Nato da una ricca famiglia ebraica, Albert Caraco passò l'infanzia tra Vienna, Praga e Berlino. La famiglia abbandonò la Germania negli anni trenta e si stabilì in Francia, per un certo periodo, nella città di Parigi, dove Albert frequenta l'École des Hautes Études Commerciales. Parla già spagnolo e tedesco.
Prima della seconda guerra mondiale la famiglia acquista la cittadinanza dell'Honduras e si trasferisce in Sud America: Argentina e Uruguay. In questo periodo si converte per opportunità sociale al cattolicesimo, ma Albert si converte sinceramente e scrive poesie religiose.
Riceve per le sue opere premi e onorificenze. La famiglia si stabilì nuovamente a Parigi dopo il 1946.
Misconosciuto dalla critica e dagli editori del tempo, i numerosi libri da lui pubblicati in vita non ebbero alcuna eco, forse per la violenza delle sue provocazioni, rivolte contro tradizionali convinzioni politiche e religiose.
Rappresentante di un "Nichilismo oscuro" imperniato sulla caducità, tragicità e caoticità in cui vive l'uomo moderno, Caraco descrive in toni 'profetici' un mondo in piena decadenza, ove gli uomini per sopravvivere distruggono il loro pianeta e si sterminano a vicenda. È la morte il tema principale, da cui dipartono tutte le sue tesi. Caraco può essere paragonato a Louis-Ferdinand Céline o ad Emil Cioran, per la violenza compressa che scaturisce nell'eleganza provocatoria dei suoi scritti, di cui solamente quattro hanno avuto una traduzione italiana: Post-Mortem e Breviario del Caos pubblicati dalla casa editrice Adelphi, Supplemento alla psychopathia sexualis pubblicato da ES e Guida e L'uomo di mondo pubblicato da Guida.
ALBERT CARACO - BREVIARIO DEL CAOS | margo
Breviario del caos - archiviostorico.info
Il Vangelo secondo Caraco | Michele Fabbri
Conflitti di razza, conflitti di classe | Michele Fabbri





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