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Discussione: Viva la figa!

  1. #51
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Di Pisa: incostituzionale il reato di omofobia e la relativa aggravante. Si crea una categoria maggiormente protetta rispetto ad altre, contro il principio di uguaglianza
    Bruno Volpe
    Il Parlamento, a maggioranza, ha rigettato l'aggravante della omofobia per sospetta violazione della costituzione. Il tutto ha causato gli strepiti delle associazioni gay e la ingiustificata astensione dell'inutile ministro Carfagna.
    Della vicenda, tecnicamente, parliamo con un Magistrato di assoluto valore, il dottor Alberto Di Pisa. Dottor Di Pisa, giuridicamente, condivide la scelta del legislatore?
    "premetto che il legislatore non ha definito incostituzionale la legge in quanto questo compito tocca solo alla Corte Costituzionale. Il Parlamento ha voluto dare una indicazione preliminare sulla eventuale costituzionalità o meno della normativa". Crede che sia nel giusto?
    "la incostituzionalità della normativa come partorita a mio sommesso parere ci sta tutta. E spiego. Se io do un cazzotto diciamo ad un eterosessuale questo fatto é trattato in un certo modo, se lo tiro ad un gay é sanzionato, secondo tale orientamento, più aspramente.
    E' del tutto evidente che si tratta di due fattispecie giuridiche uguali, ma sanzionate diversamente in base all'orientamento sessuale e dunque in contrasto con l'art 3 che vige il favore di uguaglianza tra cittadini senza esclusione.
    Sulla base di queste scelte potrei statuire che tirare una legnata ad uno che é alto uno e novanta e un'aggravante, non ha senso".
    Che fare?
    "lasciare le cose come stanno.
    Del resto esiste già l'aggravante dei motivi futili e se uno tira un colpo per motivi discriminatori é applicabile già quella misura che aumenta la pena.
    In sostanza anche sotto il profilo della immagine e del favor legis non possiamo fare passare la immagine che esista una categoria protetta, quella dei gay.
    Sarebbe discriminatorio verso gli etero.
    Poi ricordiamo che rischieremmo di colpire altro principio costituzionale, quello della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e dunque ritengo saggia, competente e giusta la decisione dei legislatori".

    Una vittoria importante in un silenzio che inquieta
    di Marco Invernizzi
    Non è vero che non ci siano mai “buone notizie” nella nostra Italia di oggi, così malandata da tanti punti di vista. La nuova bocciatura, il 26 luglio, del progetto di legge (293 sì contro 250 no e 21 astenuti) che prevedeva un’aggravante per i reati di omofobia e transfobia è una buona notizia. Per diversi motivi.
    Intanto perché ferma per la terza volta un progetto di legge che era orientato non tanto a “proteggere” una categoria, omosessuali e transessuali, ma a riconoscere l’omosessualità e la transessualità come qualcosa di particolarmente prezioso, che deve essere prima “normalizzato” e poi addirittura valorizzato.
    In sostanza, la posta in gioco non era e non è impedire violenze contro gli omosessuali (bastano le leggi vigenti), ma affermare che ogni orientamento sessuale ha identico valore, e gridare allo scandalo ogniqualvolta qualcuno afferma, come fa il Catechismo della Chiesa Cattolica, per esempio, che gli atti omosessuali sono oggettivamente disordinati (nn. 2357-2359).
    Insomma, era abbastanza evidente che questo progetto di legge avrebbe dovuto preludere al riconoscimento pubblico del matrimonio gay e all’adottabilità per legge di figli da parte di coppie omosessuali.
    Soprattutto, quanto accaduto era una delle manifestazioni di una grande battaglia culturale che attraversa da secoli tutto l’Occidente fra chi afferma e chi nega l’esistenza di una legge naturale. Soltanto se abbiamo presenti le caratteristiche di questa grande battaglia culturale possiamo comprendere il valore di quanto avvenuto in Parlamento con la bocciatura del progetto di legge sull’omofobia. Perché se esiste una natura, esiste una legge universale uguale per tutti, esiste un modello di famiglia, esiste un diritto sacro alla vita per ogni essere umano, che sia all’inizio o al termine del suo cammino. Ma se non esiste una natura creata, che si manifesta anche attraverso la sessualità, allora tutto è veramente possibile e ogni capriccio dell’uomo deve essere autorizzato e sovvenzionato, perché non esiste più né vero né falso, né bene né male.
    Ora, avere fermato questo itinerario, non per sempre certamente, ma su un punto importante, è stata una entusiasmante e importante vittoria della cultura della vita e della famiglia. Però, bisogna anche aggiungere, se ne sono accorti in pochi. Non solo le forze politiche della maggioranza di centro-destra non si sono prodigate in gesti di soddisfazione, ma gli stessi quotidiani del centro-destra sono sembrati quasi intimiditi di fronte alla vittoria parlamentare, come se dovessero giustificare il fatto di avere assunto posizioni di questo tipo.
    Gli interventi di Giancarlo Loquenzi su il Giornale e di Giordano Tedoldi su Libero a commento della bocciatura certamente non lasciano trasparire il risentimento e la rabbia di altri quotidiani laicisti per un provvedimento qualificato come ingiusto, ma sembrano quasi intimoriti dalla vittoria e lontani dall’aver compreso la portata culturale e morale dello scontro. Ma vi è chi onestamente possa ancora pensare che oggi in Italia è minacciato il diritto di essere omosessuale e di vivere apertamente questa condizione?
    Inoltre, la bocciatura in Parlamento ha evidenziato l’esistenza di una maggioranza politica più estesa della stessa maggioranza governativa. Non è un successo da sottolineare? Non è importante ricordare che sui principi non negoziabili la maggioranza si allarga all’Udc, anche se perde il sostegno di Santo Versace, assiste all’incomprensibile astensione dell’on. Claudio Scajola e a quella, prevedibile dopo aver sponsorizzato il progetto, del ministro Mara Carfagna?
    Non è importante affermare che il governo si sa compattare quando sono in gioco i valori fondamentali della nostra civiltà?
    Invece purtroppo questo non accade e riappare con evidenza la debolezza culturale delle forze politiche del centro-destra e del loro retroterra informativo. Una debolezza che potrebbe nascere dall’esistenza di orientamenti culturali diversi all’interno di partiti e giornali, oppure dalla mancanza di personale adeguato a condurre questa battaglia di idee più che di scontro di poteri, oppure per altri motivi che non conosciamo. Ma certamente questa debolezza esiste ed è un problema. Essa non permette neppure di utilizzare come boccate di ossigeno in un periodo particolarmente avaro di soddisfazioni per la maggioranza quelle vittorie che pure arrivano, ogni tanto. Siamo tra i Paesi europei che sono riusciti a impedire l’introduzione di una legge che avrebbe discriminato la maggioranza eterosessuale del Paese e avviato un ulteriore passaggio contro il matrimonio e la famiglia. Siamo riusciti a mandare un messaggio importante agli abitanti di tutta Europa: il matrimonio è cosa di un uomo e di una donna. Punto.
    Dovrebbe essere un motivo di fierezza e di orgoglio, non di atteggiamenti preoccupati e sempre sulla difensiva.
    La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Una vittoria importante in un silenzio che inquieta


  2. #52
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    La casta, la Concia e sua "moglie" Ricarda
    di Rino Cammilleri
    In effetti, non deve essere facile dividersi tra due coerenze. Non di rado, infatti, accade che una coerenza confligga con un’altra e allora bisogna scegliere. Nel caso di Anna Paola Concia, il soggetto ha già scelto. E insiste. Vengo e mi spiego.
    La brava collega Romana Liuzzo tiene su il Giornale una rubrica quotidiana di gossip politico, Chiacchiere da Camera. Nella puntata del 14 settembre 2011 un tassello riguardava la deputata Paola Concia, del Pd nonché omosessuale dichiarata, e sempre pronta a combattere per i "diritti" della sua categoria (quella dei gay; e anche quella partitica ma, a quanto pare, in subordine). Infatti, l’abbiamo vista in primissima fila nella battaglia (persa) per introdurre nel codice penale l’aggravante dell’omofobia. Cioè, se io ti do una pedata e tu per caso sei gay, pago il doppio. Il parlamento ha correttamente giudicato che la pedata è già punita nel codice e non si vede perché discriminare tra calciati. Anche perché le categorie protette cominciano a essere talmente tante da star vanificando, di fatto, il famoso motto «la legge è uguale per tutti».
    Tornando alla nostra onorevole, è noto che la Concia si è "sposata" all’estero con la sua compagna tedesca Ricarda. In Italia il matrimonio tra omosessuali non è (ancora) ammesso e perciò le nozze Paola-Ricarda hanno dovuto essere celebrate in trasferta. Ora, succede che la Concia ha presentato regolare domanda affinché la sua assistenza sanitaria venga estesa alla "moglie" (?). Ma qui c’è un problema. Infatti, il regolamento della Camera italiana prevede il rimborso in questione per le coppie coniugate legalmente. Cosa che, nel caso Concia, non è, perché il suo "matrimonio" in Italia non è (ancora) ammesso.
    È vero, la Camera e il Senato hanno già da tempo esteso la norma assistenziale ai conviventi more uxorio, data la "laicità" di non pochi parlamentari. Ma anche qui la Concia ha un problema, perché la Ricarda vive e lavora all’estero: le due "metà" si vedono quando hanno tempo. Dunque, non possono invocare nemmeno una stabile convivenza. Il garbuglio è, a tutti gli effetti, complicato e per risolverlo si dovrebbe - parliamoci chiaro - fare un favore alla Concia, derogando o cambiando i regolamenti. Tutto era più semplice, è vero, ai tempi in cui il matrimonio era ammesso solo tra etero e per giunta indissolubile. Ma la Costituzione non poteva prevedere l'"evoluzione" (chiamiamola così) del costume italico. Infatti non l’ha prevista e, oggi, offre il fianco - e anche qualcos’altro - a ogni vento interpretativo. Risulta che da ben due anni l’onorevole Concia si batta per l’estensione dell’assistenza sanitaria alla sua donna (?). Da qui il conflitto, cui accennavamo all’inizio, tra due coerenze.
    L’altra è la lotta contro i privilegi della Casta politica, di cui la Concia e i suoi colleghi pidiessini hanno fatto bandiera in tempi, come i correnti, di crisi economica. Che fare, dunque? Battersi per il "diritto" che equivarrebbe a un privilegio, e non solo perché sarebbe letto come tale dall’opinione pubblica, o lottare contro tutti i privilegi della Casta, compresi i propri? A quanto pare, la Concia, divisa tra due bandiere, quella arcobaleno del movimento gay e quella a prevalenza rossa del suo partito, ha scelto la terza, quella su cui, come diceva Longanesi, sta scritto «Tengo famiglia».
    La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: La casta la Concia e sua "moglie" Ricarda


  3. #53
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Coppia omosessuale umilia il figlio adottivo vestendolo da donna: è polemica
    Due donne omosessuali australiane hanno umiliato il figlio adottivo di sei anni travestendolo da ragazza e pubblicando le sue foto su Facebook. Una delle due era in procinto di cambiare sesso per tentare di “trasformare” il suo corpo in quello di un uomo, mentre la sua compagna sta seguendo un trattamento di fertilità.
    Questi i dati rilasciati dal tribunale dei minori del New South Wales che ha immediatamente portato via dalla coppia il bambino (chiamato con lo pseudonimo Campbell), rimosso le immagini da Facebook e avviato un’indagine sull’agenzia di affidamento che ha permesso l’assegnazione del minore alle due donne lesbiche.
    Sul Dailymail si riporta che l’ex magistrato della Children’s Court, Barbara Holborow, quando ha saputo della vicenda ha dichiarato: «Oh mio Dio, che cosa stiamo facendo?», in un soprassalto di lucidità rispetto alla progressiva “gayzzazione dell’Occidente“. Il ministro per la Famiglia, Pru Goward, ha invece aperto un’indagine approfondita chiedendo se durante le modalità di affidamento si fosse tenuto in considerazione anche il benessere del bambino. Si è così scoperto che la madre naturale del ragazzo aveva più volte tentato di riconquistare la custodia di suo figlio, vedendosi sempre negata la richiesta.
    Campbell venne affidato alla coppia lesbica nel 2009 assieme a sua sorella Abby, 12 anni. Tuttavia quest’ultima ha rifiutato i nuovi “genitori” ed è stata spostata in una famiglia normale. La notizia ha fatto il giro del mondo e ha sollevato inevitabilmente numerose polemiche sulla stabilità delle relazioni omosessuali, sull’adozione omosessuale e sul favoreggiamento all’omosessualità che viene spesso compiuto in questi particolari contesti familiari.
    Paola Concia, questa volta, non ha rilasciato nessuna dichiarazione.
    Coppia omosessuale umilia il figlio adottivo vestendolo da donna: è polemica | UCCR



    Gay: li defini' 'malati', archiviato caso mons. Rigon
    Gip accoglie richiesta pm
    (ANSA) - GENOVA, 27 SET- Il gip Annalisa Giacalone ha accolto la richiesta del pm e archiviato il fascicolo a carico di monsignor Paolo Rigon, presidente del Tribunale ecclesiastico della Liguria per violenza privata e diffamazione, perche' all'inaugurazione dell'anno giudiziario ecclesiastico, a febbraio, sostenne che l'omosessualita' e' ''un problema che si risolve se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza''.
    Nei confronti dell'alto prelato erano stati presentati da associazioni omosessuali anche esposti all'ordine dei medici e degli psicologi.
    ''Soddisfazione'' e' stata espressa dal prelato e dal suo avvocato, Michele Ispodamia. - ''Sono sollevato. Finalmente e' finita una gogna mediatica ingiustificata''. Questa le dichiarazione di Monsignor Paolo Rigon.


  4. #54
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Gli orrori dell'"ingegneria genetica" lesbo-style
    di Roberto Marchesini
    Tommy Lebel ha undici anni e vive in California con due mamme, Pauline Moreno e Debra Lobel. Pauline e Debra sono due lesbiche, si sono "sposate" nel 1990 presso la locale sinagoga e hanno adottato Tommy quando era molto piccolo. Ora Tommy viene chiamato Tammy; da tre anni prende ormoni che gli hanno bloccato lo sviluppo sessuale e in questo modo (dicono le due mamme) potrà decidere se diventare una ragazza (in tal caso si procederà con le operazioni di rito) o crescere come un ragazzo.
    Tuttavia sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che Tammy sceglierà di "diventare" donna. Le due mamme infatti, dichiarano che le prime parole di Tommy, all'età di tre anni, sono state "Io sono una ragazza". Non le ha esattamente pronunciate, più che altro le ha espresse con il linguaggio dei segni, perché Tommy ha difficoltà di linguaggio. Io a tre anni volevo fare l'astronauta: meno male che nessuno mi ha preso così sul serio, altrimenti avrei dovuto essere mandato in orbita...
    All'età di sette anni Tommy ha minacciato di evirarsi con un coltello, e da quel momento gli è stato diagnosticato il GID (Gender Identity Disorder). L'anno seguente ha cominciato la terapia ormonale per bloccare la pubertà.
    Le due mamme di Tommy/Tammy non hanno trovato opposizione per la loro decisione di crescere Tommy come se fosse una bambina. Hanno infatti trovato l'appoggio sia dalla comunità religiosa ebraica locale, sia da parte dei servizi pubblici (le insegnanti di Tammy e il Children's Learning Center di Alameda). Certo, qualcuno ha presentato alle due mamme qualche perplessità, ma Pauline e Debra non hanno mai avuto dubbi: le statistiche dicono che i ragazzi transgender hanno compiuto almeno un tentativo di suicidio prima dei vent'anni; quindi fermiamo tutto e facciamo scegliere a lui. Il dubbio che i tentativi di suicidio siano connessi proprio al transgenderismo non sfiora nemmeno le due mamme. Come non le sfiora il dubbio che il fatto di avere due mamme lesbiche possa aver influito sulla confusione sessuale del figlio: Tommy era un ragazzino chiuso, triste ed infelice prima che le mamme cominciassero a vestirlo con abiti femminili. Quindi, sottintendono, era il suo genere maschile a renderlo infelice. Insomma, è un puro caso che il figlio di due lesbiche fosse timido e infelice, e che abbia sviluppato un Gender Identity Disorder, una straordinaria coincidenza.
    Del resto l'American Psychological Association ha dichiarato che «la ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l'orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali». Ed è molto probabile che nelle prossime edizioni dei manuali diagnostici scompaiano sia il GID che il transgenderismo.
    Del resto, sono gli "scienziati" che decidono cosa è naturale e cosa non lo è, no?
    La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Gli orrori dell'"ingegneria genetica" lesbo-style

    Trans e coppie gay, le priorità di Bersani & C.
    Di Tommaso Scandroglio
    Equality Italia è un’associazione che secondo statuto “si adopera per il superamento di ogni discriminazione e disparità”. Tanto per non discriminare tra le discriminazioni, Equality stila una serie ampia di ragioni che potrebbero essere motivo di trattamenti non equi: età, sesso, religione, etnia, etc. Ma il più importante riguarda “l’orientamento sessuale e identità di genere”.
    Ad un anno di distanza dalla fondazione si è tenuto sabato scorso il suo primo congresso. L’associazione è neonata secondo l’anagrafe ma può già vantare vecchi e noti amici. Ed ecco allora giungere in occasione di questo congresso i saluti di alcune tra le più importanti istituzioni e personalità politiche. Spigoliamo qua e là. Donato Marra, Segretario generale della Presidenza della Repubblica, ricorda l’ “impegno profuso” da Napolitano nel “tutelare la parità di genere”. Gli fa eco Walter Veltroni: “condivido il rifiuto di quella politica che pensa di poter affrontare le questioni relative alla vita, agli affetti e ai diritti delle persone omosessuali, guardandole con la lente deformante dell’ideologia”. Sulla stessa linea ovviamente Nichi Vendola che con un tono un po’ più poetico ricorda che “il filo spinato sui sentimenti delle persone può essere spezzato”.
    Ma forse l’intervento più significativo è quello di Pierluigi Bersani: “Tra i punti principali del programma con cui il PD si presenterà di fronte agli elettori saranno contenuti impegni chiari: penso all’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia, al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, e all’estensione del diritto di voto ai nuovi cittadini”. E conclude: “Tutti questi temi vanno tenuti assieme in un grande capitolo che afferisce all’idea che noi abbiamo dell’Italia di domani”.
    Questa brevissima carrellata del pensiero rosso-levantino parla chiaro. Se alle prossime elezioni vince il Partito Democratico le priorità non saranno costituite dalla tutela della vita, della famiglia, della salute, della libertà di educazione. Nemmeno in modo più prosaico dal rinvenimento di soluzioni per uscire dalla attuale crisi economica. Le urgenze sono prima di tutto sanzioni penali maggiori per chi insulta un transessuale. Perché è cosa nota che l’eterosessuale soffre meno di un omosessuale quando riceve offese verbali.
    In secondo luogo è ormai scoccata l’ora di parlare di “matrimonio” omosessuale o comunque di riconoscimento giuridico delle coppie composte da due lui o due lei.
    Rimane chiaro come il sole che l’italiano dal medio buon senso ha ben altri pensieri assai meno progressisti: il mutuo, star bene di salute, aver qualche soldo per campare, la speranza di veder i figli sistemati. Bersani, Napolitano e gli altri accoliti che portano nel loro cuore tatuate la falce e il martello sono ben consci che il popolino nutre altre preoccupazioni assai più infime e meno ardite.
    Ma loro, come insegnano Marx e Lenin, sono i “rivoluzionari di professione” cioè quell’avanguardia di militanti che a tempo pieno si occupano di trascinare in avanti la massa incolta, di farla transitare dall’oggi crepuscolare all’alba di domani. E se l’oggi è composto da famiglie con un padre e una madre, domani ci saranno due papà o due mamme a figlio.


  5. #55
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    Ma non fate prediche che Bossi è divorziato e Berlusca ha divorziato una volta, si è separato dalla Lario e ha pagato le minorenni ad Arcore...
    Gli omosessuali hanno il diritto di fare quello che vogliono come noi eterosessuali e nessuno ha il diritto di gudicare sulle loro questioni private :giagia:
    Giusto, purché restino private.
    E questo vale anche per Berlusconi, non si capisce perché debbano esserci guardoni che spiano dal buco della serratura e mettono in piazza le faccende private altrui!

    John

  6. #56
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Citazione Originariamente Scritto da john.smith Visualizza Messaggio
    Giusto, purché restino private.
    E questo vale anche per Berlusconi, non si capisce perché debbano esserci guardoni che spiano dal buco della serratura e mettono in piazza le faccende private altrui!

    John
    Non si tratta di "guardoni" ma di reati commessi dal presidente del consiglio :gluglu:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  7. #57
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    Predefinito Rif: Viva la figa!

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    Non si tratta di "guardoni" ma di reati commessi dal presidente del consiglio :gluglu:
    Reati?
    Puoi citarmi le sentenze definitive che condannano il presidente del consiglio per questo tipo di reati?
    Oh, scusami, dimenticavo che per voi sinistrati contano solo le sentenze dei tribunali del poppolo, o quelle comminate, senza processo, dai giustizieri della notte che allietavano il triangolo della morte emiliano-romagnolo….






 

 
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