Forse tra una notizia sulla guerra in Libia ed una su Ruby a molti di noi è sfuggita la vicenda che ha riguardato la distruzzione di una copia del Corano ad opera di un pastore protestante USA (Florida pastor oversees Quran burning - USATODAY.com ).
Anche supponendo che l'eco della cosa sia giunta alle vostre orecchie, immagino che ciò che ricordiate maggiormente a riguardo è stata la netta condanna dell'azione da parte di un po' tutti i protagonisti della vita politica e culturale dell'Occidente: dalla rock star americana prestata alla politica (Obama) ai soloni sinistrorsi peace & love, è stato tutto un coro di condanna del gesto, bollato di volta in volta come "assassino" e "pericoloso", "estremista" o "terrorista".
Ce ne fosse uno, dico uno, che abbia perso dieci minuti del suo preziosissimo tempo per condannare l'assurda e (questa sì!) assassina, terrorista, estremista reazione che in molta parte del globo terracqueo ha portato a circa venti morti, una serie impressionante di chiese date alle fiamme e di cristiani perseguitati.
Esempio lampante? Brucia il Corano ma non si pente dopo i 21 morti in Afghanistan - America24
Ora mi chiedo: bruciare il Corano è sciocco e decisamente incivile... ma uccidere, bruciare, saccheggiare per vendetta, cos'è se non criminale e terroristico?
Non pensate anche voi che sia giunto il punto di non ritorno, e che sia necessario per tutti quanti noi dire a chiare lettere che non siamo disposti più a sopportare che terroristi ed estremisti islamici macellino i nostri fratelli come fossero animali, brucino e profanino le nostre chiese, e distruggano le case dei cristiani in tutto il mondo?
Provate a dare un'occhiata anche a questo sito:
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repapelle:
