ROMA - «In Kosovo i nostri aerei bombardarono fin dalla prima notte del conflitto. Sono passati più di dieci anni e posso rivelare come andarono veramente le cose». Il generale Dino Tricarico guidò gli attacchi contro la Serbia come capo delle forze aeree italiane e vicecapo di quelle Nato. «La notte del 24 marzo 1999 i nostri Tornado sorvolarono l' Adriatico e lanciarono bombe di precisione contro le postazioni della contraerea dei serbi. Fu un' operazione condotta insieme con i caccia dell' Aeronautica tedesca». Durante il conflitto fu detto che i caccia italiani avevano solo un compito di protezione verso i jet degli altri Paesi. «Questa fu la versione ufficiale. Era presidente del Consiglio Massimo D' Alema. Per tranquillizzare i sonni dell' onorevole Cossutta fu necessario inventare la dizione Difesa integrata. In realtà i piloti italiani colpirono fin dal primo momento. Solo una decina di giorni dopo arrivò l' ordine di intervenire coi bombardamenti. Tre righe scritte in forma incomprensibile a testimonianza delle folli acrobazie lessicali necessarie per scriverle. Con questo voglio dire che le operazioni militari italiane, come dimostra ora la crisi libica, sono sempre accompagnate da ambiguità e anche ipocrisia». Non c' è differenza tra governi di destra e di sinistra? «Direi di no. Nella prima guerra del Golfo del 1991, i nostri Tornado vennero immessi nelle operazioni di bombardamento dell' Iraq senza aver avuto una sola opportunità di addestrarsi insieme agli alleati e senza le notizie di intelligence necessarie per inserirsi nello scenario operativo. Era capo del governo Andreotti. Bellini e Cocciolone vennero abbattuti dalla contraerea irachena dopo essere stati gli unici a raggiungere il territorio nemico, dove avevano fallito tutti i nostri alleati. Invece di elogiarli, furono messi sotto processo mediatico».
Nese Marco
Pagina 9
(29 aprile 2011) - Corriere della Sera




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