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  1. #21
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    8/6/2009

    La prima frenata per Silvio

    FEDERICO GEREMICCA

    Silvio Berlusconi lì, sempre in alto eppure in calo, lontano - più lontano di quanto immaginasse - dallo scavalcare l’asticella posta alla fatidica «quota 40»; i democratici in netto calo rispetto al 33,1 per cento guadagnato con Veltroni poco più di un anno fa,maancora in piedi, vivi, avendo evitato il temuto precipizio; in forte crescita Di Pietro e Bossi, in salita l’Udc di Casini e il resto - le diverse sinistre, Lombardo e la destra, i radicali di Bonino e Pannella - sotto la soglia del quattro per cento. Più o meno è fatta così l’istantanea ancora un po’ sfuocata consegnata agli italiani, intorno alle due di ieri notte, dalle prime proiezioni. E si può dire che, rispetto ai sondaggi della vigilia, il voto per il rinnovo del parlamento europeo, alla fine, ha fatto registrare una sola vera sorpresa: la battuta d’arresto - anzi, l’arretramento - di Silvio Berlusconi rispetto alle elezioni di appena un anno fa. Centrate le previsioni anche sull’aumento dell’astensionismo: ma l’affluenza alle urne degli italiani resta di gran lunga superiore alla media europea, e andrebbero anzi perfino ringraziati per essere andati a votare così numerosi alla fine di una campagna elettorale che resterà indimenticabile per la sua pochezza.

    Già il fatto che i commenti finiranno inevitabilmente per concentrarsi sull’interrogativo principe della contesa appena conclusa - e cioè su quanto Noemi abbia pesato sul voto - la dice lunga sul tunnel attraversato (e dal quale, a campagna finita, si spera di poter venir fuori). Di Europa, come al solito, ci si è interessati poco o nulla. Non è che per questo occorra menar scandalo: ma in precedenti campagne elettorali, almeno, il voto europeo era stato utilizzato comereferendum su problemi un po’ più consistenti del giudizio da dare su veline e voli di Stato o su chi sarà il candidatogovernatore di Berlusconi alle prossime elezioni in Veneto.

    Sia come sia, il voto riconsegna al Paese due leader diversamente ma contemporaneamente acciaccati. Su Dario Franceschini c’è poco da aggiungere a quanto già noto: solo un miracolo, cioè un risultato elettorale sopra al 30%, poteva forse salvarlo (e non è nemmeno detto). Prese il Pd in un gelido giorno del febbraio scorso - quando i sondaggi accreditavano il partito di uno sconfortante 22% - con un unico mandato: esecutore testamentario del primo anno di vita dei democrats, un anno fatto di sconfitte elettorali, segretari dimissionari e pesanti interrogativi sul futuro. Un traghettatore.Unreggente. Che però ha fermato l’emorragia e messo un po’ d’ordine in giro. Il risultato ottenuto non è male: eppure ieri pare abbia chiesto ai maggiorenti delPd di attendere almeno il secondo turno elettorale, prima di ricominciare le danze.

    Anche su Silvio Berlusconi, in fondo, c’è poco da aggiungere. Apiù di un italiano su tre, piace così com’è: con i suoi guai giudiziari, le sue belle donne, l’aria da furbo e una apparente concretezza nel governare. Eppure oggi piace meno di un anno fa. Non solo non sfonda la soglia del 40% da lui stesso indicata come obiettivo possibile, ma cala fin sotto al 35% perdendo tre punti rispetto all’aprile del 2008. Certo, poteva andar peggio, nel pieno di una devastante crisi economica mondiale, con un terremoto sulle spalle, le foto osè nella villa e i giornali di mezzo mondo che ironizzano su di lui. Ma il premier sbaglierebbe a sottovalutare il segnale che arriva dalle urne. Le cicatrici cominciano a essere tante, e il prestigio traballa. In più, Bossi e Di Pietro, da sponde diverse, lo incalzano. Non si resiste a lungo sotto la bufera. Dovrebbe provare a prendere questo voto europeo come una possibile ripartenza. Cambi strada, abbandoni quel tono da perenne sfida e torni a governare. In fondo, al di là di veline e sentenze, è ciò di cui ci sarebbe più bisogno.

    La prima frenata per Silvio - LASTAMPA.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #22
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    9/6/2009 (60) - ELEZIONI EUROPEE - I RISULTATI
    Elezioni europee: stop a Berlusconi
    Il Pd non crolla, boom di Lega e Idv

    Di Pietro raddoppia i consensi, l'Udc
    regge. "Partitini" fuori da Strasburgo
    TORINO

    Frena il Pdl, il Pd arretra sulle politiche ma non crolla, crescono la Lega e, soprattutto, l’Idv di Antonio Di Pietro. Il voto delle europee che emerge dalle proiezioni, segnato da un forte astensionismo, lascia l’amaro in bocca al partito di Silvio Berlusconi, anche perchè il presidente del Consiglio aveva chiesto agli elettori un consenso alla sua leadership, «mettendoci la faccia» e presentandosi candidato in tutte le circoscrizioni.

    Il vero vincitore, nel centrodestra, è la Lega Nord, che guadagna voti e supera il 10%. Il Pdl, che sperava di raggiungere e superare la quota-simbolo del 40%, deve invece accontentarsi del 35%, con un calo di due punti e mezzo rispetto alle politiche di un anno fa. Uno calo significativo è anche quello del Pd, che perde poco meno di sette punti rispetto alle politiche e si assesta intorno al 26,5%, un risultato non positivo me nemmeno una debacle, considerando che questa volta mancava all’appello anche il 3% dei voti radicali. Nel campo del centrosinistra, è l’Italia dei Valori ad aver convinto un’ampia fetta di elettori desiderosi di un’opposizione intransigente. Il partito di Di Pietro si attesta infatti all’8%, quasi il doppio del 2008 (4,4%).

    Fuori anche dal Parlamento europeo la sinistra radicale, questa volta divisa nelle due liste degli anticapitalisti (Prc-Pdci) e dei vendoliani di Sinistra e Libertà. Nessuna delle due, secondo le proiezioni, ce l’avrebbe fatta a superare la fatidica soglia del 4%, attestandosi rispettivamente al 3,3 e al 3,2%: la delusione della sinistra è aumentata dal fatto che, se si fossero presentate insieme, le due liste avrebbero raggiunto il 6,5% superando ampiamente la soglia di sbarramento. Può invece gioire l’Udc di Pier Ferdinando Casini. La scommessa dei centristi di restare fuori dagli schieramenti facendo opposizione al governo Berlusconi gli ha regalato, secondo le proiezioni, un risultato migliore di quello delle politiche, che lo pone intorno al 6,6%. Ampiamente sotto la soglia l’Mpa di Raffaele Lombardo, che si era presentato insieme alla Destra di Francesco Storace: per l’inedita alleanza, i consensi restano fermi al 2%.

    Nel Pdl la delusione è palpabile. «Questo è un risultato che non ci soddisfa al 100%», ammette Ignazio La Russa. «I dati non sono negativi ma non sono quello che ci aspettavamo», gli fa eco l’altro coordinatore Denis Verdini, che vede nell’ astensionismo del Sud il fattore che più di tutti può aver punito il Pdl. In effetti, i dati della Sicilia sono particolarmente indigesti per il Popolo della libertà: nell’Isola, il partito del premier scende al 33%, cedendo posizioni all’Mpa del governatore Lombardo. Nel Pd c’è una moderata soddisfazione per il risultato, che butta dietro la porta la paura che il voto si trasformasse in un bagno di sangue. «Il Pd si conferma come uno dei partiti più forti dello schieramento progressista europeo», dice l’ex segretario Ds Piero Fassino. E Franco Marini tira un sospiro di sollievo: «Eravamo diventati un corpo da smembrare, quanti articoli di giornale dicevano ’ormai non escono più da qua, invece, se questi dati sono confermati l’alternativa al centrodestra è il Pd».

    Di Pietro, fa subito pesare il suo ruolo di forza determinante: «Da domani siamo noi l’alternativa al governo Berlusconi. Il Pd scelga da che parte stare e con chi stare». A sinistra, Paolo Ferrero se la prende con Nichi Vendola: «C’è stata una scissione di troppo...», dice il leader di Rifondazione comunista censurando la scelta del governatore della Puglia di dar vita a Sinistra e Libertà. Che però replica: «Non sono pentito, non è una sconfitta, è l’inizio di un bel cammino». Esulta, legittimamente, Casini: «Noi siamo stati premiati e il bipartitismo ha subito una dura lezione».

    Elezioni europee: stop a Berlusconi Il Pd non crolla, boom di Lega e Idv - LASTAMPA.it
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  3. #23
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    8/6/2009 (7:15) - RISULTATI PARLAMENTO EUROPEO
    Da Lega e Di Pietro
    schiaffo a Pdl e Pd

    Arretra il bipolarismo, le proiezioni premiano anche Casini
    UGO MAGRI

    Berlusconi paga il conto per Veronica, Noemi e le «veline». Forse anche per l’avvocato Mills. L’asticella di «quota 40», che lui stesso si era posto come traguardo di un referendum sulla sua persona, rimane un miraggio. Nelle proiezioni Rai della notte il Pdl si arresta al 34,8 per cento. Un passo indietro, pure rispetto alle Politiche, che nessuno avrebbe lontanamente immaginato dopo il terremoto in Abruzzo quando il premier andava a mille. L’unica spiegazione per questo collasso di popolarità berlusconiana è che le «calunnie» (come il Cavaliere le giudica) abbiano davvero lasciato il segno.
    Amaro risveglio per il premier perché la Lega va avanti, strappa il 9,6 per cento (più 1,3) e aumenterà d’ora in avanti le sue pretese. Però il Carroccio non guadagna abbastanza da compensare le perdite del Pdl. Vero animale politico, Bossi l’aveva previsto nel pomeriggio: «Prenderemo pochi voti perché la gente del Nord si mobilita per le occasioni importanti, l’Europa attira poco...». Nell’insieme la maggioranza di governo arretra di qualcosa, e Franceschini se ne congratula, pur senza esagerare.
    Già, perché nel confronto con le Politiche al Pd è andato perfino peggio che a Berlusconi. Stava al 33,1 e dunque (in teoria) sono quasi 7 i punti persi per strada in 14 mesi. Eppure Franceschini ha qualche motivo per non strapparsi i capelli. Anzitutto, il suo partito non fa un tonfo sotto il 25, come qualcuno temeva. «Tiene» al 26,3 per cento mentre nel resto d’Europa la sinistra piange (Fassino: «Ci confermiamo una delle principali forze progressiste »).
    Inoltre un anno fa nel Pd correvano i Radicali, che stavolta sono andati per proprio conto conquistando il 2,7 per cento. Con loro Franceschini si sarebbe avvicinato al 30. Quello che manca al 33,1 delle Politiche se lo sono ripreso tutto a sinistra. Dove né Comunisti né vendoliani raggiungono il fatidico «quorum» del 4 per cento, però insieme arrivano al 6,5: più o meno quanto Rifondazione ai tempi d’oro.
    Ride l’Udc che guadagna un punto (dal 5,6 al 6,6). Stappa addirittura champagne Di Pietro: l’Italia dei Valori virtualmente raddoppia, conquista l’8 per cento. Nell’insieme lievita l’intera opposizione che supera, essa sì, il 50 per cento. E senza bisogno di aggiungere Storace e Lombardo (2,1 per cento nelle proiezioni).
    I risultati definitivi si sapranno oggi. Nell’attesa, l’unica grande certezza è l’astensionismo. Mai la percentuale dei votanti per il Parlamento europeo era caduta così in basso. Alle 22, ora di inizio dello spoglio, risulta che solo il 66,2 per cento si è recato alle urne. Nel raffronto con cinque anni fa è un crollo, meno 7 punti, che corrisponde a oltre due milioni di cittadini rimasti a casa o sulle spiagge. La tendenza sembra piuttosto omogenea dalle Alpi alla Sicilia, con un picco negativo a L’Aquila (dove c’è ben altro cui pensare e gli elettori si sono dimezzati). Va però detto che non si tratta in assoluto di una sorpresa.
    La serie storica delle elezioni europee, dal 1979 a oggi, registra un’erosione inarrestabile dell’interesse. Basti pensare che un quarto di secolo fa, alle prime elezioni dell’Europarlamento, si accalcò ai seggi addirittura l’85,6 per cento degli aventi diritto (vinse la Dc con il 36,4 sul Pci che sfiorò il 30). Era pure l’effetto della novità e delle speranze che alimentava. Ancora dieci anni dopo, la partecipazione superava l’80 per cento. Fu nell’anno di Tangentopoli, con la sfiducia dilagante nei confronti del ceto politico, che l’Italia prese le distanze dai partiti con un clamoroso meno 7,4 per cento. Da allora siamo precipitati, se possibile, perfino più giù. Segno che la stima nella politica non è certo migliorata, e nel frattempo forse si è affievolita quella nell’Unione europea, specie dopo i tentativi tristemente falliti di darle una Costituzione.

    L’euroscetticismo prende piede anche da noi. Qualche indizio che di questo si tratti viene dalle elezioni per Province e Comuni. Pure qui la percentuale si affloscia rispetto ai turni precedenti. Però non come è accaduto per il Parlamento di Strasburgo. Nelle elezioni Provinciali siamo a meno 3,7, nelle Comunali a meno 2,6: segno che quando la politica si avvicina fisicamente ai cittadini, riesce a riscuotere un filo in più di interesse.

    Da Lega e Di Pietro schiaffo a Pdl e Pd - LASTAMPA.it
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  4. #24
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    Non avete capito che mentre Berlusconi sino a ieri andava ripetendo che il 45% era alla portata, il pd non si è mai pronunciato sulla sua percentuale. Per questo a voi oggi tocca abbassare la testa e rimangirvi tutto quel che avete detto e scritto. Tipo "è in arrivo una batosta " e " ci risentiamo il 7 giugno". Come avee ancora il coraggio di scrivere dopo che le vostre previsioni sono state così disattese?

  5. #25
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    silvio ha perso 10 punti percentuali

  6. #26
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    In pratica, oltre un terzo degli Italiani è col PDL, nonostante la campagna gossipara di Repubica; il PD cala, ma Darietto può sorridere perchè è ancora sopra al 25%; Tonino sorride perchè arriva all'8% raddoppiando i consensi; la Lega fa il c**o a tutti...
    In pratica l'Italia (e l'Europa) da un bel calcio nelle chiappette alla sx... hefico: iaociao:

  7. #27
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    IL POLITOLOGO «FINIANO» ALESSANDRO CAMPI
    «Non eclatante ma è sconfitta
    Fuga di voti sul caso Noemi»

    «Berlusconi non è in discussione. Però quando non ci sarà più rischiamo il deserto»

    ROMA — Non è una «sconfitta eclatante», non viene «penalizzata l’azione di governo» e Berlusconi da domani non sarà «messo in discussione ». Ma non nega la realtà Alessandro Campi, politologo, direttore scientifico di Fare Futuro di fatto spin doctor di Gianfranco Fini: «Sulla vicenda Noemi il Pdl ha scontato qualcosa, una fuga di voti c’è stata. Il 35% è un dato deludente non tanto in sè, ma rispetto alle attese che il premier aveva suscitato». «Berlusconi? Ne esce assieme bene e male - continua Campi - . Bene perché, alla luce del crescendo di scandali veri o presunti dell’ultimo mese cavalcati anche dalla stampa internazionale, che potevano costargli il voto cattolico e il voto femminile, beh ha tenuto abbastanza bene. E’ andato male invece il tentativo, sul quale Berlusconi aveva puntato molto, di riaccreditarsi sulla scena internazionale grazie a un risultato eclatante, a un plebiscito che gli avrebbe dato un riscatto pubblico rispetto agli occhi dei partner e dell’opinione pubblica straniera».
    Non solo: un risultato di arretramento rispetto alle ultime politiche ha effetti anche nell’europarlamento: «Sì, perché potrebbe mettere a rischio la candidatura di un esponente italiano a presidente del Parlamento europeo, ed è vero che il Pdl non è riuscito a diventare primo partito del Ppe». Sul piano interno però, sconquassi non se ne prevedono: «Non credo proprio. E’ vero però che il dato della Lega, che cresce, può cambiare i rapporti interni: il partito di Bossi potrebbe alzare un po’ il prezzo della propria collaborazione, tanto più se dovesse registrare un ottimo risultato alle amministrative. Insomma, non si aprirà un contenzioso, ma un problema politico sì». Bisogna dunque cominciare a pensare al dopo Berlusconi? «Sicuramente, ma lo si deve fare indipendentemente dal dato elettorale. Il limite del centrodestra - come peraltro del centrosinistra che sembra vivere solo di riflesso rispetto a lui - è che tutto si risolve nella figura di Berlusconi, nel bene e nel male. Se non ci fosse più il premier, sarebbe il deserto. Per questo bisogna lavorare - alla luce del sole, lealmente e guardando al medio e lungo periodo - a una nuova idea di leadership e di partito. Tenendo conto anche dei segnali che arrivano: perché uno stop può essere salutare se impone qualche ripensamento nei comportamenti. E perché i malumori vanno intercettati subito, prima che divengano dissensi».
    Paola Di Caro
    08 giugno 2009

    «Non eclatante ma è sconfittaFuga di voti sul caso Noemi» - Corriere della Sera
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    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #28
    M, ti va?
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    Citazione Originariamente Scritto da ItaliaLibera Visualizza Messaggio
    In pratica, oltre un terzo degli Italiani è col PDL, nonostante la campagna gossipara di Repubica; il PD cala, ma Darietto può sorridere perchè è ancora sopra al 25%; Tonino sorride perchè arriva all'8% raddoppiando i consensi; la Lega fa il c**o a tutti...
    In pratica l'Italia (e l'Europa) da un bel calcio nelle chiappette alla sx... hefico: iaociao:
    Ma se un terzo è con Silvio vuol dire che due terzi non è con lui :mmm:
    Mi fa piacere....un po' di dignità c'è ancora.. non abbastanza ma c'è..
    "Non ho dubbi che anche questo forum sia pieno di poliziotti infiltrati costretti da qualche magistrato comunista a prendere nota di tutti quelli che parlano bene di Silvio." by noto forumista 100% certificato :sofico:

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da 17N Visualizza Messaggio
    Ma se un terzo è con Silvio vuol dire che due terzi non è con lui :mmm:
    Mi fa piacere....un po' di dignità c'è ancora.. non abbastanza ma c'è..
    La cosa più bella, per me, è l'estinzione completa della sinistra comunista.... iaociao:

  10. #30
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    Predefinito Riferimento: E' cosi' disse' il Cavaliere.

    Citazione Originariamente Scritto da ItaliaLibera Visualizza Messaggio
    La cosa più bella, per me, è l'estinzione completa della sinistra comunista.... iaociao:
    Quando si estinguerà pure Berlusconi e di conseguenza i suoi adoratori in questo paese si inizierà a ragionare...:giagia:
    "Non ho dubbi che anche questo forum sia pieno di poliziotti infiltrati costretti da qualche magistrato comunista a prendere nota di tutti quelli che parlano bene di Silvio." by noto forumista 100% certificato :sofico:

 

 
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