Vedi, la condiscendenza del clero cattolico verso i pedofili, oltre ad essere una falsità a cui solo poveri minus habentes possono credere, non implicherebbe minimamente la mutevolezza delle convinzioni etiche cattoliche. Una morale oggettiva rimane oggettiva anche se c'è qualcuno che la trasgredisce. Un cattolico, se veramente cattolico, potrà anche essere il peggior criminale di questo mondo, ma non potrà mai venirti a dire che la pedofilia non è un peccato mortale, pena il non essere più cattolico. Il relativista, al contrario, può certamente dirmi che la pedofilia è una cosa repellente, ma ciò non toglie che questi siano i suoi gusti personali ed arbitrari e che un domani non è detto che, mutando magari il contesto culturale e sociale, non diventi una persona che considera lecita la pedofilia. Indipendentemente dall'opzione valoriale scelta, rimarrebbe in entrambi i casi un relativista.
Il problema di quelli come te è che non si rendono conto che non tutti accettano passivamente i presupposti dai quali partite e che lo stesso relativismo che usate per demolire la religione cattolica vi si può benissimo ritorcere contro, demolendo le vostre granitiche certezze.Cerco solo di farti ragionare , se puo ti scappa di ridere , a me al contrario viene quasi da piangere di fronte alla scarsissima duttilità mentale che presenti.
Va be , vado ad ascoltarmi Pievani alle giornate della laicità.





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