Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Battle in Seattle - Nessuno li può fermare


    Originale



    Prima di scendere nell'analisi di questo film (Stuart Townsend, 2007) bisogna subito riconoscerne un merito oggettivo. Nonostante l'ingenuità ideologica, la pellicola mostra con chiarezza tutto l'orrore della repressione poliziesca spalleggiata dalla puntuale disinformazione dei mass media. E non si tratta di una repressione avuta luogo solo nel contesto oggetto del film, ma di quella stessa repressione che avviene in ogni parte del mondo quando migliaia di persone che contestano i poteri forti mondiali si battono contro gli stessi nel modo che ritengono opportuno.

    Battle in Seattle - Nessuno li può fermare tratta dei giorni di inizio dicembre 1999 quando il "Popolo di Seattle" scese in piazza contro la riunione del WTO-OMC, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, uno degli organismi internazionali più deleteri per il grado di libertà della gente e la qualità dell'economia.
    Il punto di vista del regista è vicino a quello dei manifestanti e di quella parte minoritaria dello stesso WTO che vuole migliorarne dall'interno le regole.
    Oltre a porre l'accento sulle giuste rivendicazioni degli oppositori, Townsend non manca di evidenziare i metodi malavitosi che il WTO utilizza anche all'interno per soffocare ogni voce di dissenso tra le proprie fila.
    Capita così che alla riunione dei paesi africani aderenti all'organizzazione che si propongono la costituzione di un comitato che difenda i propri interessi contro i paesi ricchi, gli interpreti vengano tutti improvvisamente costretti ad andarsene per altre riunioni "prioritarie" lasciando gli africani impossibilitati a procedere.
    Analogamente alla conferenza del rappresentante di Medici senza Frontiere che chiede la priorità della distribuzione di medicinali sul diritto di brevetto delle case farmaceutiche per aiutare i malati del mondo povero, il WTO invita i partecipanti al boicottaggio.

    Sul fronte della repressione il film mostra bene come la maggior parte dei manifestanti fosse pacifica e come le frange estreme degli utili idioti di sistema potessero essere facilmente isolate dalla polizia. Quest'ultima, su indicazione delle istituzioni, ha però usato violenza indiscriminatamente contro tutti anche con la collaudata tecnica dell'infiltrazione di agenti provocatori.

    Accanto ai gendarmi in divisa ci sono anche quelli in borghese, i giornalisti, che danno di quei giorni una versione a senso unico tesa dipingere il Popolo di Seattle come un'armata terroristica votata alla distruzione di un WTO equo, solidale e democratico...
    Interessante è anche il breve dialogo tra un poliziotto e un manifestante da lui arrestato in cui questi spiega come sia assurdo che loro due si combattano quando il vero nemico è un altro ed è un nemico comune a entrambi.

    Al di là della mielosa retorica pacifista e nonviolenta, l'unica vera pecca di questo film, comune purtroppo a tutta quella filmografia che pure eccelle nell'analisi dei sintomi e che critica onestamente i poteri forti e le oligarchie, è la sua ingenuità e immaturità politica. Il regista, sposando la visione dei manifestanti, pensa che molto possa essere cambiato dall'interno e crede che lo scontro sia tra democrazia e capitalismo (laddove con democrazia si intende la sua versione rappresentativa attuale) senza che capire che la prima non può che partorire il secondo e il secondo sguazza proprio nella prima.
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Battle in Seattle - Nessuno li può fermare

    Sono passati solo 12 anni ma sembra un altro mondo.
    Incredibile
    Ultima modifica di Canaglia; 05-05-11 alle 11:30
    Passata la buriana facciamo i conti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Battle in Seattle - Nessuno li può fermare

    Premesso che non sono contro il famoso popolo di Seattle, anzi ha dei meriti nel contestare un sistema che scontenta la maggor parte della popolazione umana, dico che il popolo di S. ha in questi hanno cercato di inseguire delle farfalle.

    Quindi da una perte io mi sento progressista e mi sento vicino ai contestatori, dall'altra faccio un analisi complemente diversa.

    chi ruba non è tanto il capitalismo internazionale, quello semmai crea ricchezza attraverso le economie di scala, io sono a favore della globalizzazione che porta condizioni meno gravose ai lavoratori dei paesi poveri, che altrimenti sarebbero ancora più poveri.

    Io sono per una lotto alle alite locali.

    Chi ruba non sono gli occidentali cattivo o le multinazionali, ma le elite locali dei paesi del III mondo, e anche dell'occidente.

    Chi si imberta le mostruose ricchezze è Gheddafi ad esempio, gli sceicchi, i miliardari mafiosi russi ad esempio. è a questi che bisogna muovere guerra.

    In Italia invece si deve fare la guerra ai dirigenti pubblici, ai liberi professionisti a numero chiuso, ai tanti privilegi.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  4. #4
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    Predefinito Rif: Battle in Seattle - Nessuno li può fermare

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Premesso che non sono contro il famoso popolo di Seattle, anzi ha dei meriti nel contestare un sistema che scontenta la maggor parte della popolazione umana, dico che il popolo di S. ha in questi hanno cercato di inseguire delle farfalle.

    Quindi da una perte io mi sento progressista e mi sento vicino ai contestatori, dall'altra faccio un analisi complemente diversa.

    chi ruba non è tanto il capitalismo internazionale, quello semmai crea ricchezza attraverso le economie di scala, io sono a favore della globalizzazione che porta condizioni meno gravose ai lavoratori dei paesi poveri, che altrimenti sarebbero ancora più poveri.

    Io sono per una lotto alle alite locali.

    Chi ruba non sono gli occidentali cattivo o le multinazionali, ma le elite locali dei paesi del III mondo, e anche dell'occidente.

    Chi si imberta le mostruose ricchezze è Gheddafi ad esempio, gli sceicchi, i miliardari mafiosi russi ad esempio. è a questi che bisogna muovere guerra.

    In Italia invece si deve fare la guerra ai dirigenti pubblici, ai liberi professionisti a numero chiuso, ai tanti privilegi.
    Non concordo su nulla.
    Le elite locali? Sì, ce ne sono e vanno eliminate ma contano come i valvassino del sistema feudale!
    Gheddafi e la mafia russa saranno anche dei farabutti ma in confronto a Rockefeller o Rotschild, per non parlare delle istituzioni tipo Federal Reserve, BCE, o aziende come Monsanto e Du Pont, sono dei mendicanti!

    E da quando la globalizzazione migliora le condizioni dei lavoratori dei paesi poveri?
    E' un falso oggettivo... migliora solo le condizioni di pochissimi sventurati che vengono designati a sostituire produttivamente i loro omologhi dei paesi ricchi per tagliare sui costi del personale!
    E a quale prezzo? Che i lavoratori occidentalo stanno peggio...

    Mi spiace ma il peggioramento delle condizioni di vita - economiche e qualitative - causato dalla globalizzazione è oggettivo e non può essere tema di dibattito.

    Comunque, perdonate il chiassoso OT da parte mia, questo era un post sul film, non sulla globalizzazione, cartellino giallo :sofico:
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Battle in Seattle - Nessuno li può fermare

    grazie della segnalazione

  6. #6
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    Predefinito Rif: Battle in Seattle - Nessuno li può fermare

    Citazione Originariamente Scritto da Simone.org Visualizza Messaggio
    Non concordo su nulla.
    Le elite locali? Sì, ce ne sono e vanno eliminate ma contano come i valvassino del sistema feudale!
    Gheddafi e la mafia russa saranno anche dei farabutti ma in confronto a Rockefeller o Rotschild,
    sono più grossi Gheddafi e la mafia russa dei Rockfeller.

    per non parlare delle istituzioni tipo Federal Reserve, BCE, o aziende come Monsanto e Du Pont, sono dei mendicanti!
    La multinazionale crea ricchezza perchè crea economica di scala, se ogni contadino producesse per se si tornerebbe al feudalesimo.

    E da quando la globalizzazione migliora le condizioni dei lavoratori dei paesi poveri?
    Oggi i Cinesi stanno molto meglio di 20 anni fa, i giapponesi dal dopoguerra agli anni 80 hanno migliorato enormemente il tenore di vita, gli italiani e i tedeschi delle stesso periodo.

    Grazie al commercio internazionale e alle esportazioni.

    E' un falso oggettivo... migliora solo le condizioni di pochissimi sventurati che vengono designati a sostituire produttivamente i loro omologhi dei paesi ricchi per tagliare sui costi del personale!
    E a quale prezzo? Che i lavoratori occidentalo stanno peggio...
    Sta a specializzarsi, ma comunque io sono per un salario minimo mondiale e per condizioni decorose in tutti i paesi, ma noi dobbiamo produrre cose ad alto valore aggiunto.

    Mi spiace ma il peggioramento delle condizioni di vita - economiche e qualitative - causato dalla globalizzazione è oggettivo e non può essere tema di dibattito.
    Il peggioramento è perchè dobbiamo mantenere tutto il clero.

    * dipendenti e dirigenti pubblici
    * classe politica
    * albi professionali e burocrazia
    * troppi militari e forze dell'ordine
    * monopoli e oligopoli

    Comunque, perdonate il chiassoso OT da parte mia, questo era un post sul film, non sulla globalizzazione, cartellino giallo :sofico:
    Io sono per la globalizzazione, a parte dei correttivi.

    Il furto è su livelli locali, il commercio internazionale aumenta la ricchezza.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

 

 

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