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    Predefinito Il giorno che l'euro crollò…

    Il giorno che l'euro crollò…
    di Han Dirk Hekking, Martin Visser, Leon Willems
    – 26 marzo 2011


    http://www.fd.nl/artikel/21773663/dag-euro-instortte

    Supponiamo che in Europa venga a mancare la volontà politica di salvare l’euro. Il Financieele Dagblad ha intervistato otto esperti e qui delinea lo scenario.

    Il Portogallo traballa, gli irlandesi protestano per ottenere uno sconto sugli interessi del loro prestito d’emergenza, il debito greco sembra inarrestabile e la Spagna affronta un enorme problema bancario. Il vertice europeo di giovedì e venerdì avrebbe dovuto trovare una soluzione definitiva per la crisi dell’euro, ma i problemi non sono affatto risolti.

    Finora, i leader della UE sono sempre riusciti a trovare una soluzione all’ultimo momento. Ma cosa succederebbe se prima o poi non riuscissero? Grecia e Irlanda sono già attaccati alla flebo. Supponiamo che si aggiunga il Portogallo e poi la Spagna, e che la cassa del fondo comune si svuoti. Supponiamo anche che Belgio e Italia continuino a non far niente riguardo ai loro altissimi debiti pubblici. Infine supponiamo che l’Italia inizi a sperimentare acute difficoltà di finanziamento. Il premier Berlusconi ha bisogno di decine di miliardi. Cosa succederebbe se durante un’ennesima emergenza i capi di governo, riunitisi prima del fine settimana, concordassero sulla necessità di salvare l’euro, ma non riuscissero a raggiungere un accordo politico? Quale scenario si svilupperebbe?

    Nel periodo che precede questo disastroso vertice d’emergenza, i tassi d’interesse pagati dai Paesi del Sud Europa sono aumentati, l’euro ha incassato dei duri colpi e ora oscilla intorno a $1,20, e cresce il numero delle banche che si preparano a uno scenario d’emergenza. Gli elettori tedeschi si agitano, il cancelliere Angela Merkel è impavido. Il premier Mark Rutte è andato a Bruxelles molto di mala voglia. Il vertice sta per concludersi e la soluzione è ancora lontana.

    Domenica ore 23:00 Wellington, Nuova Zelanda
    Apre il primo mercato. Gli investitori leggono relazioni pessimistiche sul vertice d’emergenza e prevedono un esito negativo. L’euro viene immediatamente attaccato. Dalla sua sede di Hong Kong, la banca d’affari Goldman Sachs inonda il suo agente sul posto di ordini di vendita. Gli investitori vogliono dollari. La piazza di Wellington è piccola, perciò il danno è ancora limitato.

    Lunedì ore 00 Bruxelles
    Nel palazzo Justus Lipsius, tra i capi di governo regna un’atmosfera ostile. È da venerdì che cercano una soluzione, ma il rifiuto da parte di Berlusconi di effettuare drastici tagli di bilancio e di pagare un pesante tasso d’interesse sugli aiuti di emergenza ha suscitato collera. I leader politici sono divisi. In precedenza tutti tendevano a voler salvare l’euro ad ogni costo, ma ora non c’è più margine d’azione. Merkel, Berlusconi e gli altri si rendono conto che durante i prossimi giorni avrà luogo un dramma finanziario. Fra pochi minuti apriranno i mercati finanziari asiatici. La sala di riunione è pressoché vuota. Nei corridoi, i capi di governo parlano febbrilmente al telefono con i loro ministri e con le autorità di controllo dei mercati finanziari nazionali. Fra un paio d’ore aprono le Borse in Europa. Non sarebbe meglio tenerle chiuse? Le azioni delle banche quotate in borsa e delle compagnie assicuratrici cadranno in picchiata, sicuramente quelle italiane, spagnole e belghe. A Francoforte è da un po’ che vedevano arrivare la crisi. La Banca Centrale Europea (ECB) farà tutto il possibile per mantenere in vita la moneta unica, la sua ragion d’essere.

    ore 1:00 Tokyo
    Le cattive notizie si sono diffuse rapidamente grazie alle agenzie di stampa Reuters, Bloomberg en Dow Jones: il vertice è fallito. L’Italia non riceverà aiuti e l’Europa è sprofondata in una grave crisi politica. Il calo dell’euro continua con sempre maggiore velocità e scende sotto il limite di guardia di 1$. Gli investitori che ancora vogliono investire nell’Eurozona ora lo fanno solo in forma di titoli di stato tedeschi o olandesi. Gli investitori cercano di liberarsi di tutte le altre obbligazioni europee, nei limiti della domanda ancora esistente per queste ultime. La BCE compra tutto quello che le viene a tiro. Anche la Federal Reserve americana, la Bank of Japan e le banche centrali cinese e russa comprano euro e vendono altre riserve monetarie nel tentativo di sostenere l’euro. Le Borse asiatiche affondano. Sono soprattutto i titoli bancari a cadere in disgrazia.

    ore 60 Amsterdam
    Il nuovo presidente dell’Autorità Mercati Finanziari olandese (AFM), Roland Gerritse, si consulta febbrilmente con il Ministero dell’Economia e con la Banca Centrale Olandese (DNB), sull’eventuale chiusura dei mercati. Chiuderli è un passo molto drastico, poiché disturba enormemente i mercati finanziari. Ma anche aprire comporta rischi enormi, poiché i titoli bancari potrebbero crollare completamente. Con tutte le conseguenze del caso che ciò comporterebbe.

    ore 90 Amsterdam
    I mercati vengono infine aperti. Le autorità di vigilanza teme temono che altrimenti avrebbe luogo un fiorente commercio al di fuori della Borsa, commercio che sarebbe impossibile tenere sotto controllo se le Borse venissero chiuse.

    ore 90 Francoforte
    Dal suo bunker, la BCE controlla attentamente il mercato dei titoli di Stato e il mercato monetario. I derivati sui titoli di Stato schizzano in alto, l’euro perde ulteriormente valore e i tassi d’interesse sul debito di quasi tutti i Paesi europei raggiungono livelli record. Nessuno vuole continuare a fare da garante per i Paesi deboli della UE. Gli investitori cercano in massa modi per coprire i loro rischi. Si rifugiano soprattutto in titoli americani a breve termine.

    ore 100 Francoforte
    Il mercato delle obbligazioni di Stato di Paesi europei è totalmente fermo. Si negoziano solo i titoli di Stato tedeschi e olandesi. I tassi d’interesse su titoli tedeschi e olandesi raggiungono il minimo storico. Le banche sono immediatamente nei guai. Nelle loro transazioni reciproche usano le obbligazioni di Stato come garanzia, e queste ultime sono ormai invendibili. Le banche europee si rivolgono alla BCE per ottenere liquidità. Nel corso di una riunione d’emergenza, la direzione della BCE decide di aprire le chiuse e di assicurare liquidità illimitata. Il proposito di operare con neutralità senza aumentare la quantità di moneta viene abbandonato. Non vengono più imposti vincoli di garanzia.

    ore 110 Parigi
    Come previsto, le azioni bancarie crollano in tutta Europa. La loro caduta di valore è così drammatica che le transazioni vengono temporaneamente bloccate in modo automatico per BNP Paribas e altre banche. Anche altrove in Europa il la negoziazione di azioni bancarie procede a singhiozzo.

    110 Berlino
    Il Cancelliere Angela Merkel tiene una conferenza stampa. Cerca di porre freno al panico crescente. È però costretta a difendere la posizione intransigente da lei tenuta al vertice di crisi. Merkel suggerisce che l’Italia potrebbe uscire dall’euro. Stazioni televisive di tutto il mondo interrompono le loro trasmissioni regolari e trasmettono ininterrottamente notizie sul crollo dei mercati finanziari in Europa. In tutti i Paesi europei è possibile seguire in diretta la conferenza stampa del presidente della BCE, Jean-Claude Trichet. Quest’ultimo annuncia che la banca centrale offrirà sostegno illimitato alle banche per evitare il crollo del sistema finanziario

    ore 12:00 Bruxelles
    Il Presidente della Commissione Europea, José Barroso, entra in sala stampa. Esprime fiducia in merito alla risoluzione della crisi. Sottolinea di essere in contatto continuo con Merkel, con il Presidente francese Nicolas Sarkozy e con il premier Berlusconi.

    ore 120 Amsterdam
    Le azioni bancarie trascinano nella loro caduta l’intera Borsa. Sono in forte ribasso soprattutto le compagnie assicurative. I dirigenti di compagnie assicurative e di fondi pensionistici si riuniscono per consultazioni d’emergenza. Vedono il valore dei loro portafogli d’investimento crollare a tutta velocità. Dick Sluimers, presidente del maggiore fondo pensionistico olandese, APG, si mette in contatto con Nout Wellink, presidente dellla DNB (Banca Centrale Olandese, N.d.T.) e con il ministro per gli Affari Sociali, Henk Kamp. Sluimers è molto preoccupato perché riesce a malapena a coprirsi da ulteriori movimenti dei prezzi verso il basso sul mercato. L’ideale per lui sarebbe vendere le obbligazioni di Stato di tutti i Paesi del Sud Europa per comprare in massa titoli di Stato tedeschi. Ma nessuno vuole comprare i suoi ‘titoli spazzatura’.

    ore 140 Bologna
    La televisione italiana mostra immagini di lunghe file davanti alle banche. Gli italiani più fortunati riescono a prelevare i propri risparmi e si mettono subito in macchina verso la Svizzera. Appena arrivati provano ad aprire un conto in franchi per parcheggiare i propri soldi al sicuro oltre confine. Le file davanti alle filiali delle banche si allungano anche ad Atene, Madrid, Lisbona e Bruxelles.

    ore 150 Amsterdam
    Gerritse, capo della AFM (Autorità per i Mercati Finanziari, N.d.T.) annuncia che la Borsa olandese sta per essere chiusa. La teleconferenza con i suoi colleghi europei si è appena conclusa, e le Borse degli altri Paesi europei chiuderanno nello stesso istante. Persino lo Stock Exchange londinese chiuderà i battenti. Le borse apriranno però a New York, trasferendo così il massacro finanziario negli Stati Uniti.

    ore 20:00 Hilversum
    Il premier Mark Rutte è ospite del telegiornale delle otto. Cerca di convincere i telespettatori a non cadere preda del panico. Secondo lui, i problemi riguardano soprattutto i Paesi del Sud Europa e non c’è motivo di dubitare della solvenza di ABN Amro, ING, Rabo e delle altre banche e degli assicuratori olandesi. Rutte ‘non vuole speculare’ sul tema delle garanzie pensionistiche. In primo luogo bisogna risolvere questa crisi severa in modo positivo. Dopo questa intervista, un pannello di esperti finanziari delinea uno scenario molto cupo. Secondo loro gli interventi illimitati della BCE faranno aumentare l’inflazione a velocità altissima. Questo eroderà rapidamente il valore dell’euro.

    ore 208 New York
    Gli investitori vedono che gli istituti per il conio virtuali operano a pieno ritmo a Francoforte. L’euro perde valore e scende a $ 0,81, il valore minimo mai raggiunto. Gli speculatori spingono il cambio ulteriormente al ribasso. Vendono allo scoperto, una transazione a breve termine che specula su un ulteriore deprezzamento. Sul canale France 2, il Presidente Sarkozy accusa gli speculatori – ‘privi di morale’ – di distruggere l’euro. Agitate consultazioni telefoniche tra i ministri delle Finanze dei paesi dell’euro si susseguono per il resto della serata.

    Martedì ore 090 Amsterdam
    Le Borse europee restano chiuse. I funzionari della DNB osservano che vengono prelevati più soldi del solito. Gli uffici olandesi della Citybank americana e della USB svizzera ricevono molte richieste di cittadini olandesi che vogliono depositare i loro risparmi in conti in dollari o in franchi. Alcuni siti internet di banche diventano irraggiungibili per l’eccesso di traffico di utenti che vogliono spostare in massa i loro soldi dal conto di risparmio al conto corrente. Il presidente della DNB, Wellink, spiega a Radio 1 che la situazione è seria, ma che le banche sono in grado di far fronte all’aumento di richiesta. In Italia, Grecia, Spagna e Portogallo la situazione è molto più grave. Le autorità di questi Paesi decidono di chiudere le filiali delle banche fino a nuovo ordine, per paura che le banche falliscano. Ormai i governi non hanno più fondi per risarcire i risparmiatori.

    ore 110 Francoforte
    L’unità di crisi della ECB telefona in continuazione ai vari contatti presso le banche. Questi ultimi riferiscono che ora ci sono pesanti problemi anche per il commercio di obbligazioni tedesche e olandesi. Sembra che entrambi i Paesi, nonostante il loro rating AAA, non siano più considerati un ‘porto sicuro’. Gli investitori cercano di fuggire dall’eurozona in massa. Dubitano su cosa fare. Le loro strategie d’investimento impongono di fare una scelta: quale parte dell’eurozona resterà all’interno della moneta unica, e quali Paesi invece ne usciranno? È un compito impossibile, perché nessuno sa come la crisi si svilupperà. Il dubbio che questa insicurezza genera all’interno del mercato ha come risultato l’incremento degli interessi sulle obbligazioni statali tedesche e olandesi. L’Agenzia del Tesoro osserva con orrore che nemmeno l’Olanda viene più considerata un porto sicuro dagli investitori. Il responsabile per l’emissione dei titoli olandesi sul mercato informa immediatamente il suo Ministro.

    ore 130 L’Aia
    Il premier Rutte e il Ministro De Jager si affrettano verso il Parlamento per un dibattito d’emergenza. Dalla macchina, De Jager telefona al suo collega tedesco Wolfgang Schäuble. Essere trascinati dalla caduta dei Paesi membri del Sud non piace per niente a nessuno dei due ministri. Speculano apertamente sulla fine dell’euro. De Jager assicura al suo collega che seguirà sempre la posizione tedesca. Quando, poco dopo, squilla il telefono e il nome del Ministro delle Finanze spagnolo, Elena Salgago, appare sulla schermata, De Jager schiaccia il pulsante per rifiutare la chiamata. La scorsa domenica era il momento di fare affari, ora non più.

    ore 15:40 L’Aia
    Il dibattito d’emergenza è terminato. I deputati di GroenLinks (il partito dei verdi, N.d.T.) e D66 (partito liberal-progressista, N.d.T.) sono attoniti che tutto sia potuto andare così storto. Chiedono al governo che venga forzata una soluzione europea al più presto. SP (partito socialista, N.d.T.) e PVV (partito popolare, N.d.T) esigono che l’Olanda esca immediatamente dall’euro. È interessante notare che anche VVD (partito liberale, N.d.T.), CDA (partito cristianodemocratico, N.d.T.) e PvdA (partito laburista, N.d.T.) sono molto critici. Sembra che siano poco interessati a salvare l’euro ad ogni costo. La tensione si può tagliare a fette. Il governo ha chiesto al Parlamento di accordare fiducia alla sua ‘volontà di cercare una soluzione nell’interesse dell’Olanda’.

    ore 16:20 Amsterdam
    Nell’ufficio del banchiere della RBS Jeroen Kremers, nella Zuidas di Amsterdam, squilla il telefono. È il Ministro. De Jager gli chiede di assumere immediatamente l’incarico di rappresentante speciale per lo Stato olandese. Si chiede all’ex funzionario del Ministero delle Finanze e veterano del FMI di andare a Berlino per rimanere in continuo contatto con la Cancelleria e con il Ministero delle Finanze tedeschi. De Jager spiega che l’Olanda vuole seguire da vicino il dibattito sull’euro del governo tedesco. La posizione olandese consiste nella scelta di seguire la Germania sempre e comunque, uscendo dall’euro se necessario.

    ore 160 Roma
    Il commento della Merkel sulla possibilità che l’Italia esca dall’euro ha fatto arrabbiare gli italiani. Una folla inferocita assedia l’ambasciata tedesca a Roma. Gli italiani sono appena stati informati che potranno prelevare al massimo 50 euro al giorno dai loro conti in banca. Il premier Berlusconi dice in TV che si sente tradito dalla Germania di Angela Merkel.

    ore 17:25 Bruxelles
    Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, tenta disperatamente di convocare una riunione d’emergenza. Il suo giro di telefonate con il leader europei non ha successo. Sarkozy sarebbe ancora disposto a discutere con il belga (Van Rompuy, N.d.T.). Ciò però non servirebbe a niente. Dopo molti tentativi, Van Rompuy finalmente riesce a parlare con la Merkel. La Cancelliera gli dice che è disposta a tutto pur di salvare l’euro, ma che consultazioni supplementari sono utili solo nel caso in cui si intraveda un compromesso. La contrapposizione tra Paesi deboli e Paesi forti al Vertice di Bruxelles rimane invece invariata. Anche il Presidente americano Obama chiama la Merkel. Obama insiste perché venga rapidamente trovata una soluzione. È molto preoccupato a causa della grave instabilità finanziaria.

    Mercoledì, ore 70 Amsterdam
    Il presidente della DNB, Wellink, telefona a De Jager. L’autorità di vigilanza bancaria esorta a tenere chiuse tutte le banche in giornata. Vuole impedire una corsa al prelievo di risparmi. Il ministro discute con Wellink i vari possibili scenari di crisi che le loro squadre di esperti hanno individuato. Così, ad esempio, hanno messo nero su bianco come l’Olanda può implementare la propria moneta. Wellink avverte il ministro che questa sarebbe un’operazione quasi impossibile da realizzare dal punto di vista logistico. De Jager a malapena reagisce alle obiezioni di Wellink.

    ore 90 Amsterdam
    La Borsa rimane chiusa, ma il commercio in euro, in obbligazioni di Stato e in derivati continua. È chiaro che gli investitori prevedono la fine dell’euro. Alla televisione, gli analisti speculano su quale sarà il primo Paese a uscire dalla moneta unica.

    ore 9:48 Berlino
    Merkel telefona a Berlusconi. Gli dice che l’uscita dell’Italia dall’euro è l’unica soluzione alla crisi. Gli spiega che in questo modo avrebbe la possibilità di ristrutturare l’enorme debito pubblico italiano e di svalutare pesantemente la nuova lira, risolvendo buona parte dei problemi del Paese in un solo colpo. Il premier italiano non ha bisogno di tempo pensarci su. La sua risposta è: dovrete passare sul mio cadavere. Berlusconi è convinto che l’economia italiana non sopravviverebbe a una separazione dall’euro.

    ore 110 Francoforte
    Un aereo del governo olandese atterra a Francoforte. A bordo c’è una delegazione composta da De Jager, Wellink e l’ex ministro delle Finanze Gerrit Zalm. Il plenipotenziario Kremers li aspetta nella sede della Bundesbank. Insieme ai tedeschi, metteranno in cantiere una nuova unione monetaria. Delegazioni dalla Finlandia e dall’Austria si uniranno a loro fra poche ore. I Paesi con forti capitali sanno di godere di molta fiducia da parte dei mercati. La loro uscita sarà complicata dal punto di vista logistico, ma dal punto di vista finanziario-economico è quasi impossibile che si riveli un passo falso. L’importante è liberarsi immediatamente di quell’euro infetto.

    Dichiarazione: questo articolo è stato in parte realizzato sulla base di interviste a otto esperti attivi in politica, nel settore bancario e delle autorità di vigilanza. Tutti gli intervistati hanno accettato di collaborare previa garanzia di anonimità.

    I protagonisti:

    Angela Merkel
    Il Cancelliere tedesco si batte a favore dell’euro, ma vuole impegni precisi da parte dei Paesi dell’area dell’euro che non hanno le proprie finanze pubbliche sotto controllo. Nella maggiore economia europea le elezioni regionali sono alle porte. Gli elettori si lamentano di dover sopportare i tagli, mentre il problema non ha niente a che fare con loro. Il padre politico della Merkel, Helmut Kohl, ha fatto entrare la Germania nell’euro. La sua pupilla difenderà la moneta unica ad ogni costo?

    Jean-Claude Trichet
    Il principale compito del presidente della Banca Centrale Europea è quello di vigilare sulla stabilità dei prezzi nell’Eurozona. Tutte le misure d’emergenza finora prese per sostenere l’euro hanno messo sotto significativa pressione il valore della moneta unica. La colpa è più dei capi di governo europei che di Trichet. Questi ultimi operano con irresolutezza mentre il presidente francese della banca chiede azioni rapide e incisive. Ma le tasche della BCE sono davvero abbastanza profonde per poter sostenere la moneta unica?

    Nicolas Sarkozy
    La volontà del presidente francese di salvare l’euro è forse più solida di quella di Merkel, la sua controparte nella potente asse franco-tedesca. Quando l’euro ancora non esisteva, la Francia ha vissuto in prima persona quello che un attacco di speculatori valutari significa. Di solito, l’asse franco-tedesco è determinante nelle decisioni importanti sulla scena europea. Ma riuscirà Sarkozy a tenere Frau Kanzlerin a bordo, o le due potenze si allontaneranno l’una dall’altra?

    Silvio Berlusconi
    Il premier italiano governa uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, ma l’Italia è un Paese gravato da un enorme debito pubblico. I mercati finanziari hanno perso fiducia che l’esuberante Berlusconi riesca a salvare le finanze dello Stato, senza aiuto da parte dei suoi amici europei. Ma questi ultimi sarebbero disposti a sacrificare i loro introiti fiscali per un Paese del Sud Europa che ripetutamente rifiuta di mettere in ordine i suoi conti?

    Jan Kees de Jager
    Proprio come la Germania, il Ministro delle Finanze olandese continua a imporre dure condizioni in cambio di aiuti di emergenza ai Paesi europei più deboli. Ma poiché sempre nuovi Paesi fanno richiesta di aiuti di emergenza, il sostegno politico per l’ennesimo salvataggio si sta sgretolando in Olanda. Dal momento che ha la minoranza in Parlamento, il governo non è una squadra tra le più forti. Lo Stato ha investito fondi pubblici nelle banche. Verso quale soluzione Jager guiderà i Paesi Bassi?

    Il giorno che l

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Spazzatura.
    Against all odds

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Spazzatura.
    Credi? L'euro ha ancora qualche anno di vita. La crisi peggiorerà di bruto.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  4. #4
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    rmai non si può piu prescindere dall'euro... anzi secondo me tra alti e bassi la zona euro si allargerà ancora...
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  5. #5
    AhAhAh
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Una bella iperinflazione e usciamo dalla crisi dei debiti.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Credi? L'euro ha ancora qualche anno di vita. La crisi peggiorerà di bruto.
    Ma perchè non provi ad uscire dal tuo fantamondo?onf:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    E' abbastanza realistica. Pero' il titolo mi pare un po' furoviante... dato che questa non sarebbe una crisi valutaria, ma il classivo default da statalismo imperante e debiti pubblici fuori controllo.
    Il fatto che la valuta crolli e' solo la conseguenza della possibilita' criminale dei governanti di farsene emettere a piacimento dalla loro protetta, la bce ... in pratica finanziando le loro spese pazze attraverso l'erosione inflazonistica dei risparmi dei cittadini.
    In due parole, monetizzeranno il debito pubblico, e daranno la colpa agli "avidi speculatori".

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    Una bella iperinflazione e usciamo dalla crisi dei debiti.
    Così mandiamo a fanculo risparmi e consumi. I Governi si ritrovano con meno debiti ma i cittadini si ritrovano sotto ad un ponte.

    Chi deve fallire è il Governo non l'economia reale, l'iperinflazione serve solo a salvere il culo di questa classe politica. Se uno fà debito deve pagarlo, se vale per il privato deve valere anche per il pubblico. Lo Stato non riesce a onorare i debiti? Fallisca e vada in default.
    .

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Così mandiamo a fanculo risparmi e consumi. I Governi si ritrovano con meno debiti ma i cittadini si ritrovano sotto ad un ponte.

    Chi deve fallire è il Governo non l'economia reale, l'iperinflazione serve solo a salvere il culo di questa classe politica. Se uno fà debito deve pagarlo, se vale per il privato deve valere anche per il pubblico. Lo Stato non riesce a onorare i debiti? Fallisca e vada in default.
    Se fai conto che più di 1/3 della popolazione (non ho sottomano i dati precisi) "dipende" economicamente dallo stato, non è che sia tanto diversa la cosa. Per me il crash sarà inevitabile, a meno che non vi sia un improvviso rinsavimento dei politici e un taglio decissimo (insieme ad una privatizzazione vera) del welfare. Ma loro pensano da qui a 10 minuti, non la vedo un'ipotesi probabile. La massa va nella direzione opposta, non ha ancora chiaro quale sia il problema. E in effetti il problema della democrazia (della socialdemocrazia soprattutto e del socialismo in genere) è proprio questo: deresponsabilizzazioone totale degli individui che dipendono in tutto e per tutto da un apparato burocratico e vista generale che non va oltre l'orizzonte temporale del quarto d'ora.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il giorno che l'euro crollò…

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Così mandiamo a fanculo risparmi e consumi. I Governi si ritrovano con meno debiti ma i cittadini si ritrovano sotto ad un ponte.

    Chi deve fallire è il Governo non l'economia reale, l'iperinflazione serve solo a salvere il culo di questa classe politica. Se uno fà debito deve pagarlo, se vale per il privato deve valere anche per il pubblico. Lo Stato non riesce a onorare i debiti? Fallisca e vada in default.
    Si caro Luca... ma vedi, non saranno comunque i rettori temporanei dello stato, i nostri onerevoli e sottosegretari ad accollarsi il debito pubblico e a finire in qualche tribunale fallimentare.

    I debiti sono comunque gia' stati accollati ai cittadini, i quali ... e' inevitabile, la prenderanno in quel posto comunque. Sia che a pagare siano i possessori di titoli pubblici (che perderanno i risparmi all'istante), sia che siano i contribuenti (che si vedranno appioppare qualche patrimoniale), sia che siano i cittadini tutti, attraverso l'inflazione.
    E questo sara' possibile per lo stesso motivo che ha consentito la crescita di un tale debito abnorme, cioe' LA FEDE DEL CITTADINO MEDIO IN ALCUNE STRONZATE, DI CUI LA PIU' SCANDALOSA E' ... "LO STATO SIAMO NOI".
    L'unica mia speranza e' che il default apra gli occhi alle persone, ma anche su questo ho molti dubbi...

 

 
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