Il Terzo polo di Grillo e del web - europaquotidiano.it
Lo scrivo adesso perché scriverlo martedì prossimo potrebbe apparire puro opportunismo e invece il vostro rubrichista è uno scommettitore piuttosto capace, uno che altrove verrebbe definito un analista accorto, perché sa interpretare i dati della realtà presente e immaginare la conseguente realtà futura: insomma, sui giornali di martedì prossimo troverete tutto un fiorire di analisi ex post sulla forza del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo, su quanto i suoi voti siano decisivi in molti ballottaggi per le comunali e le provinciali, scoprirete persino i nomi dei loro candidati sindaco o presidente, che quotidiani e televisioni hanno ostentatamente ignorato, alla faccia di qualsiasi par condicio.
Migliaia contro milioni (di euro)
Eppure io scommetto che la forza di questi ragazzi (tutti i candidati sindaco e presidente hanno meno di quarant’anni) che si sono organizzati dal basso attraverso la rete, hanno speso poche migliaia di euro contro le Moratti (tutte le mogli dei Moratti, di destra e di sinistra) che spendono milioni, sarà misurata nelle urne come superiore a quella del fantomatico terzo polo dove tre pesi massimi della politica come il presidente della camera, Gianfranco Fini, l’ex presidente della camera Pierferdinando Casini e l’ex vicepremier Francesco Rutelli si ritroveranno a prendere meno voti dei seguaci di un comico barbuto.
La scommessa di Bologna
La scommessa più divertente è a Bologna, quella che Italo Bocchino ha definito “il laboratorio politico” del terzo polo, peraltro la città di Fini e Casini, dove il candidato centrista si ritroverà a dover competere in consensi con un tal Burani, candidato sconosciuto del Movimento cinque stelle, che sfiorerà la doppia cifra. Il punto è: quando questi candidati giovani, sconosciuti, senza una lira e senza una riga sui giornali, arriveranno ai livelli di consenso dei panzer della politica di palazzo, qualcuno comincerà a prenderli sul serio? O saranno sempre folklore, ci sarà sempre un massimobordin a alzar sopracciglio e a sparar bordate, un analista irridente a minimizzarli nel territorio dell’antipolitica?
Il limite del Pd
Credo che da martedì prossimo bisognerà cominciare a ragionare sul perché non sia stato il Partito democratico ad attrarre la voglia di politica e di impegno e di cambiamento che spinge ragazzi di vent’anni a candidarsi alle elezioni amministrative, a farsi un mazzo come un secchio in campagna elettorale, a utilizzare la rete in modo sapiente non per rimorchiare ragazze ma per far conoscere le proprie idee e proposte per la gestione della comunità in cui vivono. Credo che da martedì ci sarà un vero terzo polo con cui fare i conti e sarà quello del web, mediato dalla lucida follia di Beppe Grillo, che non è solo un populista. È uno che ha fatto innamorare della politica partecipata migliaia di giovani. E di questo lo ringrazio. Il Pd ha avuto molte occasioni per aggregarlo al proprio percorso. Il Partito democratico americano lo avrebbe fatto, con naturalezza. Gli eredi del Pci (lo stizzito Vendola compreso) non riescono neanche ad immaginare come poterlo fare. Da martedì, questo, sarà il principale limite dell’attuale classe dirigente del Pd.
Mario Adinolfi Italian Blog




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