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  1. #1
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    Predefinito Libertà limitata di espressione

    Originale



    Che nella nostra civiltà la libertà di pensiero, parola, espressione, sia limitata passando al setaccio ogni idea è evidente.
    Non mi riferisco ai goffi tentativi berlusconiani di imbavagliare sedicenti giornalisti o opinionisti ostili al governo di Sciagura Nazionale.
    Penso invece all'espressione di idee realmente innovative rispetto al nostro modello di civiltà.

    Tutto, formalmente, è concesso nel campo dell'espressione e dell'opinione.
    Ognuno ha diritto a pensarla come vuole e a reclamare, a volte con successo, i giusti spazi mediatici per far conoscere la propria idea. Persino coloro che dai salotti di trasmissioni televisive pilotate si lamentano per la mancanza di spazio e la censura, nel momento stesso in cui avanzano questa lamentela dimostrano in realtà di avere la possibilità di esprimere il proprio pensiero o il proprio dissenso.

    Ma esiste comunque, oltre ogni formalità, oltre ogni garantismo legale, una censura di fatto, un bavaglio invisibile che si stringe intorno alle bocche di chi si lascia sfuggire affermazioni "non conformi" al format di casa nostra.
    Chi riesce davvero a scrivere e affermare idee scomode lo può fare solo in due casi: quando ha scarsissima visibilità; quando è possibile che sembri un pazzo [in proposito lascio a voi il giudizio sul perché questo blog sia ancora accessibile].
    Ma quando qualcuno riesce a parlare davvero fuori dal gregge ottenendo visibilità, la mannaia cala immediatamente sulle sue affermazioni.
    Affermazioni non conformi, abbiamo detto, non allineate al sistema Occidente ne nelle diverse sfumature che l'adesione allo stesso può assumere (si pensi alle dicotomie destra/sinistra, capitalista/comunista, clericale/anticlericale, profit/noprofit, razzista/antirazzista, ecc.) ne alla presunta opposizione a se stesso che l'Occidente tollera (e che in realtà non costituisce affatto un'opposizione, quanto una partita Iva cui delegare il lavoro di puntello esterno: anarchici, neofascisti, zeitgeistiani, complottisti, ecc.).

    Il caso banalissimo, e quasi comico, è quello accaduto un paio di giorni fa e che ha visto come protagonista Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR.
    Oltre a non stimare il personaggio per il suo retroterra, personalmente non condivido una sola parola di quanto dichiarato da questo ricercatore durante l'intervista radiofonica. Credente quale sono, non vedo comunque alcun segno di bontà divina in un maremoto, terremoto e altro moto che dir si voglia e nemmeno mi riferirei a simili eventi con una citazione altrui in questo senso.
    Eppure, senza che alcuna legge fosse necessaria, come si diceva all'inizio, la mannaia della censura è calata. E' calata sotto forma di un forte biasimo trasversale e con l'invito a lasciare il posto giunto persino da un sindacato. E con l'indiscutibile immagine del pirla data di questo studioso.
    Perché in effetti, l'affermazione di De Mattei, per quanto lontana dal mio pensiero, per quanto farneticazione oggettiva, è un'affermazione fuori dal gregge, intollerabile per un Occidente che include in se stesso una finta guerra tra credenti e atei, tra teocratici e laici, purché questa guerra avvenga entro una certa cornice e sia funzionale al sistema stesso. Ma quando un ricercatore, anziché adagiarsi sull'indottrinamento accademico intravede negli eventi naturali una Provvidenza divina, apriti cielo, il nostro uomo si è spinto troppo oltre.
    Sì, perché l'Occidente è una civiltà nichilista che vede se stessa come Dio rivelato in terra e l'altro Dio, quello dei cieli, deve servire solo a rinsaldare gli animi di coloro che sperano nella salvezza eterna in cambio della sopportazione delle prese nel culo terrene; oppure, di nuovo, l'Occidente nega il Dio dei cieli così che credenti e non credenti si scannino un po' tra di loro per far passare una volta di più inosservate le prese nel culo suddette.

    Insomma, se avesse detto "Dio è misericordioso" o al contrario "Dio non esiste" nessuno avrebbe replicato nulla.
    De Mattei, signori, avrà detto pure una cazzata ma non è per questo che è stato censurato. E' stato censurato perché ha detto una cazzata estranea al sistema.

    Gli Occidentali, così fieri del loro retaggio illuminista, citano spesso il pensiero di Voltaire "Non approvo ciò che dici ma darò la vita perché tu possa continuare a dirlo".
    Ma come spesso accade, le regole dell'Occidente messianico e infallibile valgono solo per tutto ciò che è già DOOC, Di Origine Occidentale Certificata.
    Per tutto il resto è solo derisione e microfoni spenti.
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Libertà limitata di espressione

    Non male come articolo...
    Non solo se avesse detto "Dio non esiste" sarebbe andata bene, ma persino "Dio è malvagio" sarebbe stata accettata tranquillamente, e del resto è un concetto ribadito spessissimo in ogni contesto. Anche se, com'è ovvio, non c'entra niente con lo gnosticismo, il buddhismo, Schopenhauer ecc. ma è un discorso schifosamente plebeo.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Libertà limitata di espressione

    Alla fine è sempre così, inutile fare gli ipocriti: ogni sistema sarà sempre intollerante contro l' altro da sè, resteranno sempre quei capisaldi, quei miti, quei "sancta sancotorum" che non si potranno mai mettere il discussione.

 

 

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