Spett.le redazione de Il Messaggero,
Voglio portare alla luce un problema che sta dilagando su tutto il territorio nazionale. Da un po' di tempo, si sta riscontrando un continuo aumento di autovetture circolanti sul territorio nazionale, con targa rumena.
Faccio presente per conoscenza diretta, che cio' viene fatto per i seguenti motivi.
1) Il costo di assicurazione annua non supera la cifra di 130 euro/ 170 per le vetture piu grandi.
2) Sono praticamente
irrintracciabili a qualsiasi infrazione del codice della strada, laddove vengano emesse multe per divieto di sosta, per eccesso di velocita', passaggio con semaforo rosso, e tutto cio che concerne il codice della strada, loro sono impunibili, perche essendo targate romania, non si risale mai al proprietario o al conducente.
3)
Quasi nessuna vettura effettua la periodica revisione, perche nei libretti di circolazione, la lingua scritta e' il rumeno.
4) La maggior parte di esse circolano con
tagliandi assicurativi contraffatti.
5) Laddove una vettura con targa rumena dovesse provocare sinistri con altre vetture di targa nazionale italiana, le compagnie di assicurazione RUMENE, riconoscono il danno pari al
10% del danno arrecato e talvolta neanche quello.
Mi chiedo come si puo' consentire un abuso alle norme vigenti, quando lo stesso codice dice che il cittadino straniero che risiede nel territorio nazionale, deve avere l'auto con targa italiana?
E come dobbiamo sentirci noi italiani, tartassati da controlli autovelox, divieti di sosta, e altre infrazioni? Mentre il popolo rumeno fa da padrone in merito eludendo ogni qualsivoglia infrazione contestata?
Per chiudere, queste persone, (la maggior parte dei residenti nel nostro paese) hanno un regolare lavoro in italia, hanno un regolare contratto di affitto in italia, perche devono beneficiare di questo modo a mio avviso truffaldino ai danni del nostro paese?
Spero che la vostra rubrica intervenga al fine di ristabilire la legalita' e pari diritti tra cittadini.
Vi ringrazio per l'attenzione prestatami e con l'occasione porgo cordiali saluti
Le targhe rumene*-*Il Messaggero