





Allora. Tanto per iniziare le principali informazioni che riguardano la fine del mondo provengono dai libri di Daniele e dall'Apocalisse di Giovanni. San Paolo riprende nella prima e nella seconda lettera ai Tessalonicesi lo stesso tema. Dice che la fine del mondo avverrà, ma non prima che si siano realizzati alcuni fatti profeticamente annunciati - che i Tessalonicesi, destinatari della lettera, dovrebbero conoscere già. In particolare è necessario che si riveli un personaggio ("l'uomo iniquo") che presto si chiamerà "Anticristo". Al momento della stesura della lettera questo personaggio non può ancora manifestarsi. Questo testo citato è fondamentale per la comprensione del tempo della fine. Per conoscere il giorno bisognava sapere chi potesse essere questo "Anticristo" e quale fosse il potere che trattenendolo gli impediva di manifestarsi. I cristiani al tempo della seconda lettera ai Tessalonicesi erano molto inquieti: che ne era della promessa del Cristo, della sua seconda venuta? Perché il momento tardava ad arrivare? In realtà l'intenzione di Paolo non era quella di annunciare profeticamente l'arrivo di quel momento, ma semplicemente quello di rassicurare i fedeli confermando l'affidabilità delle promesse divine.
Ultima modifica di donerdarko; 14-04-11 alle 19:46
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Tutto il richiamo di S. Paolo alla fine del mondo forse è basato sul concetto di Anticristo come di impedimento alla divulgazione e in effetti sembra che prima di Costantino sia avvenuto veramente in questo modo come se con Costantino fosse finalmente arrivato il periodo del riscatto o dei cieli nuovi. Ma a parte questa deduzione che lascia il tempo che trova ci sarebbe da chiedersi se quanto scritto e predicato da Paolo corrispondesse veramente a quanto detto da Gesù. E allora forse che il vero anticristo potrebbe essere ricercato (questo per me) all'interno della stessa organizzazione cristiana. In questo caso Paolo e Pietro sarebbero i primi anticristi nel senso che essi si sforzarono veramente di divulgare la figura e la storia di Cristo ma Cristo intendeva veramente questo? O altro? Intendeva divulgare la sua storia?
Quindi in questo senso secondo me Paolo e Pietro sarebbero i veri primi anticristi nel senso di una mancata annunciazione della verità del messaggio. Furono in compenso dei buoni amministratori e divulgatori invece della figura di Cristo e fecero anche un buon lavoro di marketing mettendo in piedi una nuova religione (il cristinaesimo) sulla base di precedenti religioni (culto di mitria, del sole ect) e con l'aiuto dell'impero romano.
L’anima in evoluzione non è resa divina da ciò che fa, ma da ciò che si sforza di fare.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza