Il sistema anarco-capitalista ha portato una ventata di libertà all’interno delle correnti liberiste, valorizzando in maniera decisa ed assoluta l’individualismo e il federalismo decisionista al centro delle discussioni e delle formulazioni teoriche sia di diritto, economia, filosofia e politica. Ciò che ha posto come principio base è il rispetto delle minoranze, principio che la sinistra ha sempre fatto proprio senza trovare una formulazione teorica completa, convincete e che non conduca al dispotismo “ideologico”. Il sistema mercato risulta essere il sistema più egualitario e giusto che possa esistere, più della democrazia che ha imposto le decisioni e le scelte della maggioranza sulla minoranza. Almeno teoricamente l’anarco-capitalismo ( cosa che poi molti anarco-capitalisti hanno allegramente dimenticato) ponendo le scelte individuali e il rispetto delle minoranza al centro di tale teoria ha dato vita ad una formulazione sperimentalista di molti modelli sia giuridici, sociali ed economici, illustrando e anche abbastanza scientificamente come i titoli di proprietà e il capitalismo stesso sia inquinato e distorto dalla presenza del monopolio dei monopoli, lo Stato, ente coercitivo, parassitario e omologante. Dalla teoria anarco-capitalista se ne ricava che una vera società libertaria sia una società aperta, che grazie al mercato, crea formulazioni di contratto volontarie e per nulla legate allo sfruttamento ma alla libertà di scelta e ciò e quanto di più anticapitalista si possa sostenere. Come ha illustrato bene Fabio Massimo Nicosia nel suo ultimo lavoro il “Dittatore Libertario”, se per anarco-capitalismo intendiamo modelli sociali da sperimentare, quindi una società liberata dalla presenza dello stato che libera inevitabilmente dal gioco dei monopoli lo stesso capitalismo e la proprietà privata, tale sistema consensualista non può che portare con se l’anarco-sindacalismo e le sue formulazioni teoriche. Se in una società libertaria, antistatalista e di mercato realmente “libertario” i “proprietari” ( anche l’identificazione di proprietario avrà una diversa visione) potranno difendere i propri beni autogestendosi o reperendo tali servizi di “sicurezza” sul mercato, i “non proprietari” ugualmente e libertariamente sono a loro volta liberi di costituire agenzie proletarie di protezione ( strutture anarco-sindacaliste) che contrattino coi proprietari e i datori di lavoro senza che sia possibile, ricordiamoci di star discutendo di contrattazione in una società libertaria quindi libera dai monopoli coercitivi, stabilire a priori o predeterminare l’esito di una contrattazione affidata interamente al rapporto di forza, alla capacità persuasiva delle parti e al giudizio, fondamentale questo aspetto per tutte e due le parti, dei consumatori che possono decidere di boicottare tale azienda e di sposare o non la causa dei “non-proprietari”. Una simile visione sociale della società libertaria ha unito principi teorici anarco-capitalisti e anarco-sindacalisti esprimendo al massimo quel valore iniziale di rispetto delle scelte e delle minoranze.



ANARCO-CAPITALISMO E ANARCO-SINDACALISMO | Pensa Libero, laici e liberali per la Toscana