra a fianco dell’Intesa, in cambio di Trento,
Trieste e di non meglio precisate compensazioni coloniali.
Di mezzo c’era ancora quella cosuccia da nulla che si chiamava
Parlamento, eletto nel 1911 per la prima volta
a suffragio universale maschile.
A risolvere il problema ci pensarono Lorsignori,
con i soliti stratagemmi all’italiana.
Mentre proseguiva la campagna interventista del Corrierone
e della Fiat, Salandra, primo ministro, finse di dare le dimissioni.
Re Vittorio Emanuele III assegnò l’incarico a Giolitti
che, venuto a conoscenza del Patto di Londra, rifiutò.
Il Re respinse allora le dimissioni di Salandra, e conferì
poteri speciali al Governo. Fu così che il 24 maggio 1915
l’Italia si trovò in guerra con l’Austria-Ungheria, senza
alcun dibattito in Parlamento e contro la volontà del Popolo.
Nel novembre del 1916 il nuovo imperatore asburgico,
Carlo I [proclamato beato dalla Chiesa Cattolica
]
offrì all’Italia il Trentino in cambio di una pace separata, lasciando
anche intravvedere la possibilità di una cessione di Trieste,
una volta «verificati i reali sentimenti di italianità di quelle terre».
Sonnino ancora una volta rifiutò.
L’Italia ebbe 650.000 morti, molti dei quali assassinati
dalle decimazioni del generalissimo Cadorna e dal rifiuto
di assistere i prigionieri di guerra italiani, perché considerati
in blocco vili e disfattisti.
[furono assistiti solo dalla Chiesa, e non dal governo itagliano!
http://forum.politicainrete.net/1614691-post1.html ]
Alla guerra seguì la fine delle riforme giolittiane e l’avvento
al potere del Fascismo, con tutto quello che esso comportò,
sino alla Seconda Guerra Mondiale, per dichiarare la quale
non c’era più nessun Parlamento degno di questo nome...


Ultima modifica di Padus; 24-03-11 alle 17:06
Aspettando sulla riva del fiume il cadavere del mio nemico.


Wilders come Bossi: no intervento
Libia: Wilders, attenti a califfato
Libia: Wilders, attenti a califfato - - Libero-News.it
Roma, 25 mar. - (Adnkronos) - "Non vogliamo un califfato e per questo l'Occidente deve stare attento alle conseguenze possibili del suo intervento in Libia". E' il monito lanciato dal leader del partito della destra olandese Geert Wilders, presidente del Partito per la liberta', nel corso della Lettura annuale della Fondazione Magna Carta in corso presso la Chiesa di Santa Marta al Collegio Romano.
Wilders, che per le sue posizioni nettamente ostili all'Islam e all'immigrazione dai paesi islamici, vive blindato (e anche qui e' scortato da un dispositivo di sicurezza italo-olandese di un certo rilievo), ha ricordato "che la risoluzione 1973 dell'Onu prevede l'intervento anche dei Paesi arabi a protezone della popolazione civile in Libia ma finora io ne ho visti ben pochi. E comunque il mio partito, che e' fondamentale per la maggioranza di governo, ha votato contro questo intervento".