Sulle elezioni il ciclone Grillo- LASTAMPA.it
Diecimila persone è di gran lunga la più affollata manifestazione di questa campagna elettorale. Segno della forza trainante del comico genovese. Segno anche il suo movimento ormai è una realtà, e dopo aver eletto due consiglieri in Regione vuole compiere il grande balzo anche a Palazzo di Città. «Vittorio Bertola, il nostro candidato sindaco, non vincerà», urla Grillo dal palco, «ma se riusciamo a eleggere due consiglieri è la fine». Per gli altri, s’intende, i partiti tradizionali, investiti da una valanga di contumelie. «Siamo come nel ‘46: allora si doveva scegliere fra repubblica e monarchia, oggi dobbiamo decidere se essere una democrazia o una partitocrazia, cittadini o sudditi».
In una campagna elettorale in cui si spenderà quasi 1,7 milioni di euro i «grillini» rivendicano i loro 3500 euro, tutti in autofinanziamento. «Combattiamo contro corazzate che si spartiscono un miliardo di euro di rimborsi elettorali. Noi abbiamo rinunciato al milione e mezzo che ci spettava per le regionali. Non vogliamo partecipare al furto di denaro pubblico. Anzi, vogliamo vigilare». Il comico genovese ribadisce l’obiettivo: due consiglieri, come in Regione. «Se ce la facciamo sarà come un disinfettante, un social network in Comune. Non potranno più farsi gli affari loro: vigileremo sul debito, sugli appalti, sulle consulenze. Su ogni singola delibera».
La piazza ulula e applaude. È una piazza zeppa di giovani, quelli che ai raduni dei partiti si contano con il lumicino. Grillo li arringa a ritmi serrati: «Abbiamo raccolto le firme per cacciare i condannati dal Parlamento, per istituire il vincolo delle due legislature. Che fine hanno fatto? A Torino vincerà Fassino, che fa politica da quarant’anni ed è in Parlamento da trenta. Lui e sua moglie, entrambi a venti mila euro al mese. Vuole innovare la città ma è 35 anni che dice le stesse cose. Non gli abbiamo dato una delega a vita: è da eversivi chiedere che dopo dieci anni si facciano da parte?».




Rispondi Citando
