



_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


ostridicolo: come volevasi dimostrare; si rende conto che sta parlando dello stesso criminale che poi compì il genocidio, naturlamente grazie al fondamentale appoggio di mussolini e della chiesa? non c'era nessuna guerra in corso tra croati e serbi, la guerra ce l'aveva in testa solo questo pazzo criminale e pochi altri pazzi come lui; adesso ha capito come stanno le cose? si rende conto quindi delle cose sbagliate che scrive e sostiene?
lo vede chi è che non conosce la storia e soprattutto che non riesce a giudicare l'importanza degli avvenimenti storici?
e inoltre, si rende conto di chi ospitò , armò, fece andare al potere mussolini in unaparte della iugoslavia?
Ultima modifica di nafplio; 30-04-11 alle 18:59


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e quindi visto che l'istria fa parte geograficamente dell'italia dobbiamo riprendercela?
e aspetto ancora una risposta sul canton ticino...
o quello non è geograficamente e linguisticamente italia???
perchè prendersela tanto per l'istria e non per il canton ticino o per il col di tenda o per mentone???


E' vero, ma purtroppo abbiamo l'abitudine a ragionare in questi termini.
esattamente come ci sono quelli che considerano tutti gli appartenenti alla RSI alla stregua di torturatori, rastrellatori ed assassini di persone innocenti, mentre nei fatti non è proprio così.
Vedi, a parte chi può avere interesse a dipingere la Resistenza come hai scritto tu, c'è da dire che il fatto di aver voluto celare, o al limite negare determinati episodi "scomodi" non ha certo giovato al buon nome della Resistenza stessa.La guerra di liberazione è stato un momento molto alto della storia dell'Italia, un momento in cui la gente ha veramente ritrovato l'orgoglio e la volontà di di essere libera. La repubblica che nacque dalla guerra e dalla resistenza meriterebbe più rispetto ma oggi tutti fanno a gara a dileggiarla.
Per decenni è stata tramandata la vulgata che descriveva il tutto come una lavagnetta, coi buoni da una parte ed i cattivi dall'altra; logico, quindi, che una volta usciti allo scoperto determinati episodi, questi abbiano gettato un'ombra sui racconti spacciati per veri fino a quel momento.
Oggi, leggendo molti forumisti, si trovano commenti che riconoscono certi abusi ed eccessi da parte dei vincitori, mentre fino a qualche anno fa non era assolutamente possibile affrontare determinati argomenti.
Questo, a mio avviso, non significa affatto dileggiare nè tantomeno negare l'importanza della lotta alla dittatura; ma non si devono neanche giustificare porcherie commesse da chi lottava dalla parte dei vincitori.
Ultima modifica di Mauri61; 30-04-11 alle 19:04
Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.


la risposta di ivan è già stata confutata e smontata ;e lei non è in grado di replicare e rispondere a quanto ho scritto, questo è il dato di fatto;
l'istria è separata dal resto dell'italia da un confine naturale consistente,le alpi italiane, la pianura slovena e il mare e inoltre,non rientra minimamente nella penisola italica; il territorio italiano,non può certamente andare oltre le alpi italiane , e questo proprio da un punto di vista geografico;se riuscite a confutare quanto ho scritto bene per voi,altrimenti significa che siete fuori strada


Ultima modifica di Ada De Santis; 30-04-11 alle 19:10
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Dopo gli studi in legge a Zagabria si impegnò in politica nel "Partito croato dei diritti", un movimento nazionalista che si opponeva alla monarchia unitaria jugoslava e si batteva per l'indipendenza della Croazia. Fu eletto consigliere municipale a Zagabria e deputato al parlamento nazionale di Belgrado nel 1927. Nel 1929 fu costretto all'esilio dalla dittatura pro-unitaria istituita dal re Alessandro I dopo l'assassinio di Stjepan Radić.
Rifugiatosi prima a Vienna, dove prese contatto con ufficiali austriaci anti-jugoslavi, e quindi in Italia, fondò insieme ai membri, anch'essi esiliati, della fazione più estremista del "Partito dei diritti", un nuovo movimento nazionalista, gli "Ustascia" (da ustaš, "insorto", o "ribelle"). Il gruppo si dedicò, sotto l'egida del governo italiano, ad attività intimidatorie, e, nel 1934, riuscì ad assassinare il re Alessandro I a Marsiglia. Con l'appoggio del regime fascista italiano il movimento si ampliò, installando campi di addestramento nella stessa Italia (a Bovegno, Siena, a Borgo Val di Taro sugli Appennini di Parma e a Riva del Garda) oltre che in Ungheria.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ante_Paveli%C4%87
limitati a quotare, ada, che è meglio.