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    Predefinito Lilith - La prima sposa di Adamo

    LILITH - LA PRIMA SPOSA DI ADAMO












    Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C. Vari studiosi datano l'origine verso il 700 a.C.[1]. Lilith compare nell'insieme di credenze dell'Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala ebraica, invece, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente a Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.

    Alla fine dell'Ottocento, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre.




    Connotazione storico-linguistica mesopotamica


    L'accadico Lil-itu ("signora dell'aria") potrebbe riferirsi alla divinità femminile sumerica Ninlil (del pari "signora dell'aria"), dea del vento meridionale e moglie di Enlil. La storia di Adapa ci narra come Adapa avesse infranto le ali del vento del sud, azione per la quale egli temette di essere punito con la morte. Nell'antico Iraq, il vento del sud è associato con l'aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie. Il corrispondente maschile accadico līlû non mostra suffissi desinenziali ed è simile al sumerico (kiskil-) lilla.





    Etimologia ebraica


    L'accadico Līlītu e l'ebraico לילית (lilith)[2] sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> "notte" (con l'aggiunta della nisba t a significare "della notte", "notturna"), e traduce letteralmente un "essere femminile della notte/demone"[3][4], sebbene le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīt e Līlītu (come pure in Ebraico) si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice - che non esige letteralmente uniformità di concetti - in ebraico e nell'arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa "sera, notte".
    Qualcuno ha osservato che Lilith sembra essere il corrispondente pagano della Madonna, ma, mentre questa schiaccerà il serpente e lo dominerà, Lilith ne è attratta, quasi inconsapevole, e ne è avvolta, quasi connivente nello scoprire i segreti della natura umana, come nel ritratto del pittore preraffaellita John Collier del 1892. Tuttavia, tali interpretazioni sono di carattere più psicanalitico che storico-religioso in senso stretto. Da questo punto di vista, si osserva che è la figura della Madonna ad essere discesa da sue antecedenti pagane (a cominciare dall'egizia Iside, ma non solo) e non il contrario, dato il rapporto di maggiore antichità.

    Origini mesopotamiche

    Non vi è una sola tradizione precedente a cui la figura della Lilith ebraica può richiamarsi, ve ne sono almeno tre, una legata ad un demone di desolazione e di appassimento associata al vento e da cui anche il nome "lilith", una legata ad un demone di distruzione e morte, la terza, la più nobile in origine, Ishtar o Astarte (o se vogliamo la Dea Madre del culto della femminilità) che gli ebrei stessi adorarono all'inizio della loro storia, come è testimoniato nella Bibbia.[5]






    http://it.wikipedia.org/wiki/Lilith
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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    LILITH NELLA MITOLOGIA GIUDAICO CRISTIANA














    Intorno al secondo millennio a.C. vivevano in Mesopotamia alcune tribù agropastorali di lingua aramaica. Verso il 1760 un gruppo di queste persone si separò verso la terra di Canaan e lì si stabilirono e crebbero di numero, adottarono anche la lingua locale: l’ebraico. Una carestia li spinse poi a migrare in Egitto dove rimasero circa quattro secoli quando l’intolleranza e le persecuzioni del faraone li spinsero a tornare nella terra di Canaan (Palestina) dove trovarono stanziate altre popolazioni con le quali dovettero combattere. Nel 70 d.C. i romani distrussero Gerusalemme e gli ebrei si sparsero per il mondo.


    Sebbene si tratti di una popolazione sempre in movimento, la sua storia è raccolta nei libri della Bibbia; a differenza delle popolazioni cui erano assoggettati gli Ebrei adottarono una religione monoteista ma la stretta convivenza con Sumeri Assiri e Babilonesi fece si che alcuni elementi della loro religione fossero assimilati ed elaborati anche nei testi ebraici.
    Le schiere di demoni notturni della Mesopotamia (escludendo il maschile Lilu) vengono, presso gli ebrei, ad essere indicati col solo nome di Lilith che troviamo citata una sola volta nella Bibbia ma più spesso nel Talmud (il commento ai testi biblici) e nel Libro degli Splendori (un testo che spiega i significati mistici di quanto scritto nella Bibbia), Ernest Jones riferisce:
    Come gli Incubi succhiano i fluidi vitali, portando la vittima alla consunzione, così i Vampiri spesso poggiano sul petto della vittima, soffocandola. La Lilith ebraica, che Johannes Wejer chiamò principessa dei succubi, discendeva dal babilonese Lilitu, noto vampiro.
    Le caratteristiche fisiche della Lilith ebraica sono i lunghi capelli, rimane la presenza di ali (anche se probabilmente si tratta di un’elaborazione successiva per avvicinarla alla schiera dei demoni), la predilezione per la notte e, ovviamente, la lussuria e la sete di sangue di bambini.
    Compare subito come prima compagna di Adamo, anche lei plasmata da materiale fangoso, non lo stesso che servì per l’uomo, ma sozzura. Per soddisfare la sua solitudine ed impedire abominevoli accoppiamenti con animali che sarebbero stati infruttuosi (riferendosi probabilmente alla divinità babilonese Enkidu che prima di conoscere la sua compagna pare avesse un certo debole per le gazzelle), Lilith e Adamo furono creati il sesto giorno, insieme ai rettili e alle anime dei demoni (il cui corpo però non fu creato) e l’aspetto della donna non è definito, il Libro degli splendori riferisce che Lilith è una creatura coperta di sangue e di saliva rendendola inevitabilmente più simile ad un Demone che a una donna, quindi incompiuta.
    Quando si trattò di consumare il primo rapporto sessuale ovviamente fu un’esplosione di sensazioni estatiche per entrambi ma quando Lilith cominciò a dimostrarsi insofferente per la posizione che Dio aveva imposto (la donna sotto e l’uomo sopra) l’idillio fra i due finì, Adamo voleva imporre la sua superiorità, in quanto uomo, nei confronti della donna che doveva stendersi sotto di lui e Lilith fuggì nel Mar Rosso.
    Dio, vedendo di nuovo l’uomo solo, tentò di richiamarla ma lei espresse di nuovo il suo rifiuto. Il secondo tentativo di Dio per dissuaderla fu quello di mandare tre angeli che la trovarono fra le acque circondata dagli altri demoni (secondo la tradizione ebraica nell’acqua si annidano le creature del male) e cosciente di essere una di loro, essi la minacciarono di morte se non fosse tornata dal suo sposo ma Lilith astutamente li dissuase rivendicando l’incarico affidatole da Dio stesso della custodia dei bambini maschi fino all’ottavo giorno di vita e delle femmine fino ai vent’anni d’età.
    Gli Angeli tornano sconfitti in paradiso e Dio si vendica con Lilith uccidendole le centinaia di demoni (Lilim) che generava accoppiandosi con le creature del Mar Rosso. A tale affronto lei risponde aggirandosi nottetempo nelle contrade, orientandosi presso i crocicchi, per cercare e strangolare i neonati (a meno che non siano protetti da talismani recanti i nomi degli angeli che le erano apparsi) e per sorprendere gli uomini durante il sonno sfinendoli fino alla morte con abominevoli amplessi.
    Ad Adamo fu data una nuova donna, Eva, della quale Lilith era gelosissima e cui uccise buona parte della prole, ed alcune versioni vogliono che fosse lei il serpente che la indusse a disobbedire all’uomo cogliendo il frutto proibito.
    Per gli Ebrei Lilith passerà definitivamente al rango di Demone femminile raffigurata come donna il cui corpo termina in una coda di serpente.
    Nella Bibbia cristiana i riferimenti a Lilith sono veramente molto pochi, probabilmente ad opera delle successive riscritture a scopo dottrinale e sacerdotale volte ad esaltare l’obbedienza che la donna deve dimostrare nei confronti dell’uomo, la citazione più esplicita si trova in Isaia 34,14:
    I gatti selvatici si incontreranno con le iene, e
    I satiri si chiameranno l’un l’altro;
    vi farà sosta anche Lilith e vi troverà tranquilla dimora.
    In questo testo è avvicinata agli animali predatori ricordando anche la sua parentela con gli uccelli notturni il cui urlo inquieta chi lo ascolta, infatti, quando Dio uccise il figli di Lilith, nella notte echeggiarono per molto tempo i suoi lamenti disperati.
    Secondo l’iconografia cristiana Lilith governa l’inferno, ha l’aspetto di una donna nuda estremamente bella, ha i capelli blu e gli occhi rossi, la pelle è di un colore grigio argenteo; comanda le schiere di succubi e gli amplessi con lei portano alla follia.


    LILITH NELLA LETTERATURA
    La vendetta di Lilith nei confronti di Dio e di Eva, consistente nell’uccisione dei bambini, presto divenne uno spauracchio nei confronti di madri negligenti e di bambini disobbedienti, e tramandato in forma orale e poi scritta nelle fiabe e nei racconti popolari. Il riferimento a Lilith lo troviamo in tutte le matrigne come quella di Biancaneve (che non lesina certo a chiedere sangue e cuore della povera ragazza che abbandona nel bosco), nelle streghe che aspettano, in tuguri di marzapane nascosti nel bosco, l’arrivo di teneri piccoli visitatori di cui cibarsi, ma è anche la fanciulla che astutamente elimina la dama su cui il suo uomo ha messo gli occhi e le Carteriane donne che, rinunciano alle convenzioni e giacciono coi lupi perché magari è meglio.
    Inutile dire che anche la letteratura destinata ad un pubblico adulto ha fatto suo proprio questo mito accentuandone la pericolosità nei confronti degli uomini, in particolare nell’età Romantica.
    Nel Faust di Goethe incontriamo Lilith nella notte di Valpurga:

    FAUST: ma quella chi è?
    MEFISTOFELE: quella è Lilith
    FAUST: Chi?
    MEFISTOFELE: La prima moglie di Adamo,
    Sta in guardia dai suoi bei capelli
    Da quello splendore che solo la veste.
    Fai che abbia avvinto un giovane con quelli,
    E ce ne vuole prima che lo lasci.




    Questo simbolismo dei capelli è presente nel folclore Tzigano dove Lilith è chiamata Lilyi, i suoi capelli penetrano nella carne dello sventurato amante dilaniandolo e assorbendone il sangue.
    Sempre di Goethe è La nuova Melusina, una riscrittura della fiaba della donna serpente che diventa, però, uno gnomo di sesso femminile conservando le caratteristiche seduttive.
    In Francia abbiamo la Cecily dei Misteri di Parigi scritto da Eugene Sue:
    ...Questa grande creola a volte slanciata e polposa, vigorosa e flessuosa come una pantera, era l’incarnazione della sensualità bruciante che s’accende solo al calore dei tropici. Tutti hanno sentito parlare di queste fanciulle di colore per poi aggiungere Mortali agli Europei, di queste vampire incantatrici che, snervano le loro vittime con amplessi terribili, succhiano fino all’ultima goccia d’oro e di sangue, e non gli lasciano altro, secondo l’espressione del paese, che le sue lacrime da bere e il suo cuore da rodere.
    Della stessa opinione era sembrato Gautier nel Fortunio quando parlava delle Giavanesi che bevono un uomo europeo in tre settimane.
    Vittime della discendenza di Lilith sono anche i poeti maledetti come Baudelaire e Rimbaud:

    Tu, come lama di coltello
    Sei entratata nel mio cuore in lacrime!
    Tu, forte come una schiera
    Di demoni, folle ed in ghingheri,

    sei venuta a fare del mio spirito
    umiliato il tuo letto ed il tuo regno!
    Tu, infame alla quale son legato
    Come il forzato alla catena
    (...)

    C. Baudelaire: Il Vampiro




    Ed anche Rudyard Kipling, dopo aver visto il quadro del Burne Jones, ha fatto proprio il mito di Lilith nella poesia Il Vampiro:

    (...)
    Il folle fu spogliato fino all’osso
    (così come tu ed io!)
    Cosa che lei ben poteva veder quando lo mise da parte
    (ma non v’è segno che la madama ci provasse).
    Così qualcosa di lui visse, ma il più mori -
    (così come tu ed io)

    E non è la vergogna e non è la colpa
    Che brucia come un marchio rovente -
    È questo scoprire che lei non seppe mai il perché
    (vedendo infine che mai avrebbe potuto sapere un perché
    e che mai, proprio, avrebbe potuto capire!)




    La manifestazione letteraria più interessante l’abbiamo, però, in Italia con Primo Levi in Lilith e altri racconti, anche se lo scrittore italiano è conosciuto prevalentemente per il romanzo Se questo è un uomo (anche in questo caso, come capita per la maggior parte degli scritti vampirici degli scrittori italiani di pregio, se ne parla poco e se ne pubblica meno), anche Lilith comunque è ambientato in un campo di concentramento nazista:
    Lilith in un’illustrazione di Gary Kelley (Creature della notte - Hobby & Work, 1998).

    Lilith abita precisamente nel Mar Rosso, ma tutte le notti si leva in volo, gira per il mondo, fruscia contro i vetri delle case dove ci sono dei bambini appena nati e cerca di soffocarli. (...) Altre volte entra in corpo a un uomo e l’uomo diventa spiritato. (...) Poi c’è la storia del seme. È golosa di seme d’uomo, e sta sempre in agguato dove il seme può andare sparso: specialmente fra le lenzuola. Tutto il seme che non va a finire nella matrice della moglie è suo: tutto il seme che ogni uomo ha sprecato nella sua vita per sogni o vizio o adulterio.
    Ma qui viene il bello:
    Dio è rimasto solo; come succede a tanti, non ha saputo resistere alla tentazione e si è preso un’amante: sai chi? Lei Lilith, la diavolessa, e questo è stato uno scandalo inaudito. (...) Devi sapere che questa tresca indecente non è finita e non finirà tanto presto: per un verso è causa del male che avviene sulla terra; per un altro verso è il suo effetto. Finchè Dio continuerà a peccare con Lilith sulla terra ci saranno sangue e dolore (...).
    La nostra Lilith, nelle sue peregrinazioni notturne ha ormai lasciato testimonianze in moltissimi ambiti narrativi, compaiono apparizioni fugaci nella musica, nei fumetti e nei moderni romanzi di Anne Rice che ha rinvigorito l’origine tutta femminile del mito vampirico; da una molteplicità di divinità ambigue, Lilith è fuggita dalla tradizione religiosa per entrare a far parte del nostro patrimonio folclorico-immaginativo, diventando il simbolo della madre snaturata e dell’amante perversa e non cesserà mai di tormentare, col suo fascino irresistibile, i sogni di coloro che si trovano sul suo cammino.








    Lilith
    Ultima modifica di Ottobre Nero; 19-03-11 alle 11:50
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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    LILITH











    Testo di Anna Pirera per Il Cerchio della Luna




    Lilith in un quadro di Maria Micozzi

    Premessa
    Con Lilith siamo in un archetipo estremamente potente e sicuramente non semplice da incontrare. Prima di inoltrarvi nel suo simbolismo, vi invito quindi a riflettere bene se è il momento per voi di affacciarvi a lei, evitando di inoltrarvi senza consapevolezza nel suo terreno. Difficilmente Lilith entrerà nella vostra vita senza portare qualcosa della sua impegnativa energia con sé.

    Nell'ottobre 2009, abbiamo pubblicato una pagina su Lilith e su Lilith e Eva, all'interno della ricerca sulle Dee Furiose. Vi invitiamo a leggere prima le notizie lì pubblicate, e seguire in seguiti il link che vi riporta a questa pagina.

    Quella che segue qui sotto non è in alcun modo un panorama di Lilith e della sua simbologia. Qui ho solo voluto descrivere uno dei tanti volti di questa figura così complessa, attraverso il racconto di quanto è rimasto in me dell’esperienza di un workshop in due serate organizzato da Chiara Gelmetti a Milano nel gennaio 2006. Nella prima serata ci siamo incontrate nell'atelier di Maria Micozzi, per una introduzione al tema, mentre nella seconda serata ci siamo incontrate per danzare, con la guida di Chiara. Una delle danze da lei proposta, quella che descrivo, era sulla musica della Danza del Femminino, Vocalizzo di S.Rachmaninov.

    La storia
    La storia, dicono, sia andata così:
    C’era una volta la Grande Dea in Babilonia e uno dei suoi volti, Lilith. C’erano, a quel tempo, popolazioni pacifiche improntate all’uguaglianza fra uomini e donne. E c’erano i nuovi popoli, fra cui quello ebraico, spesso nomadi e dalla struttura patriarcale.
    Gli ebrei dunque scrissero un libro sacro, la Bibbia.
    Nel primo capitolo della Genesi, nella sua forma più antica, Dio, o, forse, gli Dei (Elohin, la parola con cui è indicato, è un plurale), diede origine al creato. E gli uomini furono creati insieme, maschio e femmina, Adamo e Lilith. Il settimo giorno, mentre l’energia divina della creazione riposa, Adamo e Lilith fanno l’amore. Lilith accoglie Adamo, che è sdraiato sopra di lei. Più tardi Lilith dice ad Adamo: “La prossima volta scambiamo le parti, e io sto sopra”. Adamo risponde “No” e Lilith argomenta: “Perché no, dal momento che siamo stati creati uguali?” Adamo ribadisce il suo no e Lilith decide di andarsene e si allontana senza guardarsi indietro. Va lungo le rive del Mar Morto, dove abitano scorpioni e serpenti e veleni. Adamo va a lamentarsi da dio e Lilith viene maledetta: i figli che lei concepirà moriranno sempre, perché a lei non è dato partorire vita, ma solo morte. E Lilith si trasforma nella regina delle streghe e abita l’oscurità di Lucifero.
    Nel secondo capitolo della Genesi, più recente, le cose si trasformano: Lilith scompare e di lei rimane solo un fantasma e appare Eva, la donna creata dalla costola di Adamo, la donna che non mette in discussione la posizione dell’uomo. Ad Eva resta il compito di introdurre l’oscurità nella vita umana, con quella sciocchezza di dar retta al serpente e mangiare la mela.

    La ragione
    Maria Micozzi, pittrice che ha dedicato molto del suo lavoro a Lilith, ci parla del tabù dell’intelletto femminile. Lilith, ci dice, è l’unico personaggio nell’antica Bibbia che presenti un sillogismo, un ragionamento logico, pulito, stringente. La donna, alle origini, è anche intelligenza logica.
    Maria ci riceve nel suo studio popolato di quadri e scultue; donne bellissime, nude, di carne e luce, di morbidissimi colori e un tocco di rosso; donne senza testa, donne la cui testa è cancellata, svanita in una nuvola, rimasta fuori dalla tela, coperta da un ripensamento della mano che dipinge.

    La dignità
    Secondo l’astrologia Lilith, il pianeta riconosciuto dopo, che non è che l’ombra di sé, un puro centro di energia, rappresenta la dignità della donna. Quella forza insopprimibile che porta la donna a scegliere di essere se stessa, qualunque sia il prezzo da pagare. Come le eroine dell’opera, che entrano nella pazzia per non rinuciare a dire la verità, ad essere la verità in un luogo dove ciò non è permesso.

    Il cerchio
    La danza che ci propone Chiara parte dalle origini. Dalle donne che danzano insieme, in un semicerchio che gira, le braccia intrecciate. Il passo è morbido, il mondo armonico, le braccia si alzano e si abbassano mentre l’intreccio cambia forma, ma non sostanza. Il mondo delle donne è energia che fluisce e possiamo sedere e creare una curva aperta in cui magicamente ciascuna trova il suo gesto, il suo stare con le altre, nell’attesa, nel femminile. E’ il cerchio antico delle donne, leggero e forte al contempo.

    Adamo
    Certo, è bello, Adamo. Viene e ci invita, ad una ad una, alla danza. Come Krishna, sembra essere solo per te, sembra danzare solo con te. E’ naturale alzarsi e danzare con lui, è presenza attenta, in una distanza che permette di essere insieme e allo stesso tempo sentire che ognuno è in sé, intero.

    Lasciare
    Sapevamo già da prima che era il nostro compito. Da qualche parte è scritto nell’inconscio più profondo che le cose sono andate così. E’ importante saper lasciare, con gesto netto, senza sbavature, ripensamenti, mezze misure; quello che va fatto, va fatto, ed è una scelta consapevole e allo stesso tempo ineluttabile. Adamo magari ci prova, a farti restare, ma in fondo lo sa anche lui che è così che deve essere, per qualcosa che è più grande di te e di lui, ora.
    Voltarsi e andare, senza guardarsi indietro, appunto, con il piede forte sulla terra e il passo fermo.
    E’ bello, fa sentire bene, dentro.

    Il Mar Morto
    E poi, naturalmente, c’è il dato di realtà. L’esilio, la tristezza, la solitudine. Andiamo sulla riva, ad una ad una. Il capo è chino, gambe e braccia composte. E’ presente, adesso, quella condanna di morte, quel contatto con l’oscuro. L’animo è pesante in questo destino che è stato compiuto.

    La fila
    Donne in fila, ora. C’è comunanza, certo, ma è una comunanza diversa, che sorge dal dolore. L’energia è ferma e può muoverso in una sola direzione: contro. Siamo una fila di donne, c’è la forza cupa della profondita, e, latente, la forza della rabbia, della ribellione al destino ingiusto. Un domani potremo andare così, a file, in manifestazione. Il nuovo mondo è quello, la leggerezza assente, nonostante la fiamma che ognuna di noi accende in un lumino rosa.







    Lilith
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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    Lilith












    Lilith (ebraico, ילילת) è un personaggio della mitologia ebraica. Lo si trova nel Talmud babilonese ed è collegato ad un demone mesopotamico di sesso femminile, Lilitu.
    Nell'Alfabeto di Ben Sira (VII -X secolo) Lilith è la prima moglie di Adamo, Questa leggenda si è diffusa durante il Medioevo, nella tradizione del Midrash Aggadico, dello Zohar e del misticismo ebraico.
    Lilith abbandonò Adamo, dopo aver rifiutato di sottomettersi a lui e non tornò più nel Giardino dell'Eden, perché si accoppiò con l'arcangelo Samaele.
    Dopo che Dio creò Adamo, che era da solo, disse: "Non è bene che l'uomo sia solo". Ha poi creato una donna di Adamo, dalla terra, come aveva creato Adamo stesso, e la chiamò Lilith. Adamo e Lilith cominciarono subito a litigare. Lilith disse: "Io non starò sotto", e lui disse: "Non voglio stare sotto di te, ma solo sopra. Tu sei stata creata per essere sottomessa a me". Lilith rispose: "Siamo uguali tra noi, in quanto siamo stati entrambi creati dalla terra." Ma egli non ascoltò ragione e quando Lilith se ne rese conto, pronunciò il nome di Dio e volò via in aria.

    La radice semitica L - Y - L, layil in ebraico e Layl in arabo, significa "notte".
    In accadico i termini Lili e Lilitu identificano spiriti malvagi femminili e non hanno alcuna relazione etimologica di sumero Lilu, "sera". È forse più corretta l'associazione non con la "notte", ma con il "vento". Si identifica così l'accadico Lil-itu il sumero lil , "aria". In particolare Ninlil , "signora dell'aria", dea del vento del sud (e moglie di Enlil ).
    In accadico Lilitu significa spirito femminile, o spirito fanciulla e a Lili è legato, nella stregoneria nel testo sumero, il numero incantesimo 313.
    La figura di Lilith, "la bella fanciulla", appare per la prima volta tra i demoni delle tempeste di vento, intorno al 4000 aC. (Siegmund Hurwitz).
    Nei testi magici di quel periodo, Lilith può essere sia malevola che benevola. Il suo culto, nato a Babilonia, si diffuse a Canaan e infine in Israele.
    Il culto era legato a sacrifici umani. Nel pensiero ebraico Lilith è descritta come spirito femminile malevolo. In alcuni testi è identificata con i demoni della tempesta.
    Le versioni sulla sua creazione sono discordanti. Secondo la prima versione, Dio durante la creazione , ha creato il Shedim, lo spirito, ma non il suo corpo e si è dimenticato di lei quando si è riposato, il Shabbat. Lillith sarebbe, quindi, uno spirito immortale. Secondo la seconda versione Lilith è una discendente di demoni in forma di serpente.
    Nella mitologia assira le Lilitu sono demoni che rapiscono i bambini e le donne e sono descritte come leoni, tempeste, il deserto e le malattie. Nei loro primi ritratti hanno artigli di uccelli ai piedi e le ali. Sono in grado di accoppiarsi normalmente ed esercitano una fortissima attrazione sugli uomini. Abitano di preferenza nei luoghi deserti. Sono acerrime nemiche del demone del vento, Pazuzu.
    Lamashtû o Labartu è demone antagonista di Lilitu. Lamashtû è una semidea, figlia di Anu, il dio del cielo. Lamashtû è un demone femminile malvagio: seduce gli uomini, fa ammalare le donne incinte, le madri e i neonati, beve sangue e diffonde malattie e morte. Si dice che lo spazio tra le sue gambe sia come uno scorpione. Ha testa di leone, piedi di uccello. Succhiano latte dai suoi seni un maiale e un cane, e lei cavalca la schiena di un asino.
    Altri due demoni mesopotamici hanno una stretta relazione con Lilitu: Gallu e Alu . Alu era originariamente un asessuale, che è diventato femmina. Le piace vagare per le strade come un cane randagio di notte e le piace insinuarsi nelle stanze da letto persone mentre dormono, per terrorizzarle. È descritta come metà donna e metà diavolo. Appare nella tradizione ebraica come Ailo, che è considerato uno dei nomi segreti di Lilith. In alcuni testi testi Ailo è figlia di Lilith e di un uomo . I'altro demone, Gallu, è del gruppo delle Utukkû. Gallu, come pure Utukkû , è stato utilizzato come termine generico per i demoni di sesso femminile.
    Stephen Langdon sostiene che i testi descrivono la babilonese Lilitu come la prostituta sacra della dea Ishtar, la controparte assiro babilonese della sumerica Inanna. Presso i sumeri Lilitu è chiamata ancella di Inanna o "mano di Inanna" . Inanna ha inviato la bella e seducente prostituta Lilitu nei campi e nelle strade, al fine di condurre gli uomini "fuori strada". Questo è il motivo Lilitu è chiamata la "mano di Inanna".
    Nell'Alfabeto di Ben Sira, Lilith è considerata la prima moglie di Adamo. L'idea che Adamo avesse una moglie prima di Eva potrebbe essere originato da una interpretazione del Libro della Genesi. Nel passaggio, 1: 27, è scritto che una donna era già stata fatta: "Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò". Secondo l'Alfabeto, dopo le parole di Dio nella Genesi 2:18, "Non è bene che l'uomo sia solo", Dio formò Lilith con la creta con cui aveva fatto Adamo, ma lei e Adamo litigarono. Lilith sostenne che d lei e Adamo erano stati creati nello stesso modo ed erano quindi uguali e si rifiutò di sottomettersi a lui.
    Nel Medioevo, Lilith, un demone femminile dominante, fu identificato con la regina di Asmodeo, re dei demoni. Asmodeo era già ben noto in questo periodo a causa delle leggende su di lui nel Talmud. Pertanto, la fusione di Lilith e Asmodeus era inevitabile. Si credeva che Asmodeo e Lilith procreassero prole demoniaca all'infinito e diffondessero il caos in ogni angolo del mondo. Furono accusati di trasformare il vino in aceto, di rendere gli uomini impotenti, le donne non in grado di partorire. Lilith fu accusata di provocare le morte dei bambini in tenera età.
    In queste leggende Lilith è descritta come l'incarnazione della lussuria, che corrompe e seduce gli uomini e come una strega bambina, che strangola i neonati indifesi.

    Il misticismo cabalistico ha tentato di stabilire un rapporto più preciso tra Lilith e la divinità. La sua creazione è descritta in molte versioni alternative della creazione.
    Si parla di una sua creazione prima di Adamo, il quinto giorno, perché tra gli "esseri viventi" con cui Dio ha riempito le acque è compresa anche Lilith. Una versione simile, con riferimento al Talmud, racconta che Lilith era stata creata con la stessa sostanza di Adamo. Una terza versione alternativa afferma che Dio ha creato Adamo e Lilith in modo che la creatura femminile fosse contenuta nel maschio.
    L'anima di Lilith è stata depositata nel fondo del Grande Abisso . Quando Dio l'ha chiamata, si è unta ad Adamo. Dopo il corpo di Adamo, è stato creato un migliaio di anime dal lato sinistro (male), che ha tentato di attaccarsi a lui. Tuttavia, Dio lo ha scacciato. Adamo è rimasto sdraiato come un corpo senza anima. Poi una nube è discesa e Dio ha comandato alla terra di produrre un essere vivente. Dio ha soffiato la vita in Adamo e la sua femmina è stata messa al suo fianco. Dio ha separato la femmina da Adamo. Il lato femminile era Lilith.
    Ancora un'altra versione afferma che Lilith non è stato creata da Dio, ma è emersa come un'entità divina, che è nata spontaneamente, o per il Superno Grande Abisso, o fuori del potere di un aspetto di Dio. Questo aspetto di Dio, uno dei suoi dieci attributi (Sefirot), ai livelli più bassi ha affinità con il regno del male ed è per questo che Lilith è unita con Samaele .
    Secondo un'altra versione alternativa Lilith è nata con la creazione della luce. La "prima luce", che è la luce della Misericordia (una delle Sefirot ), apparve il primo giorno della creazione, quando Dio disse: "Sia la luce". Questa luce è rimasta nascosta e la santità è stata circondata da un guscio di male. "Una buccia (klippa) è stata creata attorno al cervello ", e da questa buccia è stata tirata fuori un'altra buccia, Lilith.

    La scrittura mistica di Jacob e Isaac Hacohen, che precede lo Zohar di pochi decenni, afferma che Samaele e Lilith hanno la forma di un essere androgino, a doppia faccia, nato dalla emanazione del Trono di Gloria e corrispondente nel regno spirituale ad Adamo ed Eva, che sono stati ugualmente concepiti come un ermafrodito. Le due coppie di gemelli androgini "erano come l'immagine di sopra", e così essi sono riprodotti in modo visibile da formare un androgino.
    Vi è una tradizione ricevuta dagli antichi Saggi che hanno fatto uso della conoscenza segreta dei Palazzi inferiori, che è la manipolazione di demoni e una scala con la quale si ascende al livello profetico. In questa tradizione, è chiaro che Samaele e Lilith sono nati come uno, simile alla forma di Adamo ed Eva ,che erano anche nati come uno, che riflette ciò che è al di sopra. Questo è il racconto di Lilith, che è stata ricevuto dai Saggi della conoscenza segreta dei Palazzi ".
    Un'altra versione, che era diffusa fra i circoli cabbalistica nel Medioevo, afferma che Lilith era la prima delle quattro mogli di Samaele: Lilith, Naamah , Igrath e Mahalath . Ognuna di loro è madre di demoni. Il matrimonio dell'arcangelo Samaele e di Lilith è stato organizzato dal " Dragone oscuro ".
    Lilith è identificata come uno dei Qliphoth e corrisponde alla Sephirah Malkuth, nel cabalistico Albero della Vita. Il demone Lilith, la donna malvagia, viene descritta come una bella donna, che si trasforma in un demone-farfalla ed è associata con il potere della seduzione.
    Il Qliphah è il potere sbilanciato di un Sephirah. Malkuth è il più basso Sephirah, il regno della terra e in cui il piano divino è elaborato. La sua forma è Lilith, la seduttrice. È il mondo materiale e tutti i suoi piaceri, è la seduttrice finale e può portare a materialismo sbilanciato dalla spiritualità delle sfere superiori.

    Secondo Siegmund Hurwitz la Lilith talmudica è collegato con la greca Lamia , che, secondo Hurwitz, è il demone femmina che rapisce i bambini. Lamia, come Lilith, è descritta come un essere con un corpo umano dalla vita in su e con un corpo di serpente dalla vita in giù. In alcune raffigurazioni Lamia ha invece le ali e le zampe di un uccello,come le sirene greche e Lilitu. Una fonte afferma che Lamia è una figlia della dea Ecate . Un'altra fonte afferma che, a causa della sua relazione con Zeus, è stata maledetta dalla dea Era, che ha ucciso tutti i suoi figli, ad eccezione di Scilla e l'ha condannata ad avere figli nati morti. Il dolore ha trasformato Lamia in un mostro, che si vendica sulle madri rubando loro figli e divorandoli. Lamia ha un appetito sessuale vizioso, che corrisponde al suo appetito cannibale per i bambini. È nota per essere uno spirito vampiro, che succhia il sangue degli uomini. Il suo dono è stato il "marchio di una Sibilla," la preveggenza.
    Le Empuse sono una classe di demoni soprannaturali, figlie Lamia. Ecate li manda spesso contro i viaggiatori. Sono simili alle Lilim.








    Lilith
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    Lilith, la vergine nera













    L’Alfabeto di Ben Sira è la fonte più nota tra quelle che riportano la leggenda di Lilith e cioè quella che la identifica con la prima moglie di Adamo. Prima di Eva, per intenderci.
    Gli studiosi datano l’Alphabeto tra il decimo e l’ottavo secolo dopo Cristo. La storia, ovviamente, si riferisce ad un periodo di gran lunga anteriore. Non si può stabilire con esattezza quando sia nato il mito di Lilith: di sicuro gli amuleti, l’ambiente, i personaggi appartengono alla notte dei tempi.
    Perché parliamo di mito? Non per sminuire la credibilità di quanto affermano Ben Sira e coloro che, come lui, hanno dedicato la vita allo studio della Cabala: semplicemente nei testi sacri “ufficiali” e cioè, nella Bibbia e nel Nuovo Testamento, non si trova praticamente traccia di Lilith. Sappiamo che tutti i testi sacri non nascono così, semplicemente, ma sono il risultato di una selezione, fatta assolutamente in buona fede, che dura secoli e quindi è probabile che quasi tutto quello che concerneva Lilith, e che era in contrasto con la linea ortodossa, non sia stato accolto nei testi sacri.
    L’autore dello Zohar, Moshè de Leon, conosceva certamente la vicenda di Lilith riportata nell’Alphabeto ed era anche a conoscenza di tradizioni più antiche dell’Alphabeto, che non sempre collimano con quella riferita da Ben Sira, che, bisogna sottolineare, non considera la vicenda di Lilith un mito, ma le attribuisce la stessa credibilità di quando è contenuto, per esempio, nella Bibbia.
    Lilith, prima donna creata, spirito immortale o demone? Su un solo punto concordano le varie tradizioni: non ha toccato l’albero della conoscenza ed è quindi immortale. Nessun tentativo è stato fatto per armonizzare le varie tradizioni. Che Eva non sia stata la prima donna creata non è certo un’idea di Ben Sira: se ne fa menzione nella Genesi di Rabbah. Queste tradizioni, però, non fanno alcuna menzione di Lilith e, di fatto, non coincidono con la versione di Ben Sira.



    Secondo la tradizione accetta da Ben Sira, Dio, dopo aver creato Adamo, vide che era solo. Allora Egli disse: “Non è bene per l'uomo sia solo”(Gen 2,18). Creò allora una donna per Adamo, con la stessa terra con cui aveva creato Adamo e la chiamò Lilith. Adamo e Lilith cominciarono quasi subito a litigare. Lei disse: “Io non sarò sottomessa a te” e lui disse: “Non voglio essere sottomesso a te. Non voglio stare sotto di te, ma solo sopra. Tu sei adatta solo per stare sotto di me, mentre io sono stata creato per stare sopra di te”. Lilith ribatté: “Noi due siamo uguali, perché siamo sati creati con la stessa terra, da Dio, nello stesso modo. Adamo non la ascoltò e Lilith, irata, pronunciò il nome di Dio e volò via.
    Secondo la Genesi, II 18-25; III 20, Dio, avendo deciso di dare una compagna ad Adamo perché non si sentisse solo, visto che tutti gli esseri viventi erano stati creati in coppie, lo fece sprofondare in un sonno profondo, gli tolse una costola e richiuse la ferita. Con la costola formò una donna. Quando Adamo si destò disse. “Costei sarà chiamata donna perché è tratta da un uomo. Un uomo e una donna saranno la stessa carne”. Le impose il nome di Eva: “la madre di tutti i viventi”.
    Secondo alcune tradizioni Dio, nel sesto giorno, creò un uomo e una donna a sua somiglianza e diede loro l’incarico di vegliare sul mondo.
    Altre tradizioni dicono che Eva non esisteva ancora e allora Dio formò Lilith, la prima donna, ma usò solo sudiciume e scarti e non polvere pura. Adamo si accoppiò con Lilith e generarono Naamah, sorella di Tubal Cain (Caino. È anche il nome di un discendente di Caino), Asmodeo e innumerevoli demoni. Lilith e Naamath, molte generazioni più tardi, si recarono alla corte di Salomone travestite da prostitute di Gerusalemme e in seguito Lilith regnò come regina prima a Zmagart e poi a Sheba.
    Una tradizione riferisce che Dio, dopo la fuga di Lilith, creò un’altra donna, sotto lo sguardo di Adamo, ma questi, avendo visto come Dio aveva sistemato carne, ossa, muscoli e sangue, ne fu tanto disgustato da non riuscire ad accoppiarsi con lei. Dio ne creò allora un’altra, mentre Adamo dormiva e la adornò come una sposa. Adamo rimase colpito dalla sua bellezza e questa fu la Eva definitiva.
    Secondo alcune tradizioni, Dio creò in realtà due esseri umani, un maschio e una femmina e ad uno diede un viso d’uomo, col volto in avanti; all’altro un viso di donna, col volto all’indietro. Cambiò poi idea e fece in modo che lo sguardo di Adamo si volgesse all’indietro e creò un corpo femminile.
    Altre tradizioni, infine, sostengono che Adamo in origine fu creato come un androgino, con un corpo maschile e un corpo femminile uniti per il dorso. Siccome questa sistemazione rendeva impossibile la conversazione, l’accoppiamento e perfino camminare, Dio divise il corpo, rendendo le due metà indipendenti. Li sistemò allora nell’Eden, ma proibì loro di accoppiarsi.
    Gli uomini primitivi, d’altro canto, erano considerati dai Babilonesi come androgini. Enkidu , nel poema di Gilgamesh, è descritto con sembianze androgine: “capelli simili a quelli di una donna, con ricci folti come quelli di Nisaba, la dea del grano”. Nell’antichità, d’altro canto, era diffusa la convinzione che i primi uomini fossero bisessuali.

    Lilith, dunque, litiga con Adamo, rifiuta si sottomettersi a lui e se va. Molte sono le interpretazioni che sono state date a quest’episodio.
    Chi considera Lilith un demonio, vede nell’episodio la dimostrazione che l’uomo è stato creato per essere superiore ai demoni, per dominarli. Non dimentichiamo il motivo della ribellione di Lucifero, l’angelo prediletto di Dio, il capo delle schiere celesti. Quando Dio gli ordinò di rendere omaggio ad Adamo e di riconoscersi sottomesso a lui, Lucifero si ribellò e allora Dio lo invitò a gareggiare con Adamo e di dimostrare la sua sapienza. Lucifero uscì umiliato dal confronto, si ribellò allora a Dio e fu cacciato dal Paradiso da Mi-ka-El.
    C’è chi invece vede in questo episodio la dimostrazione che Dio vuole la donna inferiore all’uomo e ad esso sottomessa. Non c’è da stupirsi di ciò, visto che queste tradizioni fanno a capo a società e a religioni fortemente maschiliste, nelle quali, spesso, la donna è considerata poco più di un oggetto o di un animale domestico.
    C’è chi vede, infine, nella vicenda di Lilith un episodio della lotta eterna tra il principio maschile e femminile. Una lotta che anima l’universo dal momento della sua creazione.

    Adamo, allora pregò il suo Creatore: “Sovrano dell'universo!” disse, “la donna che mi hai dato è fuggita.” Immediatamente, il Santo, benedetto Egli sia, inviò tre angeli, Snsvi, Smnglof e Snvi con l’incarico di riportarla indietro.
    Lilith, però, era fuggita sulla terra, si era accoppiata con i demoni dell’oscurità e del deserto e aveva generato migliaia di figli e di figlie, gli Jinn e le Lilim.
    Disse allora il Santo ad Adamo: ”Se lei accetta di tornare, bene. Se no un centinaio dei suoi figli morirà ogni giorno”. Gli angeli della mano sinistra Dio inseguirono Lilith, che era fuggita oltre le acque profonde in cui erano destinati ad annegare gli egiziani e le riferirono le parole di Dio, ma lei non acconsentì a tornare. Gli angeli allora le dissero: “Noi ti affogheremo nel mare”.
    Lilith, in quel momento, rivelò la sua natura demoniaca: fece notare agli angeli che, essendo immortale, non temeva la morte e aggiunse: “Ho il potere di causare la malattia nei bambini. Se il bambino è maschio, ho potere su di lui per otto giorni dopo la sua nascita e, se femmina, per venti giorni”.
    Gli angeli insistettero ugualmente perché lei tornasse indietro, ma non ci fu nulla da fare e Lilith accettò che centinaia di demoni suoi figli morissero ogni giorno e si impegnò a rinunciare al proprio potere su un bambino, se accanto a lui ci fosse stato un amuleto con incisi i nomi dei tre angeli, o il loro simbolo.

    Fin qui la tradizione ebraica, preoccupata di trovare in qualche modo un escamotage che rassicurasse in qualche modo i genitori, in un’epoca storica in cui la mortalità infantile era elevatissima.
    In realtà la seconda parte del mito non è del tutto coerente con la prima e risulta evidente anche ad una lettura superficiale.
    Di fatto, Lilith, dopo avere abbandonato volontariamente il Paradiso Terrestre, vagò per la terra e si accompagnò con i demoni dell’oscurità e del deserto. Lilith, che non aveva toccato l’albero della conoscenza, non solo era immortale, ma non era nemmeno stata macchiata dal peccato originale. Desta, quindi, perplessità il volerla a tutti i costi considerarla un demone, un malvagio demone della notte, che uccide i bambini nel sonno e induce sogni peccaminosi nei maschi adulti e arriva a sfinirli col sesso.
    Suscita anche perplessità il fatto che Lilith, della quale non c’è praticamente traccia nella Bibbia, sia invece così presente nelle credenze popolari ebraiche e più in generale dell’area mesopotamica, fin dalle epoche più antiche.

    Alcune fonti seguono la linea del principio femminile, linea che trae origine dal culto della Grande Dea, la Terra, Il cui culto sopravvisse per migliaia di anni e fu a poco a poco sostituito dal principio maschile, rappresentato dal Dio Padre. Queste stesse fonti sostengono che il culto della Grande Dea sia sopravvissuto nel mondo cristiano in forma addomesticata nella venerazione di Maria, Madre di Dio.
    Nell’antica Babilonia la Grande Dea fu venerata come Ishtar, Lamshtu o Lilitu. La figura di Lilith rappresenta quindi un aspetto della Grande Dea e trova riscontro nel mondo cristiano, secondo queste fonti, nelle diverse Madonne Nere venerate in molti antichi santuari.

    Lilith, dunque, lascia l’Eden, vaga per la terra ancora deserta e si unisce con i demoni dell’oscurità, che vivono nel mondo sotterraneo, lontani dalla luce del sole. Demoni che sono anch’essi creature di Dio.
    Numerosi sono i miti conosciuti fin dai tempi più antichi, che descrivono la discesa negli inferi di un’eroina o di un eroe.
    Particolare è la vicenda di Inanna , dea sumera, nota anche come Ishtar, dea babilonese.
    L'antico mito sumero di Inanna e la sua discesa negli Inferi rivela una serie di profondi messaggi e alcuni vedono in esso l’abbandono dei vecchi valori, una forma di iniziazione spirituale, una ricerca della sapienza e della crescita spirituale e la caduta delle illusioni (rappresentata dal fatto che Inanna si spoglia via dei propri abiti).
    L’analogia con Lilith è forte, visto che entrambe sono di origine divina, che abbandonano il mondo della luce e che restano inconsapevoli prigioniere delle tenebre.
    I miti legati ad Inanna risalgo ad un’epoca che va dal 3500 al 1900 a.C. e sono stati progressivamente modificati dalla società patriarcale, che ha spogliato a poco a poco la Grande Dea - Inanna della sua sacralità. Un po’ come è avvenuto a Lilith, addirittura trasformata in mostro che durante la notte succhia lo sperma degli uomini non sposati.
    Inanna, tuttavia, a differenza della Grande Dea, offre una multiforme immagine simbolica, che va al di là del modello femminile materno. È la dea del grano, della fertilità, dell’ordine, della guerra, dell’amore, del cielo e della terra, della guarigione, delle emozioni.
    Come dea della guerra, è più potente di Atena e Artemide messe insieme, e come dea dell’amore sessuale è più affascinante di Afrodite. È conosciuta con molti nomi: Ishtar, Iside, Neith, Metis, Astarte, Lil.
    Tra le tante storie e canti su Inanna, quattro sono particolarmente degni di nota.
    Il primo si occupa della sua acquisizione del trono e del letto, simboli di regalità e della sua femminilità, della sua sovranità e della sua sessualità.
    In un secondo mito, Inanna acquisisce dal dio Enki, gli attributi della civiltà, che lei, a sua volta, concede alla sua città di Uruk e in ultima analisi, al genere umano. In tal modo, dimostra la sua potenza e la sua abilità e diventa dea - protettrice di nome e di fatto.
    Nel terzo mito, Inanna prende il pastore Dumuzi come suo consorte e lo eleva alla dignità di re. Diventa anche madre e concepisce due figli.
    Nel quarto mito, la discesa negli inferi, la dea intraprende il suo viaggio finale. Inanna abbandona le sette città del suo culto, tutte le glorie del cielo e della terra e si prepara a fare il viaggio “ da cui nessun viaggiatore fa ritorno”. Si adorna dei sette Me, attributi della civiltà, che trasforma nella sua corona e nei gioielli d'oro e indossa come protezione l’abito regale. Istruisce anche la sua serva fedele, Ninshubur, su cosa fare nel caso non fosse tornata.
    Davanti alle porte esterne degli Inferi si annuncia come “Inanna, regina del cielo, per la mia strada verso l'Oriente”. Neti, il custode - capo dell’oltretomba, è scettico e allora Inanna spiega che lei ha voluto scendere a causa della sua sorella maggiore, Ereshkigal: per essere presente alle esequie del marito di Ereshkigal, Gugalanna. Neti è ancora incerto e le dice di aspettare, mentre comunica il messaggio alla sua regina.
    Quando Neti riferisce alla sua regina, Ereshkigal, che la splendida Inanna attende alle porte del palazzo, vestita dei sette simboli del suo fascino femminile, Ereshkigal si infuria e dice a Neti di trasformare le sette porte degli inferi in fessure per obbligare Inanna a spogliarsi delle sue vesti regali, una per una, per poter passare. Gli dice anche di “lasciare che la dea entri e di farle un inchino”.
    Neti esegue gli ordini e permette ad Inanna di attraversare ogni cancello.
    Inanna è costretta a togliersi la corona, gli orecchini di piccole perle, la doppia elica di perle intorno al collo, la corazza, la cintura d’oro e la veste reale. Ogni volta Inanna chiede: “Perché lo devo fare?” e Neti risponde: “Tranquilla, Inanna, le leggi dell’oltretomba non possono essere trasgredite”.
    Quando Inanna, nuda, entra nella sala del trono, Ereshkigal si alza dal suo trono e gli Annuna, i giudici del mondo sotterraneo, circondano Inanna e pronunciano una sentenza contro di lei. Ereshkigal fissa su Inanna gli occhi della morte, pronuncia contro di lei la parola dell’ira, proferisce contro di lei il grido della colpa e la colpisce. Inanna è trasformato in un cadavere, un pezzo di carne in decomposizione ed appesa ad un gancio sulla parete.
    Dopo tre giorni e tre notti, vedendo che Inanna non ritorna, Ninshubur comincia a piangere e battere il tamburo per Inanna. Va dal nonno paterno di Inanna, Enlil, e poi dal padre di Inanna, supplicando ciascuno di loro di non lasciare che la loro figlia sia messa a morte nel mondo sotterraneo. Entrambi sono però arrabbiati con Inanna per le sue azioni e si rifiutano di aiutarla.
    Ninshubur va allora da a Enki, che è turbato e addolorato per Inanna. Per salvarla, Enki crea due creature, il kurgarra e la galatur, ai quali dà il cibo e l’acqua della vita e li istruisce su come entrare nel mondo sotterraneo assumendo l’aspetto di mosche. Dice loro che Ereshkigal si lamenterà con le grida di una donna in procinto di partorire.
    Il kurgarra e la galatur seguono le istruzioni di Enki ed entrano nel mondo sotterraneo assumendo l’aspetto di mosche. Intanto Ereshkigal si lamenta come se stesse per partorire. Si lamenta della schiena, del cuore e del fegato e ogni volta il kurgarra e la galatur fanno eco al suo dolore, mostrandolo di condividerlo. Quando Ereshkigal si ferma a guardarli, si chiede chi sono e perché condividono il suo dolore. Offre loro la sua benedizione: prima il dono dell’acqua del fiume nella sua pienezza e quindi il dono del grano, ma ogni volta il kurgarra e la galatur rifiutano il dono. Quando Ereshkigal chiede loro che cosa vogliono, chiedono il cadavere appeso al gancio. Ereshkigal dà loro il cadavere e loro lo cospargono con il cibo e l’acqua della vita e Inanna si alza.
    Inanna sta per abbandonare gli inferi, quando gli Annuna le dicono che deve lasciare qualcuno al suo posto e ordina ai Galla, i demoni del mondo sotterraneo, di restare aggrappati al fianco di Inanna fino a quando lei sceglierà la persona che prenderà il suo posto.
    Come Inanna esce dal cancello del palazzo, con i Galla, Ninshubur, vestita di un sacco sporco, si getta ai piedi di Inanna. I Galla sono disposti a prendere Ninshubur, ma Inanna si rifiuta, ben consapevole che deve a Ninshubur la sua salvezza. Inanna si rifiuta anche di inviare i suoi figli, che avevano pianto la sua morte, ma quando arriva a Uruk e trova il marito, Dumuzi, seduto sul suo trono, con indosso il suo vestito migliore e incurante della sua assenza, Inanna dice ai Galla di prendere Dumuzi.
    Dumuzi tenta di fuggire con l’aiuto del dio Utu, che lo trasforma in un serpente e poi in una gazzella. Ma ogni volta i Galla lo trovano. La sorella di Dumuzi, Geshtinanna, cerca di proteggere il fratello, ma senza alcun risultato. Alla fine, Dumuzi è tradito da un amico, che si fa corrompere dai Galla, che gli donano l’acqua e il grano.
    Geshtinanna, in lutto per il fratello, grida che lei avrebbe condiviso la sua sorte. Inanna, commossa, ordina che Dumuzi e Geshtianna stiano negli inferi ciascuno per metà dell’anno e che trascorrano l’altra metà nel mondo di sopra. Inanna pone poi su di loro le mani dell’eternità e li rende immortali.
    La discesa di Inanna negli Inferi è un mito, che con il suo simbolismo spiega la Genesi del mondo e l’alternarsi delle stagioni (Dumuzi e Geshtianna si alternano per metà dell’anno nel loro soggiorno negli inferi). Spiega anche l’istituzione della regalità e descrive l’evoluzione di Inanna, dopo che è diventata regina, moglie, madre e ha compiuto grandi imprese eroiche.
    Il nome Ninshubur significa “Regina d'Oriente” e Inanna proclama alle porte degli inferi che è “sulla strada per l’Oriente”, frase, questa, che sopravvive nella moderna Massoneria, in cui un candidato per l’iniziazione proclama che egli è in viaggio per l’Oriente, prima di essere avvertito che non tornerà mai più dalla sua ricerca.
    Ereshkigal, la regina degli Inferi, è in realtà il lato oscuro di Inanna, la parte della Regina del Cielo che è senza amore, abbandonata, pieno di rabbia, di avidità e di disperata solitudine. Ereshkigal cerca la propria soddisfazione sessuale, un desiderio che non ha mai soddisfatto. Anche in Lilith, Lilitu, la Regina dell’Aria, dell’atmosfera, spirito del mondo di sopra, c’è un lato oscuro, pieno di rabbia e di risentimento, che brama la soddisfazione sessuale. Sia in Ereshkigal che in Lilith c’è una rabbia primordiale: sono piene di furore, di avidità, di paura di restare sole.
    La reazione di Ereshkigal nei confronti di Inanna è comprensibile perché la luce di Inanna, la sua gloria sono state, in qualche misura, realizzate a spese di Ereshkigal. Per molti aspetti, Ereshkigal è il lato oscuro di Lilith, che distrugge senza pietà tutto ciò che non è la nostra vera individualità.

    Il nome Lilith è una derivazione dell’accadica dea delle tempeste Lilitu, che a sua volta deriva dalla sumera Lil, la “donna - tempesta” e non dalla parola ebraica laylah (notte), successivamente diviene un demone femminile, che nella mitologia ebraica rappresenta tutti gli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.
    Nella civiltà sumera, era rappresentata con due civette al fianco, nuda, con i piedi di lucertola posati su due leoni sdraiati, una corona lunare sul capo e due lunghe ali, che, partendo dalle spalle, si andavano a riunire sul dorso. Nelle mani, levate davanti a sé, sorreggeva un simbolo: quello di Ishtar-Innanna-Afrodite-Venere.
    Il mito Sumerico più antico, racconta la storia di come Adapa arrivi per rompere le ali del Vento del Sud. Questo vento era associato a Ninlil (“Signora del Vento”, nome che deriva da Nin, Signora e Lil, Vento) e cioè la moglie di Enlil (En, Signore e Lil, Vento), Re degli Dei.
    Secondo un mito, Enlil rapisce Ninlil e la violenta e come punizione è mandato nel mondo sotterraneo, dominio di Ereshkigal (Eresh, Sotto; Ki , Terra e Gal, Grande). Ninlil dopo aver vagato per il mondo, lo segue nel mondo sotterraneo e giura di vendicarsi del genere maschile. Nella versione babilonese del mito, Ninlil diventa Lilitu, accompagnata da Ardat Lili e da Idlu Lili.

    Abbiamo già visto che secondo la tradizione cabalistica, Lilith fu la prima sposa di Adamo ed entrò in conflitto con quest’ultimo perché pretendeva di essere pari al maschio. Quando si trattò di consumare il primo rapporto sessuale Lilith si dimostrò insofferente per la posizione che Dio le aveva imposto (la donna sotto e l’uomo sopra). Adamo volle imporre a tutti i costi la sua volontà e Lilith fuggì nel Mar Rosso. Dio, vedendo di nuovo l’uomo solo, tentò di richiamarla, ma lei rifiutò.
    Una versione dice che Dio fece un secondo tentativo e mandò tre angeli, che la trovarono fra le acque, circondata da altri demoni (secondo la tradizione ebraica nell’acqua si annidano le creature del male). Gli angeli la minacciarono di morte, se non fosse tornata dal suo sposo, ma Lilith li dissuase sostenendo che Dio le aveva affidato la custodia dei bambini maschi, fino all’ottavo giorno di vita e delle femmine, fino al ventesimo.
    Dio allora punì Lilith uccidendo i suoi figli, gli Jinn e le Lilim, che generava accoppiandosi con i demoni e Lilith dal quel momento cominciò a vagare nella notte per strangolare i neonati che non sono protetti da talismani su cui sono incisi i nomi o i simboli dei tre degli angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, che Dio aveva inviato per convincerla a tornare da Adamo. Cerca anche di indurre sogni impuri ed eiaculazioni negli uomini non sposati, durante il sonno.
    Ad Adamo fu data una nuova donna, Eva, della quale Lilith era gelosissima e si dice che addirittura Lilith abbia ucciso molti figli di Eva.
    Alcune versioni del mito identificano in Lilith il serpente che convinse Eva a toccare l’albero della conoscenza e a cogliere il frutto proibito.
    Nel Libro dello Splendore Lilith è descritta come un demone coperto di sangue e di saliva e nello stesso tempo come una donna molto bella. I cabalisti medioevali, quando hanno disegnato i ventidue arcani maggiori dei tarocchi, per l’arcano del Diavolo si sono ispirati a questa rappresentazione.
    Come è noto, gli arcani maggiori sono in realtà un alfabeto, l’alfabeto dell’anima. Ad ognuno, come nell’alfabeto ebraico, corrisponde un numero e ognuno rappresenta una forza e nasconde un archetipo: trasmette quindi un messaggio di vita. Il quindicesimo arcano dei tarocchi, il Diavolo, rappresenta l’Androgino, l’Uomo primordiale, un essere ancora indifferenziato, l’Albero della conoscenza o Albero della vita. La fiaccola che il Diavolo tiene nella sua mano sinistra è il fuoco di Dio, che gli venne rubato. L’Androgino si trasformò in un essere doppio, maschio e femmina. Le due figure incatenate, prigioniere del Diavolo e quindi dei loro peccati e della loro imperfezione, rappresentano il principio maschile e il principio femminile, separati, che danno origine ad un essere incompleto, eternamente ed inutilmente in cerca della sua unità originale.

    Nello Zohar Lilith è un demone, una figura impura legata a Satana e nel Talmud babilonese è descritta come il demone classico della letteratura giudaica: dotata di ali, di artigli, nuda, con lunghi capelli.
    Abbiamo lasciato Lilith sulle sponde del Mar Rosso: si è rifiutata di tornare nell’Eden e di diventare la compagna di Adamo e ha stretto una sorta di patto con i tre angeli del Signore. Non scompare, però, dalla mitologia ebraica.
    Per centotrent’anni, dopo essere stato bandito dal Paradiso Terrestre, Adamo evitò la compagnia di Eva e generò fantasmi e demoni maligni e demoni femmina, e cioè i demoni della notte.
    “Adamo visse cento e trenta anni e generò un figlio a lui somigliante (Seth), fatto a sua immagine. E da ciò si deduce che prima di quel tempo non avesse generato a sua immagine. Quando vide che attraverso di lui la morte era divenuta punizione, spese cento e trenta anni in dissolutezze, non si accostò a sua moglie per cento e trenta anni, indossò vestiti di fico per cento e trenta anni”. (Talmud, Erubin, 18b).
    Secondo lo Zohar, Adamo incontrò Lilith, ma non si accoppiò con lei. Alcune fonti, però, sostengono che in realtà Caino non era figlio di Adamo e di Eva, ma di Adamo e di Lilith, mentre altre ancora sostengono che fosse figlio di Lucifero, che si era accoppiato con Eva dopo aver assunto le sembianze di Adamo. Altre ancora affermano che sia Seth, e non Caino, il figlio di Lilith. In ogni caso, il male, nella specie umana, sarebbe stato trasmesso, secondo queste fonti, o da Lucifero, tramite Caino, o da Lilith, tramite Seth, o Caino.

    Rimane il fatto che Lilith incarna l’immaginario della bellezza e della fecondità femminile e questo ci riporta alla mitologia mesopotamica e alla terna di demoni costituita da Lilu, Lilitu e Ardat Lili; alla Lamassu della mitologia assira (la Lamia della tradizione greca), simbolo di distruzione, la cui immagine era utilizzata per allontanare i malefici e per incutere terrore ai nemici; all’Astarte, o Astariel, Astaroth, sempre della mitologia assira, dea dal fascino irresistibile, molto simile alla sumera Inanna, per la quale si praticava la prostituzione sacra; alla cananea Asherah, che era venerata dagli stessi ebrei, nonostante la proibizione di venerare qualunque principio femminile.
    Ed ecco che torniamo ad Inanna, la dea della stella a otto punte, la dea di tutte le emozioni: dell’amore, della gelosia, della gioia, del dolore, della timidezza e dell’esibizionismo, della passione, dell’ambizione e della generosità. Tutte emozioni legati al principio femminile. Come Lilith, Inanna fu eternamente giovane, dinamica, fiera, sensuale e libera. Col nome di Ninnanna, era adorata come regina del cielo e come Ninsianna, era la personificazione del pianeta Venere.
    Come Lilith, è una dea vestita in modo regale e lussuoso, o è completamente nuda. Come Lilith non fu mai sottomessa a nessuno. Molto bella e indipendente, era alla perpetua ricerca della sua casa, un luogo in cui vivere in pace. Regina del cielo, regina dell’aria, dea delle piogge e degli acquazzoni, dea del mattino e stella della sera, dea della fertilità, ma anche, nel suo lato oscuro e cioè Ereshkigal, regina dell’oltretomba, dea della guerra e dell’amore sessuale: questa è Inanna, ed è Lilith.
    Il suo culto si diffuse per tutto il mondo antico ed è in definitiva il culto della Grande Dea e la dea assunse diversi nomi. Ishtar, Iside, Neith, Meti, Astarte, Cibele, Afrodite, Brigit (la dea più importante della mitologia celtica).









    Lilith, la vergine nera
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    The Lilith Myth
    Presented here is a chapter discussing Lilith, taken from Hebrew Myths: The Book of Genesis by Robert Graves and Raphael Patai (New York: Doubleday, 1964), pp 65-69. Graves and Patai have collected traditional Hebrew myths that amplify (and sometimes radically alter) stories found in the Book of Genesis. This chapter, titled "Adam's Helpmeets", deals in part with the Lilith myth. Each section of the chapter excerpted here recounts a "story" collected from non-biblical sources, frequently the Talmud -- sources are footnoted. The footnotes are followed by notes of author commentary. Hebrew Myths is recently back in print in a new hardcover edition -- Buy the Book. (A much more extensive discussion of Lilith is found in the The Hebrew Goddess, also by Rapael Patai. The Hebrew Goddess is in print and is listed next....)

    The best detailed discussion and historical evaluation of the Lilith myth will be found in The Hebrew Goddess, by Raphael Patai (Wayne State University Press, 3rd edition, 1978). Patai presents an in-depth evaluation of the important but oft ignored role played by the feminine in Hebrew myth and religion, following the story of the Hebrew goddess from antiquity through its manifestations in Kabbalah and in the developing myth of Lilith. We highly recommend this work to those interested in the story of Lilith. Click here to Buy the Book

    Those interested in the Lilith myth might also find interesting an essay discussing Gnostic creation mythology and the important role played by the feminine in the unique Gnostic reading of the Book of Genesis: The Genesis Factor: Gnostic Creation Mythology.
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    Chapter 10: Adam's Helpmeets
    (Excerpt from The Hebrew Myths by Robert Graves and Raphael Patai (New York: Doubleday, 1964), pp 65-69.)

    (a) Having decided to give Adam a helpmeet lest he should be alone of his kind, God put him into a deep sleep, removed one of his ribs, formed it into a woman, and closed up the wound, Adam awoke and said: 'This being shall be named "Woman", because she has been taken out o f man. A man and a woman shall be one flesh.' The title he gave her was Eve, 'the Mother of All Living''. [1]

    (b) Some say that God created man and woman in His own image on the Sixth Day, giving them charge over the world; [2] but that Eve did not yet exist. Now, God had set Adam to name every beast, bird and other living thing. When they passed before him in pairs, male and female, Adam-being already like a twenty-year-old man-felt jealous of their loves, and though he tried coupling with each female in turn, found no satisfaction in the act. He therefore cried: 'Every creature but I has a proper matel', and prayed God would remedy this injustice. [3]

    (c) God then formed Lilith, the first woman, just as He had formed Adam, except that He used filth and sediment instead of pure dust. From Adam's union with this demoness, and with another like her named Naamah, Tubal Cain's sister, sprang Asmodeus and innumerable demons that still plague mankind. Many generations later, Lilith and Naamah came to Solomon's judgement seat, disguised as harlots of Jerusalem'. [4]

    (d) Adam and Lilith never found peace together; for when he wished to lie with her, she took offence at the recumbent posture he demanded. 'Why must I lie beneath you?' she asked. 'I also was made from dust, and am therefore your equal.' Because Adam tried to compel her obedience by force, Lilith, in a rage, uttered the magic name of God, rose into the air and left him.

    Adam complained to God: 'I have been deserted by my helpmeet' God at once sent the angels Senoy, Sansenoy and Semangelof to fetch Lilith back. They found her beside the Red Sea, a region abounding in lascivious demons, to whom she bore lilim at the rate of more than one hundred a day. 'Return to Adam without delay,' the angels said, `or we will drown you!' Lilith asked: `How can I return to Adam and live like an honest housewife, after my stay beside the Red Sea?? 'It will be death to refuse!' they answered. `How can I die,' Lilith asked again, `when God has ordered me to take charge of all newborn children: boys up to the eighth day of life, that of circumcision; girls up to the twentieth day. None the less, if ever I see your three names or likenesses displayed in an amulet above a newborn child, I promise to spare it.' To this they agreed; but God punished Lilith by making one hundred of her demon children perish daily; [5] and if she could not destroy a human infant, because of the angelic amulet, she would spitefully turn against her own. [6]

    (e) Some say that Lilith ruled as queen in Zmargad, and again in Sheba; and was the demoness who destroyed job's sons. [7] Yet she escaped the curse of death which overtook Adam, since they had parted long before the Fall. Lilith and Naamah not only strangle infants but also seduce dreaming men, any one of whom, sleeping alone, may become their victim. [8]

    (f) Undismayed by His failure to give Adam a suitable helpmeet, God tried again, and let him watch while he built up a woman's anatomy: using bones, tissues, muscles, blood and glandular secretions, then covering the whole with skin and adding tufts of hair in places. The sight caused Adam such disgust that even when this woman, the First Eve, stood there in her full beauty, he felt an invincible repugnance. God knew that He had failed once more, and took the First Eve away. Where she went, nobody knows for certain. [9]

    (g) God tried a third time, and acted more circumspectly. Having taken a rib from Adam's side in his sleep, He formed it into a woman; then plaited her hair and adorned her, like a bride, with twenty-four pieces of jewellery, before waking him. Adam was entranced. [10]

    (h) Some say that God created Eve not from Adam's rib, but from a tail ending in a sting which had been part of his body. God cut this off, and the stump-now a useless coccyx-is still carried by Adam's descendants. [11]

    (i) Others say that God's original thought had been to create two human beings, male and female; but instead He designed a single one with a male face looking forward, and a female face looking back. Again He changed His mind, removed Adam's backward-looking face, and built a woman's body for it. [12]

    (j) Still others hold that Adam was originally created as an androgyne of male and female bodies joined back to back. Since this posture made locomotion difficult, and conversation awkward, God divided the androgyne and gave each half a new rear. These separate beings He placed in Eden, forbidding them to couple. [13]

    Notes on sources:

    1. Genesis II. 18-25; III. 20.

    2. Genesis I. 26-28.

    3. Gen. Rab. 17.4; B. Yebamot 632.

    4. Yalqut Reubeni ad. Gen. II. 21; IV. 8.

    5. Alpha Beta diBen Sira, 47; Gaster, MGWJ, 29 (1880), 553 ff.

    6. Num. Rab. 16.25.

    7. Targum ad job 1. 15.

    8. B. Shabbat 151b; Ginzberg, LJ, V. 147-48.

    9. Gen. Rab. 158, 163-64; Mid. Abkir 133, 135; Abot diR. Nathan 24; B. Sanhedrin 39a.

    10. Gen. II. 21-22; Gen. Rab. 161.

    11. Gen. Rab. 134; B. Erubin 18a.

    12. B. Erubin 18a.

    13. Gen. Rab. 55; Lev. Rab. 14.1: Abot diR. Nathan 1.8; B. Berakhot 61a; B. Erubin 18a; Tanhuma Tazri'a 1; Yalchut Gen. 20; Tanh. Buber iii.33; Mid. Tehillim 139, 529.


    Authors’ Comments on the Myth:

    1. The tradition that man's first sexual intercourse was with animals, not women, may be due to the widely spread practice of bestiality among herdsmen of the Middle East, which is still condoned by custom, although figuring three times in the Pentateuch as a capital crime. In the Akkadian Gilgamesh Epic, Enkidu is said to have lived with gazelles and jostled other wild beasts at the watering place, until civilized by Aruru's priestess. Having enjoyed her embraces for six days and seven nights, he wished to rejoin the wild beasts but, to his surprise, they fled from him. Enkidu then knew that he had gained understanding, and the priestess said: 'Thou art wise, Enkidu, like unto a godl'

    2. Primeval man was held by the Babylonians to have been androgynous. Thus the Gilgamesh Epic gives Enkidu androgynous features: `the hair of his head like a woman's, with locks that sprout like those of Nisaba, the Grain-goddess.' The Hebrew tradition evidently derives from Greek sources, because both terms used in a Tannaitic midrash to describe the bisexual Adam are Greek: androgynos, 'man-woman', and diprosopon, 'twofaced'. Philo of Alexandria, the Hellenistic philosopher and commentator on the Bible, contemporary with Jesus, held that man was at first bisexual; so did the Gnostics. This belief is clearly borrowed from Plato. Yet the myth of two bodies placed back to back may well have been founded on observation of Siamese twins, which are sometimes joined in this awkward manner. The two-faced Adam appears to be a fancy derived from coins or statues of Janus, the Roman New Year god.

    3. Divergences between the Creation myths of Genesis r and n, which allow Lilith to be presumed as Adam's first mate, result from a careless weaving together of an early Judaean and a late priestly tradition. The older version contains the rib incident. Lilith typifies the Anath-worshipping Canaanite women, who were permitted pre-nuptial promiscuity. Time after time the prophets denounced Israelite women for following Canaanite practices; at first, apparently, with the priests' approval-since their habit of dedicating to God the fees thus earned is expressly forbidden in Deuteronomy xxIII. I8. Lilith's flight to the Red Sea recalls the ancient Hebrew view that water attracts demons. 'Tortured and rebellious demons' also found safe harbourage in Egypt. Thus Asmodeus, who had strangled Sarah's first six husbands, fled 'to the uttermost parts of Egypt' (Tobit viii. 3), when Tobias burned the heart and liver of a fish on their wedding night.

    4. Lilith's bargain with the angels has its ritual counterpart in an apotropaic rite once performed in many Jewish communities. To protect the newborn child against Lilith-and especially a male, until he could be permanently safeguarded by circumcision-a ring was drawn with natron, or charcoal, on the wall of the birthroom, and inside it were written the words: 'Adam and Eve. Out, Lilith!' Also the names Senoy, Sansenoy and Semangelof (meanings uncertain) were inscribed on the door. If Lilith nevertheless succeeded in approaching the child and fondling him, he would laugh in his sleep. To avert danger, it was held wise to strike the sleeping child's lips with one finger-whereupon Lilith would vanish.

    5. 'Lilith' is usually derived from the Babylonian-Assyrian word lilitu, ,a female demon, or wind-spirit'-one of a triad mentioned in Babylonian spells. But she appears earlier as 'Lillake' on a 2000 B.G. Sumerian tablet from Ur containing the tale of Gilgamesh and the Willow Tree. There she is a demoness dwelling in the trunk of a willow-tree tended by the Goddess Inanna (Anath) on the banks of the Euphrates. Popular Hebrew etymology seems to have derived 'Lilith' from layil, 'night'; and she therefore often appears as a hairy night-monster, as she also does in Arabian folklore. Solomon suspected the Queen of Sheba of being Lilith, because she had hairy legs. His judgement on the two harlots is recorded in I Kings III. 16 ff. According to Isaiah xxxiv. I4-I5, Lilith dwells among the desolate ruins in the Edomite Desert where satyrs (se'ir), reems, pelicans, owls, jackals, ostriches, arrow-snakes and kites keep her company.

    6. Lilith's children are called lilim. In the Targum Yerushalmi, the priestly blessing of Numbers vi. 26 becomes: 'The Lord bless thee in all thy doings, and preserve thee from the Lilim!' The fourth-century A.D. commentator Hieronymus identified Lilith with the Greek Lamia, a Libyan queen deserted by Zeus, whom his wife Hera robbed of her children. She took revenge by robbing other women of theirs.

    7. The Lamiae, who seduced sleeping men, sucked their blood and ate their flesh, as Lilith and her fellow-demonesses did, were also known as Empusae, 'forcers-in'; or Mormolyceia, 'frightening wolves'; and described as 'Children of Hecate'. A Hellenistic relief shows a naked Lamia straddling a traveller asleep on his back. It is characteristic of civilizations where women are treated as chattels that they must adopt the recumbent posture during intercourse, which Lilith refused. That Greek witches who worshipped Hecate favoured the superior posture, we know from Apuleius; and it occurs in early Sumerian representations of the sexual act, though not in the Hittite. Malinowski writes that Melanesian girls ridicule what they call `the missionary position', which demands that they should lie passive and recumbent.

    8. Naamah, 'pleasant', is explained as meaning that 'the demoness sang pleasant songs to idols'. Zmargad suggest smaragdos, the semi-precious aquamarine; and may therefore be her submarine dwelling. A demon named Smaragos occurs in the Homeric Epigrams.

    9. Eve's creation by God from Adam's rib-a myth establishing male supremacy and disguising Eve's divinity-lacks parallels in Mediterranean or early Middle-Eastern myth. The story perhaps derives iconotropically from an ancient relief, or painting, which showed the naked Goddess Anath poised in the air, watching her lover Mot murder his twin Aliyan; Mot (mistaken by the mythographer for Yahweh) was driving a curved dagger under Aliyan's fifth rib, not removing a sixth one. The familiar story is helped by a hidden pun on tsela, the Hebrew for 'rib': Eve, though designed to be Adam's helpmeet, proved to be a tsela, a 'stumbling', or 'misfortune'. Eve's formation from Adam's tail is an even more damaging myth; perhaps suggested by the birth of a child with a vestigial tail instead of a coccyx-a not infrequent occurrence.

    10. The story of Lilith's escape to the East and of Adam's subsequent marriage to Eve may, however, record an early historical incident: nomad herdsmen, admitted into Lilith's Canaanite queendom as guests (see 16. 1), suddenly seize power and, when the royal household thereupon flees, occupy a second queendom which owes allegiance to the Hittite Goddess Heba.

    The meaning of 'Eve' is disputed. Hawwah is explained in Genesis III. 20 as 'mother of all living'; but this may well be a Hebraicized form of the divine name Heba, Hebat, Khebat or Khiba. This goddess, wife of the Hittite Storm-god, is shown riding a lion in a rock-sculpture at Hattusaswhich equates her with Anath-and appears as a form of Ishtar in Hurrian texts. She was worshipped at Jerusalem (see 27. 6). Her Greek name was Hebe, Heracles's goddess-wife.

    -- Hebrew Myths by Robert Graves and Raphael Patai (New York: Doubleday, 1964), pp 65-69.
    The Lilith Myth
    Chiunque stia dalla parte di una giusta causa non può essere definito un terrorista.
    Yasser Arafat

    Una religione senza guerra è zoppa.
    Ruhollāh Mosavi Khomeyni

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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    Lilith

    1. Introduzione
    Come potrebbe non affascinare, non inebriare la fantasia e i sensi, una principessa la cui bellezza morbosa ammalia uomini e donne indifferentemente, succubi del suo ingordo potere sessuale ? Una figura alta, slanciata, di una femminilità perversa e morbosa. Capelli corvini, che incastonano un volto ovale, color di madreperla. Occhi di un colore nero ardente, che si trasformano in un rosso rubino durante la possessione. Labbra sottili, esangui, e una voce, un ipnotico sussurro, che opprime la mente e il cuore, sgorgando all'improvviso nella carne dell'uditore. Le dita della mano affusolate, con acuminate e lunghe unghie con cui durante l'amplesso strazia le carni del compagno, unendo così al parossismo dell'orgasmo, la frenesia del sangue. Un seno eretto che si nasconde fra la folta capigliatura che scende lungo i fianchi, e da cui zampilla sangue. Maestose ali neri, pronte a farla librare in volo, mentre conduce le legioni demoniache, a turbare le notti di uomini, donne, bambini e animali.

    Una femmina, la prima femmina, il cui nome è Lilith.

    Potrebbe stupirsi l'addolcito lettore di cose esoteriche, nello scoprire quante congreghe sono votate al culto di Lilith, e quanta operatività di coppia e di gruppo trova perno su questo mito; già la sua presenza nella Cabbala, come in ogni grimorio, o testo di magia cerimoniale, dovrebbe essere un valido indizio, delle forze che stuoli di operatori, a torto o a ragione, ad essa associano.

    Compito di questo lavoro, in virtù del taglio divulgativo, è quello di analizzare il mito di Lilith, lasciando ad altro veicolo e momento l'aspetto pratico.

    2. Lilith e Cabbala
    Ogni sistema filosofico, ogni docetica esoterica, ogni affresco spirituale umano, invariabilmente trova radice e sviluppo, attorno al perchè del Male, e al sommo di tutti i mali, rappresentato dalla morte. Lo Zohar(1) non fa eccezione a tale ovvia constatazione, affrontando il Male attraverso un approccio tendenzialmente impersonale, rifuggendo ad una identificazione di tale cataclisma, indicandolo generalmente con il termine Sitra Ahra. Nello Zohar l'incapacità umana di seguire la legge divina, è a sua volta riflesso del Male Cosmico ( i mondi distrutti da Dio perchè imperfetti, o gli scarti del pensiero divino: a ben vedere, sono concetti identici nella sostanziale realtà ). Vi sono però due eccezioni a tale trattazione spersonalizzate del Male, inteso come forza cosmica senza forma.

    La prima è rappresentata dalla meticolosa descrizione dei "palazzi delle impurità", la seconda dalla coppia Samael ( il satana cabbalistico, colui che ha portato il veleno nel mondo ) e Lilith ( la sua compagna ), i sovrani del regno delle impurità(2). Lilith è anche raffigurata come un serpente che attraversa lo Sitra Ahra, mentre Samael, cavalcandola, si unisce a lei: da tale unione nasce la moltitudine demoniaca. Arrivando a conclusione di questi brevi cenni di Lilith nella Cabbala, riporto come in Ammud ha-Semali, Samael e Lilith regnano rispettivamente sull'ottava e decima Sefirah(3) dell'emanazione malefica (la parte sinistra, o l'albero della morte che si sviluppa nell'abisso sotto Malkuth) mentre in "La Kabbale Pratique" di R.Ambelain, Lilith è posta al governo della nona quilipoth (10).

    Sempre nello Zohar è da segnalare la specularità fra la Shekinah(4) e Lilith. Mentre la prima è la sposa benedetta da cui trae origine il popolo degli eletti ( la casa di Israele ), la seconda è la grande meretrice, la prostituta, da cui prende vita la gente impura, la moltitudine mista ( i non ebrei ). Ciò ampiamente dimostra una vena ossessiva che attraversa tutto lo Zohar, ma questo esula dal nostro attuale lavoro.

    Invocazione per il rituale contro Lilith, da eseguirsi prima della copula matrimoniale. (Zohar III,19a)

    Nell'ora in cui l'uomo si unisce con sua moglie deve volgere il pensiero alla santità del suo Signore, e dire:

    «Coperta di morbido velluto – sei tu qui? Via, via! Non entrare e non uscire! Nulla di tuo e nulla della tua parte! Voltati, voltati, il mare infuria, le sue onde ti chiamano. Ma io afferro la parte santa, Con la santità del Re il sono ricoperto.»

    Poi deve avvolgere per un certo tempo la sua testa e quella di sua moglie in un panno, e successivamente spruzzare limpida acqua attorno al letto.

    3. Lilith nella Bibbia Cattolica
    All'interno della Bibbia cattolica non troviamo esplicito riferimento a Lilith. Tale rimozione è forse da imputare alla necessità di rendere l'Antico Testamento quanto più coniugabile, nei limiti del possibile, con il Nuovo Testamento, e in tale ottica un mito come quello della prima donna ribelle, risultava essere decisamente ingombrante, in quanto accresceva la disomogeneità delle due raccolte sacre.

    Possiamo però dedurre che qualcosa è stato sottratto nell'affresco della Genesi, e che ciò sia rappresentato da Lilith.

    Genesi 1:26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

    Genesi 1:27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

    Genesi 2:21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.

    Genesi 2:22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.

    Genesi 2:23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta».

    Nei primi loghion riportati si narra come Dio al sesto giorno creò ( dal niente: novità) il Maschio e la Femmina; il termine Adamo (gente delle quattro direzioni) appare successivamente. Ora possiamo discutere molto attorno a questa pluralità di genere, chi la riferisce agli Elohim ( potenti angeli della corte celeste ) che coadiuvano Dio nella sua opera, oppure alla doppia natura ( maschile e femminile ) dello stesso Creatore. Per onestà intellettuale dobbiamo constatare che questo creare è riferito all'uomo quale immagine di Dio, maschio e femmina ( Dio Padre e Dio Madre ). Nel racconto biblico siamo innanzi ad una doppia creazione, contemporanea ma disgiunta, dove i due enti sono relati fra loro solamente dalla fonte generativa.

    Il sospetto che qualcosa non abbia proceduto nel modo previsto, secondo l'estensore di questo passo dell'Antico Testamento, è dato dalla necessità di Dio di tornare sulla propria Opera creativa, traendo una costola da Adamo e plasmandola dando vita a Eva.

    L'espressione "Adamo" è quindi doppiamente illuminante, in quanto rivela la preesistenza di una precedente compagna, non menzionata, e come colei che è stata appena creata (Eva) sia una sua consanguinea.

    4. Il Mito
    Gli albori del mito di Lilith sono da ricercarsi nella cultura Babilonese, e ancora precedentemente in quella Assira., dove troviamo la presenza di due demoni: Lilu (maschio) e Lilith (femmina). Più che singoli spiriti della notte, possiamo però parlare di categorie di spiriti (Ardat-Lilith, Lamashtu, ecc.. ), demoni alati che nella notte scendono a tormentare, a strangolare, uomini, partorienti, e neonati.

    Numerose le formule di di scongiuro in assiro, a dimostrare il potere che veniva attribuito a questi "Incubi" della notte.

    " A colei che vola nelle stanze della tenebra... passa presto, presto, Lilith "

    Nella mitologia ebraica, abbiamo un duplice mito di Lilith l'uno legato al rapporto con Adamo nell'Eden ( il più complesso ), e l'altro al rapporto con Adamo fuori dall'Eden. Quest'ultimo mito, di tradizione midrashica(5), narra come Adamo separatosi da Eva, dopo la cacciata dall'Eden e la perdita dell'immortalità, si sia unito a numerosi spiriti(6), generando con loro. Fra essi anche Lilith, o una Lilith, dal cui rapporto nacque una nuova generazione che popolò la terra.

    La leggenda più conosciuta, di radice ebraica, su Lilith la vede come prima moglie di Adamo. Creata da Dio assieme ad Adamo, ne differisce per composizione: sabbia finissima Adamo ( terra sottoposta all'azione del fuoco ), melma ( terra sottoposta all'azione dell'acqua) Lilith. E' narrato che i due si abbandonarono a fervente passione, ma questo idillio sensuale e sessuale ebbe termine quando Lilith si rifiutò di continuare ad unirsi stando "sotto" ad Adamo. La pretesa di Lilith di assumere una posizione sessuale dominante, scatenò l'ira del compagno a cui si sottrasse, pronunciando il sacro e segreto nome di Dio, librandosi in aria e fuggendo dall'Eden.

    Adamo per questa fuga protesta con Dio, reclamando il ritorno della compagna, allora Dio ordinò a tre angeli ( Sanvi, Sansanvi e Semagelaf ) di trovare, e ricondurre ad Adamo Lilith. Questa si era rifugiata in un luogo inospitale, presso il Mar Rosso, dove unendosi con dei demoni generava una moltitudine di figli (Limm). Gli angeli, raggiunta la fuggiasca, le intimano di ritornare nell'Eden, ma lei si oppone all'ordine divino (che con tutta evidenza non aveva potere alcuno oltre l'Eden stesso), mostrando la condizione in cui si trovava. Poteva adesso tornare da Adamo, ora che si era congiunta con altri e aveva generato ? Lilith inoltre rivela che lo stesso Dio le ha conferito potere sui neonati, gli uomini, e le giovinette; ma qualora sia pronunciato il nome degli emissari divini, i tre angeli, lei recederà. La punizione che le viene impartita per il suo rifiuto, è quella che ogni giorno 100 dei suoi Limm moriranno, lo stesso numero dei generati, condannandola a vedere morire i figli, ad essere eterna Madre senza prole.

    In un testo ebraico, è riportato come Lilith resa furente e gelosa a causa della nuova compagna di Adamo, si trasformò in serpente ed offrì alla coppia il frutto proibito, condannando l'uomo e la donna alla perdita della loro condizione di favoriti da Dio, e soggetti al ciclo naturale di vita e morte.

    Lilith trova alcune corrispondenze, gioco che non ci affascina oltre una certa misura, con la Lamia dei greci e dei romani, a Brunilde(7) della tradizione nordica, alla Kalì(8) vedica, ed infine alla stessa Hecate(9). Solo alcune corrispondenze, che devono offrire riflessioni successive, visto che ogni elemento mitologico ha valore in se e in riferimento alla Cosmogonia in cui è debitamente inserito.

    5. Conclusioni
    E' fin troppo facile, e quindi erroneo, sostenere che Lilith afferisca ad una realtà matriarcale precedente al patriarcato monoteista, oppure che essa sia un mito riconducibile e riducibile alla Tradizione della Dea Madre (11). L'ovvia constatazione di come le vittime di Lilith fossero proprio i neonati ( il frutto più sacro della femminilità manifesta ), e l'incapacità della stessa di trovare piena armonia con l'ordine della fertilità naturale, di cui la tradizione della Grande Madre è simbolo ed espressione, la collocano eventualmente in un anti-mito, oppure in una espressione parziale di una particolare componente "femminile". Inoltre la valenza magica e simbolica esclusivamente distruttiva, ed energivora, la rendono inadeguata ad offrire un rapporto "integrale" con ogni aspetto del femminile, in quanto contrastante con l'espressione della maternità.

    Superficiale è ancora l'affezione, che diviene afflizione, a questo mito esaltandone solamente l'aspetto ribelle all'ordine costituito, in quanto se esso è indubbiamente presente, è altresì vero che essa non è poi in grado di proteggere il frutto del proprio grembo (Limm): la più grave delle colpe di una madre, autocondannandosi ad un'eterna esistenza di rancore e di vendetta.

    Lilith non è il simbolo dei viventi, ma delle ombre, e l'enorme confusione che oggi viviamo attorno a questo mito è in parte dovuta alla sua riscoperta a fine dell'ottocento, e successivamente negli anni 60-70, dall'intelligenza del femminismo in gran parte donne di cultura ebraica, alla ricerca di un forte contrasto culturale con la controparte rabbinica che incarnava l'immaginario del patriarcato.

    Enorme sciocchezza, poi, sostenere che le tradizioni monoteistiche non sono riuscite a debellare il mito di Lilith, in quanto se esso è sopravvissuto nei secoli è proprio grazie al Talmud e ai Midrash; se tale operazione di occultamento veramente voleva essere perpetrata sarebbe stato più congeniale il semplice ostracismo.

    Inoltre il mito di Lilith ha numerosi elementi di virilità: basti ricordare la tradizione che la vuole serpente tentatore nell'Eden, o alcune leggende ove essa può possedere (Incubus) uomini e donne, tramite la possente coda. Questi particolari suggeriscono una non totale collocazione al femminile di questo mito.

    Quanto sopra è valido se perseveriamo nell'errore di decontestualizzare il simbolo Lilith, e in genere ogni simbolo, dalla integra sede che gli è propria: l'insieme fisico-psichico-spirituale dell'uomo.

    Il mito ebraico ci narra come Adamo sia frutto di sabbia fine, mentre Lilith di melma. Adamo è frutto dell'azione dell'elemento fuoco sull'elemento terra, Lilith della combinazione fra l'elemento terra e l'elemento acqua. Ci è suggerito che Adamo e Lilith sono due espressioni coeve, dove l'una non può sovrastare l'altra, e la loro unione è magnetica ed immediata. Il dramma per le due parti, risiede nel momento della separazione che relega entrambe ad una condizione inferiore alla preesistente, ed in generale alla lenta disgregazione del composito mosaico chiamato uomo.

    Sicuramente Adamo è ascrivibile ad un'insufflazione dell'elemento fuoco nell'elemento terra, che renda questa secca, per non procedere nell'arcano è bene quindi dire che ci riferiamo all'aspetto cosciente, logico-dialettico; come altrettanto sicuramente Lilith è ascrivibile a quella radice atavica, ed insopprimibile, della sessualità, fra le due porzioni è inserita una terzo elemento di frizione. Questo elemento è frutto di Adamo dormiente ( che sogna e desidera ), quindi successivo ai precedenti, prende il nome di Eva e rappresenta l'emozionalità. Che da un lato permette alla sfera logica-dialettica di trovare sfogo e limite, alla sua estenuante ricerca di sistematizzazione ed ordine, e alla parte atavica sessuale di affiorare.

    Quanto sopra esposto afferisce ad un sottile equilibrio, che millenni di civilizzazione, e socializzazione dell'uomo, hanno portato a relegare l'elemento lilithiano nei meandri più profondi dell'animo umano, rendendolo simile all'energia di un vulcano che anela a dirrompere verso la superficie, trovando varco nella sfera mobile ( l'emotività ).

    Che Lilith rappresenti un atavismo sessuale, in sè generale e diffuso ( quindi forza elementale non mediata e non mediabile ) è indicato sempre dal mito, che narra come Lilith provochi le polluzioni notturne negli uomini che possiede. La forza sessuale che comunque deve trovare sfogo, dirompente, violento e distruttivo, come ci ricorda anche la simbologia legata al Dio Kama (12) vedico, o alla doppia veste di Lucifero-Satana.

    Il binomio sesso e morte accompagna profondamente il mito di Lilith, e i rituali stregoneschi, che su essa trovano fulcro, trovano espressione in una sessualità lupesca, frenetica e sanguinaria. La doppia e violenta fuoriscita dei due elementi basi del vitale ( vita in essere, e vita in potenza ), che vanno ad aprire le porte di una memoria genetica, in sè e per sè terribile, in quanto semplice ed elementale verità: la bestialità allo stato puro.)

    La scissione che l'uomo vive, fra la parte cosciente ( la superficie del mondo ), e la parte atavica ( il cuore pulsante del mondo ), rende i molti che prediligono la prima massima espressione di un controllo privo di potenza, e i rari che incarnano la seconda potenza senza controllo. Tale separazione non giova: creatori senza forza i primi, forti senza capacità di creare i secondi ( I Limm muoiono appena scorgono la luce).

    La via che potrà permettere un novello equilibrio fra queste due sfere coeve, che sono il senso della perduta regalità umana, non è quella di una fuga in avanti, attraverso astruse intellettualizzazioni. Quanto un coraggioso precipizio nel baratro primordiale, sperando di mantenere viva una sottile luce, che permetta di fecondare il ventre di Lilith, portando alla luce l'uomo nuovo: reintegrato in ogni componente: Adamo-Lilith-Eva.

    Non è fonte di fascino ed interesse che Lilith, l'impura, la dannata, la prostituta demoniaca, conosca l'esatta pronuncia del nome dell'Ineffabile, che nella tradizione magica- religiosa ebraica, poteva essere pronunciato solamente una volta all'anno, nel Tempio di Salomone, dal capo dei Sacerdoti ? Con la differenza che mentre, secondo i testi sacri, Lilith effettivamente deteneva questo "potere", e lo manifestò, niente è dato di sapere su quello del sommo sacerdote. Non è forse un velato suggerimento a ricercare la Conoscenza, che tutto trasforma, dove si presume che vi sia la tenebra?

    Ad un guardare oltre l'apparenza della manifestazione, e attraversando il deserto impervio che al limitare della sfera conscia, imprigionata nel singolo transito temporale, recarsi alle radici eterne della nostra esistenza: quando sia il fuoco che l'acqua furono infusi nella terra.

    NOTE:
    (1) Zohar. Testo fondamentale della Cabbala, lo Zohar, è stato scritto all'inizio del XIV secolo, in Spagna, dal mistico Mosé de Léon. La parola significa libro dello splendore, anche se si sviluppa in una serie di oscuri precetti e commenti, che l'autore imputò ad una tradizione precedente.

    (2) E' impuro ciò che non è sacro, o consacrato. Ciò alterato dalla mescolanza con altri elementi.

    (3) Sefirah. Nel sistema cabbalistico rappresentano degli aspetti qualititativi del divino, e la loro interazione delimita la forma e il campo del dispiegamento della manfiestazione (creazione)

    (4) Shekinah. L'immanenza divina.

    (5) Midrash. Metodo di interpretare la sacra scrittura, che va oltre il senso letterale delle parole. Questi vari commenti sono raccolti in antologie.

    (6) Spiriti. Nella tradizione cabbalistica il sesto giorno Dio creò anche gli spiriti senza corpo (elementali).

    (7) Brunilde. Mitica regina di Islanda, impose una serie di prove cruente ai suoi pretendenti, culminanti con un duello mortale.

    (8) Kalì. Raffiugura l'aspetto guerriero di Parvati la consorte di Shiva. E' conosciuta come la grande Dea.

    (9) Hecate. Dea della mitologia greca, unica fra le immortali a non essere stata partorita da Zeus, ma figlia di un Re dei giganti. E' in grado di viaggiare nel mondo degli dei, degli uomini e dei morti.

    (10) Le Quilipoth sono le riflessioni negative delle sephirat, il loro volto nascosto, o la loro manifestazione degradata o degrandate, ma al contempo ne rappresentano anche un curore pulsante, che deve essere riassorbito dall'interno

    (11) Dea Madre. Complesso di miti arcaici, che si vuole riconducibili ad un'estesa cultura matriarcale, poi sdradicata dal patriarcato.

    (12) Dio Kama. Nella mitologia vedica è un Deva bifronte della sessualità, nel suo aspetto di piacere e forza atavica.

    (Filippo Goti)
    Lilith
    Chiunque stia dalla parte di una giusta causa non può essere definito un terrorista.
    Yasser Arafat

    Una religione senza guerra è zoppa.
    Ruhollāh Mosavi Khomeyni

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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    La dignità
    Secondo l’astrologia Lilith, il pianeta riconosciuto dopo, che non è che l’ombra di sé, un puro centro di energia, rappresenta la dignità della donna. Quella forza insopprimibile che porta la donna a scegliere di essere se stessa, qualunque sia il prezzo da pagare. Come le eroine dell’opera, che entrano nella pazzia per non rinuciare a dire la verità, ad essere la verità in un luogo dove ciò non è permesso.
    In astrologia Lilith rappresenta l'altra immagine della donna, la femminilità inconscia, rimossa, segreta o temuta, che si contrappone all'immagine della femminilità ideale, materna, "buona" rappresentata dalla Luna. E' quindi il simbolo dell'ombra, della parte oscura di sé, quella parte nascosta ma attiva nell'inconscio.

    Poiché la Luna Nera tocca le più oscure profondità dell'essere, la sua influenza caratterizza inequivocabilmente la sfera sessuale, soprattutto sotto il profilo psicologico. Per l'uomo Lilith rappresenta il lato sconosciuto, inquietante della donna, le immagini negative relative a esperienze con donne, i timori nel rapporto di coppia, eventuali problematiche sessuali. Con l'interpretazione della Luna Nera si entra nella sfera profonda della psiche, ci si confronta con i tabù, le rimozioni, le ribellioni, le nevrosi.

    E, poiché Lilith viene localizzata nel punto in cui la Luna si trova alla massima distanza dalla Terra, quindi è potenzialmente prossima a sfuggire alla forza di gravità, rappresenta un'enorme spinta alla liberazione.




    Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith (1868)
    Ultima modifica di Silvia; 19-03-11 alle 18:05

  9. #9
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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    Lilith, La Luna Nera



    Lilith o Luna Nera, rappresenta la nostra paura dell'abbandono







    La Luna Nera

    Nel mito di Lilith o Luna Nera, ciò su cui ci si deve soffermare è il concetto di ribellione a qualche cosa che vuole fermarci. Lilith viene creata direttamente dal fango come Adamo, simultaneamente e indipendentemente da lui; quindi Lilith è l’opposto complementare di Adamo.

    Eva invece viene creata da un pezzo di Adamo, la costola famosa; ne consegue un rapporto di stretta dipendenza

    Eva, infatti rappresenta una emanazione , un riflesso di Adamo.

    Nata attraverso lui e per lui, dovrebbe essere la compagna devota, la serva devota, sottomessa .

    Completamente diversa da Eva, Lilith non accetta la superiorità che Adamo vuole imporle, ed esige, parità di diritti. Artemide ( Diana per i Romani) è la dea dei boschi, , quindi della vegetazione, e della fecondità; rifiuta la femminilità che l’assoggetta all’uomo, che però è la fecondità creatrice.

    Atena (la Minerva dei romani) ferisce in combattimento Marte e, da dea del combattimento, diventa dea della sapienza; infatti rinasce dalla testa di Giove.

    Queste brevi conoscenze ci portano a pensare a due energie opposte ma uguali che si oppongono e si rincorrono per poter generare l’unità; non dipendenti l’una dall’altro ma potenzialmente uguali e necessarie l’una dell’altra.<

    Lilith combatte la pretesa superiorità maschile non il maschile.

    Nel concetto Junghiano di Anima e Animus, la donna deve risvegliare il proprio animus, mentre l’uomo deve risvegliare la propria anima.

    La Luna Nera e i pianeti

    Ascendente o molto vicino: difficoltà ad esteriorizzare il lato istintivo della propria personalità. L’io trova difficoltà ad esprimere i desideri legati al significato del segno.<

    Sole . congiunzione problemi legati al padre per mancata identificazione con lui Poca fiducia di sé durante la prima parte della vita, la realizzazione avviene dopo i quarant’anni.

    Congiunzione nel segno del Leone indica il bisogno di un padre da ammirare.

    Opposizione:Un uomo si identificherà con la figura del padre mentre una donna proietterà il suo problema nel marito Quadrato: all’inizio esiste fiducia in sé che poi sparisce dopo aver vissuto esperienze non positive.

    Trigono. Fiducia in se. Probabile cambiamento sociale nella seconda parte della vita

    LUNA Congiunzione L’evoluzione avviene attraverso il rapporto con le donne della propria vita, madre, sorelle, figlie.. Una donna rifiuterà di assomigliare alla madre. Doti di chiaroveggenza.

    Se avviene nello scorpione, la sessualità può essere fonte di preoccupazioni; una donna può essere stata violentata. Possono esserci casi di aborto

    In capricorno, necessità di trovare sicurezza nelle donne

    Nell’Acquario: difficoltà nel concedere la libertà al proprio partner perché si vuole che assomigli alla propria immagine Opposizione: dell’evoluzione La luna cerca un ideale, ma l’obbligo imposto dalla Luna Nera ne impedirà la concretizzazione. I sogni possono dare delle informazioni su come superare i gradi dell’evoluzione. Quadrato tensioni di cui non si conosce il motivo. Per una donna, difficoltà con l’uomo in generale. Nei segni mutevoli c’è mutevolezza e ciclicità sottomessa alle fasi della Luna. Possibile sterilità , predisposizione agli aborti. Fissi: tensione permanente Cardinali: impedisce di agire come si vorrebbe Trigono: Equilibrio in quanto la Luna faciliterà l’evoluzione richiesta dalla Luna Nera. MERCURIO. Congiunzione: Nel proprio inconscio, l’individuo possiede un potenziale di conoscenza che deve imparare ad esprimere. La difficoltà maggiore si ha durante l’adolescenza. Importante valutare la posizione di Saturno:.

    Nell’Ariete, se Saturno è in Ariete, l’espressione è bloccata

    Nel Cancro con Saturno in Scorpione ( sessualità) può insorgere un fibroma alle ovaie

    Nel Capricorno, possibili eruzioni di pelle

    Opposizione. Necessità di cambiare il proprio modo di pensare perché la vita esteriore pone dei freni.

    Quadrato. La percezione del lato nascosto delle cose può scontrarsi con la visione personale. Possibili blocchi mentali. Trigono: Conoscenza innata delle cose

    VENERE. Congiunzione: Amori improvvisi

    Opposizione: Difficoltà in amore o nel costruire ogni cosa

    Quadrato difficoltà affettive e nella costruzione di ogni cosa. Rifiuto di amare Per una donna, rifiuto o difficoltà ad accettare la propria condizione femminile Per un Uomo, rifiuto della donna

    Trigono: Abilità nello stabile i rapporti attraverso una certa instabilità perché troppo idealisti. Importante il Segno.

    MARTE: Congiunzione. La persone vive nella paura e ogni volta che deve agire e prendere decisioni, vive l’angoscia

    In Ariete, lo spirito di iniziativa viene frenato

    In Toro: il senso del possesso paralizza la libertà d’azione

    Nei Gemelli: la paura nasce dalla diffidenza

    Nel Cancro:. L’attaccamento alla madre crea difficoltà

    Nel Leone: difficoltà ad imporre la volontà

    Nella Vergine: facilità nel manipolare gli altri

    Nella Bilancia. Timore a legarsi con gli altri

    Scorpione: legami con la morte. Non bisogna irrigidire il proprio atteggiamento. Timore di violenza

    Sagittario la persona teme l’opinione della gente.

    Capricorno. Ambizioni che non sono mai soddisfatte

    Nell’acquario: ostacoli che vengono dagli altri

    Pesci: passività forte. Sguardo folgorante, capacità di diagnosi.

    Opposizione e Quadrato Persone molto combattive che cercano le difficoltà. Si cerca il compromesso Tendenza all’obesità e alle disfunzioni tiroidee. Per l’uomo rifiuto inconscio di essere virile Per una donna ostilità nei riguardi dell’altro sesso e tendenza a castrare l’uomo. Trigono. L’intuito guida l’azione

    GIOVE Congiunzione: Instabilità psichica, Incostanza. Difficoltà nel raggiungere la posizione sociale desiderata. Opposizione: La persona si confronta sempre con persone di autorità tale che impediscono o ostacolano la sua espansione Quadrato. Molti ostacoli. Se avviene in segni Cardinali ciò che si vuole costruire non ha esito positivo. Nei segni fissi subisce e si adatta alle situazioni scomode. Nei segni mutevoli si mette in dubbio la propria identità. In ogni caso, possibili problemi con la legge

    Trigono: protezioni occulte. Capacità di esercitare la propria volontà sugli altri.

    SATURNO: Congiunzione: Tendenza alla solitudine. A seconda del segno in cui la L:N: si trova, si vivranno severe privazioni e così il sentire sarà quello di avere sbagliato tutto.

    Opposizione : sensazione di disfatta, depressioni e scrupoli eccessivi.

    Quadrato: Grande difficoltà a rendere la propria vita stabile; nei segni Mutevoli questa sensazione è molto forte, nei segni Fissi i blocchi e i cambiamenti sono vissuti come opportunità molto importanti, nei segni Cardinali, l’azione personale è possibile ma non necessariamente porterà ai risultati desiderati.

    Trigono .eccesso di scrupoli,

    URANO: Congiunzione: poco senso di opportunità, impulsività, capriccio

    Opposizione: anticonformismo all’eccesso , possibili ribellioni

    Quadrato: Possibili rotture e cambiamenti di vita provocati o subiti. Questo avverrà facilmente quando la quadratura natale diventerà opposizione:

    Trigono: libertà interiore naturale.

    NETTUNO Congiunzione: fantasia esaltata , confusione mentale. Se avviene nel segno della Vergine, ci si costruisce alla cieca.

    Opposizione: Gli atri si oppongono ai propri desideri.

    Quadratura: lotta continua con gli altri che impediscono di seguire la strada prefissata. Confusione

    Trigono: Esaltazione di tutto, sia nel bene che nel male. Speranza di costruire stabilità

    PLUTONE: Congiunzione: Tendenza alla menzogna. E’ necessario trasformare le radici profonde del proprio essere.

    Nel Cancro, si può essere figli naturali della madre.

    Nella Vergine, istinti che devono essere purificati attraverso le situazioni quotidiane.

    Opposizione: si cerca l’equilibrio non guardando ai propri sensi di colpa. Mancanza degli stessi.

    Quadrato: Molti disturbi legati alla memoria delle proprie origini e alla infanzia. Sadismo

    Trigono: La vita viene vissuta come si presenta,. Forte intuizione., Chiaroveggenza .





    Lilith, La Luna Nera
    Ultima modifica di Ottobre Nero; 19-03-11 alle 18:13
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  10. #10
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    Predefinito Rif: Lilith - La prima sposa di Adamo

    LE CONGIUNZIONI DI LILITH A URANO, NETTUNO E PLUTONE NEL TEMA NATALE E NEI TRANSITI







    Relazione di Grazia Mirti

    mirti@venco.it





    Ho sempre provato un interesse particolare per questa diavolessa emarginata, sospettata delle più grandi nefandezze, cacciata dal paradiso terrestre per il suo coraggio nell’aver voluto affermare la sua parità sessuale con il maschile Adamo... sottoposta da sempre a incredibili pettegolezzi. Ho incominciato ad occuparmene molti anni fa. Oggi non rinuncerei mai ad inserirla sulla Carta del Cielo delle persone che analizzo, celebri o comuni mortali.

    Molto brevemente desidero ricordare che dal punto di vista astronomico la definizione di Lilith è misteriosa, così come lo è lei stessa. E’ lo stesso problema che si verifica con Plutone, anche se in termini astronomici differenti. Sono personaggi che indossano una maschera, che si nascondono, e non vogliono farci mai sapere esattamente dove si trovano... lo svizzero Dieter Koch ha calcolato secondo la mia opinione le Effemeridi più valide della posizione di Lilith, dopo aver analizzato con cura tutte le teorie passate e attuali in proposito.

    Si sa che l’ipotesi di un secondo satellite della Terra, che sarebbe stato visto dall’abate Riccioli, intorno al 1630, con un’orbita di circa 3° al giorno, oggi non può sussistere. Gli astronomi l’avrebbero individuato da un pezzo! Bisogna quindi partire dal presupposto che la Luna ha un cammino ellittico, i cui Fuochi sono individuati dalla Terra (Primo Fuoco) e da un Secondo Fuoco che alcuni hanno identificato con Lilith/Luna Nera, intesa come punto di massima vicinanza all’Apogeo Lunare. Altri ne hanno desunto un punto medio. Ma bisogna tenere conto che il cammino ellittico della Luna non è affatto regolare ne’ geometricamente armonioso... Koch ha quindi calcolato gli sfasamenti degli Absidi (termine che comprende sia Perigeo che Apogeo Lunare) considerandoli come i punti ai quali la Luna si dirige sotto le attuali forze di influenza derivanti da Sole, Terra, Pianeti.

    Ciascuno di noi può comunque usare le proprie Effemeridi, a condizione di tener conto di un’orbita di validità della posizione di Lilith. Nel software che io uso comunemente, per esempio, è stata inserita una posizione media dell’Apogeo Lunare, che , come vedremo, è perfettamente utile nella pratica.

    Per quanto riguarda il concetto simbolico di Lilith/Luna Nera sono d’accordo con lo psicanalista francese Philippe Grangier, il quale ha individuato in questo archetipo stellare il concetto del Desiderio, e del Rimpianto che lo caratterizza. Esso andrebbe analizzato a livello della ‘perdita originaria’, dell’espulsione dal Paradiso Terrestre, dello sdoppiamento tipico di ciascun individuo nel quale l’oggetto diviene necessario, indispensabile. Questa assenza interviene nel momento in cui l’uomo, e quindi ciascuno di noi, viene restituito al mondo, promesso alla morte, attaccato al solo paradiso di cui possa serbare memoria, la vita fetale. Il desiderio/rimpianto può allora riguardare il ritorno al seno materno o al riposo uterino. Ha scritto Hegel: ‘Ciascun desiderio è il desiderio del desiderio dell’altro’. E’ il ‘nocciolo sconosciuto’ di Paul Valéry, la ‘ghianda’ di James Hillman. Propongo di dare un valore a Lilith/Luna Nera anche in Astrologia Karmica, là dove essa potrebbe rappresentare il rimpianto per qualcosa che non abbiamo svolto nel modo giusto, che ci affligge in questa incarnazione proprio perché non lo abbiamo condotto a buon fine nelle esperienze precedenti.

    L’assenza, il rimpianto, il desiderio rappresentati da Lilith non coincidono mai con la morte. Essa è sofferenza perché si identifica con il desiderio, ma coincide con quella parte della sofferenza che ci permette di mantenerci in vita. Si tratta di un non-luogo, di un non-detto non formulabile ne’ rappresentabile psichicamente. Una sorta di Grande Assente, considerando che ciò che noi cerchiamo perdutamente è la precisa identità dei nostri desideri. Là dove si trova Lilith nella nostra Carta del Cielo si nota un segno incancellabile di assenza e di desiderio. Là si trova il punto di maggiore intensità e la massima spinta all’identificazione di se’.

    Un vuoto, un’assenza, si possono colmare o ampliare, secondo i casi. Il ruolo di Lilith può allora rispondere alla scelta eterna tra Bene e Male. In senso positivo ne saremo stimolati a scoprire debolezze, limiti, precarietà del nostro Tema Natale. In senso negativo la coscienza dell’angoscia può provocare l’inizio di una perdita globale, un tentativo di trasformare tutto il tema in un gigantesco Buco Nero, trascinati dalla forza inconscia e istintuale di questo simbolo importante, e al tempo stesso pericoloso.

    La coscienza dell’assenza e dell’emergenza può generare in noi un saggio bisogno di riparare anche attraverso le esigenze e i bisogni degli altri.

    Ho sempre rifiutato energicamente i riferimenti sessuali spesso privi di senso che sono stati proposti da alcuni autori. Se hai Lilith in Terza casa fai l’amore con tuo fratello, se ce l’hai in Quinta ecco l’incesto con tuo figlio... In Astrologia Karmica viene spesso indicato il ruolo preminente dei Nodi della Luna, del loro asse che attraversa lo Zodiaco, con moto sempre retrogrado, per questo collegato a un passato remoto ancestrale. Sono convinta che anche Lilith/Luna Nera possa affermare il suo ruolo nell’ambito di questi studi:

    - anche Lilith è leggibile su un asse che pone in risalto Apogeo e Perigeo lunari, tra loro opposti.

    - la sua orbita è di una lunghezza di 9 anni, pari a metà circa di quella del Nodo Lunare.

    - se i Nodi della Luna fanno riferimento al punto di intersezione tra l’orbita lunare e l’eclittica celeste, Lilith/Luna Nera prende in considerazione gli Absidi, vale a dire Perigeo e Apogeo lunari.

    - secondo alcuni studi tradizionali di origine cabalistica si deve considerare una Triade formata da Maria (Luna), Eva (Terra), Lilith (Apogeo). Il Nodo Lunare potrebbe inserirsi qui come valore di Reincarnazione, di passaggio, passato o futuro, ad altre dimensioni.

    In questo senso Lilith/Luna Nera può essere collegata a:



    Rimpianto, Rimorso, Nostalgia, Privazione, Retaggio, Cicatrice, Memoria, Traccia, Esperienza non vissuta o vissuta male.



    Se noi esaminiamo il nostro Tema Natale intendendo Lilith/Luna Nera come assenza o manchevolezza troveremo immediati agganci interessanti sia sul piano reale che su quello inconscio... senza trascurare il risvolto fisico, che spesso non viene preso in considerazione. In questo senso Lilith in Cancro può simboleggiare ulcera duodenale, Lilith in Scorpione enuresi notturna, Lilith in Acquario fragilità delle caviglie, e via discorrendo. Ho notato spesso che i transiti di Lilith/Luna Nera sui pianeti della femminilità coincidono spesso con il menarca, la prima mestruazione femminile, così come a possibili manifestazioni emorragiche o a segnali di menopausa.



    La trentennale esperienza interpretativa in Astrologia mi ha dato modo di verificare la portata di questo fattore astrologico utilissimo, che assume particolari caratteristiche là dove si unisce ai tre pianeti più esterni del sistema solare: Urano, Nettuno, Plutone. L’impressione è che il ‘buco nero’ rappresentato da Lilith venga colmato dalle forti valenze simboliche dei tre pianeti, con effetti molto precisi. Ne ho raccolto una serie sperimentale significativa. Nel caso di Urano vi sono echi rivoluzionari: il pianeta eccita anticonformismo personale e sensuale e attira l’inconscio collettivo. A una tranquilla e modesta signora dalla precisa congiunzione Lilith/Urano in Vergine chiesi informalmente se mai le avessero chiesto di partecipare a filmini sexy. Arrossì violentemente e mi spiegò che per arrotondare il bilancio era doppiatrice di film porno. Susanna Ronconi ne ha vissuto l’impatto da brigratista rossa, seguita in politica da Pierpaolo Pasolini e Umberto Eco. Susanna Agnelli vi esprime il suo peccato originale automobilistico di famiglia, condiviso con il mitico Tazio Nuvolari. Una congiunzione che mi ha fatto riflettere su una possibile ‘diversità’ di Ugo Tognazzi. In Pedro Almodovar è l’attenzione costante verso i ‘buchi neri’ dell’esistenza di tutti noi.

    Nettuno come sempre è più subdolo e inquietante. Ci parla di misticismo e di religione come oppio dei popoli, fughe dalla realtà, oblio, alcol, psicofarmaci, ma anche di politica esasperata, di droga e altri mondi che emergono dal profondo, si sovrappongono alla realtà, ma non le appartengono. Il tutto condito da una giusta dose di mistero. Marilyn Monroe e Françoise Sagan ne sono esempi emblematici, cui si accompagnano l’anarchico assassino Gaetano Bresci, uccisore di Umberto I a Monza, Totò, che cercava con accanimento nella storia i segni della sua nobiltà di casato, e tante persone comuni cui bisogna sconsigliare rischi da alcol, gas, mare, farmaci, anestesie, auto, armi da fuoco ed esplosivi. Un riferimento alla casa in cui gioca la congiunzione è sempre molto saggio.

    Le implicazioni di Plutone sono ancora più inquietanti: ci parlano di potere minaccioso e di rischi ricollegati alla profondità interiore, per certi versi alla morte medesima. Non ci meravigliamo di trovare Albano, la cui esperienza devastante con la figlia lo ha condotto all’inferno e ritorno, lo scrittore Giorgio Bassani con la terribile agonia in cui due famiglie se lo contendevano. Bettino Craxi non ha bisogno di essere analizzato, si commenta da se’. Per alcuni personaggi il tempo forse non è ancora maturo: Giorgio Armani e Orietta Berti. La vibrazione della congiunzione Plutone/Lilith in Ottava Casa indica con chiarezza i rischi cui va incontro il giovane re Abdallah di Giordania, e con lui tutti coloro che videro la luce in Acquario nel 1962, momento storico che Federico Capone definiva come possibile periodo di nascita dell’Anticristo.

    Trovo particolarmente stimolante l’uso di Lilith in Sinastria, la sovrapposizione di Lilith a un pianeta importante del partner crea un legame difficile da scindere. Sono le coppie che soffrono meno a restare insieme, piuttosto che a separarsi. C’è qualcosa di profondo che le lega: il vuoto, la mancanza caratterizzati da Lilith vengono riempiti dal pianeta del partner... nel caso di Carlo e Diana d’Inghilterra, per esempio, lei inserisce Lilith su Plutone di lui. Anche se non è più in vita loro due saranno legati in un rito plutoniano per tutta l’eternità!



    Il punto del Tema Natale in cui Lilith si trova a transitare indica spesso la questione che ci preoccupa in quel determinato momento della nostra vita, in preciso collegamento con la Casa astrologica coinvolta.

    A livello collettivo Lilith può concentrarsi sull’Inconscio Profondo e può provocare quegli accadimenti rituali che sbalordiscono la collettività, e creano eventi sul modello di Arancia Meccanica o omicidi di tipo politico, che mutano il destino di un paese.

    L’esperienza mi ha insegnato che nella maggior parte dei casi funzionano molto bene le congiunzioni di Lilith ai pianeti di nascita, e le opposizioni. Tralascio gli altri aspetti, per abitudine, e per maggiore chiarezza e semplicità. Un collega mi ha detto una volta che i quadrati di Lilith a Marte provocano sogni erotici, ma non ne ho avuto riscontri…


    Osserviamo ora l’effetto del trasito di Lilith in alcuni casi pratici, più o meno famosi.



    Un doppio riferimento a Lilith riguarda il transito della tragica morte di Marilyn Monroe: il 4 agosto 1962 Urano vibra al grado sulla sua Lilith natale in Leone, al conflitto di Giove in Acquario. Nello stesso momento Luna e Lilith congiunte in Bilancia, al conflitto di Urano natale, sulla cuspide della Terza Casa, mettono in risalto la forte spinta comunicativa dell’evento. Urano rappresenta in questo caso anche la televisione che dà maggiore risonanza all’evento, e la sua velocità di impatto. Ne è coinvolto il mondo uraniano del cinema, ma vi è la spinta alla mitizzazione del personaggio nell’inconscio collettivo di tutta l’umanità.



    Marcello Marchesi, autore comico e personaggio televisivo italiano tipo arietino robusto ed esuberante, morì annegato in un metro d’acqua, proprio quando Lilith stava transitando su Nettuno di nascita. la Luna era anch’essa vicinissima alla posizione natale di Lilith.



    Maria Vetsera, la sfortunata contessina che ebbe una storia d’amore con Rodolfo d’Asburgo, e morì suicida con lui nella tragica notte di Mayerling, era nata, con una congiunzione Nettuno/Lilith. Morì quando Nettuno (mistero), Plutone (potere) e Lilith si concentravano sulla sua Ottava Casa.



    Orsola De Matteis, una tranquilla signora, si recò al mare con il marito e due figli il 9 agosto 1984: dopo pranzo essi si tuffarono in mare e morirono tutti e tre annegati, lasciandola unica a sopravvivere. Da notare sul suo tema di nascita Giove, Lilith e Plutone in ottava Casa. L’evento si realizza con Lilith di transito al Fondo Cielo, in Pesci, simbolo marino, al conflitto esatto di Nettuno in Vergine. La Luna è opposta a Giove e a Lilith.



    Nel momento della morte di John Lennon Plutone e Lilith si trovano in Bilancia sulla sua Settima Casa, l’opposizione a Lilith di nascita in Ariete è superata poco tempo, forse lo stesso tempo impiegato dall’attentatore per appostarsi e riuscire nel suo folle gesto. Saturno e Giove erano comunque opposti a Lilith di nascita.



    Per finire appare davvero sorprendente il caso di John Kennedy Jr e di sua moglie Carolyn Bessette, nel momento della tragica scomparsa del loro aereo, il 16 luglio 1999 a fine serata. Il confronto tra i due giovani coniugi indica che Lilith di lui è sulla Luna di lei, un legame karmico indistruttibile. Se noi osserviamo i transiti di quella maledetta serata notiamo il Sole su Marte e Lilith di nascita, e Lilith e Plutone di transito sul Sole, in un doppio riferimento molto preciso. Lo stesso effetto si può notare analizzando i transiti della persona maggiormente coinvolta, sua sorella Caroline Kennedy. Anche lei nata nei primi gradi del segno del Sagittario, subiva il transito di Lilith e Plutone al grado sul Sole, con la Luna di transito opposta a Lilith, e una serie di pesanti dissonanze tra Acquario e Leone. La precisione di Lilith potrebbe avvalorare la tesi di qualcosa che non ha funzionato colpevolmente.








    LILITH
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

 

 
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