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Discussione: Propaganda

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    Predefinito Propaganda

    Propaganda: se la conosci la eviti

    25 marzo 2011 | Autore luca martinelli

    Che ci piaccia o no tutti, nessuno escluso, siamo condizionati dalla propaganda, e molto spesso quelle che consideriamo le nostre opinioni ci sono state in realtà costruite addosso da altri. I nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere le cose sono spesso il frutto di una manipolazione incessante, di cui non abbiamo alcuna percezione cosciente.
    La propaganda non è, come molti credono, qualcosa di vago e indefinito, ma si tratta di una vera e propria scienza, con leggi e regole ben scandite. Un manuale di istruzioni, che applicato scrupolosamente fa girare il motore. Una guida che, seguita passo passo, fa ottenere le migliori prestazioni da quel motore.

    E colui che ha scritto quel manuale, che viene scientificamente applicato a tutt’oggi, è considerato uno dei 100 uomini più influenti del XX secolo, anche se pochissimi lo conoscono.
    Stiamo parlando di Edward Bernays, il nipote di Sigmund Freud emigrato a New York verso la fine del 1800. Di origine ebraica, Bernays fu amico di Franklin Roosevelt e della First Lady, …
    … nonostante Felix Frankfurter, giudice della Corte Suprema – anch’egli di origine austro-ebraica – lo accusasse di essere “un avvelenatore professionista dei cervelli della gente”.
    Bernays è stato consulente dell’ufficio americano della propaganda durante la prima guerra mondiale, e ha dominato a lungo la scena della comunicazione in America. Le sue campagne sulla manipolazione dell’opinione pubblica ottennero sempre grandi successi, anche nei periodi di crisi come la grande depressione del 1929. Definito “il patriarca della persuasione occulta”, Bernays aveva compreso l’importanza dell’uso massiccio e spregiudicato dei media, che utilizzava per lanciare un prodotto, un candidato politico, o una causa sociale.
    Nel 1933 Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che il libro “Crystallizing Public Opinion”, pubblicato da Bernays nel 1923, fu utilizzato dai nazional-socialisti per le loro campagne politiche. I personaggi politici che hanno reputato indispensabili e fondamentali le tecniche sviluppate da Bernays abbracciano molte generazioni, e vanno da Adolf Hitler a George Bush, ma non solo; forse qualcuno si stupirà nell’apprendere che anche l’attuale presidente Barak Obama ha studiato a fondo l’opera di Edward Bernays.
    L’innovazione fondamentale di Bernays può essere riassunta in questa sua affermazione: “Controlla le masse senza che esse lo sappiano”.
    Inizialmente, Bernays studiò l’opera di Gustav Le Bon, “Psicologia delle folle”, pubblicata nel 1895. Opera di riferimento per molti uomini politici, fu meticolosamnete studiata anche da Lenin, Stalin, Hitler, e Mussolini. Quest’ultimo commentò: “Ho letto tutta l’opera di Le Bon e non so quante volte abbia riletto la sua Psicologia delle Folle. E’ un’opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno.”
    Cosa aveva rilevato Le Bon studiando le masse?
    E’ importante prima di tutto rilevare cosa intende Le Bon quando parla di “Folla Psicologica” al fine di non equivocare il termine “Folla” che ci fa pensare a un agglomerato di molte persone. Secondo Le Bon:
    “… L’assottigliamento della personalità cosciente e l’orientamento dei sentimenti e dei pensieri in un medesimo senso, primi elementi di una folla in via di organizzarsi, non sempre implicano la presenza simultanea di parecchi individui in un solo punto. Migliaia di individui separati, in un dato momento, sotto l’influenza di violente emozioni – un grande avvenimento nazionale per esempio – possono acquistare i caratteri di una folla psicologica. Un qualunque caso che li riunisca basterà allora perché la loro condotta subito rivesta la forma particolare agli atti delle folle. In certe ore della storia, una mezza dozzina di uomini possono costituire una folla psicologica, mentre centinaia di individui riuniti accidentalmente potranno non costituirla.””
    Ecco alcune considerazioni di Le Bon sulle folle:
    “… l’illusione risulta essere più importante della realtà…”
    “… nella storia l’apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà”. Le folle non si lasciano influenzare dai ragionamenti. Le folle sono colpite soprattutto da ciò che vi é di meravi-glioso nelle cose. Esse pensano per immagini, e queste immagini si succedono senza alcun legame.”
    Secondo le Bon quindi, per la folla, l’inverosimile non esiste e uno dei caratteri che essa ha è l’eccessiva suggestionabilità.
    “… La folla, per quanto neutra la si supponga, si trova spesso in uno stato di attenzione aspettante favorevole alla suggestione. La prima suggestione formulata s’impone, per contagio, a tutti i cer-velli, e stabilisce subito l’orientamento.”
    Le Bon asserisce che non c’è differenza tra un celebre matematico e il suo calzolaio. Può esserci un abisso in termini intellettuali, ma quando essi facciano parte di una folla (una folla può essere composta anche da cinque persone, non è il numero che conta), agiranno nello stesso modo e reagiranno emotivamente e non più con la ragione. Si verifica cioè un appiattimento verso il basso, perchè la ragione e il raziocinio vengono totalmente eliminati dalla folla.
    Edward Bernays in seguito ricombinò le idee di Le Bon e altri studiosi dell’argomento, come ad esempio Wilfred Trotter, con le teorie sulla psicologia elaborate dal celebre zio Freud, intuendo che la gente sarebbe stata sensibile a una manipolazione inconscia, basata sia sull’emotività, sia sull’uso massiccio di immagini simboliche.
    Bernays intuì con grande anticipo la potenza delle nuove tecnologie della comunicazione di massa, e concluse che una manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse potesse svolgere un ruolo importante in una società democratica. Chi fosse stato in grado di padroneggiare questo dispositivo sociale – pensava Bernays – avrebbe costituito un potere invisibile capace di dirigere una nazione:

    E’ scioccante leggere le seguenti parole scritte nel 1929 da Bernays, perchè non sono soltanto il frutto di un’idea che si può condividere o meno; egli infatti dimostrò la realtà di tali affermazioni con le sue campagne, ed è per questo che i suoi servizi vennero richiesti da diversi politici e da svariate multinazionali, facendo dei suoi manuali la vera e propria Bibbia per tutte le generazioni future.
    Dal libro “Propaganda” di Edward Bernays (1929) leggiamo:
    Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone …Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese.”
    Bernays applicò con tale successo le sue leggi da impressionare, come abbiamo detto, generazioni di uomini politici che studiarono meticolosamente la sua opera ma non solo; essendo considerato anche l’inventore delle relazioni pubbliche diede origine alla figura professionale dello Spin-Doctor e le regole da lui scritte vengono applicate oggi dalla politica alla pubblicità ad ogni ambito sociale e di comunicazione mediatica.
    Una delle più famose campagne mediatiche intraprese da Bernays, che modificarono profondamente le opinioni e le credenze popolari, è diventato uno dei più tradizionali simboli dell’emancipazione femminile: la donna che fuma. Nel secolo scorso questo fu un atto di sfida e di affermazione della propria indipendenza verso una società benpensante, che non aveva alcuna intenzione di riconoscere alla donna la parità dei diritti.
    Ben poche femministe sanno che quella del “diritto al fumo”, fino ad allora riservato ai soli uomini, non fu affatto una ribellione spontanea delle donne, ma il risultato di un’operazione mediatica su larga scala, concepita e orchestrata da Edward Bernays, che aveva ricevuto l’incarico dalla “American Tobacco Company”.
    Nel 1929 Bernays organizzò a New York la fiaccolata della “brigata delle libertà”, durante la quale fece sfilare decine e decine di ragazze che fumavano ostentatamente di fronte ad un pubblico allibito. La stampa – previamente avvisata da Bernays – riportò l’episodio a nove colonne, suscitando nella nazione un enorme impatto emotivo: associando un concetto nobile come “Libertà” ad uno ribelle come “Brigata”, Bernays aveva creato un nuovo concetto che colpiva dritto al cuore l’immaginario popolare.
    Migliaia di donne iniziarono a emulare le ragazze newyorchesi della sfilata; il messaggio era stato recepito chiaramente: “chi era anticonformista e indipendente non poteva non fumare”. In pochi mesi la Chesterfield triplicò le vendite, e molti anni dopo la Philip Morris, memore di quell’evento, sfruttò lo stesso concetto inventando il cowboy della Marlboro per pubblicizzare le sue sigarette. Per capire a fondo la portata di tale operazione non va dimenticato che anche nel nuovo millennio, nei paesi in via di sviluppo, la sigaretta continua ad essere l’emblema dell’emancipazione femminile.
    Ma Bernays non si fermò qui; successivamente lavorò in collaborazione con l’AMA (Associazione Medici Americani), per produrre ricerche scientifiche che dimostrassero che il fumo fa bene alla salute. Perchè questo era stato deciso che venisse ufficializzato.
    Da allora è diventata prassi per le multinazionali finanziare ricerche scientifiche al fine di confermare la bontà dei prodotti che progettano di vendere; a questo proposito Bernays suggeriva che vi fosse sempre una terza parte, indipendente, che garantisse la credibilità del prodotto o dell’immagine da promuovere.
    Se ad esempio oggi la General Motors dicesse che il riscaldamento globale è una bufala inventata dagli ambientalisti, la gente avanzerebbe subito dei sospetti sulle motivazioni che la spingono a fare queste dichiarazioni, visto che la sua fortuna è costruita sulle automobili; se però un qualche istituto di ricerca indipendente, chiamato ad esempio “Alleanza per il clima globale”, pubblicasse un rapporto scientifico in cui si afferma che il riscaldamento globale è in realtà una storia inventata, la gente sarebbe già più confusa.
    Ecco perchè Bernays mise in piedi una quantità impressionante di istituti e fondazioni, finanziati in segreto dalle stesse industrie i cui prodotti dovevano venirne valutati, per garantirne la qualità. Fu così che questi istituti sfornarono una moltitudine di rapporti scientifici, che poi la stampa rendeva pubblici, aiutando a creare l’immagine positiva del prodotto da lanciare.
    Un altro esempio è la tradizionane colazione americana con uova e bacon, che non è affatto una tradizione: fu un’altra creazione di Bernays, commissionata dai produttori di pancetta; pochi ricordano infatti che prima del 1924 in America si faceva colazione con toast e caffè; fu questa un’altra dimostrazione delle teorie freudiane applicate alla psicologia delle folle.
    Bernays inoltre stupì, lasciando un segno permanente, il mondo degli affari statunitense, per la sua capacità di controllare l’opinione pubblica su larga scala quando, assieme a Lippman e su commissione del Presidente Woodrow Wilson, fece una campagna tesa a spingere l’opinione pubblica ad accettare l’entrata nella prima guerra mondiale, a fianco della Gran Bretagna, in un momento in cui la stragrande maggioranza del popolo americano era del tutto contraria al coinvolgimento bellico.
    In soli sei mesi Bernays sovvertì completamente l’idea avversa della gente verso l’entrata in guerra, provocando una mastodontica ondata di isteria anti-tedesca, che impressionò profondamente (tra gli altri) anche Adolf Hitler, che sarebbe diventato un profondo conoscitore della sua opera.
    Scrisse Bernays nel suo saggio “L’ingegneria del consenso” (1928):
    “Se capisci i meccanismi e le logiche che regolano il comportamento di un gruppo, puoi controllare e irreggimentare le masse a tuo piacimento e a loro insaputa”
    Le idee di Edward Bernays cambiarono il vecchio concetto che prevedeva:
    Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Soddisfazione dei Bisogni
    Nel più articolato e antitetico:
    Manipolazione dell’opinione pubblica – > Creazioni di Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Controllo
    Quella che segue è una lista di “credenze popolari” che sono state inculcate nelle masse utilizzando le tecniche di persuasione e controllo descritte da Bernays. Questo elenco di luoghi comuni, di cui riportiamo i più eclatanti, è apparso in uno studio pubblicato da Russ Kick:
    * I medicinali ridanno la salute.
    * La vaccinazione rende immuni.
    * Gli americani sono le persone nello stato di salute migliore.
    * La gravidanza è una condizione medica molto seria
    * L’HIV è la causa dell’ AIDS.
    * Il fluoro nell’acqua dell’acquedotto protegge i tuoi denti.
    * La vaccinazione anti-influenzale previene l’influenza.
    * I dolori cronici sono una naturale conseguenza dell’età.
    * La soia e la più salutare sorgente di proteine.
    Per costruire queste illusioni sono stati spesi miliardi di dollari, grazie ai quali oggi milioni e milioni di persone la pensano allo stesso modo.
    In “Trust Us, We’re Experts” Stauber e Rampton hanno raccolto una serie di dati che descrivono la scienza della creazione dell’opinione pubblica in America. Ecco alcuni assiomi scaturiti dalla nuova scienza delle PR:
    * La tecnologia è in se stessa una religione.
    * Se la gente è incapace di formulare un pensiero razionale, la vera la democrazia è pericolosa.
    * Le decisioni importanti dovrebbero essere lasciate agli esperti.
    * Riformulando argomenti stai lontano dalla sostanza; crea delle immagini.
    * Non affermare mai chiaramente un bugia dimostrabile.
    Le parole stesse vengono selezionate in base al loro impatto emozionale, ma questo merita una trattazione a parte, perchè nelle nuove scienze delle PR sono entrate prepotentemente le tecniche di controllo mentale, che sfruttano le basi della psicologia e le linee guida di Bernays con le tecniche dell’illusionismo.
    Immagine, simbologia, parole e perfino musica e suoni. Cinema e televisione hanno un potere enorme (esteso ora a tutta l’industria dell’intrattenimento, compreso i moderni videogiochi) in quanto hanno la capacità di ricombinare tra loro tutti questi elementi.
    Sono molti gli esempi di uso politico del potere della musica, utilizzata come strumento psicologico di persuasione di massa. Non è un caso che durante la seconda guerra mondiale la BBC proibisse la messa in onda della musica di Wagner, utilizzata invece in modo mirato e massiccio dal nazismo, o che la sigla di apertura della nota emittente fossero le note basse che richiamavano la celebre apertura della Quinta di Beethoven.
    A questo proposito è interessante leggere dal libro di Matteo Rampin: “Tecniche di controllo mentale”:
    ”…Secondo Adorno, la musica crea “Riflessi Condizionati” che riguardano l’inconscio. La musica da camera nel suo filone tedesco è legata alla “Forma Sonata”, tipica creazione della società normativa aristocratica e poi borghese, la cui componente agonistica (due temi musicali che si scontrano) deriva dalla struttura concorrenziale della società borghese: chi ascolta tale musica assimila inconsciamente queste strutture fondanti. Si codifica un modo di ascoltare musica classica disciplinato, senza battere i piedi, in silenzio assoluto, che è parte di una educazione alla “staticità”.
    Se la musica produce un’educazione alla postura dei corpi, e una loro modificazione, è interessante chiedersi quali effetti avrà nel tempo l’abitudine contemporanea di ascoltare la musica in maniera autistica, mentre si lavora, si cammina, si studia, attraverso cuffie individuali e dispositivi portatili – un’altra possibilità di sottoporsi al bagno acustico ininterrotto che sembra essere il desiderio di molti”.
    Sempre Rampin sottolinea come l’utilizzo del sistema “Sensorround” nel film “Terremoto” (di Mark Robson, 1974) abbia proposto frequenze inferiori a quelle percepibili dall’orecchio umano (16 Hertz), in modo da traumatizzare profondamente molti spettatori, senza che questi ne sapessero il motivo. La ragione è semplice, e viene spiegata in “Catastrophe, The end of the cinema” (Annan D. 1975): “una delle tecniche più utilizzate nella guerra psicologica e nel lavaggio del cervello era arrivata in aiuto al filone dei film catastrofici.”
    Tornando al cinema e alla televisione, fu Eisenstein a sostenere che gli elementi di una singola ripresa possono essere pensati in modo matematico, al fine di produrre uno shock emozionale. Ed è indubbio, come afferma Rampin, che il cinema abbia modificato profondamente la cultura, la percezione, e probabilmente la struttura mentale di miliardi di individui, risultando in una visione della realtà che non è paragonabile a quella di chi ha vissuto senza essere esposto all’incantesimo del cinema.
    E mentre un film dura circa due ore, la televisione è di fatto “continua”. J. Monaco ci ricorda infatti che l’elemento base della televisione è la serie:
    “Non ci sintonizziamo per scoprire cosa succede (perchè in generale succedono sempre le stesse cose) ma per passare del tempo in compagnia dei personaggi. La maggioranza del pubblico non guarda uno spettacolo specifico ma guarda la televisione.
    Esiste nel nostro spazio, nel nostro tempo, e diventa parte della nostra realtà, prosciuga la conversazione di una famiglia. Distrugge il tempo. Rimpiazza i genitori (o i figli), i mariti (o le mogli). Per molti di noi, vive al nostro posto.”
    Quanto trattato finora è solo la punta di un immenso iceberg, nel quale ciascuna delle tematiche presentate meriterebbe una trattazione a parte. Lo scopo era semplicemente quello di sollecitare l’interesse verso il tema della propaganda, il cui studio approfondito resta il modo migliore per immunizzarsi, o perlomeno difendersi, dai suoi effetti più devastanti.
    Potrebbe anche essere interessante, dopo aver letto il libro “Propaganda” di Edward Bernays, visitare il sito di Barak Obama, per verificare di persona come vi siano presenti, ed applicate con efficacia, tutte le sue regole più fondamentali.

    Federico Povoleri (Musicband)

    Propaganda: se la conosci la eviti | STAMPA LIBERA
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Propaganda

    Il Tavistock

    Tavistock Institute, 30 Tabernacle Street, London
    di Luciano Gianazza
    Pochi sanno quanto il Tavistock Institute ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita.
    Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall’esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla I guerra mondiale. Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell’Ufficio della Guerra Psicologica dell’Esercito Britannico, il "punto di rottura" dell’uomo in condizioni di stress.
    Tavistock sviluppò le tecniche del lavaggio del cervello di massa che furono usate per la prima volta sui prigionieri americani della guerra in Corea.
    I suoi esperimenti con i metodi di controllo delle masse sono stati ampiamente usati sui cittadini americani, un subdolo e oltraggioso attacco alla libertà per mezzo di psicologia applicata ad aree di territorio circoscritte.
    Nel 1932, un rifugiato politico tedesco, Kurt Lewin, diventò il direttore del Tavistock Institute, e un anno dopo andò negli Stati Uniti sempre come "rifugiato", in realtà il primo di molti infiltrati, e fondò la Clinica di Psicologia di Harvard, da dove fu originata la campagna di propaganda per orientare i cittadini americani contro la Germania e coinvolgere l’America nella II Guerra Mondiale.
    Nel 1938 Roosevelt fece un accordo segreto con Churchill che permetteva al Consiglio Esecutivo per le Operazioni Speciali inglese di controllare l’indirizzo politico degli Stati Uniti, in pratica cedendo la sovranità del popolo americano all’Inghilterra.
    Per mettere in pratica questo accordo Roosevelt inviò il generale Donovan a Londra perché venisse indottrinato prima di istituire l’OSS (l’attuale CIA). La CIA da sempre opera secondo le direttive impostate dal Tavistock Institute. Il Tavistock Institute ha originato il bombardamento di massa sulla popolazione civile tedesca ordinato da Roosevelt e da Churchill, come mero esperimento di terrore di massa, mantenendo le registrazioni dei risultati come se si stesse osservando delle "cavie" in "condizioni di laboratorio controllate".
    Tavistock oggi
    Nel 1947 il Tavistock Institute ha assunto la sua forma definitiva e d’allora è una organizzazione indipendente che cerca di abbinare, alla pratica professionale, la ricerca nell’ambito delle scienze sociali.
    I problemi che si incontrano nel porre in esistenza una istituzione, quelli inerenti alla sua struttura organizzativa e alle varie modifiche, vengono esaminati dal Tavistock Institute in ogni settore — governo, industria, commercio, assistenza sanitaria, assistenza sociale, educazione ed istruzione, ecc. — a livello nazionale ed internazionale e i suoi clienti si estendono dai piccoli gruppi di comunità fino alle multinazionali.
    Un’area in crescita è lo studio di nuovi programmi sperimentali particolarmente nel campo della salute, dell’educazione e nello sviluppo di comunità.
    Ci sono tre elementi che rendono insolito, se non unico, il Tavistock Institute:
    1. è indipendente per il fatto che si auto-finanzia, con nessun supporto dal governo o da altre fonti
    2. essendo orientato alla ricerca si pone fra, ma non inserito, il mondo accademico e l’ambito della consulenza
    3. i campi di suo interesse includono l’antropologia, l’economia, i comportamenti delle organizzazioni, le scienze politiche, la psicoanalisi, la psicologia e la sociologia.
    L’ideologia delle Fondazioni americane è stata creata dal Tavistock Institute. L’istituto iniziò occupandosi della "scienza del comportamento" seguendo le linee Freudiane del "controllo" degli esseri umani diventando il centro mondiale dell’ideologia delle fondazioni. Il raggio di azione dei suoi network ora si estende in tutto il mondo e comprende le diverse fondazioni, istituti di ricerca e di ogni altro genere, università, servizi segreti, multinazionali, per citarne alcuni, la lista è molto lunga.
    Al personale di molte multinazionali è richiesto che si sottoponga all’indottrinamento fornito da uno o più istituti fra quelli controllati da Tavistock.
    Rammollire l’individuo
    Tutte le tecniche delle fondazioni americane e di Tavistock hanno un unico scopo: stroncare la forza psicologica di un individuo e renderlo debole, impotente e controllabile.
    Qualsiasi tecnica che induce al crollo dell’unità familiare e dei principi morali che una famiglia può dare ai suoi membri, viene usata dagli scienziati di Tavistock come arma di controllo di massa.
    I metodi della psicologia Freudiana comportamentale inducono disturbi mentali permanenti destabilizzando il carattere di chi si sottopone a quei trattamenti.
    Alle vittime viene poi raccomandato di "instaurare nuovi rituali di interazione personale", che significa indulgere in brevi rapporti sessuali che realmente lasciano i partecipanti alla deriva senza stabili relazioni sociali nella loro vita.
    Il Tavistock Institute ha sviluppato un potere così grande negli Stati Uniti che nessuno riesce ad ottenere un posto di rilievo in qualsiasi campo se non è stato addestrato nella scienza comportamentale a Tavistock o in uno dei suoi centri consociati. Praticamente non c’è campo, da quello dell’istruzione a quello della salute, che non sia sotto l’influenza di Tavistock.
    C’è un denominatore comune che identifica tutte le strategie di Tavistock: l’uso di droghe.
    L’infame programma della CIA denominato MK Ultra causò parecchi morti. Durante il programma a degli ufficiali della CIA fu somministrato LSD, a loro insaputa. Il Governo americano ha dovuto pagare milioni di dollari ai familiari delle vittime ma i colpevoli non furono mai incriminati. Il risultato di tale esperimento fu la "contro cultura" del LSD degli anni ‘60, "l’amore libero" e la "rivoluzione studentesca", che fu finanziata con 25 milioni di dollari dalla CIA. Tutte le registrazioni degli esperimenti sono state distrutte dal capo del MK Ultra.
    La CIA condusse anche esperimenti in Canada e pagò il Dr. Herbert Kelman per svolgere ulteriori esperimenti di controllo mentale. Negli anni ‘50 versò moltissimo denaro al presidente dell’Associazione degli Psicologi Canadesi (CPA) per dare a 53 pazienti del Royal Victorian Hospital di Montreal, forti dosi di LSD e perché registrasse le reazioni che avvenivano. Per settimane i pazienti ricevettero dosi di LSD mentre dormivano seguite da elettroshock e comandi ipnotici.
    I programmi della CIA, preparati da Tavistock, hanno sempre conclusioni nefaste perché tutti gli sforzi dell’istituto sono diretti a causare crolli ciclici in diverse aree geografiche.
    Oggi il Tavistock Institute opera con un network di Fondazioni, raccogliendo fondi per oltre 6 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, pagati dai contribuenti. Il suo operato si estende al mondo intero, compreso la piccola Italia. 10 grandi istituzioni sotto il suo diretto controllo con altre 400 succursali, 3000 altri gruppi di studio nei soli Stati Uniti, e altri istituti di ricerca danno origine a programmi di diverso genere per promuovere il controllo delle masse e le scienze comportamentali.
    Ci sono istituti e fondazioni di fama mondiale controllati direttamente o indirettamente, anche se il legame spesso non è facilmente riconducibile a Tavistock, ed è necessario seguire il filo d’Arianna attraversando lussuosi corridoi ed uffici per scoprire i due estremi della linea che collega le varie istituzioni.
    Uno di questi è il MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY (MIT), quasi tutti pensano che sia un’Istituzione puramente americana, ma non è così.
    Puoi comprendere il potere di Tavistock dal potere delle istituzioni stesse da esso controllate.
    Alcuni clienti del MIT sono:
    American Management Association
    Il Comitato per lo Sviluppo Economico
    GTE (General Telephone Electronics)
    L’Istituto per l’Analisi della Difesa (IDA)
    NASA
    L’Accademia Nazionale delle Scienze
    Il Concilio Nazionale delle Chiese
    Sylvania
    TRW (uno dei maggiori produttori di apparecchiature per l’industria ed il governo americano incluso per i servizi di informazione, aerospaziali, militari.)
    L’Esercito degli Stati Uniti
    Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
    La Marina degli Stati Uniti
    Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti
    Volkswagen
    Si possono aggiungere la Fondazione Rockfeller e l’istituto Carnegie e altre ad essi correlati, sono davvero tanti, ma lo scopo di tutto questo si riassume in poche parole: "Controllo del comportamento di masse e individui."
    L’ente che possiamo considerare come il braccio destro di Tavistock è la Società per la Ricerca e lo Sviluppo, (Research And Development Corporation ) meglio nota con il suo acronimo RAND.
    La RAND controlla la linea di condotta politica degli Stati Uniti ad ogni livello. Specifica regolamentazione elaborata dalla RAND che diventa operativa include i programmi per i missili intercontinentali balistici, linee di condotta da tenere con gli stati esteri, i programmi spaziali, progetti sul nucleare, analisi delle industrie, centinaia di progetti militari, i programmi della CIA che utilizzano peyote e LSD e droghe più moderne per l’alterazione di stati mentali.
    Alcuni clienti americani della RAND, fra i molti, includono:
    AT&T (American Telephone and Telegraph Company)
    Chase Manhattan Bank
    IBM (International Business Machines)
    National Science Foundation
    Il Partito Repubblicano
    TRW
    L’Aeronautica degli Stati Uniti
    Il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti
    Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti
    Le tecniche usate, apparentemente diverse e dai differenti nomi si riassumono in questo: "Lavaggio del cervello".
    Gli operatori sono di solito psicologi, psichiatri, sociologi, esperti di droghe e altri personaggi esperti di de-programmazione. Tavistock ha addestrato psichiatri nelle tecniche di lavaggio del cervello che a loro volta le hanno esportate in università di diversi stati del mondo. Alcuni di essi si sono resi responsabili di aver programmato e diretto azioni di "pulizia etnica" e di terrorismo internazionale. Jovan Rascovich e Radovan Karadviz sono due psichiatri serbi addestrati nelle tecniche di Tavistock, ideatori della Grande Serbia e responsabili della "pulizia etnica" in Bosnia.
    Le tecniche del lavaggio del cervello di Tavistock giunsero anche all’Università Patrice Lumumba di Mosca che sfornò psichiatri che entrarono nelle file del terrorismo internazionale, molti dei quali leaders o consiglieri diretti di leaders di gruppi terroristici.
    Analizzando queste informazioni, si può comprendere che le tecniche del terrorismo e quelle di coloro che dichiarano di combatterlo hanno la stessa origine.
    La paura e il condizionamento
    Per poter condizionare esseri umani in massa è necessaria la paura come "catalizzatore", come "co-agente". Le persone spaventate accettano maggior controllo su se stesse, rinunciando alla propria sovranità in cambio di maggiore protezione. Quando delle persone, "rammollite" privandole dei valori etici e morali, hanno paura, diventano facilmente effetto di messaggi di qualunque genere, accettano soluzioni assurde come la pena di morte, la pulizia etnica o l’impiego di kamikaze come mezzi per ottenere pace e giustizia, aumentando il caos esistente e la richiesta di misure restrittive.
    Qualunque cosa i media dicano viene accettato come verità, quando è solo un testo preparato dalle agenzie di PR, che come fondamento ha solo la fantasia di chi l’ha scritto e la sua abilità di far sembrare bianco il nero. Un esempio di questo lo trovi negli spazi che vengono sempre più inseriti nei palinsesti delle varie TV dedicati agli "opinionisti".
    Facciamo un esempio per capire come funziona. Viene posto un quesito: "Si dovrebbe permettere la vendita di farmaci da banco anche nei supermercati?" Appaiono immagini di persone intervistate, scelte fra le più adatte, alcune a favore, altre contro, poi l’opinionista conclude dicendo che i pareri opposti si equivalgono (così non si da torto a nessuno) e che comunque è meglio che i farmaci rimangano in farmacia. Ma avrebbe potuto dire che è giusto che vengano venduti anche nei supermercati, tutto dipende da chi è il cliente rappresentato, le associazioni di farmacisti o quelle delle derrate alimentari.
    Io credo che la soluzione che verrà adottata sarà un compromesso fra i due potenti gruppi: i farmaci potranno essere venduti anche nei supermercati, ma in un’area confinata, come il banco del pane o del pesce, e al banco dei farmaci ci dovrà essere un laureato in farmacia che dovrà consigliare i clienti e che quindi si accerterà che non vi siano indebiti acquisti, ecc. Il tutto verrà fatto passare come un beneficio per chi compra, perché costeranno meno, essendoci concorrenza, e per i nuovi posti creati per impiegare i laureati in farmacia che non possono aprirsene una propria. Tutti, incluso governo, sindacati, le varie associazioni di consumatori, faranno bella figura, per lo meno fino a quando la maggior parte delle persone rimarrà convinta che i farmaci curino.
    Tavistock è strettamente legato con la psichiatria e l’industria farmaceutica, perché ha bisogno di entrambe le cose per attuare i suoi piani.
    Un clima di tensione genera ansietà e "depressione" e prontamente arriva l’aiuto del cartello farmaceutico con gli psicofarmaci, dando un’ulteriore spinta al degrado dell’umanità.
    La paura delle "gravi malattie" come cancri, tumori, Aids, pandemie ecc. viene utilizzata per spillare soldi "per la ricerca" per cure che ovviamente non verranno mai trovate, sia perché i presupposti sono errati, sia perché non c’è alcuna intenzione da parte della medicina e della ricerca ortodossa di farlo.
    I programmi per raccogliere fondi sono preparati in modo accurato a partire dalla campagna dì sensibilizzazione, la scelta del periodo (E’ Natale, siamo tutti buoni, Jingle bells, Jingle bells, ecc.) le emozioni da coinvolgere (compassione, speranza, paura). La maggior parte delle donazioni andrà all’industria farmaceutica e agli istituti da essi controllati che faranno la "ricerca", il resto per pagare tutto il carrozzone della rappresentazione, gli spettacoli abbinati, gli organizzatori, i conduttori delle varie trasmissioni e i benefits per chi ha collaborato affinché la festa riuscisse.
    La verità è che non occorrono nuovi farmaci (ovvero nuove combinazioni di sostanze tossiche), ma bisognerebbe educare le persone e portarle alla comprensione che i farmaci realmente non hanno mai guarito nessuno, a meno che per guarigione non si intenda repressione di sintomi o compressione di un tumore "con un po’ di chemio," facendo credere che il male sia regredito.
    Tavistock è un istituto molto particolare, non parteggia per una corrente politica o un’altra. Infatti, si trova un gradino al di sopra delle lotte di vario genere che affliggono il pianeta. Che vinca la destra o la sinistra, la Russia o l’America, la Cina o la Corea, o il terrorismo, a Tavistock non importa niente, l’importante è che ci sia instabilità, insicurezza e paura, condizioni necessarie per il condizionamento delle masse.
    Il Cambiamento
    Se ti stai domandando perché vi siano organizzazioni che si stanno dando un gran da fare al punto che tutto può sembrare fantascientifico, allora occorre qualche spiegazione in più.
    In natura niente è immutabile, tutto cambia. Le varie civiltà si sono formate e si sono evolute nella direzione impostata dalle regole formulate dai leader della comunità, fino a quando i principi su cui esse si fondavano sono stati mantenuti in esistenza. Quando al potere sono giunti individui prepotenti e disonesti, oltre che emeriti imbecilli come statisti, le civiltà sono decadute per poi estinguersi.
    Gli scienziati di Tavistock, ma non solo loro per fortuna, studiando il momento in cui le varie civiltà hanno iniziato il loro declino hanno rilevato che tale declino avviene quando gli individui non si attengono più ai principi che sono il sostrato stesso della civiltà.
    I principi sono punti di riferimento che permettono ad un individuo di orientarsi favorevolmente nella vita. Senza di essi un individuo è alla deriva, non sa più cosa è giusto o sbagliato e le sue azioni sono spesso basate su conclusioni che lo fanno cadere sempre più in basso, fino al punto che non può più rialzarsi.
    Gli esperti di Tavistock, e i loro colleghi che operano nelle migliaia di sedi degli istituti consociati sparsi in quasi tutto il mondo “occidentale”, applicando i fattori che sono causa di decadimento della società, provocano tramite i media, opinion leaders, agitatori di varia natura, eventi che portano a sostanziali cambiamenti favorevoli per i loro clienti, siano essi multinazionali o governi. In questo modo, stili di vita, che non possono condurre che verso la distruzione di chi li adotta, vengono introdotti per causare i cambiamenti voluti a favore dei clienti.



    In che modo e per chi un cambiamento verso la distruzione può essere desiderabile?
    Una guerra è favorevole per i fabbricanti e mercanti di armi, per le aziende che si occuperanno della ricostruzione, ecc. La falsa informazione sulla salute e sull’alimentazione, crea una popolazione ignorante e dalla salute in precario equilibrio, a favore dell’universo della salute e delle multinazionali delle derrate alimentari.
    Il risultato di quei cambiamenti indotti con la tecnologia di Tavistock, è una popolazione che riesce a differenziare sempre meno il vero dal falso e con diminuita capacità di valutare il vero valore delle cose.
    Tale popolazione accetterà, senza protestare molto, servizi scadenti, tassazioni elevate, trattamenti per malattie che in realtà sono progressivi avvelenamenti, riduzione di diritti ecc. Questo favorisce, per esempio, la facile vendita di prodotti scadenti di breve durata sul mercato, con immenso spreco delle risorse dei singoli cittadini a favore dei produttori di tali "beni". La qualità non è più una costante, ma un lusso.
    Per Tavistock il nemico è la verità in quanto le sue tecniche si fondano sulla menzogna. Tutte le operazioni e programmi che vengono portati avanti da individui addestrati a Tavistock o da altre istituzioni satelliti hanno un nobile intento apparente di aiuto e solidarietà, dietro al quale si nasconde quello vero: il malvagio intento di controllare il comportamento di ogni individuo a favore dei grandi interessi economici del pianeta.
    Conclusione
    A seguito di quanto hai letto nell’articolo, osserva i conduttori delle varie trasmissioni TV e dei vari TG e ti accorgerai che stanno vendendo per qualcuno, fosse anche solo per mezzo di un commentino buttato lì, apparentemente per caso. Ti ricordi la pandemia aviaria? Non ne parla più nessuno. Ma allora tutto il mondo dei media è entrato in movimento e ha fatto un bel can can. I governi hanno comprato milioni di dosi di vaccini, sono stati stampati manuali di sopravvivenza contro la pandemia, molte persone chiedevano in farmacia il "vaccino contro la pandemia, quella malattia lì degli uccelli". Ogni tanto veniva data notizia che il tale istituto di ricerca aveva trovato il vaccino contro il virus dei polli, e così via. Bene hai assistito all’attuazione di un programma elaborato con le tecniche di Tavistock. E non puoi non aver notato che alcuni direttori di telegiornali non si lasciano scappare l’occasione di raccomandare di vaccinarsi per l’influenza ad ogni momento.
    Oggi è necessario osservare e chiedersi, quando tramite i media viene sottoposto un affare vantaggioso che richiede la nostra approvazione, per chi sarà vantaggioso, come il passaggio dalla lira all’euro, tanto per fare un esempio….


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    Il Tavistock -
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Articoli interessanti (anche se mi sembra più credibile il primo che il secondo).

    Mia considerazione personale: l'uomo è un "animale sociale", quindi è naturalmente vulnerabile alla propaganda.
    Conclusioni amare:
    1. per riuscire a non farsi condizionare dalla propaganda bisogna essere degli "asociali"
    2. la democrazia è impossibile

    Molti in questo forum hanno come "mito" la Svizzera, e anche io sono d'accordo nel ritenere il loro sistema teoricamente fantastico; purtroppo, anche la democrazia svizzera (e quindi figurarsi autentiche barzellette come le democrazie presenti in USA, Francia, Olanda, Germania, GB, Spagna, Italia) soffre di questo problema: i super-ricchi controllano i mass-media e con i mass-media fanno pensare alla gente quello che vogliono loro (o quasi), col risultato che persino i referendum risultano pesantemente truccati, anche senza alcuna irregolarità di tipo formale.
    Ultima modifica di k21; 29-03-11 alle 18:55

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio
    Articoli interessanti (anche se mi sembra più credibile il primo che il secondo).

    Mia considerazione personale: l'uomo è un "animale sociale", quindi è naturalmente vulnerabile alla propaganda.
    Conclusioni amare:
    1. per riuscire a non farsi condizionare dalla propaganda bisogna essere degli "asociali"
    2. la democrazia è impossibile

    Molti in questo forum hanno come "mito" la Svizzera, e anche io sono d'accordo nel ritenere il loro sistema teoricamente fantastico; purtroppo, anche la democrazia svizzera (e quindi figurarsi autentiche barzellette come le democrazie presenti in USA, Francia, Olanda, Germania, GB, Spagna, Italia) soffre di questo problema: i super-ricchi controllano i mass-media e con i mass-media fanno pensare alla gente quello che vogliono loro (o quasi), col risultato che persino i referendum risultano pesantemente truccati, anche senza alcuna irregolarità di tipo formale.

    sulla Svizzera devo dissentire pesantemente: negli ultimi referendum (adesione all'Euro, minareti, tassazione federale, modifiche alla cittadinanza, ...) i cittadini Elvetici hanno votato CONTRO la propaganda dei media e il volere dell'establisment, nonostante alcune massicce campagne di indottrinamento che come quelle pro-europa durano da anni

  5. #5
    k21
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    sulla Svizzera devo dissentire pesantemente: negli ultimi referendum (adesione all'Euro, minareti, tassazione federale, modifiche alla cittadinanza, ...) i cittadini Elvetici hanno votato CONTRO la propaganda dei media e il volere dell'establisment, nonostante alcune massicce campagne di indottrinamento che come quelle pro-europa durano da anni
    Su alcuni referendum hanno votato pro media/establishment (per esempio, l'adesione all'ONU).
    Su altri la vittoria è stata ottenuta con percentuali tipo 52%, cioè quasi la metà si era fatta fregare.

    Poi va detto che non tutti i referendum vengono fatti per venire vinti, alcuni vengono fatti per far passare un'idea considerata "pazzesca" da tutti fino al giorno prima: così la prima volta fanno il referendum per abituare la gente all'idea, e magari 5/10 anni lo rifanno "seriamente".

    Comunque, pensi davvero che gli svizzeri alla lunga possano resistere alla propaganda (che anche tu ammetti esistere) ?
    Ultima modifica di k21; 29-03-11 alle 19:35

  6. #6
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    comunque non starei in apprensione per gli svizzeri : al momento se la stanno cavando.
    personalmente sono immune alla pubblicità. mi voglio confessare : quando berlusconi ha fondato forza italia alla fine del 1993 e subito dopo è uscita la propaganda con l'inno degli azzurri " e forza itaglia ..." coi paragoni calcistici e tutti i parafernalia connessi ho commentato : " chi vuoi che creda a queste corbellerie ?"
    di sicuro sono un pessimo pubblicitario, ma di sicuro sono immune.
    anzi nel corso del 1994 ho pensato : non c'è nessun leghista che possa far fuori quel tycoon ?
    la prima pulce che mi ha morso nel mio essere leghista, è stato quando, durante il governo Dini, non è stata fatta una legge che impedisse ai tipi come berlusconi di scendere in campo. qualche anno ancora e poi ho capito.

  7. #7
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    domenica 1 novembre 2009
    Berlino 1936, le vittorie di Owens, l'imbarazzo di Roosevelt


    Questa domenica Paolo Mieli presenta sul Corriere della Sera (leggi qui) il libro Le Olimpiadi dei nazisti. Berlino 1936, di David Clay Large, in uscita per Corbaccio. Secondo la vulgata, ripresa dallo stesso Mieli, le quattro medaglie d'oro (cento e duecento metri, salto in lungo, staffetta 4x100) vinte all'Olympiastadion di Berlino dall'americano di colore Jesse Owens, "provocarono grande stizza in Adolf Hitler il quale, secondo i resoconti dell'epoca, non volle in alcun modo congratularsi con lo sportivo afroamericano che con la sua stessa presenza alla competizione sportiva - e salendo poi sul podio - aveva infranto il più grande tabù della Germania nazista".

    Curiosamente però, quando Mieli lascia la parola allo stesso Owens, lo scenario cambia e la tesi della "stizza" di Hitler sembra più difficile da sostenere: "Quando passai il cancelliere si alzò in piedi, mi salutò con la mano e io risposi al suo saluto", disse infatti in seguito l'atleta statunitense (ma la citazione completa, che Mieli non riporta, è molto più significativa, e dovremo tornarci). Owens peraltro definirà Hitler "un uomo di grande dignità" e rimproverò invece al suo presidente, Franklin Delano Roosevelt, di non avergli mandato "nemmeno un telegramma" di congratulazioni. E' interessante notare - cito sempre dall'articolo di Mieli - come in America i circoli ebraici si impegnarono a fondo, inutilmente, per convincere la delegazione americana a boicottare le Olimpiadi, mentre gli afroamericani si divisero. Il New York Amsterdam News, giornale della comunità nera, fece propaganda per il boicottaggio. Ma lo sprinter di colore Ralph Metcalfe (sarà medaglia d'argento nei 100 metri a Berlino), che aveva partecipato a un meeting di atletica nella Germania nazista di fine 1933, paragonava il trattamento ivi ricevuto ("da re") con quello riservato ai neri in alcuni Stati americani, dove era loro proibito perfino gareggiare con i bianchi e alloggiare negli stessi campus.

    Ma torniamo a Owens. Nella sua autobiografia (cito da Vittorio Messori, Le cose della vita, Sugarco) l'atleta smentì con chiarezza la presunta "stizza" del Fuhrer all'Olympiastadion. Ecco la citazione integrale: "Dopo essere sceso dal podio del vincitore, passai davanti alla tribuna d'onore per rientrare negli spogliatoi. Il Cancelliere tedesco mi fissò, si alzò e mi salutò agitando la mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto. Penso che giornalisti e scrittori mostrarono cattivo gusto inventando poi un'ostilità che non ci fu affatto". Owens fu del resto celebrato nel superbo Olympia, il film sulle Olimpiadi berlinesi che Hitler commissionò alla grande regista Leni Riefenstahl. Al ritorno in patria il campione olimpico invece non fu convocato, come tutti si attendevano, alla Casa Bianca. Il presidente Roosevelt era in piena campagna elettorale per la rielezione e probabilmente non voleva turbare l'elettorato razzista degli Stati del Sud. Fu lui, e non Hitler, che in quel 1936 si rifiutò di "stringergli la mano".


    L'APOTA: Berlino 1936, le vittorie di Owens, l'imbarazzo di Roosevelt

    "In Germania per strada, nei tram, mi sono sentito per la prima volta in vita mia un uomo. Non come in America dove mi faranno sentire sempre un negro"
    Jesse Owens

    Esempio di propaganda; nella fattispecie contro la Germania, i Tedeschi, Hitler e il Nazionalsocialismo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 

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