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Rif: nostalgie
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primahyadum
Il concetto di “inferiorità” lo tiri fuori tu. Io parlerei piuttosto di estrema soggettività rispetto alle caratteristiche che informavano le opere del passato. In antico l’opera d’arte non costituiva una mera espressione dell’intimo contenuto dell’artista, ma aveva lo scopo, la funzione di veicolare un messaggio di verità oggettiva, fosse essa di tipo figurativo o magari sottile, metafisico, morale, teologico. Aveva cioè una funzione sociale: ecco il perché delle “scuole”, le quali insegnavano e tramandavano canoni precisi.
Oggi l’arte cosa rappresenta? Un mero strumento di espressione totalmente soggettiva svincolato da ogni scopo e regola, cosicchè si spaccia per arte qualunque bizzarria e qualunque contenuto proveniente dall’inconscio dell’artefice, fosse la cosa più astrusa dell’universo, la più cretina, basta che smuova le emozioini di un qualche astruso “critico”. E dunque non esiste più regola, né canone. Di più: non esiste barriera al peggio, al brutto, al laido, al deforme, allo sgradevole.
Eh?
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Rif: nostalgie
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Strangolatore di Dresda
Eh?
:piango: :15005:
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
primahyadum
Oggi l’arte cosa rappresenta? Un mero strumento di espressione totalmente soggettiva svincolato da ogni scopo e regola, cosicchè si spaccia per arte qualunque bizzarria e qualunque contenuto proveniente dall’inconscio dell’artefice, fosse la cosa più astrusa dell’universo, la più cretina, basta che smuova le emozioini di un qualche astruso “critico”. E dunque non esiste più regola, né canone. Di più: non esiste barriera al peggio, al brutto, al laido, al deforme, allo sgradevole.
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Niente di nuovo Papessa.... :giagia:
http://www.liceoberchet.it/netday00/...sposizione.jpg
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
primahyadum
:piango: :15005:
Oddio Papè pure te...ti metti a parlà co Strangugliatore di Arte....suvvia.. :D
Cosa ti aspettavi? :sofico:
Restando in 'tema' consiglio una lettura edificante:
http://www.francocenerelli.com/antologia/artenaz.htm
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Rif: nostalgie
Una delle più idiote convinzioni della cosiddetta "arte moderna" è quella di voler celebrare l'assioma - falso e ipocrita come questa società moderna - per cui "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace": una autentica cazzata galattica grazie alla quale si è fatto passare per opere d'arte tutti i tipi di schifezze possibili e immaginabili arrivando a presentare ad una Biennale di Venezia (e altrove) una merda d'artista in barattolo oppure , ultima demenziale cazzata di un 'genialoide' contemporaneo, lasciar morire di fame un cane legato a catena e presentare questo crimine in mostra come, appunto, un'opera d'arte moderna....
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
Ottobre Nero
:sofico: :sofico: :sofico:
la musichina d'accompagnamento è la cosa più bella....:giagia: :D
(Un giorno ti farò rivelare a me nel tuo vero sembiante di nazi senza maschere...sarà così che mi piacerai....) ;)
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
primahyadum
:sofico: :sofico: :sofico:
la musichina d'accompagnamento è la cosa più bella....:giagia: :D
(Un giorno ti farò rivelare a me nel tuo vero sembiante di nazi senza maschere...sarà così che mi piacerai....) ;)
In effetti la musichina merita :D
Un giorno Papè...un giorno...:)
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
Ottobre Nero
Una delle più idiote convinzioni della cosiddetta "arte moderna" è quella di voler celebrare l'assioma - falso e ipocrita come questa società moderna - per cui "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace"
E questo chi l'ha detto, il cuggino di Papessa?
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Rif: nostalgie
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Strangolatore di Dresda
E questo chi l'ha detto, il cuggino di Papessa?
Si vede che di arte te ne intendi davvero poco allora...:chefico:
E' il classico refrain dei critici d'arte contemporanea...:giagia:
Ti consiglierei di ascoltare almeno una volta qualcuno di quei presunti (lo sono purtroppo :sofico:) tele-imbonitori/critici d'arte su Telemarket quando cercano di vendere una qualsiasi opera (quadri,statue ma pure gioielli, argenti o ceramiche ...insomma tutto...purchè sia vendibile :giagia:)....
E se hai bazzicato una qualche galleria/esposizione o asta capiresti che il refrain non cambia di una virgola....
çà va sans dire....questa è la società moderna con tutti i suoi limiti (anche, soprattutto, quelli del buongusto in fatto di arte)
:ciaociao:
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Rif: nostalgie
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Originariamente Scritto da
primahyadum
Io penso che la creatività non sia morta, ma che inevitabilmente rispecchi la qualità umana che è sua fonte. Una pletora di uomini e donne mediocri genererà cose mediocri, inevitabilmente. Il mondo attuale è specchio dell'uomo come sempre è stato.
Noto invece che al giorno d'oggi non esistono più i canoni che vigevano nel passato: Oggi si apprezzano cose orride che un tempo nessuno avrebbe degnato di un'occhiata...ma il fatto stesso che si partoriscano cose orride è il sintomo di una orrificità interiore che non è più sbarrata, ma dilaga impunemente nella pubblica indifferenza. Ed è forse questa perdita delle barriere che costituisce il fatto più deleterio, a mio vedere. E' comunque una spia della strada imboccata dall'uomo postmoderno.
Pienamente d'accordo. Rimarrebbe un punto essenziale da capire, ma è assai difficile...cosa ci ha portato a questa mediocrità? O meglio (poiché sempre è l'uomo artefice del suo destino, non qualcosa di esterno): perché siamo diventati così mediocri, miseri culturalmente, massificati? Forse (parlo almeno dell'Italia, visto che siamo italiani) la cultura di massa, l'istruzione di massa, un malinteso senso della democrazia vista come omologazione ha portato questi risultati. Abbiamo scelto le comodità, il disimpegno, i beni di consumo, abbiamo fondato il nostro futuro sull'avanzamento sul lavoro, ci siamo chiusi nelle nostre case accettando passivamente le nuove tecnologie, usate assai più per lo svago che per la ricerca. Questo clima sociale ha portato allo scadimento culturale che innegabilmente viviamo. Anche perché lo sforzo individuale non è più visto come studio, ampliamento della propria coscienza, delle proprie vedute, bensì come applicazione rivolta ai modi di migliorare le proprie condizioni materiali. Ed ecco, ad esempio, la società delle tre I: Impresa, Inglese, Informatica...Eppure resto convinto che lo studio della Divina Commedia non possa tuttora dirsi tempo perso... :)