Iniziamo l’analisi sulle Elezioni Europee 2009 con una domanda: chi ha vinto fra PDL e PD? La risposta, alla luce dei dati, è una sola. Hanno perso entrambi, e a giudicare dalle aspettative e dalle speranze iniziali più il PDL che il PD. Il risultato del Popolo della Libertà è molto deludente; chi si aspettava (come il sottoscritto) di superare la fatidica soglia del 40% è rimasto freddato da dati sconcertanti rispetto a tutti i sondaggi e le promesse trionfalistiche del Cavaliere.
Berlusconi esce da queste elezioni azzoppato, corroso nella leadership, con un partito sotto shock. Non si tratta comunque di un risultato disastroso e letale per il centrodestra. Confrontanto i dati fra le coalizioni, il distacco PDL-Lega e PD-IdV addirittura aumenta rispetto alle Politiche dell’anno scorso: da un +9% a un +11,5%.
E tuttavia questi conti sulle percentuali lasciano il tempo che trovano. In termini di voti assoluti, i partiti maggiori perdono moltissimi consensi, a favore dei partiti più radicali (Lega Nord -che però non sfonda al Centro- e Italia dei Valori). L’astensionismo si è fatto sentire, penalizzando gravemente il PDL al Sud.
Queste Elezioni possono comunque fornire indicazioni utili per il futuro: Berlusconi, evidentemente colpito dalle ultime polemiche e da una scarsa incisività in campagna elettorale (grave errore impegnarsi solo negli ultimi 3 giorni), dovrebbe senz’altro comportarsi in maniera più sobria, mordersi la lingua prima di sparare dati trionfalistici, e soprattutto ricostruire il consenso perduto con una più netta azione di Governo. La parola d’ordine è lavorare, senza festini e senza battute.
Per quanto riguarda il Partito Democratico, i risultati si situano sopra le previsioni più pessimistiche, ma rimangono molto negativi. Il 26% è lontano anni luce, di ben 7 punti, rispetto alle Politiche 2008. Un crollo inequivocabile e grave, potenzialmente distruttivo per un partito in evidente affanno. Franceschini ha fatto il possibile per recuperare, e un pò ci è riuscito, ma senza grandi riscontri.
I veri vincitori di queste Elezioni sono la Lega Nord e l’Italia dei Valori, che aumentano percentualmente e soprattutto in termini di peso politico. Di Pietro è riuscito a “sequestrare” un tesoretto importante di voti piddini; Bossi ha mietuto larghi consensi nelle regioni settentrionali. Possono dirsi soddisfatti.
Attendiamo i risultati delle Amministrative prima di fornire un commento definito; ci potrebbero essere sorprese positive così come ulteriori delusioni. I pronostici della vigilia, però, saranno ribaltati: non ci sarà una “valanga” azzurra, ma un avanzamento netto certamente sì.
Un’ultima considerazione: da queste Elezioni, senza dubbi, il centrodestra si aspettava molto di più. Si tratta di un segnale da non sottovalutare; nulla è scontato in politica. Il vantaggio rimane solido, ma già si odono i primi scricchiolii sul lungo periodo. Una alleanza PD-IdV-UdC rimane poco probabile, ma non si può scartare del tutto. Berlusconi deve sventare una simile eventualità.
PS: Quasi ce ne dimenticavamo. I comunisti italiani sono fuori anche dall’Europa! Una nota positiva quindi c’è.
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