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    Predefinito Nucleare: il Sud deve dire NO

    L'Insorgente: Nucleare: il Sud deve dire NO

    I territori della penisola italica che vanno da Roma in giù sono, storicamente, territori a cui Dio (o chi per lui) ha donato uno splendido e costante Sole, un mare che costeggia i tre quarti delle terre, zone molto ventilate. In pratica, i territori meridionali sono i migliori AL MONDO per produrre energia solare, idroelettrica, eolica. A ciò, si potrebbe aggiungere anche l'energia termica, visto che il sottosuolo del Sud è notoriamente bollente; ed il petrolio della Lucania.
    In pratica: l'unica cosa che in un territorio sismico come il Sud non si può nè deve fare, è il nucleare. Costruire una centrale nucleare al Sud significa andare contro le più elementari norme di sicurezza. Val la pena ricordare che gli incidenti nucleari sono come gli incidenti aerei: rari, ma quando avvengono non lasciano scampo.

    I tedeschi, popolo che personalmente adoro, sono sempre stati molto attenti all'ambienta, all'Heimat (tanto è vero che i Verdi in Germania sono un partito molto grande ed importante), eppure hanno sul loro territorio, che è molto meno sismico del Sud, ben 16 centrali nucleari.
    Due studi diversi, del 2008 e del 2010, hanno portato a queste conclusioni:
    "Esaminando tutti i 16 impianti nucleari presenti sul territorio tedesco in relazione all'incidenza dei tumori tra i bambini è emersa una correlazione diretta tra il rischio di essere colpiti da leucemia in bambini con meno di cinque anni. I bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 76% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono almeno a più di 50 km." (Bundesamtes fur Strahlenschutz (BfS) - Childhood Cancer and Nuclear Power Plants);
    "La disparità nella nascita di maschi e femmine è aumentata a livello globale dopo i test di esplosioni atomiche nell'atmosfera, ed in Europa dopo il disastro di Chernobyl; c'è un aumento di tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari; la disparità nella nascita di maschi e femmine aumenta nei pressi di impianti nucleari in un modo che potrebbe essere associato al rilascio di radiazioni durante le operazioni di routine di tali impianti" (http://ibb.gsf.de/homepage/hagen.sch...foBonn2010.pdf ).
    A ciò si aggiunge il problema delle scorie radioattive, che è altamente sconsigliato stoccare in zone sismiche.
    Oggi, la Germania ha deciso di abbandonare il nucleare: non finanzia più la costruzione di nuove centrali e vuole arrivare a chiuderle tutte.
    Tutte le regioni del Sud devono allearsi e rispondere NO al nucleare, oltre a mettere sul tavolo progetti ed iniziative di politica energetica comune. Il Sud deve gestire autonomamente le proprie risorse naturali ed energetiche, e lo può fare solo quando TUTTE le regioni meridionali faranno voce grossa ed univoca!

  2. #2
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Vogliamo scommettere che le scorie e le centrali nucleari le metteranno al Sud?...iango:

  3. #3
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    già sono stati disposti a suo tempo, i siti di stoccaggio al sud....
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  4. #4
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    già sono stati disposti a suo tempo, i siti di stoccaggio al sud....
    Se non erro in Lucania ,vicino al mare. Come al solito nessun beneficio...anzi compromettendo l industria turistica , poichè credo che il sito non disti molto dallo Ionio.
    La musica cambia ma le parole rimangono le stesse :"Approfittate di noi...come non ne approfittate?"(da un testo di Mimmo Cavallo "siamo meridionali")

  5. #5
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Intanto vogliono fare un deposito unico nazione di scorie nucleari nella ex-centrale del Garigliano (Caserta)..

    Verdi denunciano: "attualmente l' unico sito pronto è quello dell' ex centrale atomica del Garigliano"

    "La moratoria del Governo sul nucleare - denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - non esclude, a detta degli stessi Ministeri per lo Sviluppo Economico e Ambiente, il deposito nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari.
    Ad oggi l' unico sito in cui sono sostanzialmente terminati i lavori della nuova vasca di contenimento enormemente ampliata rispetto alla precedente è quello del Garigliano in Provincia di Caserta già pronto per contenere materiale radioattivo. Un sito secondo noi inadatto e pericoloso ad ospitare ancora scorie nucleari e in cui è precluso da anni l' ingresso ed il controllo agli ambientalisti da parte della Sogin, la società che lo gestisce".
    "Ci opporremo con forza - conclude Borrelli - al fatto che la Campania per l' ennesima volta debba essere una regione a rischio ed esposta a pericoli per la salute dei cittadini ospitando il deposito nazionale di scorie nucleari sul proprio territorio".

    http://www.julienews.it/notizia/poli...olitica_0.html
    Ultima modifica di Il_Darth; 24-03-11 alle 12:06

  6. #6
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Citazione Originariamente Scritto da Il_Darth Visualizza Messaggio
    Intanto vogliono fare un deposito unico nazione di scorie nucleari nella ex-centrale del Garigliano (Caserta)..

    Verdi denunciano: "attualmente l' unico sito pronto è quello dell' ex centrale atomica del Garigliano"

    "La moratoria del Governo sul nucleare - denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - non esclude, a detta degli stessi Ministeri per lo Sviluppo Economico e Ambiente, il deposito nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari.
    Ad oggi l' unico sito in cui sono sostanzialmente terminati i lavori della nuova vasca di contenimento enormemente ampliata rispetto alla precedente è quello del Garigliano in Provincia di Caserta già pronto per contenere materiale radioattivo. Un sito secondo noi inadatto e pericoloso ad ospitare ancora scorie nucleari e in cui è precluso da anni l' ingresso ed il controllo agli ambientalisti da parte della Sogin, la società che lo gestisce".
    "Ci opporremo con forza - conclude Borrelli - al fatto che la Campania per l' ennesima volta debba essere una regione a rischio ed esposta a pericoli per la salute dei cittadini ospitando il deposito nazionale di scorie nucleari sul proprio territorio".

    Verdi denunciano: "attualmente l' unico sito pronto
    Che geni: fare un sito di stoccaggio in una terra sismica come la Campania... sono senza parole: ho solo maleparole!

  7. #7
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Per completare il post con cui ho aperto questo 3d...

    L'Insorgente: La forza energetica di un Sud autonomo

    A sentir parlare i padroni del vapore, siano essi politici settentrionali o politici meridionali al soldo dei potentati economici del Sistema Nord, la forza energetica dell'Italia può crescere solo tramite il ritorno all'energia nucleare. Il recente decreto approvato dal governo in data 3 marzo, il cosiddetto Decreto Romani (dal nome del ministro per lo sviluppo) subito ribattezzato "Ammazarinnovabili", ha sancito una volta di più che questo governo è ostaggio delle facoltose lobbies nucleariste. L'Italia deve tornare al nucleare, nonostante un referendum abbia sancito più di venti anni fa l'abbandono di questa pericolosa fonte di energia.
    Le ultime vicende in Giappone hanno spinto il Governo Berlusconi alla prudenza: una moratoria di un anno sul nucleare era ed è il minimo che si dovesse fare. Il problema, però, rimane: può l'Italia, una penisola soggetta a frequenti attività sismiche e bagnata per tre quarti dal mare, abbandonare l'energia solare, eolica, idroelettrica e termica, per ritornare al nucleare? Questa domanda ha una sola risposta: no, non può. E se mai si decidesse di rispondere "si", allora bisognerebbe spiegare dove si comprerebbero e quanto costerebbero l'uranio e il plutonio (visto che l'Italia ne è sprovvista), dove si costruirebbero le centrali nucleari (visto che la parte meridionale della penisola è universalmente ritenuta quella a più alto rischio sismico ed idrogeologico di Europa), dove verrebbero stoccate le scorie. Un programma energetico serio dovrebbe dire tutte queste cose, perchè le Regioni, anzi le Province ed i Comuni dovrebbero potersi esprimere.
    Facile profezia: la sindrome N.I.M.B.Y. (Not In My Back Yard, non nel mio giardino) porterebbe tutti i cittadini attualmente favorevoli al nucleare a dire "no, non lo voglio qui da me... fate la centrale lì". E così facendo, il nucleare fallirebbe de facto, oltre ad essere fallimentare per principio.

    In Germania, dove vi sono 16 centrali nucleari, due studi diversi, del 2008 e del 2010, hanno portato a queste conclusioni:
    "Esaminando tutti i 16 impianti nucleari presenti sul territorio tedesco in relazione all'incidenza dei tumori tra i bambini è emersa una correlazione diretta tra il rischio di essere colpiti da leucemia in bambini con meno di cinque anni. I bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 76% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono almeno a più di 50 km." (Bundesamtes fur Strahlenschutz (BfS) - Childhood Cancer and Nuclear Power Plants);
    "La disparità nella nascita di maschi e femmine è aumentata a livello globale dopo i test di esplosioni atomiche nell'atmosfera, ed in Europa dopo il disastro di Chernobyl; c'è un aumento di tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari; la disparità nella nascita di maschi e femmine aumenta nei pressi di impianti nucleari in un modo che potrebbe essere associato al rilascio di radiazioni durante le operazioni di routine di tali impianti" (http://ibb.gsf.de/homepage/hagen.sch...foBonn2010.pdf ).

    Per quanto concerne le rinnovabili, esse sono l'unica speranza... anzi, l'unica prospettiva energetica per il Sud. Ed il Sistema Nord lo sa talmente bene che ha spinto fortemente affinchè il decreto Romani fosse redatto ed approvato. Non basta il furto del petrolio lucano, per il quale alle popolazioni viene corrisposto un misero 7%. Non bastano i tagli del Decreto Romani, che mettono in ginocchio l'80% delle imprese che hanno investito nel fotovoltaico, la maggior parte delle quali sono al Sud. Non basta che il Governo abbia presentato ricorso alla Corte costituzionale chiedendo l'annullamento delle leggi regionali approvate da tre Regioni meridionali (Puglia, Basilicata e Campania) che vietano unilateralmente l'insediamento di impianti nucleari. Adesso il Sud deve diventare il luogo ove sperimentare il nucleare e ove stoccare le scorie.

    Vi sono anche studi recenti che dimostrerebbero come sia possibile sfruttare il moto delle correnti marine per produrre energia attraverso l’utilizzo di turbine sommerse. Per non parlare poi delle biomasse che, diversamente da quanto si dice , emettono un percentuale di CO2 in atmosfera assorbibile dalle piante senza alterare gli equilibri del nostro pianeta.
    Bisogna entrare nell'ordine di idee che il nostro pianeta ha un equilibrio energetico, ovvero produce e rilascia energia. Le scorie nucleari che, seppur inattive, producono energia, messe nel sottosuolo aumentano l’energia prodotta dalla terra, generando un eccesso di energia prodotta. Possiamo pensare che i continui assestamenti, terremoti e tsunami sono il modo che la Terra trova per bilanciare il proprio equilibrio energetico?


    Per questi motivi, tutte le regioni meridionali devono unirsi in una battaglia comune che conduca il Sud ad essere autonomo dal punto di vista energetico, in attesa di una autonomia politica di cui si sente sempre più la necessità e l'urgenza.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Nemmeno noi marchigiani vogliamo il nucleare e ci opporremo con tutte le forze.


    Una centrale nucleare a San Benedetto del Tronto ? - Ambiente Teramo - Abruzzo24ore.tv
    Uno studio del 20 marzo 2008, a firma del ricercatore del CNR Francesco Meneguzzo, esponente dei Verdi, volto ad individuare i siti dove poter eventualmente realizzare centrali nucleari, poi annunciate in numero di quattro dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi, indicherebbero come una delle possibili "location" la Riserva naturale della Sentina nei pressi di San Benedetto del Tronto, ai confini con l'Abruzzo.

    Secondo i criteri di distanza dalle aree più densamente popolate, il rischio sismico, il rischio alluvionale, il rischio di frana, le località più idonee per la realizzazione di piccole centrali da 800 megawatt sarebbero: Monfalcone (Go), Chioggia (Pd), Ravenna, Caorso (Pc), Trino (Vc), Fossano (Cn), Scarlino (Gr), Latina, Termoli (Cb), Garigliano (Ce), Mola (Ba), Scanzano Ionico (Mt), Palma (Ag), Oristano e appunto San Benedetto del Tronto. San Benedetto non figura invece nella seconda ipotesi che prevede la realizzazione di un numero inferiore di grandi centrali nucleari,da 1200 megawatt .

    Una lista, afferma lo stesso Meneguzzo che è stato "un esercizio tra amici, per di più di area ambientalista". Una lista fittizia, quindi, "ma non troppo lontano da quella vera - aggiunge Meneguzzo - visto che le caratteristiche necessarie a realizzare una centrale nucleare sono quelle".

    Il caso viene riproposto dal noto blogger Claudio Messora, che ha anche intervistato l'assessore alle politiche ambientali del Comune di San Benedetto Paolo Candicci che afferma: "Lo studio esiste, ma è puramente teorico. E' chiaro che il CNR ha fatto uno studio di fattibilità esclusivamente legato all'approvvigionamento di acqua, alla vicinanza di infrastrutture. Forse, ritengo che non abbia approfondito l'elemento qualificante di quell'area, che è una riserva regionale, che ha dei vincoli importanti, anche per cose molto più piccole di una centrale nucleare. E' quindi chiaro che in un contesto normativo di riferimento regionale e locale di questo tipo, le complicazioni per un intervento del genere sono notevoli. Questo solo per rimanere sotto l'aspetto formale, per non dire che non c'è quel consenso sociale sul nostro territorio che possa accettare o condividere l'installazione di una centrale di questo tipo. Nel novembre scorso una mozione che chiedeva al Consiglio Comunale di votare contro l'installazione di una centrale nucleare, contro la realizzazione di un deposito di scorie, contro il passaggio delle scorie nel nostro territorio è stata votata all'unanimità. Significa che è stata votata anche dall'opposizione, ovvero dagli stessi partiti che invece a Roma sostengono la necessità di tornare al nucleare".

    Per altri invece, questa lista non è per nulla attendibile, compresa la localizzazione di San Benedetto, e sarebbe nata nel clima (radioattivo) della campagna elettorale, " Dietro questa notizia - ha ben spiegato Massimiliano Orlando di info@consumatori - ci sono stati Ministri ( dell'allora governo di centrosinistra) che hanno depistato, giornali nazionali che non hanno verificato, candidati alle elezioni che ne hanno fatto argomento di campagna elettorale, blog che hanno confuso i lettori". Lo studio sarebbe stata solo una provocazione, commissionata da Fabio Roggiolani, consigliere regionale in Toscana tra le fila dei Verdi, con lo scopo di pungolare la cittadinanza sulla questione del nucleare. E soprattutto per trovare argomenti forti da spendere in campagna elettorale.

    Oggi però viene rilanciata l'ipotesi che San Benedetto resista nella "candidatura" ad ospitare una delle quattro centrali nucleari che il Governo intende realizzare, o anche un sito di stoccaggio delle scorie radioattive. Sarebbe utile fare chiarezza definitiva sulla vicenda. Verificare la notizia, capiteci, non è per nulla facile. Provateci voi a telefonare all'Enel o al Ministero, o addirittura a Silvio Berlusconi in persona per chiedere: "Scusate, per caso potreste dirmi dove volete fare le centrali?". Insomma, ci sembra opportuno girare l'impellenza ai parlamentari abruzzesi e anche alla politica regionale. Il presidente Chiodi al nostro microfono si è detto favorevole al nucleare, ma non alla realizzazione di centrali in Abruzzo. E se invece una centrale si realizzasse al confine della nostra regione? Comunque a pochi chilometri dalle case di migliaia di abruzzesi? Come la mettiamo?

  9. #9
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Citazione Originariamente Scritto da MarinaS Visualizza Messaggio
    Nemmeno noi marchigiani vogliamo il nucleare e ci opporremo con tutte le forze.


    Una centrale nucleare a San Benedetto del Tronto ? - Ambiente Teramo - Abruzzo24ore.tv
    Uno studio del 20 marzo 2008, a firma del ricercatore del CNR Francesco Meneguzzo, esponente dei Verdi, volto ad individuare i siti dove poter eventualmente realizzare centrali nucleari, poi annunciate in numero di quattro dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi, indicherebbero come una delle possibili "location" la Riserva naturale della Sentina nei pressi di San Benedetto del Tronto, ai confini con l'Abruzzo.
    A San Benedetto ?
    E il turismo ?
    San Benedetto vive di turismo ... sono pazzi

  10. #10
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    Predefinito Rif: Nucleare: il Sud deve dire NO

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    L'Insorgente: Nucleare: il Sud deve dire NO

    I territori della penisola italica che vanno da Roma in giù sono, storicamente, territori a cui Dio (o chi per lui) ha donato uno splendido e costante Sole, un mare che costeggia i tre quarti delle terre, zone molto ventilate. In pratica, i territori meridionali sono i migliori AL MONDO per produrre energia solare, idroelettrica, eolica. A ciò, si potrebbe aggiungere anche l'energia termica, visto che il sottosuolo del Sud è notoriamente bollente; ed il petrolio della Lucania.
    Infatti !
    abbiamo l'economia sconquassata ma grazie a Dio l'unica cosa che non ci manca è l'energia : IL SUD POTREBBE GIA' ESSERE AUTOSUFFICIENTE dal punto di vista energetico.
    Se poi aggiungiamo la possibilità dell'energia termica dei vulcani (c'è già un progetto per le solfatare di pozzuoli) l'energia la potremmo vendere.
    NON ABBIAMO BISOGNO DI ENERGIA ATOMICA !
    Ultima modifica di uqbar; 25-03-11 alle 13:08

 

 
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